Karl Heinz SCHNELLINGER
"Volkswagen"

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Figurina "Edis" 1968-69,
Archivio Luigi La Rocca




Scheda statistiche giocatore
  Karl Heinz SCHNELLINGER

Nato il 31.03.1939 a Duren (GER)

Terzino d'ala, Libero (D), m 1.80, kg 79

Stagioni al Milan: 9, dal 1965-66 al 1973-74

Soprannomi: “Volkswagen”, “Panzer”, “Tedesco”

Proveniente dalla Roma

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 05.09.1965: Lazio vs Milan 0-0

Ultima partita giocata con il Milan il 12.05.1974: Milan vs Bologna 1-1 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 334

Reti segnate: 3

Palmares rossonero: 1 Scudetto (1967-68), 1 Coppa dei Campioni (1969), 1 Coppa Intercontinentale (1969), 2 Coppe delle Coppe (1967, 1973), 3 Coppe Italia (1967, 1972, 1973), 1 finale di Coppa delle Coppe contro il Magdeburgo (1974), 1 finale a/r di Supercoppa Europea contro l'Ajax (1974)

Esordio assoluto in Serie A il 15.06.1963: Mantova vs Milan 1-4

Palmares personale: 1 Campionato tedesco (1961-62, Colonia), finalista ai Mondiali del 1966 (Nazionale Tedesca)

Esordio in Nazionale Tedesca il 02.04.1958: Germania Ovest vs Cecoslovacchia

Ultima partita in Nazionale Tedesca il 17.02.1971: Germania Ovest vs Albania

Totale presenze in Nazionale Tedesca: 47

Reti segnate in Nazionale Tedesca: 1




Ha giocato anche con il Colonia (A, 1962-63), il Mantova (A, 1963-64), la Roma (A, 1964-65), il Tennis Borussia Berlino (1974-75).






"Carlo "martello" Schnellinger fu il tedesco di Milano e del Milan. Carletto fu per il Paròn, Volkswagen per il pubblico che prese a identificarlo come uno dei suoi, uno su cui contare sempre. Prima dell'avvento di altri connazionali, Karl Heinz chiamato Carlo a testimonianza di affetto e familiarità incassati senza problemi, rimase l'esempio unico di tedesco di Milano e d'Italia, nonostante il famoso gol di Città del Messico che innescò lo storico 4-3 fra Italia e Germania. Quella famosa spaccata, anzi, gli valse l'etichetta di nobile e fiero guerriero, fedele alla bandiera nazionale di Germania come a quella del Club rossonero. Il merito è da ascrivere, oltre che alla stoffa del campione, alla sua lunga militanza milanista. Nove anni vissuti con disinvoltura, imparando per bene l'italiano, apprezzando le abitudini (specie quelle alimentari) locali. Carlo "martello" Schnellinger fu portato in Italia dal Mantova, quindi apprezzato e dirottato a Roma alla società giallorossa che rinunciò poi ai suoi potenti muscoli d'acciaio a causa di un clamoroso affare. Il Milan, pur di garantirselo a sostegno di una difesa che aveva bisogno d'essere puntellata, decise di acquistare in blocco il trio composto da Schnellinger, Sormani e Angelillo. Solo quest'ultimo passò quasi inosservato nella Milano rossonera: gli altri contribuirono a fare del Milan una stella in Europa e nel mondo con una serie di successi. Dotato di grande determinazione, esaltata nei contrasti, di forza fisica messa al servizio della classe, Schnellinger non fu mai considerato un "cattivo": a tal proposito può esibire il dato inequivocabile delle espulsioni collezionate nel corso della militanza rossonera, appena due. "Una meritata, l'altra no", ricorda l'interessato. Quando perse lo smalto del terzino, Carletto s'inventò libero. Solo ad un tedesco così il Milan poteva affidare la difesa del suo forziere." (Da "CentoMilan, il libro ufficiale" di Fabrizio Melegari. Edizioni Panini Gazzetta dello Sport 1999)

