
Cartolina stagione 1977-78
(Archivio Magliarossonera.it)
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Aldo MALDERA (III) |
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Nato il 14.10.1953 a Milano (non il 16, come invece riportato da alcuni almanacchi)
Terzino sinistro (D), m 1.80, kg 72
Stagioni al Milan: 11, 1971-72 e dal 1973-74 al 1981-82
Soprannomi: "Aldo Gol", “Cavallo” (datogli da Albertosi)
Cresciuto nel Milan
Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 02.09.1970: Milan vs Varese 4-0
Esordio nel Milan in Campionato (Serie A) il 26.03.1972: Mantova vs Milan 0-0
Ultima partita giocata con il Milan il 16.05.1982: Milan vs Cesena 2-3 (Campionato)
Totale presenze in gare ufficiali: 310
Reti segnate: 39
Palmares rossonero: 1 Scudetto (1978-79), 2 Coppe Italia (1972, 1977), 1 Mitropa Cup (1982), 1 Promozione in Serie A (1980-81), 1 finale di Coppa delle Coppe contro il Magdeburgo (1974), 1 finale (andata) di Supercoppa Europea contro l’Ajax (1974), 1 finale di Coppa Italia contro la Fiorentina (1975), 1 Finale del Torneo Giovanile di Viareggio contro l’Internazionale (1971).
Nella stagione 1977-78 ha raggiunto quota 10 reti (di cui una annullata dal Giudice Sportivo, Pescara-Milan 1-2 e 0-2 a tavolino), ad un solo gol dal record di Giacinto Facchetti dell’Internazionale
Ultima partita giocata in Serie A il 17.05.1987: Fiorentina vs Atalanta 1-0
Palmares personale: 1 Scudetto (1982-83, Roma), 1 Coppa Italia (1984, Roma)
Esordio in Nazionale Giovanile il 15.12.1971: Italia vs Jugoslavia 1-0
Totale presenze in Nazionale Giovanile: 1
Reti segnate in Nazionale Giovanile: 0
Esordio in Nazionale B il 29.09.1974: Italia vs Jugoslavia 2-2
Totale presenze in Nazionale B: 9
Reti segnate in Nazionale B: 1
Esordio in Nazionale Italiana il 28.05.1976: Inghilterra vs Italia 3-2
Ultima partita giocata in Nazionale Italiana il 17.11.1979: Italia vs Svizzera 2-0
Totale presenze in Nazionale Italiana: 10
Reti segnate in Nazionale Italiana: 0
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Ha giocato anche con il Bologna (A), la Roma (A) e la Fiorentina (A).
Ha allenato le Squadre Giovanili della Roma ed è stato osservatore del Piacenza (A).
Era sposato con Reginella Cremonesi, da cui ha avuto una figlia.
(foto tratta da "CentoMilan, il libro ufficiale") |
"Dei tre fratelli Maldera, Aldo (anche Luigi, il maggiore, milita per 6 stagioni nel Milan) è senza dubbio quello che raggiunge i maggiori traguardi nella carriera di calciatore. In rossonero fa il suo esordio nella stagione '71-72 per rimanervi complessivamente 10 anni, sino all'81-82. In 315 incontri ufficiali (228 in campionato) Maldera segna 39 gol (tantissimi per un difensore) e vince 1 scudetto e 2 Coppe Italia. Appartiene alla generazione dei terzini fluidificanti inventati dal calcio olandese e ad onor del vero risulta uno dei migliori. Pur giostrando da difensore va in gol con una facilità impressionante. Le sue doti ed un perfetto schema combinato con i cross di Gianni Rivera lo fanno andare in gol per 9 volte nel campionato che regala al Milan la "stella" del decimo scudetto. Trova spazio anche in nazionale dove totalizza 10 gettoni di presenza." - Dribbling, velocità e capacità di crossare palle invitanti per i compagni hanno fatto di Aldo Maldera uno dei migliori interpreti del ruolo di terzino sinistro. La capacità di aiutare i compagni di difesa, di ripartire con la squadra e anche di realizzare qualche gol importante (ben trenta le reti segnate in rossonero) fanno parte del bagaglio di un difensore davvero moderno. Cresciuto nel Milan, Maldera è stato mandato a farsi le ossa nel Bologna. Ma, dopo un anno in rossoblu è stato richiamato subito nelle fila rossonere. Attaccato alla sua squadra fino al punto di cadere nella serie B nell'anno del calcio scommesse. Dieci le sue presenze in azzurro, tutte tra il 1976 e il 1979." (Da "1899-1999. Un secolo rossonero", di Carlo Fontanelli, Geo Edizioni 2000) |
