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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Il trasferimento di Rosetta dalla Pro Vercelli alla Juventus segna l'inizio del professionismo. Il Milan, fedele alla sua linea dilettantistica e lombarda, non adeguandosi ai nuovi tempi, resta irrimediabilmente indietro. Per la squadra è un'altra deludentissima stagione.
Si classifica all'ottavo posto (su 12) nel girone. Genoa e Bologna, vincitori dei due gironi del nord, si contendono non senza incidenti, in due accanite partite il titolo settentrionale. La spuntano i grifoni che poi nella finale nazionale anche il Savoia, campione della lega Sud. Per la prima volta la squadra vincitrice appone sulla maglia lo scudetto sabaudo di campione d'Italia.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("La nascita del girone unico"), febbraio 2005
Il 1923-24 vede ancora un Milan poco competitivo; nel suo girone a 12 squadre si classifica solo settimo. Rappresentativi della modestia della squadra rossonera sono i due terzini, Pietro Bronzini e Umberto Soldati: del primo si è tramandato che colpisse di testa qualsiasi pallone, anche ad un metro da terra, per nascondere la limitatezza del suo rinvio di piede; il secondo, al contrario, il colpo di testa non lo aveva proprio nel suo repertorio: era solito dire che, essendo avvocato, doveva preservare il suo cervello da impatti violenti. Il titolo viene vinto per l'ultima volta dal Genoa, dopo una strenua lotta col Bologna: i liguri diventano il primo club a fregiarsi sulla maglia dello scudetto sabaudo (quello tricolore sarà prerogativa del secondo dopoguerra).


dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1923/1924 - AUTOCTONI FINO ALL'AUTOLESIONISMO
Con il professionismo che inizia ad attecchire nel calcio italiano il Milan persiste nella scelta di tenere una matrice lombarda, restando inevitabilmente indietro nelle gerarchie pallonare e relegandosi dunque a nuovi piazzamenti mediocri. Come l'ottavo posto di questa stagione, nonostante la gran quantità di reti che il solito Santagostino continua a infilare: 16, peraltro ben spalleggiato dal cremonese Savelli, 18 anni e un buonissimo movimento in fase offensiva. Soldera e Ballarin cercano di tenere ordine in mezzo, con l'arretramento di Poggia sulla mediana e la conferma del duo Bronzini-Soldati dietro. In panchina siede ancora mister Oppenheim. Deludente il rendimento in attacco di Papa.
Rendimento insufficiente. Sconfitto nettamente dal Toro (3-0) nell'avvio casalingo, il Milan si affida a Santagostino per una nuova annata difficile. Pin a Legnano ne mette in rete due, termina in parità. Tuttavia i rossoneri battono il tanto temuto Bologna alla terza giornata, grazie al guizzo del reattivo Savelli. Dopo 2 ko e un pari, il Milan rischia la debacle a Pisa: sotto di 2-0, riesce a rimontare grazie a Santagostino: il bomber accorcia al '76 e pareggia all'85. Squadra non all'altezza, mentalità poco vincente e rendimento altalenante: nuova sconfitta in casa con la Cremonese, poi un sofferto pari con la Spal. Curiosa la gara con i biancazzurri: i rossoneri passano con un gol di un attaccante di riserva, Gay; i padroni di casa pareggiano col quasi omonimo Bay! Il morale della truppa sale leggermente e il Milan doma il Verona con altre due prodezze di Santagostino. In rimonta, ancora Gay consegna ai suoi una preziosa vittoria a Novara; poi il Milan è protagonista di un 3-3 frizzante col Torino. I granata passano con Schonfeld, i ragazzi pareggiano con Cevenini V (che torna dopo diversi anni). Janni e Schonfeld ancora tentano di piegare la squadra milanese, ma con un orgoglio smisurato prima Savelli e poi Gay (l'uomo delle rimonte) sigillano un pareggio divertente, che però poco lascia al Milan in termini di punti. Dopo la vittoria sul Legnano firmata da Savelli (doppietta per lui), arriva una mazzata tremenda: 3 sconfitte consecutive, roba da incubo. Oppenheim cerca di non far sbandare definitivamente la baracca, e rimedia un pò alla situazione battendo prima lo Spezia (Papa e 2 volte Savelli) e poi il Pisa, per 5-1: apre il mediano dal cuore d'oro Soldera, i toscani pareggiano ma poi Papa da rigore apre la strada al successo rossonero, completato da Cevenini V, Savelli e Santagostino. Tuttavia non è la fine della crisi, perchè il Milan si perde nuovamente e perde altre 3 partite, subendo ben 13 gol. Troppi. Il 5-0 dell'ultima giornata è solo uno zuccherino: doppiette per Santagostino e Savelli, gol di Cevenini V e mesto ottavo posto finale.
Attacco ok. Insufficiente il rendimento in porta di Midali (19 partite), a causa di una scarsa attitudine difensiva della squadra. Bronzini e Soldati (21 gare a testa) si sbattono in ogni modo per reggere la difesa, ma è una vera e propria sofferenza, dietro. Poggia (22 presenze) si piazza in mediana, con Ballarin (22) e capitan Soldera. Proprio Soldera, alla decima stagione rossonera, è il giocatore più combattivo della truppa, gioca 22 volte e segna pure un gol. Talvolta viene impiegato De Sacco (12 gare). L'attacco poggia sulla coppia Savelli-Santagostino (21 gare entrambi): Savelli è la sorpresa di stagione, il giovanotto si rivela scoppiettante e propositivo. 10 gol per lui, 16 per Santagostino, a ulteriore conferma delle sue ottime doti realizzative. Papa non entusiasma come in passato (4 gol soltanto, in 14 gare), mentre Cevenini V è già più utile alla causa (4 reti pure lui, in 12 incontri). Riscontri positivi anche da Gustavo Gay, spesso usato come ruota di scorta (12 gare) ma autore di 3 gol molto importanti. Si vedono anche Baj, Binda, Carcano, Forneris, Giudici, Mazzucchelli, Perfetti e Zacchi. De Franceschini, forse a causa di un infortunio, finisce tra le riserve. Dà l'addio dopo tante stagioni Ernesto Morandi: sono le ultime due partite rossonere per il centrocampista che tanto ha dato alla causa milanista.