"Difensore dalle grandi doti atletiche, Schnellinger è passato alla storia per il gol realizzato nella famosa partita Italia - Germania Ovest 4 a 3, semifinale dei Mondiali messicani del 1970. Anche perché il biondo terzino rossonero non era avvezzo al gol. In 222 partite con il Milan, Schnellinger non ha realizzato neanche un gol. Ma quel giorno, quando mancavano pochi secondi alla fine dei tempi regolamentari e l'Italia era in vantaggio 1 a 0, decise di interrompere quella tradizione. Tutti gli italiani saltarono sulla sedia, molti milanisti rimasero increduli. Ma il tedesco di ferro stava solo compiendo il suo dovere: giocare bene e far vincere la sua nazionale. Ma oggi lo ricordano tutti con più affetto, infondo è stato anche merito suo se quella sfida tra Italia e Germania è passata alla storia. E tornato in Italia ha continuato a svolgere diligentemente il suo compito, come se nulla fosse successo. Anzi rispondeva quasi indispettito alle domande dei giornalisti su quella partita, sulle emozioni che aveva provato. "Stavo solo facendo il mio mestiere" ha sempre risposto." (Dal sito AC Milan.com)




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Figurina "Nannina" di Schnellinger ai tempi del Mantova





(Archivio Magliarossonera.it)


(Archivio Magliarossonera.it)


Figurina Nazionale Tedesca
(Archivio Magliarossonera.it)



dal sito www.wikipedia.it

Terzino sinistro arcigno, dal fisico robusto, soprannominato Volkswagen per la sua continuità di rendimento, sia per quantità sia per qualità, poteva ricoprire vari ruoli, da quello di mediano a quello di stopper o di libero.

CARRIERA
Schnellinger ha militato per gran parte della sua carriera in Italia, debuttando in Serie A nella stagione 1963/1964 con la maglia del Mantova, proveniente dal Colonia dove vinse l'anno precedente il titolo tedesco, ma in prestito dalla Roma. La stagione successiva vede Schnellinger nella capitale di ritorno dal prestito alla squadra lombarda, per poi accasarsi nel 1965 al Milan, con cui gioca per ben nove stagioni in uno dei periodi d'oro dei rossoneri.
Il primo trofeo fu la Coppa Italia del 1967, seguita dalla Coppa delle Coppe e dallo scudetto dell'anno successivo. Vinse la Coppa dei Campioni del 1969. Dopo il 1970 Schnellinger giocò ancora al Milan vincendo due Coppe Italia (1972 e 1973) e la Coppa delle Coppe del 1973. Proprio in quell'anno fu sfiorato lo "Scudetto della Stella", con la sconfitta contro il Verona, passata alla storia come la "Fatal Verona", in quanto i rossoneri persero uno scudetto praticamente sicuro, collezionando il terzo posto d'onore consecutivo.
L'anno successivo, il 1974 fu l'ultimo al Milan, prima di lasciare il calcio italiano, in cui collezionò 284 presenze in 11 campionati. Da notare che Schnellinger in 222 partite di campionato con la maglia del Milan non realizzò mai alcuna rete. Chiuse la carriera nella natìa Germania nelle fila del Tennis Borussia Berlino.

NAZIONALE
Schnellinger prese parte a ben quattro edizioni consecutive della coppa del mondo di calcio, da quella disputata in Svizzera nel 1958 a quella messicana del 1970. In particolare è nota la sua partecipazione a quest'ultimo mondiale, poiché in semifinale la Germania Ovest affrontò l'Italia allo stadio Azteca di Città di Messico in quella che è stata definita la più bella partita di calcio di tutti i tempi. All'ultimo minuto, quando l'Italia conduceva per una rete di Roberto Boninsegna fu proprio Schnellinger a pareggiare i conti con una spaccata, rendendo così possibile la mezz'ora fra le più belle della storia del calcio, i celebri tempi supplementari in cui si susseguirono 5 gol per il 4-3 finale per gli azzurri.






