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STAGIONE SUCC. >



da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Piero Annoni rileva Ravasco alla presidenza. Finalmente anche il Milan sul mercato sudamericano: vengono acquistati gli oriundi brasiliani Vincente Arnoni ed Elisio Gabardo che insieme ai nuovi Zorzan, Bertolotti e Zidarich sembrano prospettare per la squadra tempi migliori. Allenatore è sempre Baloncieri. I rossoneri hanno una buona partenza ma con la sconfitta casalinga della 5^ giornata col Torino cominciano la solita quasi inevitabile discesa in classifica che li porterà all'8° posto alla pari con Napoli Alessandria e Genova. Novità dell0anno è la Coppa Italia. Anche il Milan la interpetra con impegno fino alle semifinali dove viene eliminata dall'Alessandria.
Lo scudetto va al Bologna, d'un soffio su Roma e Torino, la Coppa Italia va al Torino. La Nazionale Italiana vince le Olimpiadi di Berlino.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita del girone unico"), febbraio 2005
RINFORZI DAL BRASILE
Con la nuova presidenza di Pietro Annoni, stagione 1935-36, il Milan si butta finalmente sul mercato sudamericano: arrivano gli oriundi italo-brasiliani Vicente Arnoni ed Elisio Gabardo, due buoni giocatori e nulla più. La squadra resta ancorata a metà classifica (ottavo posto finale) e lo scudetto va al Bologna. Il nome nuovo più significativo è quello del portiere Mario Zorzan, erede del grande Compiani; in mediana troviamo Bortoletti e Bertolotti, una specie di scioglilingua. E' buono il comportamento dei nostri nella neonata Coppa Italia, dove arrivano in semifinale, battuti in trasferta dall'Alessandria con un gol all'ultimo minuto.


dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1935/1936 - I PRIMI BRASILIANI
Con l'arrivo del Presidente Pietro Annoni, il Milan si butta sul mercato sudamericano, con alterne fortune: dal Brasile arrivano Arnoni e Gabardo, dall'Argentina Josè Spirolazzi. Il mercato interno vede gli ingaggi di un nuovo portierone, il vicentino Zorzan, che coglie l'eredità di Compiani (che resta per un'ultima stagione da secondo portiere). Vengono acquistati anche Bertolotti, Gianesello e Zidarich, allenatore è sempre Adolfo Baloncieri. I rossoneri hanno un ottimo sprint in avvio, ma dopo la quinta giornata (0-1 col Toro) arriva il solito calo vistoso: la squadra termina ottava, parimerito con Napoli, Alessandria e Genova. La formazione tipo schierata da Baloncieri é: Zorzan; Perversi, Bonizzoni; Rigotti, Bortoletti, Bertolotti (Gianesello); Moretti, Zidarich; Arcari III, Romani (Gabardo), Arnoni. Dei sudamericani, solo Arnoni ha un rendimento positivo e viene impiegato con continuità. Lo scudetto va al Bologna, la Coppa Italia al Torino: novità di stagione, la Coppa vede il Milan correre fino alla semifinale, persa con l'Alessandria. Capitano dei rossoneri è ancora Bonizzoni.
Il solito Milan. La stagione parte ad Alessandria, e naturalmente Arcari III mette subito le cose in chiaro con una doppietta delle sue. Il Milan pareggia con caparbia il derby (1-1), andando a bersaglio con Moretti, il castiga nerazzurri: risponde Meazza. Superato il periodo d'ambientamento, Arnoni lievita e nell'1-0 alla Fiorentina firma il primo gol brasiliano della storia del Milan. Alla quarta giornata i rossoneri fanno i corsari a Bari (2-0), e Arnoni va ancora a bersaglio: i tifosi iniziano a fare sogni di gloria. Ma i piedi tornano presto per terra con lo 0-1 col Torino, in casa, seguito dai pareggi con Genova (3-3, doppietta dell'altro carioca Gabardo), Lazio (2-2, Arcari pareggia al '60) e Roma (0-0), oltre che dai ko con Bologna e Triestina. Alla decima giornata il bilancio dice 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte: andamento da media classifica a cui i tifosi sono ormai consolidati. Moretti tenta di mettere il buonumore con una tripletta al Palermo, poi però il Milan incappa in una serie nera intervallata solo da un 2-1 al Brescia (Moretti e Bortoletti): sconfitto da Juve (3-1), Sampierdarenese (1-2 a Milano), Napoli (0-1), Alessandria (addirittura 1-6) e Fiorentina (1-3), il Milan pareggia il derby (2-2) con doppietta del solito Arcari. La crisi, pesantissima, è alleviata da un 4-0 al Bari: vanno a bersaglio Moretti, Arcari, Rossi e il brasiliano Arnoni. E' un risveglio che non dura: Arcari segna l'1-0 col Torino, ma il Milan perde 2-1. Per un pò resta l'ultima caduta: il Milan accelera, trova un gioco e fa 7 risultati utili in 8 gare. Si inizia col Genoa, steso da un guizzo del centrocampista Bertolotti all'88. Si prosegue con l'1-4 a Bologna, presto riscattato da un copioso 5-0 alla Lazio. L'eroe è Romani, che segna una tripletta in un'annata per lui abbastanza opaca: in gol anche Arnoni e Arcari. Seguono tre 0-0 filati e la grande vittoria sulla Juventus. I bianconeri cadono ancora, a San Siro, abbattuti da Arcari e dalla riserva Spinola (2-1). Il Milan vince ancora a Brescia (2-1, Moretti e Arcari) e poi rimedia due tonfi nelle ultime due partite, concludendo all'ottavo posto.
Arrivano i sudamericani. E' la stagione dell'avvicendamento tra due grandi portieri di lungo corso: 'Dario' Compiani gioca solo 1 gara e, dopo 220 apparizioni in 9 stagioni rossonere, lascia i guanti a Mario Zorzan da Vicenza, 23 anni, che resterà sotto la Madonnina per sette stagioni. Zorzan gioca 32 gare e si dimostra un ottimo numero uno, nonostante la giovane età e la difesa che regge quel che regge: la colpa non è tanto dei ruvidi guerrieri Perversi (33 gare) e Bonizzoni (28), quanto del centrocampo che filtra poco: Rigotti (30 gare), Bortoletti (32 con un gol) e il quasi omonimo Bertolotti (21/1), più il rincalzo Gianesello (14/0), giunto da Vicenza con Zorzan, non sono una diga troppo solida. E davanti l'attacco fa quel che può. Come sempre i migliori sono Arcari e Moretti. Il bomber storico, Arcari, segna 32 gol in 13 gare. A fine anno, ormai logorato da un Milan mediocre, accetta le avances del Genoa. Moretti, invece, torna sulla linea dei fantasisti (sua posizione consona) dopo un anno da centravanti (10 gol nel '35), ma conferma e addirittura migliora il suo rapporto col gol: 11 centri in 31 match. Al suo fianco il discreto Mario Zidarich, fiumano. Completano la inea più avanzata Romani (18/7), sufficiente anche se non come negli anni migliori, e il brasiliano Vicente Arnoni: sanpaolino, Arnoni gioca 34 gare tra serie A e coppa, segnando 7 gol. Bottino discreto anche considerata la saudade: tuttavia Arnoni tornerà in Brasile a fine anno e di nuovo al Milan nel 1937/38, senza troppe fortune. A Romani è alternato qualche volta l'altro verdeoro Gabardo, meno incisivo (12/2). Giulio Rossi (6/2) e Giuseppe Spinola, che ha il merito di segnare alla Juve (10/2) giocano poco. Cresta (5/0) è al passo d'addio; completano la rosa Buila, Gattoronchieri, Mascheroni, Pagni, Piazza, Troncon e l'argentino Spirolazzi: una meteroa gigantesca.






