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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Il campionato di 1^ divisione si articola, come la precedente stagione, con due Gironi al nord e su gironcini regionali al sud.
Nel Girone B a 13 squadre, il Milan non riesce a scuotersi dal torpore in cui sembra caduto da qualche tempo: è un campionato grigio. L'ordinato cecoslovacco Banas e qualche altra buona individualità non riescono a dare un volto alla squadra che, licenziato l'allenatore austriaco Oppenheim, ora è allenata da Vittorio Pozzo, che in futuro allenerà la Nazionale. Sola soddisfazione per il Milan e i suoi tifosi è la vittoria sull'Inter nella 1^ edizione del trofeo Lombardi e Macchi, organizzato dalla stessa società.
Il campionato passa alla storia per i gravissimi incidenti fra bolognesi e genoani durante le tre partite di finale della Lega Nord. Lo scudetto al Bologna suscita vivacissime polemiche.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita del girone unico"), febbraio 2005
Anche nella stagione 1924-25 il Milan non riesce ad emergere dal grigiore in cui sembra sprofondato e chiude le eliminatorie all'ottavo posto; neppure l'ordinato e classico centrocampista boemo Jozsef Banas e il centravanti istriano Rodolfo Ostromann riescono a scuotere i rossoneri che pure si avvalgono, come allenatore, di Vittorio Pozzo, il futuro commissario tecnico della Nazionale bicampione del mondo. Lo scudetto è ancora un affare privato tra Genoa e Bologna, stavolta però la spuntano gli emiliani dopo uno spareggio giocato all'alba, senza pubblico, sul campo della "Forza e Coraggio" di Milano: una soluzione scelta dalla Federazione dopo che, nelle precedenti partite, c'erano stati degli incidenti e si erano registrati anche colpi di arma da fuoco tra le opposte tifoserie.


dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1924/1925 - ARRIVANO BANAS & OSTROMANN
La società regala ai tifosi due campioni di livello superiore rispetto alla rosa rossonera, cercando di scuotere l'ambiente e puntare più in alto. Jozsef Banas è un ordinato playmaker ungherese che ha giocato anche nel Ferencvaros: ha 30 anni, è a fine carriera, certo; però ha un'esperienza internazionale infinita e tante medaglie al petto, il che porta gloria e prestigio nella squadra del presidente Pirelli. L'altro asso è il bomber Rodolfo "Rudi" Ostromann, da Pola (Austria, oggi Croazia). Un cannoniere potente e tecnico di grandissimo livello, che ha solo 21 anni e promette una carriera incredibile. I due si aggiungono alla stella Santagostino e a capitan Bronzini, mentre in panchina viene scelto Vittorio Pozzo, futuro bicampione del mondo con la Nazionale. Ciononostante è un altro anno grigio, chiuso all'ottavo posto dopo 13 sconfitte. Il tecnico punta su Giovanni Decarli in porta e lancia il giovane Alessandro Schienoni in difesa con Bronzini: un'illuminazione che segnerà la storia rossonera, visto che Schienoni si rivelerà presto difensore solido e arcigno, forte di un amore spassionato per la maglia e che sarà affidabile titolare per sette stagioni (su 9), disputando 211 partite rossonere. Le chiavi della regia sono affidate con speranza nel tocco pulito e nel lancio illuminante di Banas, un fuoriclasse col dovere di fare la differenza. Con lui nel mezzo ci sono Ballarin e De Franceschi, rientrante dall'infortunio. L'attacco catalizza le attenzioni del pubblico, grazie alla presenza di due assi come Santagostino e Ostromann. Purtroppo Pin non manterrà le sue vere medie realizzative, tra infortuni e cali fisici; Ostromann invece segnerà reti a ripetizione. Reparto completato dal sempre ottimo Savelli, da Poggia e dal buon Cevenini V. Papa termina tra le riserve, mentre il terzino Soldati viene inizialmente provato in attacco (e segnerà al debutto) ma sarà presto limitato anche lui da problemi fisici, giocando alla fine solo 4 volte.
Nel segno di Rudi. Parte benissimo il Milan, con un 2-0 all'Andrea Doria: apre Soldati, appunto riciclato in attacco, e chiude Ostromann, presentandosi a modo suo ai tifosi. Rudi segna anche alla seconda giornata: il Milan perde con la Sampierdarenese, ma la doppietta dell'attaccante esalta i tifosi, che nel match col Derthona vanno sulle montagne russe: apre ancora Soldati, pareggia tale Crotti; Savelli scatta a modo suo e segna il 2-1, ma ancora Crotti pareggia. Il Milan riesce a vincere con la determinazione di Papa, riserva orgogliosa che all'82 trova il 3-2. Anche il match con la Juve è denso di anneddoti. Il Milan perde 5-3 dopo essere passato in vantaggio con Ostromann, e dopo aver subito la doppietta del super bomber bianconero Pietro Pastore: un granatiere con la passione per il glamour che in futuro farà sognare anche i tifosi rossoneri. Sconfitto ancora, a Mantova, il Milan esorcizza l'incubo Bologna con una grande doppietta di Ostromann (termina 3-1, in gol anche Savelli), poi perde 3 gare su 4 e batte solo il Livorno (4-2), ancora con una pirotecnica tripletta di Ostromann, davvero esplosivo. Pozzo resta attaccato alla panchina, ma paga dazio ai troppi infortuni e al rendimento poco brillante di Santagostino, ancora a quota zero gol. Ostromann è invece la sorpresa, un bomber ancora più forte di quello che sembrava. Potente, rapido, decisivo, tecnico, capace di inventarsi prodezze disparate. Il Milan si aggrappa a lui, e Rudi ripaga impallinando portieri in allegria; tuttavia un fuoriclasse o due non possono da soli cambiare i destini di una squadra. Un altro filotto di 4 partite viene rovinato da 3 ko, con la sola SPAL che crolla davanti ai rossoneri: bum bum Ostromann e guizzo di Cevenini V. Una doppietta di quest'ultimo vale il successo sulla Sampierdarenese, a conferma dello stato di forma crescente dell'attaccante; il Milan sembra rimettersi in piedi e fa punti per 3 gare di fila. La prima è la vittoria sul Derthona: Ostromann apre con una delle sue prodezze, Poggia raddoppia e nel finale, finalmente, si sblocca pure l'atteso Santagostino. I rossoneri impattano senza reti con la Juve, poi battono il Mantova per 2-1 dopo aver rischiato il pari: è il ritrovato Santagostino a firmare la rete decisiva. Banas è un metronomo puntuale nel dirigere le operazioni, mentre dietro il rendimento di Schienoni dà una mano decisa alla difesa. Tuttavia i rossoneri perdono altre 5 volte nelle ultime 7 uscite, battendo solo Alessandria e Novara, grazie ancora ad Ostromann e, col Novara, alla prima rete rossonera del regista Banas.
Sorpresa Schienoni. Troppi gol presi, in 17 partite, dall'esordiente Decarli: è forse qui il problema difensivo del Milan, che certo non può lamentarsi del rendimento del baby Schienoni. L'arcigno terzinaccio lanciato da Pozzo gioca 20 partite e si disimpegna tutto sommato bene, grazie alla grande determinazione. Aggressivo ma corretto, lottatore infaticabile, Schienoni si merita una maglia da titolare che non mollerà più per diverso tempo. Gioca addirittura meglio del capitano Bronzini (24 gare, settima stagione), uno che di Milan e di difese ne sa qualcosa. Banas, con 20 presenze e un gol, pilota il gioco della squadra dalla cabina di comando a centrocampo, appoggiato da Ballarin (24/1), De Franceschini (24) e Poggia (21/1). Ostromann fa fuoco e fiamme davanti: 21 partite, 18 reti! Santagostino delude, con soli 4 centri in 21 uscite. Meglio va il sempre buono Savelli, e non solo per i 7 gol in 18 gare; e si ritaglia momenti importanti pure Cevenini V, autore di 5 reti pesanti -lui che non è un bomber- in 20 gare. Papa e Soldati giocano 4 volte, entrambi segnando 2 gol. Completano la rosa Baj, Bolzoni, Cidri, Da Sacco, Farina, Midali e Radice.


dal sito www.milanhistory.blogspot.com
1924-1925, OSTROMANN & BANAS
NONOSTANTE L'ARRIVO DI DUE CAMPIONI COME IL REGISTA BANAS E IL BOMBER OSTROMANN, IL MILAN DISPUTA ANCORA UN TORNEO INSODDISFACENTE. POZZO (foto) LANCIA IL DIFENSORE SCHIENONI, MA DELUDE SANTAGOSTINO, AUTORE DI SOLI 4 GOL. OSTROMANN INVECE ENTUSIASMA I TIFOSI: 18 PERLE PER LUI.



