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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Cambio di denominazione sociale. Da Milan FC a Milan AS (Associazione Sportiva). Presidente è Emilio Colombo. Arrivano Egidio Capra, Remo Cossio e soprattutto il giovane Aldo Boffi, futuro grande goleador. La stagione è buona e ricca di soddisfazioni. A 6 giornate dalla fine il Milan è 2° a due punti dal Bologna e sembra in grado di lottare per lo scudetto. Una evidente flessione nelle ultime partite determina il 4° posto finale. In controtendenza il rendimento del Milan, rispetto alle ultime stagioni, brutta partenza in campionato, addirittura cambio della guida tecnica della squadra che passa da Baloncieri all'inglese William Garbutt e grande rimonta in classifica. Sfortunato epilogo in Coppa Italia per il Milan eliminato in semifinale dal Genova nei supplementari. Scudetto al Bologna e Coppa Italia al Genova 1893.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita del girone unico"), febbraio 2005
Nuovo cambio al vertice dirigenziale nel 1936-37: il giornalista della Gazzetta dello Sport Emilio Colombo diventa presidente. La società cambia ancora denominazione: da Milan Football Club a Milan Associazione Sportiva. Fondamentale l'acquisto dell'attaccante Aldo Boffi, che esordisce il 1° novembre 1936 e diventerà uno dei più prolifici bomber milanisti di tutti i tempi. Durante la stagione la squadra cambia tecnico, da Baloncieri all'inglese William Garbutt: il Milan vince otto partite su nove, risalendo la classifica fino a portarsi, a sei giornate dalla fine del campionato, a soli due punti dalla vetta. Una flessione nelle ultime giornate ne determina tuttavia il quarto posto finale, con il Bologna campione d'Italia. In Coppa Italia ancora sfortuna: il Milan è eliminato in semifinale dal Genoa a Marassi con un gol nei supplementari al 118'.


dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1936/1937 - STAGIONE AI VERTICI CON MISTER GARBUTT
I cuori rossoneri di vecchia data, quelli che hanno tribolato per anni dietro ad un Diavolo 'provincialotto', hanno da entusiasmarsi in questo 1937/38 che vede la milizia rossonera competere addirittura per lo scudetto. Almeno fino a sei giornate dal termine, quando la sconfitta di Novara segna un calo inevitabile e consente al Bologna di approdare sul trono nazionale. Sulla poltrona presidenziale si siede Emilio Colombo, la società passa da Milan Football Club ad Associazione Sportiva Milan. Il mercato vede un completo ribaltone dell'attacco: Arcari lascia dopo 6 stagioni e 70 gol in campionato. Con lui saluta Romani, mentre il brasiliano Arnoni torna in Patria in prestito (saudade). Gli acquisti sono Egidio Capra, Remo Cossio e un certo Aldo Boffi da Giussano: arriva dal Seregno (serie B), ha 22 anni e un sorriso bambino. Non un colosso, ma un attaccante che in area dimostrerà innumerevoli doti. La partenza della squadra era stata terribile, portando addirittura all'esonero di Baloncieri rilevato dall'inglese William Garbutt. L'artefice della grande rimonta, prima del calo succitato. Il Milan termina quarto, e in Coppa Italia si deve piegare al Genova dopo 118 minuti in semifinale. La formazione tipo: Zorzan, Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Gianesello; Moretti, Gabardo; Capra, Boffi, Cossio.
