Dario Giuliano Mario BARLUZZI
"Scossa elettrica"

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(Archivio Magliarossonera.it)


Scheda statistiche giocatore

  Dario Giuliano Mario BARLUZZI

Nato il 06.09.1935 a Belluno

Portiere (P), m 1.85, kg 78

Stagioni al Milan: 5, dal 1962-63 (da novembre 1962) al 1966-67 (a novembre 1967 ceduto all'Internazionale)

Soprannome: “Scossa elettrica”

Proveniente dal Catania

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia
il 05.12.1962: Milan vs Sampdoria 0-1

Ultima partita giocata con il Milan il 30.06.1967: Zurich vs Milan 2-0 (Coppa delle Alpi)

Totale presenze in gare ufficiali: 102

Palmares rossonero: 1 Coppa dei Campioni (1963), 1 Coppa Italia (1967)




Ha giocato anche con il Belluno (*, squadra nella quale è cresciuto), il Treviso (B, C, D), il Catania (A), l’Internazionale (A), il Mantova (B), il Varese (B).

"Nel Diavolo arriva appena dopo lo scudetto ’62 e va via appena prima dello scudetto ’67. Vive con la squadra la prima, storica vittoria in Coppa dei Campioni (’63) e s’aggiudica da titolare la Coppa Italia ’67. Il suo vero momento di gloria è il 16 novembre 1963 quando, infortunatisi Ghezzi e Balzarini, nello spareggio disputato al Maracanà difende la rete rossonera nella sfida persa per un gol con il Santos, in palio la Coppa Intercontinentale. Per un paio di stagioni, tra il tramonto di Ghezzi e il tardo exploit di Cudicini, è titolare tra i pali della porta milanista e nel ’65 contribuisce al secondo posto in campionato dietro i cugini dell’Inter. Ha trent’anni e tocca qui il top di una carriera che si chiuderà tra Mantova e Varese." (Da "Dizionario del calcio italiano”, Baldini & Castoldi Editori, 2000)




Dal sito www.wikipedia.it

Nasce calcisticamente nel Treviso dove disputa ben 7 campionati, quasi tutti in serie C. Nel 1961-62 è in serie A con il Catania, anche se non riesce ad esordire. L’anno successivo passa al Milan come riserva di Ghezzi (sostituisce Liberalato) ottenendo 3 presenze. Subentra a Balzarini nello spareggio con il Santos valevole per la Coppa Intercontinentale. Negli anni successivi, complici alcuni infortuni a “kamikaze” Ghezzi ottiene la maglia numero 1.
Nel 1967-68 viene ceduto all’Inter dove totalizza una sola partita in Coppa Italia. La carriera di Barluzzi continua in B con il Mantova e successivamente al Varese. Con i biancorossi raggiungere nuovamente la serie A dove gioca all’età di 36 anni le ultime 7 partite.







(dal sito www.inter.it)


(Archivio Magliarossonera.it)





(Archivio Magliarossonera.it)


Figurina "Panini"



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Permesso di soggiorno in Brasile per la finale di Coppa Intercontinentale 1963
(per gentile concessione di Ivano Piermarini)



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(da "MilanInter" del 16 settembre 1963)
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(da "MilanInter" del 9 dicembre 1963)



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Con un coraggioso intervento, Barluzzi anticipa un grappolo di tre giocatori pronti a colpire il pallone di testa, Noletti, Domenghini
e Magistrelli. Dietro di loro, Fortunato osserva l’azione. San Siro, 1° dicembre 1963, Milan vs Atalanta 2-0. Un paio di settimane prima,
nelle "battaglie" del 14 e 16 novembre 1963 al Maracanà, oltre al furto della Coppa Intercontinentale, il Milan aveva dovuto subire anche
la perdita del portiere titolare, Ghezzi, e del suo sostituto, Balzarini, entrambi per infortunio causato dalla violenza intimidatoria dei giocatori del Santos. E così Barluzzi, terzo portiere in rosa, era stato chiamato a sostituire gli sfortunati colleghi nella stessa partita di spareggio contro i brasiliani e per almeno un paio di mesi in campionato e Coppa dei Campioni
(by Lucia Ravenda)



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(da "MilanInter" del 20 gennaio 1964)



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(da "MilanInter" del 21 dicembre 1964)
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(da "MilanInter" dell'8 marzo 1965)





Dario Giuliano Mario Barluzzi, 1965-66





(da "Intrepido")



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Dario Barluzzi nel Milan 1965-66
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Il passaggio di Barluzzi all’Inter
(da "Inter Footbal Club", 1967)



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Rosato, Barluzzi e Rivera, stagione 1966-67
(per gentile concessione di Gianni Righetto)



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(per gentile concessione di Giorgio Verzini)
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(per gentile concessione di Giorgio Verzini)



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(per gentile concessione di Giorgio Verzini)
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(per gentile concessione di Giorgio Verzini)



Dal sito www.ilgazzettino.it
12 febbraio 2020

BARLUZZI, EX GLORIA DEL MILAN, DONA 3 CASE ALLA REGIONE: IL GRAZIE DI ZAIA
«Un dono da “numero 1” nei fatti». A dare la notizia che “l’affare è andato in porto” è stato il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia. Dario Giuliano Mario Barluzzi, per tutti Dario, ha donato alla Regione tre immobili commerciali in via Simon da Cusighe. Il valore catastale è di 250mila euro. A trovare posto tra quelle serrande abbassate ora saranno dei servizi regionali per due settori strategici: Difesa del Suolo e Protezione Civile.
CONCITTADINO ILLUSTRE - Classe 1935, Barluzzi è stato portiere del Milan nel 1962. E, a causa di un infortunio al portiere Giorgio Ghezzi, ha anche indossato la maglia rossonera con il numero uno. In quella stagione il Milan di Nereo Rocco vinse la Coppa dei Campioni in finale contro il Benfica. «A Belluno, e non solo - spiega il presidente della Regione Zaia - in molti si ricordano di Dario, vecchia gloria del Milan, che ha finito la propria carriera a Varese dove attualmente risiede».
LEGAME CON BELLUNO - Barluzzi non ha però dimenticato la sua terra d’origine tanto da decidere di compiere il grande passo e di donare quei tre locali alla Regione. Si era confrontato con alcuni parenti bellunesi che lo avevano aiutato ad avviare le trattative, inizialmente con il Comune. Alla fine la scelta è andata alla Regione ma la sostanza non cambia. Si tratta di una donazione alla collettività. «Sapremo fare buon uso di questo atto di assoluta generosità - spiega ancora Zaia - quegli spazi, centralissimi a Belluno, saranno prestissimo messi a disposizione dei servizi regionali per la Difesa del Suolo e della Protezione Civile, ed utilizzati per incrementare la sicurezza del territorio».
RICONOSCENZA - «A Dario Barluzzi - prosegue Zaia - rivolgo il più sincero ringraziamento da parte mia e della gente veneta per la concreta iniziativa solidale che ha voluto destinare alla comunità di Belluno. Un gesto concepibile solamente dall’animo di un grande campione, che nella sua città natale ha compiuto l’impresa più bella in una vita piena di successi sportivi. Un dono da “numero 1” nei fatti!»