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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Niente di nuovo. E' sempre un Milan mediocre. La squadra appare rassegnata di fronte ai molti incidenti che falcidiano le sue fila. Pozzo viene esonerato dalla guida della squadra. Gli subentra Moda, dirigente ed ex giocatore d'inizio secolo. La squadra rossonera si classifica 8° (su 12) nel girone B e solo nelle ultime giornate acquisisce il diritto di partecipare Al Campionato Divisione Nazionale dell'anno successivo.
Il torneo è infatti per l'ultima volta diviso in Lega Nord e Lega Sud. Lo scudetto va alla Juventus (dopo aspra lotta col Bologna al Nord) che supera facilmente l'Alba campione della Lega Sud.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita del girone unico"), febbraio 2005
Il campionato 1925-26 è l'ultimo diviso in Lega Nord e Lega Sud; il Bologna si riconferma campione e il rendimento del Milan continua ad essere mediocre (settimo su 12 squadre nel suo girone). Durante il torneo si registra, in seno alla società rossonera, il primo esonero dell'allenatore: al posto di Vittorio Pozzo viene chiamato Guido Moda, ex giocatore d'inizio secolo.


dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1925/1926 - GLI INFORTUNI ACCENDONO L'ORGOGLIO
Stagioni difficili, a dir poco. Gli infortuni fanno a pezzi ossa, muscoli e ambizioni di un Milan comunque troppo provinciale per puntare più in alto dei modesti piazzamenti a metà classifica. Come se non bastasse, i rossoneri subiscono la crisi del gol: infatti Santagostino non torna ancora ai suoi livelli migliori, segna 6 gol importanti ma troppo dilazionati nel tempo, e Ostromann subisce un infortunio pesantissimo, che lo toglie di mezzo per l'intera stagione e soprattutto ne compromette pesantemente il proseguio di carriera. A metà stagione la società esonera Pozzo e rimette in panchina l'ex terzino Guido Moda, che traghetta la squadra all'ottavo posto finale solo nelle ultime giornate, garantendo in extremix la qualificazione per il Campionato di Divisione Nazionale che parte l'anno dopo. In porta si piazza Carmignato. Difesa sempre costruita su capitan Bronzini (ottava stagione rossonera) e sul promettente Schienoni, vero faro arretrato. Il lusso della squadra è sempre Banas in regia, affiancato dagli onesti mestieranti De Franceschini e Gajani. L'ungherese a stagione in corsa subisce un infortunio gravissimo, che lo costringerà a chiudere la carriera: proprio la sua assenza sprona i compagni a dare il meglio e dedicargli la rimonta finale. Santagostino, Cevenini V e Savelli confermati in attacco; con loro viene data fiducia ad Achille Sacchi. Il grave infortunio che toglie di scena Ostromann è fortunatamente coperto dall'innesto in squadra di un altro ungherese, Karl Muller, un bomber di livello importante.
Finale in crescendo, dedicato a Banas. Debutto in casa con la Cremonese. I grigiorossi giocano bene, il Milan farfalleggia in difesa e perde 4-1. Il bomber avversario Tansini segna un gol, il portiere Compiani si arrende a Muller ma poi chiude la saracinesca col lucchetto. Tansini e Compiani un giorno saranno protagonisti in rossonero. Battuto pure dal Genoa, il Milan inizia a viaggiare battendo il Mantova con doppietta di Sacchi e terzo gol in tre gare di Muller; tuttavia il collettivo rossonero è poco oliato, la difesa e soprattutto il portiere non sono all'altezza e la trasferta in casa Juve si conclude con un umiliante 0-6, orchestrato da Pastore (doppietta) e Torriani: altri due futuri milanisti. Il Milan perde altre due partite e soffre in fondo alla classifica, derelitto. Cerca di rimettersi in salute, e coglie due successi: prima col Parma (4-2) grazie alla doppietta del panzer Muller; poi in casa della Reggiana, con un autogol. La serie si ripete: altra confitta, poi due vittorie e due ko. I successi arrivano contro Padova e Livorno: coi veneti apre Muller e chiude una doppietta di Cevenini V, che si sblocca dal torpore; con i toscani apre Ballarin e radoppia l'elegantissimo Banas; Muller mette il suo marchio abituale, Sacchi chiude il 4-1. Le sconfite invece arrivano ad opera della Cremonese di un super Compiani e col Genoa di nonno De Vecchi. Il Milan, colpito nell'orgoglio, va a vincere a Mantova e ritrova il gol di