dal sito www.milanhistory.blogspot.com
1923-1924, ANNI MEDIOCRI PER IL DIAVOLO
IL CALCIO ITALIANO SI VENDE AL PROFESSIONISMO, IL MILAN NON CI STA E RESTA INDIETRO, ANCORATO ALLA SUA MATRICE LOMBARDA. SAVELLI E SANTAGOSTINO FORMANO UNA BUONA COPPIA D'ATTACCO, MA LA SQUADRA RESTA NON ALL'ALTEZZA, DISCONTINUA E DEBOLE. MEDIOCRE OTTAVO POSTO.

CON IL PROFESSIONISMO che inizia ad attecchire nel calcio italiano il Milan persiste nella scelta di tenere una matrice lombarda, restando inevitabilmente indietro nelle gerarchie pallonare e relegandosi dunque a nuovi piazzamenti mediocri. Come l'ottavo posto di questa stagione, nonostante la gran quantità di reti che il solito Santagostino continua a infilare: 16, peraltro ben spalleggiato dal cremonese Savelli, 18 anni e un buonissimo movimento in fase offensiva. Soldera e Ballarin cercano di tenere ordine in mezzo, con l'arretramento di Poggia sulla mediana e la conferma del duo Bronzini-Soldati dietro. Deludente il rendimento in attacco di Papa.