LA SOCIETA' regala ai tifosi due campioni di livello superiore rispetto alla rosa rossonera, cercando di scuotere l'ambiente e puntare più in alto. Jozsef Banas è un ordinato playmaker ungherese che ha giocato anche nel Ferencvaros: ha 30 anni, è a fine carriera, certo; però ha un'esperienza internazionale infinita e tante medaglie al petto, il che porta gloria e prestigio nella squadra del presidente Pirelli. L'altro asso è il bomber Rodolfo "Rudi" Ostromann, da Pola (Austria, oggi Croazia). Un cannoniere potente e tecnico di grandissimo livello, che ha solo 21 anni e promette una carriera incredibile. I due si aggiungono alla stella Santagostino e a capitan Bronzini, mentre in panchina viene scelto Vittorio Pozzo, futuro bicampione del mondo con la Nazionale. Ciononostante è un altro anno grigio, chiuso all'ottavo posto dopo 13 sconfitte. Il tecnico punta su Giovanni Decarli in porta e lancia il giovane Alessandro Schienoni in difesa con Bronzini: un'illuminazione che segnerà la storia rossonera, visto che Schienoni si rivelerà presto difensore solido e arcigno, forte di un amore spassionato per la maglia e che sarà affidabile titolare per sette stagioni (su 9), disputando 211 partite rossonere.

Le chiavi della regia sono affidate con speranza nel tocco pulito e nel lancio illuminante di Banas, un fuoriclasse col dovere di fare la differenza. Con lui nel mezzo ci sono Ballarin e De Franceschi, rientrante dall'infortunio. L'attacco catalizza le attenzioni del pubblico, grazie alla presenza di due assi come Santagostino e Ostromann. Purtroppo Pin non manterrà le sue vere medie realizzative, tra infortuni e cali fisici; Ostromann invece segnerà reti a ripetizione. Reparto completato dal sempre ottimo Savelli, da Poggia e dal buon Cevenini V. Papa termina tra le riserve, mentre il terzino Soldati viene inizialmente provato in attacco (e segnerà al debutto) ma sarà presto limitato anche lui da problemi fisici, giocando alla fine solo 4 volte.

NEL SEGNO DI RUDI. Parte benissimo il Milan, con un2-0 all'Andrea Doria: apre Soldati, appunto riciclato in attacco, e chiude Ostromann, presentandosi a modo suo ai tifosi. Rudi segna anche alla seconda giornata: il Milan perde con la Sampierdarenese, ma la doppietta dell'attaccante esalta i tifosi, che nel match col Derthona vanno sulle montagne russe: apre ancora Soldati, pareggia tale Crotti; Savelli scatta a modo suo e segna il 2-1, ma ancora Crotti pareggia. Il Milan riesce a vincere con la determinazione di Papa, riserva orgogliosa che all'82 trova il 3-2. Anche il match con la Juve è denso di aneddoti. Il Milan perde 5-3 dopo essere passato in vantaggio con Ostromann, e dopo aver subito la doppietta del super bomber bianconero Pietro Pastore: un granatiere con la passione per il glamour che in futuro farà sognare anche i tifosi rossoneri. Sconfitto ancora, a Mantova, il Milan esorcizza l'incubo Bologna con una grande doppietta di Ostromann (termina 3-1, in gol anche Savelli), poi perde 3 gare su 4 e batte solo il Livorno (4-2), ancora con una pirotecnica tripletta di Ostromann. Pozzo resta attaccato alla panchina, ma paga dazio ai troppi infortuni e al rendimento poco brillante di Santagostino, ancora a quota zero gol. Ostromann è invece la sorpresa, un bomber ancora più forte di quello che sembrava. Potente, rapido, decisivo, tecnico, capace di inventarsi prodezze disparate. Il Milan si aggrappa a lui, e Rudi ripaga impallinando portieri in allegria; tuttavia un fuoriclasse o due non possono da soli cambiare i destini di una squadra. Un altro filotto di 4 partite viene rovinato da 3 ko, con la sola SPAL che crolla davanti ai rossoneri: bum bum Ostromann e guizzo di Cevenini V.
Una doppietta di quest'ultimo vale il successo sulla Sampierdarenese, a conferma dello stato di forma crescente dell'attaccante; il Milan sembra rimettersi in piedi e fa punti per 3 gare di fila. La prima è la vittoria sul Derthona: Ostromann apre con una delle sue prodezze, Poggia raddoppia e nel finale, finalmente, si sblocca pure l'atteso Santagostino. I rossoneri impattano senza reti con la Juve, poi battono il Mantova per 2-1 dopo aver rischiato il pari: è il ritrovato Santagostino a firmare la rete decisiva. Banas è un metronomo puntuale nel dirigere le operazioni, mentre dietro il rendimento di Schienoni dà una mano decisa alla difesa. Tuttavia i rossoneri perdono altre 5 volte nelle ultime 7 uscite, battendo solo Alessandria e Novara, grazie ancora ad Ostromann e, col Novara, alla prima rete rossonera del regista Banas.