(Archivio Magliarossonera.it)
CARRIERA IN ROSSONERO (CAMPIONATO)
STAGIONE TORNEO PRESENZE RETI

1965-66

Serie A

25

0

1966-67

Serie A

28

0

1967-68

Serie A

27

0

1968-69

Serie A

20

0

1969-70

Serie A

26

0

1970-71

Serie A

29

0

1971-72

Serie A

26

0

1972-73

Serie A

28

0

1973-74

Serie A

13

0





CARRIERA IN ROSSONERO
(COPPA ITALIA)
STAGIONE PRESENZE RETI

1965-66

-

-

1966-67

5

1

1967-68

9

1

1968-69

4

1

1969-70

3

0

1970-71

12

0

1971-72

10

0

1972-73

6

0

1973-74

3

0





Sormani, Angelillo, Schnellinger, dalla Roma al Milan, 1965-66
(Archivio Magliarossonera.it)



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Cartolina di Schnellinger, stagione 1965-66
(per gentile concessione di Riccardo Gaggero)
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Cartolina autografata di Schnellinger, 1965-66
(per gentile concessione di Francesco Di Salvo)





Karl Heinz Schnellinger, 1965-66
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Santin, Schnellinger, Maddè, stagione 1966-67
(Getty Images)



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Cartolina di Karl Heinz Schnellinger con autografo, 1966-67
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Figurina originale Fidass, stagione 1966-67



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Cartolina di Schnellinger in Nazionale
(per gentile concessione di Riccardo Gaggero)
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Cartolina di Schnellinger con autografo, 1966-67



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Due immagini autogratate di Karl Heinz Schnellinger
(A sinistra, per gentile concessione di Emanuele Pellegrini. A destra, per gentile concessione di Riccardo Gaggero)



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Figurina Fiddas di Karl Heinz Schnellinger, 1966-67
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24 giugno 1967, Coppa delle Alpi, Eintracht Frankfurt vs Milan 0-0:
Karl Heinz Schnellinger mentre chiude sul tedesco Schamer
(Getty Images)



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Stagione 1967-68
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Schnellinger in Milan vs Estudiantes, Coppa Intercontinentale 1969
(per gentile concessione di Renato Orsingher)



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Stagione 1968-69
(per gentile concessione di Karl Heinz Schnellinger)
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29 settembre 1968, Milan vs Sampdoria 1-0,
Karl Heinz Schnellinger in azione, seguito da Mario Frustalupi



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Figurina Panini 1969-70 di Karl Heinz Schnellinger
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Schnellinger a Milanello con le due Coppe 1969-70
(per gentile concessione di Karl Heinz Schnellinger)



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Stagione 1968-69
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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7 dicembre 1969, Milan vs Juventus 0-2: i due tedeschi Helmut Haller
e Karl Heinz Schnellinger prima della partita
(Archivio Magliarossonera.it)





Stagione 1971-72
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Karl Heinz Schnellinger e Vincenzo Zazzaro, 1971-72



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Estate 1965, Karl-Heinz Schnellinger posa con la sua nuova maglia.
"Brillante tecnica, eccezionale gioco aereo, capacità di uscire dalla difesa e portarsi in avanti nel momento giusto,
fanno di lui un professionista ideale per la tattica moderna", così recitava la sua scheda,
pubblicata all'epoca del trasferimento in rossonero sulla rivista specializzata tedesca "Kicker"
(by Lucia Ravenda)





(Archivio Magliarossonera.it)


In copertina di "Forza Milan!", settembre 1965








(Archivio Magliarossonera.it)


(da "Il Milan Racconta")



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Cartolina autografata di Karl Heinz Schnellinger, 1967-68
(by Vinicio Valente)



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23 maggio 1968, Schnellinger e Hamrin
con la Coppa delle Coppe appena conquistata
(dal sito www.khschnellinger.com)
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23 maggio 1968, Milan vs Hamburger S.V. 2-0
(finale di Coppa delle Coppe),
Schnellinger e Rosato fanno il giro del campo
con la Coppa delle Coppe