UN RENDIMENTO INSUFFICIENTE. Sconfitto nettamente dal Toro (3-0) nell'avvio casalingo, il Milan si affida a Santagostino per una nuova annata difficile. Pin a Legnano ne mette in rete due, termina in parità. Tuttavia i rossoneri battono il tanto temuto Bologna alla terza giornata, grazie al guizzo del reattivo Savelli. Dopo 2 ko e un pari, il Milan rischia la debacle a Pisa: sotto di 2-0, riesce a rimontare grazie a Santagostino: il bomber accorcia al '76 e pareggia all'85. Squadra non all'altezza, mentalità poco vincente e rendimento altalenante: nuova sconfitta in casa con la Cremonese, poi un sofferto pari con la Spal. Curiosa la gara con i biancazzurri: i rossoneri passano con un gol di un attaccante di riserva, Gay; i padroni di casa pareggiano col quasi omonimo Bay! Il morale della truppa sale leggermente e il Milan doma il Verona con altre due prodezze di Santagostino. In rimonta, ancora Gay consegna ai suoi una preziosa vittoria a Novara; poi il Milan è protagonista di un 3-3 frizzante col Torino. I granata passano con Schonfeld, i ragazzi pareggiano con Cevenini V (che torna dopo diversi anni). Janni e Schonfeld ancora tentano di piegare la squadra milanese, ma con un orgoglio smisurato prima Savelli e poi Gay (l'uomo delle rimonte) sigillano un pareggio divertente, che però poco lascia al Milan in termini di punti. Dopo la vittoria sul Legnano firmata da Savelli (doppietta per lui), arriva una mazzata tremenda: 3 sconfitte consecutive, roba da incubo. Oppenheim cerca di non far sbandare definitivamente la baracca, e rimedia un pò alla situazione battendo prima lo Spezia (Papa e 2 volte Savelli) e poi il Pisa, per 5-0: apre il mediano dal cuore d'oro Soldera, i toscani pareggiano ma poi Papa da rigore apre la strada al successo rossonero, completato da Cevenini V, Savelli e Santagostino. Tuttavia non è la fine della crisi, perchè il Milan si perde nuovamente e perde altre 3 partite, subendo ben 13 gol. Troppi. Il 5-0 dell'ultima giornata è solo uno zuccherino: doppiette per Santagostino e Savelli, gol di Cevenini V e mesto ottavo posto finale.

DUE PUNTE POSITIVE. Insufficiente il rendimento in porta di Midali (19 partite), a causa di una scarsa attitudine difensiva della squadra. Bronzini e Soldati (21 gare a testa) si sbattono in ogni modo per reggere la difesa, ma è una vera e propria sofferenza, dietro. Poggia (22 presenze9 si piazza in mediana, con Ballarin (22) e capitan Soldera. Proprio Soldera, alla decima stagione rossonera, è il giocatore più combattivo della truppa, gioca 22 volte e segna pure un gol. Talvolta viene impiegato De Sacco (12 gare).
L'attacco poggia sulla coppia Savelli-Santagostino (21 gare entrambi): Savelli è la sorpresa di stagione, il giovanotto si rivela scoppiettante e propositivo. 10 gol per lui, 16 per Santagostino, a ulteriore conferma delle sue ottime doti realizzative. Papa non entusiasma come in passato (4 gol soltanto, in 14 gare), mentre Cevenini V è già più utile alla causa (4 reti pure lui, in 12 incontri). Riscontri positivi anche da Gustavo Gay, spesso usato come ruota di scorta (12 gare) ma autore di 3 gol molto importanti. Si vedono anche Baj, Binda, Carcano, Forneris, Giudici, Mazzucchelli, Perfetti e zacchi. De Franceschini, forse a causa di un infortunio, finisce tra le riserve. Dà l'addio dopo tante stagioni Ernesto Morandi: sono le ultime due partite rossonere per il centrocampista che tanto ha dato alla causa milanista. (Pubblicato da RG METAL'88)






Una formazione del Milan per la stagione 1923-24
(Archivio Magliarossonera.it)



dal sito www.wikipedia.org
IL NUOVO CAMPIONATO
Dopo una serie di annate tormentate, il campionato italiano trovò nel 1923 la sua definitiva razionalizzazione secondo il format previsto nel "Progetto Pozzo", elaborato due anni prima. Il torneo si fondò finalmente su due soli gironi composti dalle migliori società italiane, su un regolare meccanismo di sali-scendi con la Seconda Divisione e una lineare serie di finali per l'assegnazione del titolo. Per sancire la pace ritrovata, la Federazione ideò, lo scudetto, un simbolo da assegnare, alla fine della stagione, ai Campioni d'Italia in carica. L'introduzione di tale fregio aveva anche un secondo fine: con la simbologia ufficiale del triangolino di stoffa, che sarebbe poi diventato per tutti i tifosi il simbolo palpabile del primato nazionale, da quel momento in poi nessuna associazione rivale, come fu al tempo la CCI, avrebbe potuto conferire valore a un titolo alternativo a quello federale.