Rimonta di forza. Lo 0-3 in casa Lazio, alla prima giornata, è difficile da digerire. Ci pensa Capra, il nuovo attaccante, a tranquillizzare i tifosi. Il suo biglietto da visita è una tripletta nel 4-1 all'Alessandria. Dopo lo 0-0 a Lucca, Capra segna anche nel derby, pareggiato per 1-1: un guizzo fondamentale. Capra sembra la nuova stella del reparto: solo pochi mesi dopo, comunque ottimi per lui, sanciranno che il vero fuoriclasse è Boffi. Il Milan vince in casa ma soffre fuori: 0-0 a casa della Sampierdarenese, poi 1-0 nelle mura amiche sul Napoli. Decide Cossio, il terzo nuovo attaccante e quello che soffrirà di più le vibrazioni di San Siro. Aldo Boffi debutta a Torino: in trasferta, quasi matematico, è sconfitta (1-3). Un solo punto con Bari e triestina costa la panchina di Baloncieri, che salta all'indomani di un 2-0 al Novara. Apre Gabardo, brasiliano un pò opaco nella stagione precedente che trova più continuità come fantasista, e raddoppia il giovane Boffi. Il primo di una lunga serie. Garbutt porta rigore tattico e innovazione: 1-0 targato Cossio al Genova, identico risultato con la Roma grazie al rigore della 'mente armata' Moretti, sempre piazzato alle spalle delle tre punte. Dopo due vittorie, nulla può l'omino inglese contro la Juventus, che a Milano si porta sul 3-0: l'orgoglio del Milan è forte, Boffi, Cossio e Gabardo tentano la rimonta ma il match termina 3-4. Niente paura: Garbutt ha trasformato il vecchio Diavolo, che ora vince anche in trasferta. A Firenze segnano ancora Gabardo e Boffi. Si iniziano a presagire le doti incredibili del giovane bomber italiano: veloce, guizzane, dotato di una 'castagna' considerevole. Quella coi viola è la prima di 11 risultati consecutivi, una striscia che porta il Milan laddove osano le acquile. Milano ospita il Bologna futuro campione, la sfida si decide dal dischetto. Toccherebbe a Moretti, ma il momento è delicato e capitan Bonizzoni - difensore che non ha mai segnato in vita sua - chiede la palla al regista. Palla nel sacco e festa per Bonizzoni. Sembra una corazzata, il Milan di Garbutt: 5-3 alla Lazio in una sfida avvincente. Piola, centravanti mitologico, apre le danze al '9. Capra, dopo qualche partita sottotono, replica dopo appena 4 minuti, e il solito Moretti fa balzare in piedi San Siro al '14. Il Milan controlla e dà spettacolo, e nella ripresa sale sul 3-1: è ancora una progressione del generossisimo Moretti, idolo della Milano rossonera, a portare al gol. La Lazio accorcia (D'Odorico e ancora Piola), ma non c'è storia e Capra chiude la gara. Il 5-3 è ancora di Moretti: tripletta, standing ovation da brividi e dichiarazione d'intenti pesante del Milan. Che col 3-1 ad Alessandria non può più nascondersi: va in gol Capra, certo, ma gli occhi dei tifosi si sgranano per la doppietta di Aldo Boffi da Giussano. Un centravanti completo, che sembra addirittura più forte dell'intoccabile idolo di 'ieri', Arcari. Senza sosta né ostacoli, il Milan travolge la Lucchese (3-0) andando a bersaglio col suo attacco al completo: Capra, Boffi, Cossio. Un potenziale straordinario: se Cossio termina la stagione con soli 6 centri, Boffi ne realizza 8 -ma in sole 22 partite, visto che Baloncieri lo vedeva poco- e Capra addirittura 14. Roba forte, per i tifosi rossoneri dell'epoca. Milan in vetta, ma la stanchezza inizia a farsi sentire: seguono 5 pareggi in 6 gare che portano comunque punti, come nel derby (1-1 e centro di Cossio: pochi gol, ma pesanti), con la Samp (2-2), col Toro (0-0) e la Triestina (0-0). In mezzo, giornata di gloria per Gabardo a Napoli (1-0 segnato dal brasiliano). Lo scudetto è sempre in ballo, e il Milan lo sogna abbattendo il Bari (4-0) con una ricca tripletta di Capra, in forma strepitosa. Ma lo 0-1 novarese segna l'inizio del declino, caratterizzato da 2 pari, 2 sconfitte (Juve e, all'ultimo turno, il Bologna campione) e una vittoria soltanto (1-0 sulla Fiorentina, matata da Gabardo).
Coppa Italia. Parte forte il Milan, con un 4-0 all'Atalanta: doppietta del bomber Boffi. I rossoneri superano il Venezia (2-0, Gabardo e Boffi) e hanno ragione del Bari solo dopo un replay del match: 2-2 all'andata, 3-1 al ritorno. In rete vanno i soliti Capra e Boffi, oltre a Cresta, utilizzato solo 8 volte nell'arco delle ultime due stagioni. La semifinale col Genoa è però fatale: Boffi marca rete nell'1-1 di Milano e si ripete in Liguria, ma i rossoblù si impongono con una doppietta di Marchionneschi (ne aveva fatti 2 anche nel 2-2 di campionato) al '118 supplementare.