SORPRESA SCHIENONI. Troppi gol presi, in 17 partite, dall'esordiente Decarli: è forse qui il problema difensivo del Milan, che certo non può lamentarsi del rendimento del baby Schienoni. L'arcigno terzinaccio lanciato da Pozzo gioca 20 partite e si disimpegna tutto sommato bene, grazie alla grande volontà di fare bene. Aggressivo ma corretto, lottatore infaticabile, Schienoni si merita una maglia da titolare che non mollerà più per diverso tempo. Gioca addirittura meglio del capitano Bronzini (24 gare, settima stagione), uno che di Milan e di difese ne sa qualcosa. Banas, con 20 presenze e un gol, pilota il gioco della squadra dalla cabina di comando a centrocampo, appoggiato da Ballarin (24/1), De Franceschini (24) e Poggia (21/1). Ostromann fa fuoco e fiamme davanti: 21 partite, 18 reti! Santagostino delude, con soli 4 centri in 21 uscite. Meglio va il sempre buono Savelli, non solo per i 7 gol 8in 18 gare; e si ritaglia momenti importanti pure Cevenini V, autore di 5 reti pesanti -lui che non è un bomber alla Santagostino- in 20 gare. Papa e Soldati giocano entrambi 4 volte, entrambi segnando 2 gol. Completano la rosa baj, Bolzoni, cidri, Da Sacco, Farina, Midali e Radice. (Pubblicato da RG METAL'88)






Il Milan 1924-25
(Archivio Luigi La Rocca)



dal sito www.wikipedia.org
LEANDRO ARPINATI
Il polemico epilogo della precedente stagione lasciò pesanti strascichi e condizionò ancora più gravemente la nuova annata. Genoa e Bologna erano nuovamente favorite per la vittoria, coi liguri che inseguivano il loro decimo successo. Ma gli emiliani erano ormai una forte, giovane e dinamica realtà del campionato, e soprattutto avevano un protettore molto altolocato in Leandro Arpinati. Gerarca fascista, amico e conoscente di lunga data del duce, vicesegretario nazionale del suo partito, era un fervente sportivo e sfegatato tifoso del Bologna, la squadra della sua città, di cui era stato eletto vicepresidente. La protezione del potentissimo uomo politico risulterà determinante per i destini della società felsinea.
Gli altri protagonisti previsti del nuovo campionato erano la sempre autorevole Pro Vercelli e la rinnovata Juventus di casa Agnelli. Il torneo si svolse con la formula del precedente torneo, salvo l'aumento di un'unità delle partecipanti per il ripescaggio dalla Seconda Divisione del Mantova, avvenuta per motivi ignoti a chi scrive.