GENOA, UN ALTRO SCUDETTO ALLA GRANDE
Vinto il campionato senza subire sconfitte, il Genoa volle ripetere l'impresa anche nel torneo successivo, infatti per buona parte del campionato il Genoa rimane imbatutto, ma alla fine del torneo vincente saranno 3 le sconfitte per il Grifone. L'attacco formidabile era formato da Sardi Santamaria Catto, il Genoa su 26 incontri segnò 57 reti, subendone solamente 15, grazie alla grande difesa formata da De Prà De Vecchi Bellini e la mitica mediana Barbieri Burlando Leale.

L'ARRIVO DEGLI AGNELLI E L'AFFAIRE ROSETTA
Un altro evento storico caratterizzò l'estate del 1923: il 24 luglio, infatti, Edoardo Agnelli divenne presidente della Juventus. Il nuovo massimo dirigente bianconero diede subito il via ad un'intensa campagna di rafforzamento, che avrebbe potuto dato subito frutti se non fosse stato per l'intricata vicenda del trasferimento del difensore Virginio Rosetta dalla Pro Vercelli ai bianconeri. Al neo-presidente juventino non sarebbe risultato certo difficile convincere il coriaceo difensore a lasciare la Pro Vercelli, società che, legata al puro dilettantismo, non era solita pagare stipendi ai giocatori. Sebbene la pratica di retribuire gli atleti fosse di sottobanco molto diffusa, gli statuti federali ancora vietavano il professionismo: la Juventus, saputo che Rosetta era tenuto fuori squadra per motivi disciplinari, aveva chiesto al presidente vercellese Luigi Bozino il permesso di tesserare il giocatore. Questi, che presiedeva anche la Federazione, una volta ascoltate le lamentele dei genoani e avendo comunque tutto l'interesse a contrastare l'avvento del professionismo, testimoniò sfavorevolmente a Rosetta. Di conseguenza, la Federazione squalificò il difensore e, decise di dare partita persa a tavolino alla Juventus per le tre gare disputate da Rosetta, scontro diretto coi liguri compreso. Il risultato dell'affaire Rosetta, una delle tante vicissitudini che tormentarono gli albori del calcio italiano, fu che la Juventus si ritrovò tagliata fuori dalla corsa al titolo, e il Genoa poté con più tranquillità veleggiare verso la finale. Alla fine i torinesi pagarono 50.000 lire alla Pro Vercelli e Rosetta, passato in bianconero, ricevette comunque il suo stipendio, mascherato come rimborso spese.
Al di là di questo incidente di percorso, comunque, con l'ingresso della potentissima famiglia proprietaria della FIAT nell'organigramma societario bianconero, la squadra torinese riuscì a uscire da quella mediocrità a cui l'aveva relegata la fuga di molti soci verso il Torino nel 1906, arrivando entro breve tempo ai vertici del movimento calcistico nazionale e surclassando le grandi società del periodo pionieristico.




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Ragione sociale Milan Football Club (M.F.C.)
Il Mister del 1923-24,
Ferdi Oppenheim
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Bar Vittorio Emanuele - via Orefici, 7 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Piero Pirelli I
Vice-presidente Mario Benazzoli, Giuseppe Lavezzari
Segretario Giuseppe Parravicini
AREA TECNICA
Allenatore Ferdi Oppenheim
SQUADRA
Capitano Francesco Soldera I
Campo sportivo Campo Milan Viale Lombardia - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Carlo Innocente Baj, Tiziano Ballarin, Luigi Binda, Pietro Bronzini, Bruno Carcano, Carlo Cevenini V, Antonio Da Sacco, Alfredo De Franceschini I, Enrico Forneris, Gustavo Gay II, Arnaldo Giudici, Umberto Mazzucchelli, Bruno Midali II, Ernesto Morandi, Venerino Papa III, Oreste Perfetti, Luigi Poggia, Giuseppe Santagostino, Alessandro Savelli, Umberto Soldati, Francesco Soldera I (cap.), Gustavo Zacchi
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