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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Luigi Carraro è il nuovo presidente del Milan. Come allenatore è ingaggiato Arturo Silvestri, già terzino della squadra del Gre-No-Li. Arrivano Rosato ed Anquilletti. Parte (destinazione Torino) Cesare Maldini. Dopo 12 stagioni il capitano di Wembley lascia la squadra con cui ha vinto 4 scudetti. Resta la sua immagine di giocatore gentiluomo, dal gioco pulito, di "stile", nonostante il ruolo difensivo sempre ricoperto. Il campionato è decisamente da dimenticare; una serie interminabile di pareggi (15) impediscono alla squadra il decollo. Alla fine è un grigio 8° posto. Il Milan si riscatta finalmente nella Coppa Italia. Elimina Pisa, Modena, Torino, Lecco, e, in un'accesa semifinale a Torino, la Juve dopo i empi supplementari. Nella finale a Roma batte il Padova 1-0 con un gol di Amarildo e capitan Rivera può alzare la Coppa Italia.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("Il Milan di Rizzoli incontra l’Europa"), aprile 2005
Finalmente il 1966-67, grazie alla nuova dirigenza di Luigi Carraro, sembra portare un po' di serenità, almeno in società: dopo i frequenti traslochi degli ultimi anni (via Donizetti, via Serbelloni), arriva il trasferimento in via Turati. Cesare Maldini, dopo dodici stagioni in rossonero, si trasferisce al Torino; arrivano i validi difensori Anquilletti e Rosato. Se in campionato la musica non cambia (solo ottavo posto finale) arriva almeno, a fine stagione, la vittoria in Coppa Italia (finale a Roma il 14 giugno 1967, 1-0 al Padova con gol di Amarildo).






Dal quotidiano "Il Giorno", una bella foto del Milan 1966-67



dal sito www.wikipedia.org
AVVENIMENTI
Spettacolare epilogo per il campionato post-Mondiale e, soprattutto, post-Corea del Nord. Un campionato che l'Inter condusse dalla prima alla penultima giornata e che perse in maniera rocambolesca: il 28 maggio 1967 fu un giorno della storia della Serie A che venne tirato in ballo molti anni dopo, alla fine del campionato 2001-02 per le analogie tra le storie e le squadre protagoniste della vicenda.
Il campionato che iniziò il 18 settembre 1966 fu il primo in cui la città di Genova non vi fosse rappresentata. L'Inter partì a razzo, vinse tutte le prime sette gare e in poche settimane si scrollò di dosso Napoli e Juventus, mentre fece le sue prime, sporadiche apparizioni nelle zone alte il Cagliari di Gigi Riva, capocannoniere per la prima volta alla fine di questo torneo con 18 reti. Il 18 dicembre l'Inter perse a Roma, contro una Lazio in cerca di punti-salvezza: la Juve raggiunse i nerazzurri in vetta, ma durò una sola settimana. Il risicato pareggio con il Milan vanificò l'aggancio dei bianconeri e l'Inter fuggì di nuovo: il 22 gennaio fu campione d'inverno con un punto di vantaggio sui rivali.
Il ritorno vide i torinesi un po' in difficoltà: incapparono in tre pareggi consecutivi che spinsero l'Inter a più quattro. Nelle settimane a venire il vantaggio oscillò sempre tra i due e i quattro punti; alla trentesima, la Juve perse in casa del Milan e l'Inter sembrò ormai vicina al titolo. Ma il logorio di alcuni giocatori e la stanchezza giocarono un brutto scherzo ai lombardi, che persero lo scontro diretto e pareggiarono due gare: la Juve, a un turno dal termine, si ritrovò a meno uno. Il 25 maggio, a Lisbona, i nerazzurri persero la Coppa dei Campioni contro il Celtic di Glasgow e tre giorni dopo, a Mantova, sconfitti 0-1 per una papera del portiere Sarti su un cross dell'ex Di Giacomo, assistettero al sorpasso della Juventus, che condannò alla Serie B la Lazio. Fu un crollo verticale quello dei nerazzurri, che il 6 giugno persero addirittura la semifinale di Coppa Italia contro il Padova, squadra di B: era l'incredibile capolinea della Grande Inter.
Piccolo record per una delle protagoniste del finale di campionato, il neopromosso Mantova, che pareggiò ben 22 partite su 34. Retrocessero malamente le altre due squadre provenienti dalla B, il Lecco e il Venezia, mentre nel finale aveva mollato anche il Foggia. Solo due le promozioni, la Serie A ridusse a 16 le partecipanti.




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Ragione sociale Milan Associazione Calcio S.p.A. (A.C.M.)



Gianni Rivera,
capitano per la stagione 1966-67
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via Filippo Turati, 3 - MILANO
Centro Sportivo Milanello - Carbonolo di Carnago (VA)
AREA DIRETTIVA
Presidente Luigi Carraro
Segretario Bruno Passalacqua
AREA COMUNICAZIONE
Addetto Stampa Antonio Bellocchio
AREA TECNICA
Allenatore Arturo Silvestri, poi Nereo Rocco (solo per la Coppa delle Alpi)
Allenatore in Seconda Giovanni Cattozzo III
Preparatore Atletico Bozzi
Allenatore Squadra De Martino Carlo Scarpato
Allenatore Primavera Francesco Zagatti
Allenatore Portieri e Primavera Luciano Tessari
AREA SANITARIA
Medici Sociali Monteverde, Giovanni Battista Monti, Pier Giovanni Scotti
Massaggiatori Carlo Tresoldi, Giuseppe Campagnoli, Ruggero Ribolzi, Guglielmo Zanella
SQUADRA
Capitano Gianni Rivera
Campo sportivo Stadio San Siro - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Tavares de Silveira Amarildo I, Mario Angelo Anquilletti, Bruno Bacchetta, Dario Barluzzi, Bruno Baveni, Pierangelo Belli, Luis Cesar Carniglia, Marco Amulio Fazzi I, Giuseppe Ferrero, Giuliano Fortunato, Alberto Giacomin, Massimo Giacomini, Riccardo Innocenti, Giovanni Lodetti, Sergio Maddè, Claudio Mantovani II, Bruno Mora, Gilberto Noletti, Angelo Paina, Pierino Prati, Gianni Rivera (cap.), Roberto Rosato I, Nello Saltutti II, Nello Santin, Nevio Scala, Karl Heinz Schnellinger, Angelo Benedicto Sormani, Giovanni Trapattoni
Palmares 1^ Coppa Italia
La Squadra "De Martino" è Campione d'Italia
La Squadra "Allievi Nazionali" vince il Torneo "Albertoni" di Cremona