Santagostino; Dopo un 1-2 interno con la Juve (a bersaglio tra i bianconeri il solito Pastore), Pin si manifesta in tutta la sua fame di gol e di rivincita con l'Alessandria. I piemontesi conducono 2-0, Banas si spappola il ginocchio e vede la sua carriera finire in un crack. Rabbioso, Santagostino prima accorcia e poi infila letale il 2-2 definitivo. Scioccati dall'infortunio di Banas, i compagni ospitano la Pro Vercelli carichi e determinati a dedicargli una grande vittoria. Detto fatto. Savelli segna al pronti via, al '2 Cevenini raddoppia. I bianchi sono disarmati, il Milan gioca in velocità e fa girare palla come non si vedeva da tempo. Al '9 ancora Cevenini viola la porta vercellese; due minuti dopo l'arbitro fischia rigore per il Milan, va ancora Cevenini: tripletta e glorioso 4-0, col resto del match passato a controllare con convinzione e soddisfazione. Sulle ali di questo successo il Milan va a vincere a Parma, e il 2-1 è merito ancora dell'indomabile Cevenini: doppietta. Quasi rinato, forgiato di grinta e sete di vendetta, il Milan asfalta anche la Reggiana (4-0: Muller di rigore, Santagostino, Savelli e Sacchi), pareggia a Livorno (Savelli) e stende la Sampierdarenese con due gemme di Santagostino. Il crollo all'ultimo turno col Padova non cambia nulla, il Milan resta ottavo e si qualifica a restare, diciamo così, in "prima categoria", l'attuale serie A.
Banas ultimo film. Carmignato è portiere titolare, gioca 18 gare ma non sempre è soddisfacente. Clase 1906, milanese, dopo questa prima stagione ne vivrà un'altra da titolare e 5 da riserava. Capitan Bronzini gioca 17 volte, Schienoni 18, ma che sofferenza in difesa! Solo nel finale il duo trova un'intesa positiva, chiudendo i varchi e legnando come si deve, anche grazie ad una forma fisica crescente. Banas orchestra come sempre la regia, gioca 20 gare e segna un gol. Purtroppo un grave infortunio lo toglie per sempre dalla sua cabina a centrocampo. 20 gare anche per De Franceschini, 13 per Guglielmo Gajani titolare al primo anno ma riserva nella successiva (e ultima) stagione. Cevenini inizia a fari spenti, subisce qualche infortunio noioso, ma quando si sblocca non si ferma più: 14 gare e 8 reti, pesanti, belle, importanti. Come la tripletta stellare ai vercellesi. Rotto incredibilmente Ostromann, il Milan trova rimedio nel magiaro Karl Muller: ventitreenne panzer di Toeplitz, Muller infila ben 12 gol in 22 match. Possente, arcigno, è un classico centravanti di tecnica modesta ma grande forza fisica, uno sfondareti di livello che curiosamente viene lasciato libero a fine stagione. Anche Santagostino si scalda col passare dei mesi. gioca 17 partite e nel finale mette in cascina gol pesanti in serie: la doppietta alla Samp permette al Milan di restare in "A", i due all'Alessandria permettono la rimonta nel giorno dell'addio di Banas; una sua rete sigilla il 2-0 a Mantova, e alla fine sono 6 gol determinanti. Rendimento discreto per Achille Sacchi (12/4), riserva l'anno successivo. Savelli, che gioca 12 incontri, è sempre puntuale e preciso nei movimenti e sicuro in zona gol: 7 centri. Moda lancia anche Luigi Perversi, un difensore diciannovenne che farà la storia del Milan. Rude, arcigno, determinato: Perversi, che gioca una sola partita, a fine anno va in prestito al Modena. Tornerà nel '27 e in 13 stagioni sarà sempre titolare. Uno splendido titolare, autore di 341 presenze rossonere. E debutta anche Pomi, 20 anni, altro difensore: spiccioli anche per lui (6 gare), ma 224 gare nelle successive 7 annate, passate a lottare con ardore e passione assieme a Schienoni e Perversi al servizio della diabolica causa. Ostromann gioca 2 gare e si sfascia: tornerà, segnerà, negli anni dopo; ma non sarà più lo squalo rapace di prima. Poggia gioca solo 6 volte, si vedono anche Bonello, Bonfiglio, Caleffa, Caviglia, Cidri, Lazzaroni, Parmesani, Pastorelli, Pedretti e Viscardi.


dal sito www.milanhistory.blogspot.com
1925-1926, DIAVOLO CON LE OSSA ROTTE
GLI INFORTUNI FANNO A PEZZI IL MILAN: BANAS CROLLA A FINE STAGIONE, OSTROMANN ALL'INIZIO. MULLER SOSTITUISCE RUDI A SUON DI GOL, CEVENINI E SANTAGOSTINO INGRANANO A STAGIONE IN CORSO E DOPO L'ESONERO DI POZZO (A FAVORE DI MODA) PERMETTE AL MILAN DI PARTECIPARE AL SUCCESSIVO CAMPIONATO DI DIVISIONE NAZIONALE.