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19 febbraio 1969, Milan vs Celtic Glasgow 0-0:
Rocco, Hamrin, Schnellinger, Santin escono dal campo
(Foto Archivio Luigi La Rocca)



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Copertina de “Il Monello”
con Schnellinger e Haller, 1972
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Fabio Cudicini, Marino Bergamasco, Giovanni Trapattoni
e Karl Heinz Schellinger con signore
(foto Kark Heinz Schnellinger - Instagram)





L'Italia finalista con il Brasile a Mexico 1970
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Mondiali di Mexico 1970, Italia vs Germania 4-3:
i tre rossoneri Schellinger, Rosato e Rivera al termine della partita



A sinistra, il gol di Schnellinger in Italia vs Germania ai Mondiali di Messico '70. Nelle altre immagini, Schnellinger e Rivera dopo la partita
(Archivio Magliarossonera.it)




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Roberto Casone e Karl Heinz Schnellinger, 1970-71


Karl Heinz Schnellinger su "Intrepido", 1971



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Karl Heinz Schnellinger, 1970-71
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I report giornalistici dell'esordio in serie A
di Karl Heinz Schnellinger
(da "La Notte" del 5 febbraio 1971, by Luigi La Rocca)



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Fabio Cudicini, Walter Chiari, l'allenatore Gianni Invernizzi e Karl Heinz Schnellinger, 1970-71



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Karl Heinz Schnellinger, stagione 1970-71
(per gentile concessione di Mauro Busnati - Naviglio Rossonero)
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Karl Heinz Schnellinger, foto-cartolina 1971-72
(da "Forza Milan!")



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Stagione 1972-73
(per gentile concessione di Renato Orsingher)


Stagione 1972-73





Karl Heinz Schnellinger con Nereo Rocco, 1972-73


Karl Heinz Schnellinger 1973-74



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Scheda "Football" Anni '70, Karl Heinz Schnellinger
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Milan vs Bologna 1973-74, Karl Heinz Shnellinger saluta il pubblico
(da "L'Unità")



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24 aprile 1974, Coppa delle Coppe,
Borussia Moenchengladbach vs Milan 1-0:
Karl Heinz Schnellinger, capitano del Milan
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Varie figurine di Karl Heinz Schnellinger
(da pagina facebook "Lo sport nei ricordi di carta")





Il menu della cena fatta al mitico ristorante "L'assassino"
per salutare la fine carriera di Karl Heinz, 1973-74


Karl Heinz Schnellinger con la famiglia, 1969
(Archivio Magliarossonera.it)



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In questa foto Susanna Cudicini, Stefano Cudicini, Birgit Schnellinger
(Archivio Magliarossonera.it)



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17 marzo 1974, Juventus vs Milan 2-0,
Schnellinger in azione con la fascia
di capitano per l'assenza di Rivera
(da "La nostra Serie A negli Anni '70")
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12 maggio 1974, Milan vs Bologna 1-1:
l'ultima partita di Karl Heinz Schnellinger con il Milan
(Archivio Magliarossonera.it)



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Copertina de "Il Monello" con Schnellinger
e Haller, stagione 1972-73
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1974, Karl Heinz Schnellinger in visita al Milan Club Femminile "Stella" di Saronno
(per gentile concessione di Alberta Prandina)





(dal sito www.khschnellinger.com)


(dal sito www.khschnellinger.com)





(dal sito www.khschnellinger.com)
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Statuina di Schnellinger
(di Giovanni Santacolomba)



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Statuina di Karl Heinz Schnellinger
(di Giovanni Santacolomba)





Il libro di Karl Heinz Schnellinger, 2009


(dalla "Gazzetta dello Sport")





(Archivio Magliarossonera.it)



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(da "Il Giornale" del 30 marzo 2019, grazie a Luigi La Rocca)
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31 marzo 2019, compleanno di Karl Heinz Schnellinger,
che posa con la maglia del Milan