Il bomber è Capra. Zorzan si rivela degno erede di Compiani: 34 gare e rendimento elevato. 36 match a testa per i suoi guardiani Perversi (11a annata rossonera) e Bonizzoni, il capitano che col Bologna chiede di calciare il rigore decisivo, segnando il primo gol in carriera. In mezzo, a fianco ai portatori d'acqua Rigotti (34 gare) e Bortoletti (36), si distingue il tocco buono di Sereno Gianesello da Monticello Conte Otto, esploso nel Vicenza e affacciatosi in rossonero l'anno prima (14 gare): diventa titolare e ne disputa 33. In regia ormai Moretti è un'istituzione: pilota il gioco e segna come sempre (30 gare), 6 centri e una tripletta alla Lazio per lui. Gli affiancano Gabardo, l'ultimo sudamericano rimasto dei tre acquistati l'anno prima: più a suo agio in regia che in attacco, gioca 33 gare e segna la bellezza di 8 gol. I tre punteros sono tutti nuovi. Remo Cossio, 24 anni, è il colpo meno riuscito soli 6 gol in 29 gare, anche se pesanti come quello nel derby di ritorno, come l'1-0 a Napoli, quello al Genova. Nelle successive due annate raccoglierà solo poche briciole. Egidio Capra invece, 23 anni, entusiasma subito la folla con una tecnica discreta e un buon fiuto del gol. 14 le sue reti in totale, 12 in campionato con picchi di esaltazione nelle triplette all'Alessandria e al Bari. Il suo rendimento calerà decisamente nei due anni seguenti. Destino inverso per Aldo Boffi, 8 centri in 22 match (più 7 in sei gare di Coppa!): in 9 stagioni di Milan ne realizzerà 136, un numero pazzesco, e vincerà anche il titolo di capocannoniere del campionato. In rosa anche Renato De Manzano (12 partite), Cresta, Martini, Poggi, Rivolta, Zandali e Zidarich, sfortunato titolare l'anno prima.






Il Milan 1936-37. Da sinistra in piedi: Moretti, Capra, Gabardo, Boffi, Rigotti, Bortoletti e Gianesello.
Accosciati da sinistra: Zorzan, Perversi, Cossio e Bonizzoni



dal sito www.wikipedia.org
AVVENIMENTI
In un campionato meno equilibrato rispetto al precedente, il Bologna vinse il suo secondo scudetto consecutivo. Il torneo iniziò il 13 settembre 1936 e nelle prime settimane vide i petroniani in testa, inseguiti dal Torino e, a partire dalla decima giornata, da quella che si rivelerà come la sorpresa del torneo, la Lazio del capocannoniere Silvio Piola (21 reti): i biancazzurri si portarono in testa alla quindicesima giornata, approfittando della sconfitta del Bologna contro il Milan e vinsero, con due punti di vantaggio, il girone d'andata. Era il 10 gennaio 1937. Per i laziali la gioia durò solamente pochi giorni; nei primi tre turni del girone di ritorno, due sconfitte biancazzurre in trasferta contro Milan e Triestina rilanciarono il Bologna, che non venne più raggiunto e, battendo proprio la Triestina, il 2 maggio vinse il titolo. La retrocessione colpì due piemontesi: la deludente Alessandria e l'esordiente Novara, che perse in casa della Roma l'ultima giornata e venne superata in extremis dalla Sampierdarenese. Buon campionato quello dell'altra matricola, la Lucchese, settima in classifica al termine.




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Ragione sociale Milan Associazione Sportiva (M.A.S.)
William Garbutt,
mister rossonero 1936-37
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via Gaetano Negri, 8 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Consiglio di Reggenza: Pietro Annoni, Giovanni Lorenzini, Rino Valdameri fino al 21 ottobre 1936, poi Emilio Colombo dal 22 ottobre 1936
AREA TECNICA
Allenatore Adolfo Baloncieri fino al 5 dicembre 1936, poi William Garbutt dal 6 dicembre 1936
AREA SANITARIA
Massaggiatore Luigi Clerici
SQUADRA
Capitano Luigi Perversi
Campo sportivo Stadio San Siro - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Aldo Boffi, Giuseppe Bonizzoni, Antonio Gino Bortoletti I, Egidio Capra II, Remo Cossio, Luigi Cresta I, Renato De Manzano, Elisio Gabardo, Sereno Gianesello II, Vittore Martini, Giovanni Moretti, Luigi Perversi (cap.), Ernesto Matteo Poggi II, Carlo Rigotti II, Enrico Rivolta, Massimiliano Zandali, Mario Zidarich I, Mario Zorzan
Palmares La Squadra "Ragazzi" è Campione lombardo