STAGIONI DIFFICILI, a dir poco. Gli infortuni fanno a pezzi ossa, muscoli e ambizioni di un Milan comunque troppo provinciale per puntare più in alto dei modesti piazzamenti a metà classifica. Come se non bastasse, i rossoneri subiscono la crisi del gol: infatti Santagostino non torna ancora ai suoi livelli migliori, segna 6 gol importanti ma troppo dilazionati nel tempo, e Ostromann subisce un infortunio pesantissimo, che lo toglie di mezzo per l'intera stagione e soprattutto ne compromette pesantemente il proseguo di carriera. A metà stagione la società esonera Pozzo e rimette in panchina l'ex terzino Guido Moda, che traghetta la squadra all'ottavo posto finale solo nelle ultime giornate, garantendo in extremis la qualificazione per il Campionato di Divisione Nazionale che parte l'anno dopo. In porta si piazza Carmignato. Difesa sempre costruita su capitan Bronzini (ottava stagione rossonera) e sul promettente Schienoni, vero faro arretrato. Il lusso della squadra è sempre Banas in regia, affiancato dagli onesti mestieranti De Franceschini e Gajani. Santagostino, Cevenini V e Savelli confermati in attacco; con loro viene data fiducia ad Achille Sacchi. Il grave infortunio che toglie di scena Ostromann è fortunatamente coperto dall'innesto in squadra di un altro ungherese, Karl Muller, un bomber di livello importante.

FINALE IN CRESCENDO, DEDICATO A BANAS. Debutto in casa con la Cremonese. I grigiorossi giocano bene, il Milan farfalleggia in difesa e perde 4-1. Il bomber avversario Tansini segna un gol, il portiere Compiani si arrende a Muller ma poi chiude la saracinesca col lucchetto. Tansini e Compiani un giorno saranno protagonisti in rossonero. Battuto pure dal Genoa, il Milan inizia a viaggiare battendo il Mantova con doppietta di Sacchi e terzo gol in tre gare di Muller; tuttavia il collettivo rossonero è poco oliato, la difesa e soprattutto il portiere non sono all'altezza e la trasferta in casa Juve si conclude con un umiliante 0-6, orchestrato da Pastore (doppietta) e Torriani: altri due futuri milanisti. Il Milan perde altre due partite e soffre in fondo alla classifica, derelitto. Cerca di rimettersi in salute, e coglie due successi: prima col Parma (4-2) grazie alla doppietta del panzer Muller; poi in casa della Reggiana, con un autogol. La serie si ripete: altra confitta, poi due vittorie e due ko.
I successi arrivano contro Padova e Livorno: coi veneti apre Muller e chiude una doppietta di Cevenini V, che si sblocca dal torpore; con i toscani apre Ballarin e raddoppia l'elegantissimo Banas; Muller mette il suo marchio abituale, Sacchi chiude il 4-1. Le sconfitte invece sono ad opera della Cremonese di un super Compiani e col Genoa di nonno De Vecchi. Il Milan, colpito nell'orgoglio, va a vincere a Mantova e ritrova il gol di Santagostino; Dopo un 1-2 interno con la Juve (a bersaglio tra i bianconeri il solito Pastore), Pin si manifesta in tutta la sua fame di gol e di rivincita con l'Alessandria. I piemontesi conducono 2-0, Banas si spappola il ginocchio e vede la sua carriera finire in un crack. Rabbioso, Santagostino prima accorcia e poi infila letale il 2-2 definitivo. Scioccati dall'infortunio di Banas, i compagni ospitano la Pro Vercelli carichi e determinati a dedicargli una grande vittoria. Detto fatto. Savelli segna al pronti via, al '2 Cevenini raddoppia. I bianchi sono disarmati, il Milan gioca in velocità e fa girare palla come non si vedeva da tempo. Al '9 ancora Cevenini viola la porta vercellese; due minuti dopo l'arbitro fischia rigore per il Milan, va ancora Cevenini: tripletta e glorioso 4-0, col resto del match passato a controllare con convinzione e soddisfazione. Sulle ali di questo successo il Milan va a vincere a Parma, e il 2-1 è merito ancora dell'indomabile Cevenini: doppietta. Quasi rinato, forgiato di grinta e sete di vendetta, il Milan asfalta anche la Reggiana (4-0: Muller di rigore, Santagostino, Savelli e Sacchi), pareggia a Livorno (Savelli) e stende la Sampierdarenese con due gemme di Santagostino. Il crollo all'ultimo turno col Padova non cambia nulle, il Milan resta ottavo e si qualifica a restare, diciamo così, in "prima categoria", l'attuale serie A.