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31 marzo 2020, Karl Heinz Schnellinger compie 81 anni



dal sito ribaltarossonera.wixsite.com
di Massimo Volpato

IL DER ITALIANER
Ero piccolo e sfogliavo gli album panini del Milan di mio padre, e un giorno restai colpito da un giocatore alto, con i capelli biondi e questa maglia a righe sottili rossonere. Provai a leggere il nome, ma io che ero piccolino ed il nome era impronunciabile.
“Papà chi è questo Karl Heinz?” chiesi, mio padre emozionato perché ritornava ai suoi vent’anni quando poteva ammirare quella meravigliosa squadra, rispose “Schnellinger? Un grande terzino del Milan.” E così io m’imbattei per la prima volta in quel giocatore teutonico.
Come il suo erede Maldini, Schnellinger è un destro naturale che si adatta a giocare a sinistra, giocatore dotato di una buona tecnica ma, soprattutto, di ottime qualità fisiche ed atletiche. Tanto che da essere soprannominato “Volkswagen” dal paron Rocco per le sue grandi qualità atletiche. Nonostante Karl Heinz sia un tedesco tutto d’un pezzo è molto legato al nostro paese, tanto da aver scelto di vivere e lavorare nel nostro paese anche dopo il suo ritiro dall’attività agonistica. Ma la cosa che mi piace evidenziare è il suo grande attaccamento, che ancora oggi sente nei confronti della nostra squadra e dei suoi colori.
« Il Milan lo porto dentro come una maglia. Mia moglie Ursula va sempre a San Siro. Io non ce la faccio, soffro troppo .Sto male io quando non segnano, quando non vincono. Comincio ad agitarmi e a sudare. Dalla mia faccia non si direbbe, io sono sempre uguale. Ma dentro sto malissimo. Ed allora me lo vedo alla tv e quando sento la difficoltà vado in cucina, mi faccio un caffè e mi fumo una sigaretta. E spero...». (K.H. Schnellinger)
Nulla da dire un vero cuore rossonero, innamorato dei nostri colori e queste sono frasi che fanno entrare i calciatori nel cuore di un tifoso, per sempre! Il feeling con il nostro paese ha rischiato di andare in fumo in una notte d’estate, precisamente il 17 giugno 1970, quando al 90’ della semifinale dei mondiali messicani tra l’Italia e la Germania Ovest segna il gol dell’1-1.
Gol che poteva infrangere sul filo di lana il sogno degli azzurri di arrivare alla finale contro il Brasile di Pelè.
Ma italiani e milanisti non si arrabbiarono con Schnellinger, perché alla fine l’Italia grazie al gol del suo compagno e capitano in rossonero Gianni Rivera vincono lo stesso, ma soprattutto, perché quel gol trasformò quella partita, nella “partita del secolo”, la stratosferica Italia-Germania 4–3. Il suo gol rimandò tutto ai supplementari, ma senza quel gol non si sarebbe mai dato avvio ad una “giostra” di cinque gol in mezz’ora, per dei supplementari da leggenda.
"E’ stato un regalo di Dio. Se mi ricordano ancora è per quel gol...E' un ricordo splendido che mi ha accompagnato per tutta la vita". (Schnellinger) La cosa che lascia stupefatti e' che fare gol non è mai stato il suo forte: quello dell’Azteca è stato l’unico gol realizzato con la maglia della nazionale tedesca. Mentre in nove campionati in maglia rossonera ha segnato solo 3 gol in 222 presenze, tra l’altro tutti in Coppa Italia. Eppure Schnellinger era uno che in avanti ci andava spesso, soprattutto quando si trattava di dover andare sul fondo e crossare per gli attaccanti.
Karl è un giocatore che ogni allenatore sapeva di poter fare sempre affidamento, e che nonostante questa grande determinazione ed irruenza fisica interpreta il ruolo sempre con grandissima correttezza, infatti è stato espulso solo due volte in tutte le sue stagioni rossonere. Le qualità tecniche e fisiche Schnellinger le mise in mostra fin da giovanissimo tanto che nel 1958, a 19 anni è già titolare inamovibile della Germania Ovest che partecipa ai campionati mondiali in Svezia.