LE FAMOSE 5 FINALI
Genoa e Bologna. Le due formazioni rossoblù si ritrovarono di fronte per la finale d'andata sul campo "Sterlino" di Bologna, il 24 maggio 1925. I liguri erano dati come favoriti dalla stampa, ma gli emiliani disponevano di un fortissimo attacco composto da Bernardo Perin, da Angelo Schiavio e dal capitano Giuseppe Della Valle. Il pubblico, foltissimo e rumoreggiante, chiedeva ai padroni di casa la rivincita, dopo il polemico esito dell'annata precedente. Fu comunque il Genoa a passare in vantaggio, nel secondo tempo, grazie ai gol prima dell'ex Alberti e di Catto, mentre allo scadere Schiavio insaccò la rete della bandiera per il Bologna. La settimana successiva, però, l'eccessiva sicurezza giocò ai favoriti grifoni un bruttissimo tiro: in un "Marassi" stracolmo, il Bologna, che già si era portato in vantaggio con un gol di Giuseppe Muzzioli su assist di un inarrestabile Schiavio nel primo tempo e che aveva subito il pareggio dal ligure Santamaria, approfittò degli errori di un Genoa lanciatosi all'attacco in cerca del gol della vittoria, per insaccare la rete decisiva, a sette minuti dallo scadere, con Della Valle.
Fu quindi necessario uno spareggio, fissato per la domenica successiva, il 7 giugno, a Milano; l'attesa era febbricitante ed il flusso di sostenitori accorsi nel capoluogo lombardo con treni e pullman speciali organizzati dalle società fu così alto da rendere il pur capiente impianto di via Lombardia, campo da gioco del Milan, assolutamente inadatto a contenere l'enorme folla, che si accalcò così ai margini del campo: l'arbitro, avvocato Mauro, pretese rassicurazioni sull'arrivo delle forze dell'ordine, prima di dare il via alla partita.
Il Genoa si portò in doppio vantaggio con Moruzzi e Alberti e gli entusiasti tifosi liguri invasero più volte il terreno di gioco; ciononostante, la partita continuò fino al quarto d'ora della ripresa, quando un tiro del bolognese Muzzioli lambì il palo della porta difesa da De Prà su deviazione dello stesso. L'arbitro indicò l'angolo, ma i supporter bolognesi, tra cui si segnalavano noti dirigenti federali e varie camicie nere entrarono in campo accerchiando il direttore di gara, sostenendo che la palla fosse entrata in porta e uscita attraverso uno squarcio nella rete; dopo tredici minuti di sospensione la rete fu convalidata. Mauro assicurò al capitano genoano De Vecchi che avrebbe fatto rapporto dell'accaduto agli organismi giurisdizionali federali, al fine di assegnare la vittoria a tavolino ai Grifoni. In un clima pesante, partita si trascinò tra continue sospensioni e, a sette minuti dalla fine il Bologna pareggiò con un gol di Pozzi, viziato però, riportavano le cronache dell'epoca, da un'evidente fallo sul portiere. L'ennesima invasione di campo rese impossibile la disputa dei tempi supplementari.
L'arbitro Mauro non seppe dare seguito alla parola data e la Federazione, il cui vicepresidente era il noto gerarca fascista bolognese Leandro Arpinati, dopo il reclamo dei felsinei, i quali chiedevano a loro volta la vittoria per la mancata disputa dei supplementari, indisse, dopo una lunga bagarre legale, un nuovo spareggio, da disputare questa volta sul campo di Torino, il 5 luglio. Nel capoluogo piemontese fu il Bologna a portarsi immediatamente in vantaggio con Schiavio, ma ancora il Genoa riuscì a pareggiare con Catto; se la partita, disputata in uno stadio praticamente militarizzato, si giocò tranquillamente, si ebbero gravi incidenti alla stazione di Porta Nuova, dove i treni che riportavano le tifoserie nelle loro città si trovarono vicini; due genoani furono feriti addirittura da colpi di pistola. L'opinione pubblica si indignò dell'accaduto, furono presentate interpellanze alla Camera e si optò per la sospensione del torneo fino alla cattura dei responsabili degli incidenti, anche in seguito al rifiuto del prefetto di Torino di ospitare, a porte chiuse, l'ennesimo spareggio e alle dimissioni in blocco della dirigenza della Lega Nord data la fallimentare gestione della vicenda; le società furono dunque invitate a liberare i giocatori, dandosi appuntamento a settembre. Improvvisamente, però, il Consiglio Federale impose la disputa dello spareggio per il 9 agosto, alle 7 di mattina, a porte chiuse in una località nei pressi Milano da tenere segreta onde evitare ulteriori incidenti. Condizionati dal clima ostile (la gara si svolse alla presenza di un nutrito contorno di camicie nere emiliane) e, probabilmente, arrivati all'incontro in condizioni fisiche meno toniche dei bolognesi, che avevano scelto di continuare ad allenarsi forse preavvisati da Arpinati, il Genoa poté solo assistere al successo del Bologna, che si impose grazie ai gol di Pozzi e Perin.
Al Bologna bastò sbarazzarsi poi dei romani dell'Alba, per vincere il suo primo scudetto, bloccando a tutt'oggi la crescita del palmarès della formazione genoana che da quel momento cominciò una lenta marcia di decadimento nelle gerarchie del calcio italiano.