BANAS ULTIMO FILM. Carmignato è portiere titolare, gioca 18 gare ma non sempre è soddisfacente. Clase 1906, milanese, dopo questa prima stagione ne vivrà un'altra da titolare e 5 da riserva. Capitan Bronzini gioca 17 volte, Schienoni 18, ma che sofferenza in difesa! Solo nel finale il duo trova un'intesa positiva, chiudendo i varchi e legnando come si deve, anche grazie ad una forma fisica crescente. Banas orchestra come sempre la regia, gioca 20 gare e segna un gol. Purtroppo un grave infortunio lo toglie per sempre dalla sua cabina a centrocampo. 20 gare anche per De Franceschini, 13 per Guglielmo Gajani titolare al primo anno ma riserva nella successiva (e ultima) stagione. Cevenini inizia a fari spenti, subisce qualche infortunio noioso, ma quando si sblocca non si ferma più: 14 gare e 8 reti, pesanti, belle, importanti. Come la tripletta stellare ai vercellesi. Rotto incredibilmente Ostromann, il Milan trova rimedio nel magiaro Karl Muller: ventitreenne panzer di toeplitz, Muller infila ben 12 gol in 22 match. Possente, arcigno, è un classico centravanti di tecnica modesta ma grande forza fisica, uno sfondareti di livello che curiosamente viene lasciato libero a fine stagione. Anche Santagostino si scalda col passare dei mesi. gioca 17 partite e nel finale mette in cascina gol pesanti in serie: la doppietta alla Samp permette al Milan di restare in "A", i due all'Alessandria permettono la rimonta nel giorno dell'addio di Banas; una sua rete sigilla il 2-0 a Mantova, e alla fine sono 6 gol determinanti. Rendimento discreto per Achille Sacchi (12/4), riserva l'anno successivo.
Savelli, che gioca 12 incontri, è sempre puntuale e preciso nei movimenti e sicuro in zona gol: 7 centri. Moda lancia anche Luigi Perversi, un difensore diciannovenne che farà la storia del Milan. Rude, arcigno, determinato: Perversi, che gioca una sola partita, a fine anno va in prestito al Modena. Tornerà nel '27 e in 13 stagioni sarà sempre titolare. Uno splendido titolare, autore di 341 presenze rossonere. E debutta anche Pomi, 20 anni, altro difensore: spiccioli anche per lui (6 gare9, ma 224 gare nelle successive 7 annate, passate a lottare con ardore e passione assieme a Schienoni e Perversi al servizio della diabolica causa. Ostromann gioca 2 gare e si sfascia: tornerà, segnerà, negli anni dopo; ma non sarà più lo squalo rapace di prima. Poggia gioca solo 6 volte, si vedono anche Bonello, Bonfiglio, Caleffa, Caviglia, Cidri, Lazzaroni, Parmesani, Pastorelli, Pedretti e Viscardi. (Pubblicato da RG METAL'88)






Il Milan 1925-26
(Archivio Luigi La Rocca)