All'interno di San Siro, la rosa dell'F.C. Milan 1935-36, come indica la scritta in basso. Con l'allenatore è presente anche il massaggiatore, ormai stabilmente aggregato alla squadra. In piedi da sinistra: il massaggiatore Clerici, Arcari III, Moretti, Rigotti, Bertolotti, Bortoletti, Zidarich, Cresta, Arnoni e Baloncieri (allenatore). In ginocchio: Gabardo, Rossi, Perversi, Zorzan, Bonizzoni, e Spinola. (Enrico Tosi)
Foto tratta dalla "Gazzetta dello Sport" del 10 gennaio 1936



dal sito www.wikipedia.org
AVVENIMENTI
Fu un campionato assai combattuto quello iniziato il 22 settembre del 1935, che sancì la fine del dominio juventino sul campionato e che che portò al tanto ambito scudetto lo squadrone che tremare il mondo fa, ovvero il Bologna del presidente Renato Dall'Ara.
Alla fine, i distacchi tra una squadra e l'altra risultarono essere però minimi: non cedette neppure del tutto la Juventus, arrivata al quinto scudetto di fila con il fiatone, senza più il suo allenatore Carcano, senza più due giocatori come Ferrari e Cesarini (il primo ceduto all'Ambrosiana-Inter e il secondo tornato in Argentina) e sconvolta all'inizio del torneo dall'improvvisa morte del presidente Edoardo Agnelli, ucciso il 15 luglio 1935 dall'elica di un idrovolante a Genova.
Il Bologna partì alla grande. Dalla prima alla tredicesima giornata i petroniani sembrarono non avere rivali e vennero raggiunti solo il 5 gennaio 1936, in occasione della prima sconfitta (in casa contro il Bari), in vetta dalle due squadre di Torino. Il 2 febbraio le campionesse d'inverno furono due, la Juventus e il Bologna, mentre all'inizio di marzo fu il sorprendente Torino, che l'anno prima si era salvato all'ultima giornata, a dividere la vetta con gli emiliani. Mancavano ormai poche giornate al termine quando, il 22 marzo, i granata ottennero il primato solitario, battendo l'Alessandria quando la Juve perse a Trieste e il Bologna rimase bloccato sullo 0-0 dalla Sampierdarenese.
Intanto salivano le quotazioni della Roma di Fulvio Bernardini che, nonostante la rocambolesca fuga di tre giocatori sudamericani (tra cui il bomber Guaita) che all'inizio del campionato l'aveva privata di tre pedine fondamentali, si staccò dal gruppo delle inseguitrici grazie alla miglior difesa del campionato e rimase l'ultima inseguitrice: il 10 maggio, ultima giornata, il Bologna batté la Triestina e poté festeggiare lo scudetto, rendendo inutili le vittorie della Roma a Palermo e del Torino sul Bari. L'equilibrio fu però incredibile: le prime cinque classificate ebbero tutte dai 40 ai 35 punti.
Salvo il Genova, ritornato presto in Serie A, retrocessero il Brescia e il Palermo, che all'ultima giornata non riuscì ad approfittare della sconfitta del neopromosso Bari. Ritornò capocannoniere, dopo 6 anni, Giuseppe Meazza con 25 reti.




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Ragione sociale Milan Football Club (M.F.C.)
Pietro Annoni,
presidente del Milan 1935-36
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via Gaetano Negri, 8 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Pietro Annoni fino a maggio 1936, poi Consiglio di Reggenza: Pietro Annoni, Giovanni Lorenzini, Rino Valdameri
AREA TECNICA
Allenatore Adolfo Baloncieri
AREA SANITARIA
Massaggiatore Luigi Clerici
SQUADRA
Capitano Giuseppe Bonizzoni
Campi sportivi Stadio San Siro - MILANO / Civica Arena - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Sante Pietro Arcari III, Vicente Arnoni, Ferdinando Ermanno Bertolotti, Giuseppe Bonizzoni (cap.), Antonio Gino Bortoletti I, Giorgio Buila, Dario Compiani, Luigi Cresta I, Elisio Gabardo, Emilio Gattoronchieri, Sereno Gianesello II, Oliviero Mascheroni, Giovanni Moretti, Giuseppe Pagni, Luigi Perversi, Gian Emilio Piazza, Carlo Rigotti II, Mario Romani, Giulio Rossi, Giuseppe Spinola, Giuseppe Spirolazzi, Giovanni Paolo Tronconi, Mario Zidarich I, Mario Zorzan
Palmares Coppa del Primato Cittadino