dal sito clarence/forum. it
Il Bologna ed il Genoa vincono i due gironi del nord. Spareggio!
Ecco come un giovane GIANNI BRERA racconta le fasi della bella.
"Il Genoa aveva vinto il primo girone ed il Bologna il secondo della Lega Nord: s'incontrarono per farla fuori fra loro ed il Genoa vinse 2-1 sul campo del Bologna che 7 giorni dopo ripetè la prodezza sul campo del Genoa. La bella venne disputata a Milano in viale Lombardia. Giovannino De Pra racconta che il Genoa vinceva 2-0 nel primo tempo. Nella ripresa il Bologna accorciò le distanze. Sul 2-1 riuscì poi a liberarsi Muzzioli (Bologna) e sferrò un gran tiro che De Pra(Genoa) deviò sul fondo.
L'arbitro era l'avvocato Giovanni Mauro, e sorpreso da contropiede veloce, era un poco distante, ma decise per il calcio d'angolo. Dai margini accorsero verso di lui gesticolando tifosi bolognesi, dei quali faceva parte l'onorevole Leandro Arpinati, gran gerarca fascista e presidente della Federcalcio. L'avvocato venne congruamente sballottato e poi convinto a tramutare l'angolo in goal! 2-2. Si arrese il poveraccio alla forza ma, da galantuomo, avvertì De Vecchi (capitano del Genoa) che per lui la partita si era chiusa 2-1. Si sarebbero dovuti effettuare allora i tempi supplementari: sicuri di aver vinto 2-1 i genoani vi si rifiutarono. La Federcalcio, chissà da chi sollecitata, decretò che la seconda bella si giocasse in Luglio a Torino. La diresse l'arbitro Gama. Finì 1-1. Alla stazione di Porta Nuova si sentì qualche colpo di rivoltella. Vennero leggermente feriti due tifosi del Genoa già seduti nel loro treno speciale. I colpi di rivoltella erano partiti dal treno speciale degli avversari, molti dei quali, come Arpinati, indossavano l'imponente divisa fascista. Passò un alto mese. Il Genoa aveva già smobilitato quando venne AUTOREVOLMENTE SOLLECITATO ad onorare i propri colori con la quinta partita, che ebbe luogo il 10 Agosto sul campetto milanese della Forza e Coraggio, al Vigentino. Per tenere lontano i tifosi, venne stabilito che i giornali non ne parlassero affatto e che si incominciasse a giocare alle sette di mattina. Fu una partita abbastanza facile per i bolognesi, che se l'aggiudicarono segnando 2 goal. In effetti essi vollero, fortissimamete vollero essere campioni, e lo furono!"




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Ragione sociale Milan Football Club (M.F.C.)
Il nuovo acquisto 1924-25
Jozsef Banas
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Bar Vittorio Emanuele - via Orefici, 7 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Piero Pirelli I
Vice-presidente Mario Benazzoli, Giuseppe Lavezzari
Segretario Ferruccio Bollini
AREA TECNICA
Allenatore Vittorio Pozzo
SQUADRA
Capitano Pietro Bronzini
Campo sportivo Campo Milan Viale Lombardia - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Carlo Innocente Baj, Tiziano Ballarin, Jozsef Banas, Giovanni Bolzoni, Rinaldo Bronzini (cap.), Carlo Cevenini V, Giorgio Cidri, Antonio Da Sacco, Alfredo De Franceschini I, Giovanni Alfredo Decarli, Plinio Farina, Bruno Midali II, Rodolfo Ostromann II, Venerino Papa III, Luigi Poggia, Giulio Radice, Giuseppe Santagostino, Alessandro Savelli, Alessandro Schienoni, Umberto Soldati
Palmares Trofeo "Lombardi e Macchi"
La Squadra "Riserve" è Campione Lombardo