dal sito www.wikipedia.org
IL FASCISMO NEL CALCIO
Il burrascoso epilogo del campionato del 1925, a sua volta segnato dal non tranquillo esito di quello del '24, obbligò a riconsiderare la struttura del Progetto Pozzo, che conferiva ad una doppia finale il compito di assegnare lo scudetto, in quanto tali appuntamenti si erano rapidamente riempiti di una tensione tale da comportare ingestibili problemi di ordine pubblico. Si fece dunque largo l'idea dell'istituzione di un torneo finale a più squadre per l'attribuzione del titolo; tale proposta aveva anche il pregio di aumentare gli scontri diretti fra le maggiori società nazionali, ridottisi dopo la divisione in due gironi separati. L'attuazione di tale piano imponeva, tuttavia, la riduzione del numero delle partecipanti al torneo: venne dunque deciso che, a fine stagione, sarebbero state ben quattro le retrocessioni per ogni girone della Lega Nord.
Poiché fortemente appoggiato dal regime, l'intero piano trovò minori resistenze del suo predecessore, la cui attuazione aveva portato alla crisi del 1921. Il fascismo, infatti, si era accorto dell'enorme potenziale d'attrazione sulle masse che il calcio sapeva esercitare, e volle dunque sfruttarlo a suo vantaggio. Se Mussolini, generalmente poco interessato alle competizioni di squadra, non si interessò mai veramente a quello che, dopo la Grande Guerra era divenuto a tutti gli effetti lo sport nazionale, lo stesso non poteva dirsi di molti gerarchi che, tifosi (se non dirigenti) di svariate società, cercarono a più riprese di intervenire a favore delle proprie compagini, talvolta sobillando in prima persona disordini e problemi di ordine pubblico. Il caso più emblematico fu quello di Leandro Arpinati, che arrivò addirittura alla presidenza della FIGC a fine stagione, apportando, con la Carta di Viareggio, una drastica ristrutturazione dell'organizzazione del calcio italiano.

I TRE SAGGI
Anche questa stagione si concluse in modo confuso, con diverse gare rinviate per problemi di ordine pubblico, i dirigenti federali divisi sul da farsi e le grandi società a spingere per una nuova riforma del campionato, confacente ai loro interessi. La crisi gestionale del mondo del calcio italiano si aggravò fra maggio e giugno, quando scoppiò uno sciopero arbitrale. Il regime fascista, interessato alla sottomissione dello sport nazionale al suo disegno totalitario, reagì duramente a questa forma di protesta, già bandita dal governo in altri settori. Il 27 giugno l'intera dirigenza della Federazione rassegnò le dimissioni ma, anziché indire nuove elezioni, demandò i propri poteri al CONI, già controllato dal regime tramite il suo presidente Lando Ferretti; costui nominò a sua volta tre importanti personalità, il presidente della Fortitudo Pro Roma Italo Foschi, il dirigente dell'Inter Giovanni Mauro e il presidente del Bologna Paolo Graziani, a formare una Commissione di Riforma dell'ordinamento della FIGC. Ritiratisi in Versilia, il 2 agosto i tre dirigenti emanarono la Carta di Viareggio, documento che aprì il calcio italiano al professionismo ma sancì la sottomissione della Federazione al totalitarismo fascista.



dal sito clarence/forum. it
Annata piena d'infortuni.... I rossoneri perdono subito Ostroman, il bomber dell'anno precedente con 18 gol che giocherà solo 2 partite su 22. Anche il secondo miglior attaccante Savelli s'infortuna e gioca solo mezzo campionato ( 10 partite su 22). Per molte giornate viene meno l'ossatura della squadra.....Ballarin presente 12 partite su 22, Poggia solo 6.... e molti altri ancora. Tanto che Pozzo è costretto a far giocare in prima squadra 6 ragazzi delle riserve. Difatti quell'anno i giocatori schierati in campionato saranno 26 contro i soliti 20/21 degli anni precedenti!




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Ragione sociale Milan Football Club (M.F.C.)
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Bar Vittorio Emanuele - via Orefici, 7 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Piero Pirelli I
Vice-presidenti Mario Benazzoli, Giuseppe Lavezzari
Segretario Ferruccio Bollini
AREA TECNICA
Allenatore Vittorio Pozzo fino al 29 gennaio 1926, poi Guido Moda I dal 30 gennaio 1926
SQUADRA
Capitano Pietro Bronzini
Campo sportivo Campo Milan Viale Lombardia - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Tiziano Ballarin, Jozsef Banas, Vittorio Bonello, Pietro Bonfiglio, Pietro Bronzini (cap.), Atene Caleffa, Giuseppe Carmignato, Giovanni Caviglia, Carlo Cevenini V, Giorgio Cidri, Alfredo De Franceschini I, Guglielmo Gajani, Mario Lazzaroni, Karl Muller, Rodolfo Ostromann II, Erminio Parmesani, Palmiro Luigi Pastorelli, Ivo Pedretti, Luigi Perversi, Luigi Poggia, Francesco Pomi, Achille Sacchi I, Giuseppe Santagostino, Alessandro Savelli, Alessandro Schienoni, Francesco Viscardi
Palmares La Squadra "Riserve" è Campione Lombardo