Nel 1962 oltre a vincere il campionato tedesco, fu insignito del titolo di miglior calciatore tedesco occidentale dell’anno e partecipò al suo secondo mondiale, in Cile manifestazione in cui è inserito nella Fifa All – Star team del torneo e vincere il premio come miglior giocatore tedesco.
“Sono andato in Italia perché guadagnavo solo 24 marchi in Germania” (K.H. Schnellinger)
Nel 1963 viene acquistato dalla Roma, che lo paga 1 milione di marchi e a lui ne dà 300.000 subito, già alla firma, prima di girarlo in prestito al Mantova. Come se fosse un segno del destino, il suo esordio in serie A arriva contro il Milan, il 15 Settembre del 1963. Il Mantova perde la partita 1 a 4, ma Schnellinger si fa comunque notare, con giocate di classe e una serie di tempestivi recuperi che gli valgono i primi elogi degli addetti ai lavori. La Roma così decide di riportarlo alla base e dopo un’altra annata straordinaria in giallorosso, ed il Milan decide di acquistarlo.
Siamo all’inizio della stagione 1965/66, ed inizia una straordinaria avventura che rende Schnellinger uno dei calciatori più forti e vincenti della nostra storia. Nella foto degli album Panini di mio padre, Karl ha la maglietta con le righe rossonere strette e viene raffigurato in una posa a trequarti, e poi lei, quello che mi colpì quando ero piccolo quell’inconfondibile chioma bionda, senza ciuffi, senza creste. La sua prestanza fisica, 1 metro e 80 centimetri per 80 chilogrammi di peso, la sua costanza nell’applicazione e il suo ottimo rendimento, gli valgono diversi altri soprannomi. Da“Volkswagen”, sino a “Panzer” e “Carlo Martello”. Mio padre mi racconta che quando il terzino tedesco esagerava spingendosi in avanti, Nereo Rocco preso dalla rabbia gli urlava: “Te lego, tedesco, te lego”.
Le sue energiche spazzate sono un marchio di fabbrica, anche in salto e di testa, con il pallone scaraventato verso il centrocampo, pronto ad essere raccolto da Rivera o da Prati. Ancora più irresistibili sono le sue scivolate a piedi uniti, quando improvviso plana sull’erba per sradicare il pallone agli attaccanti. Col Milan di Nereo Rocco comincia un ciclo di vittorie incredibile, inaugurato con la conquista della Coppa Italia nel 66/67, proseguito con quella dello scudetto e della Coppa delle Coppe nel 67/68, della Coppa dei Campioni e della Coppa Intercontinentale nel 1969.
Proprio la battaglia della Bombonera di Buenos Aires che permise al Milan di diventare Campione del Mondo per Club viene ricordata da Schnellinger come la “conquista più esaltante” della sua carriera, soprattutto per il clima in cui quella partita si giocò. https://ribaltarossonera.wixsite.com/blog/post/22-ottobre-1969-una-notte-entrata-nella-storia Link del mio racconto sulla partita della bombonera.
Arretrato nel ruolo di libero, negli ultimi anni di carriera rossonera riesce a conquistare altre due Coppe Italia ed a bissare la vittoria nella Coppa delle Coppe nel 1973. La stagione terminata con la delusione della “Fatal Verona” rappresenta per lui l’ultima da titolare con la maglia del Milan, anche se la sua esperienza rossonera si concluderà definitivamente l’anno successivo. Oramai la sua casa è Milano ed è lì che ha deciso di vivere con la moglie, tre figlie e quattro nipoti. Del calcio moderno gli piace poco, non sopporta i simulatori, i giocatori poco leali e i troppi tatuaggi ma soprattutto i procuratori. Questo è stato Karl Heinz Schnellinger, un giocatore che ho imparato a conoscere grazie a mio padre, che alla fine è rimasto il Der Italiener.