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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Ritorna la Serie A. Allenatore del Milan è Giuseppe Bigogno. Vengono acquistati Carapellese, Tosolini e Foglia. La squadra disputa un buon campionato classificandosi al 4° posto dietro ai campioni del Torino, la Juve e al sorprendente Modena. Le partite casalinghe dei rossoneri si disputano, come nel passato torneo a S. Siro o all'Arena quando non è prevista una grande affluenza di pubblico.
La formazione del Milan ha i suoi punti di forza nei mediani Binomi e Tognon, nei centrocampisti Antonini ed Annovazzi e negli attaccanti Puricelli e Carapellese capaci di segnare 41 reti in due. Perle del campionato milanista sono i due derby con l'Inter (vinti entrambi per 3-1 e 2-1) e la vittoria con la Juventus a Torino per 2-1.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("Dopo 44 anni, di nuovo lo scudetto"), marzo 2005
Nel Milan del 1946-47 l'allenatore è Giuseppe Bigogno e l'acquisto pregiato è rappresentato dall'ala sinistra Riccardo Carapellese, il popolare "Carappa". La squadra alterna prestazioni convincenti (doppia vittoria sull'lnter e successo a Torino contro la Juve) ad altre piuttosto grigie; alla fine sarà un buon quarto posto, con il Torino ancora campione. Il 6 luglio 1947, all'ultima di campionato contro il Napoli, in un'assolata giornata d'estate all'Arena, un gruppo di soldati italiani reduci dalla Russia consegna ai giocatori del Milan una rozza coppa intagliata nel legno: è la coppa che la squadra "Milan" del campo di concentramento sovietico di Susdal aveva vinto disputando un torneo tra prigionieri i quali, per ricordare la Patria lontana, avevano dato alle loro squadrette i nomi dei club italiani. Quel giorno molti piansero di commozione per quel piccolo trofeo dall'enorme valore morale.






Una formazione rossonera per la stagione 1946-47
(Foto Archivio Luigi La Rocca)



dal sito www.wikipedia.org
AVVENIMENTI
In un'Italia sconvolta, radicalmente cambiata dalla guerra, cambiò anche il girone unico. Dopo il confuso "Campionato di Guerra" che aveva visto vincere nel 1944 una squadra mai stata in Serie A, i Vigili del fuoco della Spezia, e il provvisorio Campionato Misto 1945-46, appannaggio del Torino che aveva così scritto il secondo capitolo della storia di quella grande squadra che negli anni '40 conquistò l'Italia intera, la FIGC riprese il completo controllo dei tornei.
Si ripartì dalla formula abbandonata per i problemi logistici dovuti alla guerra, il girone unico: la riammissione in Serie A dell'ex-Liguria, ora Sampdoria, e del Bari, retrocesse al termine del Campionato 1942-43, di Modena e Brescia, che avevano vinto in quell'anno la Serie B, della vecchia Alessandria, vincitrice di un Campionato Alta Italia giocato tra squadre di Serie B e C del Nord-Italia nel 1946, e del Napoli vincitore del Campionato misto A e B giocato nel Sud, aumentarono il numero delle squadre della prima categoria a venti.
Il campionato iniziò il 22 settembre 1946. Il Torino inizialmente non rispettò le previsioni, ma, pur ottenendo larghe vittorie in trasferta, pareggiò le prime tre partite casalinghe contro Triestina, Sampdoria e Juventus. Alla decima giornata furono in testa Juventus e Bologna, poi gli emiliani si bloccarono, persero tre gare di fila e lasciarono arrivare in testa alla fine del girone d'andata i bianconeri, campioni d'inverno il 2 febbraio 1947 davanti al Torino e al sorprendente Modena che, come il Livorno di qualche anno prima, era riuscito nell'impresa di ottenere ottimi risultati con giocatori provenienti dalle serie minori.
Con l'inizio del girone di ritorno la lanciatissima Juventus crollò improvvisamente e perse prima ad Alessandria e poi in casa contro il Milan; nelle settimane successive fu così costretta ad inseguire l'inedita coppia formata dai cugini e dal Modena. Furono però i granata ad allungare: alla 30. giornata, il 4 maggio, il vantaggio del Torino su bianconeri e canarini era di 5 punti, il 1 giugno di 7 e lo scudetto diventò matematico già a tre giornate dalla fine, con il pareggio di Bari. Alla fine, i punti di vantaggio su Juve e Modena furono rispettivamente 10 e 12.
La lotta in fondo alla classifica venne vinta al fotofinish dalla Fiorentina, mentre caddero Venezia e Brescia. Retrocesse anche la Triestina, che fu però risparmiata a causa della difficile situazione in cui si era ritrovata la città di Trieste dopo la fine della guerra, ma anche per una ventilata minaccia di iscriversi al campionato jugoslavo: per i giuliani il torneo non fu assolutamente tranquillo, ma tanto agitato da portare la squadra a decidere di giocare le proprie gare casalinghe allo Stadio "Moretti" di Udine. Il ripescaggio della squadra portò dunque ad un ulteriore allargamento della Serie A, che fu formata da 21 squadre per il solo campionato 1947-48.




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Ragione sociale

Associazione Calcio Milan (A.C.M.)

Giuseppe Bigogno,
mister rossonero 1946-47
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via del Lauro, 4 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Umberto Trabattoni
Vice-presidenti Mario Mauprivez
Segretario Luigi Cereda
AREA TECNICA
Allenatore Giuseppe Bigogno
Direttore Tecnico Antonio Busini III
Allenatore Riserve Giuseppe Santagostino
AREA SANITARIA
Medico Sociale Giuseppe Veneroni
Massaggiatori Domenico Magnani, Guglielmo Zanella
SQUADRA
Capitano Giuseppe Antonini I
Campi sportivi Stadio San Siro - MILANO / Civica Arena - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Carlo Annovazzi, Giuseppe Antonini I (cap.), Celso Battaia, Andrea Bonomi, Giovanni Busani, Riccardo Carapellese, Felice Cerri, Giovanni Clocchiatti, Mario Foglia, Aredio Gimona, Hector Puricelli, Giovanni Rossetti, Aurelio Santagostino II, Omero Tognon, Gianni Toppan, Mario Tosolini, Duilio Zotti
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