"Dribbling, velocità e capacità di crossare palle invitanti per i compagni hanno fatto di Aldo Maldera uno dei migliori interpreti del ruolo di terzino sinistro. La capacità di aiutare i compagni di difesa, di ripartire con la squadra e anche di realizzare qualche gol importante (ben trenta le reti segnate in rossonero) fanno parte del bagaglio di un difensore davvero moderno. Cresciuto nel Milan, Maldera è stato mandato a farsi le ossa nel Bologna. Ma, dopo un anno in rossoblu è stato richiamato subito nelle fila rossonere. Attaccato alla sua squadra fino al punto di cadere nella serie B nell'anno del calcio scommesse. Dieci le sue presenze in azzurro, tutte tra il 1976 e il 1979." (dal Sito AC Milan.com)
Dal sito www.wikipedia.org
Aldo Madera (Milano, 14 ottobre 1953) è un ex calciatore italiano nel ruolo di terzino e centrocampista sinistro.
Di origine barese, fratello minore di Attilio e Luigi, calciatori del Milan, ragion per cui era conosciuto anche come Maldera III, crebbe nelle giovanili del Milan ed esordì in Serie A con la squadra rossonera il 26 marzo 1972 contro il Mantova. Mandato al Bologna per farsi le ossa, vi rimase una sola stagione giocando 3 partite di campionato prima di tornare a Milano nel 1973 contendendo la fascia sinistra della difesa all'esperto Karl-Heinz Schnellinger.
Titolare dal 1975, vinse con i rossoneri la Coppa Italia del 1977 mentre nel frattempo aveva esordito in nazionale il 28 maggio 1976 a New York contro l'Inghilterra nel Torneo del Bicentenario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
Si distinse per la sua velocità (ragion per cui era soprannominato Cavallo), il dribbling, la capacità di crossare e un potente sinistro che gli valsero anche parecchie realizzazioni. Il suo record è di 9 reti nel campionato 1978-79, quello del celebre "scudetto della stella".
L'anno successivo il Milan si classificò terzo ma fu coinvolto nello scandalo del calcio-scommesse e retrocesso in Serie B. Maldera, attaccato ai colori rossoneri, non lasciò la squadra mentre ormai era tagliato fuori dal giro della nazionale maggiore, con cui aveva disputato 10 partite, prendendo parte ai mondiali del 1978 (pur giocando solo la finale per il terzo posto) e agli Europei del 1980 (pur avendo già giocato la sua ultima partita in azzurro).
Dopo la nuova retrocessione del Milan nel 1982, Maldera passò alla Roma con cui vinse subito lo scudetto e giocò la successiva Coppa dei Campioni.
Dopo tre stagioni nella capitale, chiuse la carriera alla Fiorentina nel 1987 dopo due campionati non certo esaltanti.
Giocò anche 9 partite con una rete in nazionale B e una partita in nazionale under-21.
Dal sito forum.tifonet.it - Amarcord Rossonero
A proposito di un servizio su Aldo Maldera che parla del suo rapporto con il Milan (30 marzo 2007)...e che dire di quando ha raccontato l'episodio con Rivera negli spogliatoi?
Per chi non l'ha visto, Maldera in pratica all'esordio, vede arrivare il Gianni e gli si rivolge dandogli del lei, e chiedendogli cosa deve fare... lui lo guarda e gli dice, oh ma cosa fai, mi da del lei, guarda che dobbiamo giocare insieme.
Buongiorno Amari miei.
Non ringrazierò a sufficienza il neonato per avermi tenuto sveglio ieri e averi fatto ammirare le gesta del mio idolo di quegli anni a Sfide.
Le mie prime al Tempio a vedere l'Aldone. Ho ancora la figurina (l'unica) di quando indossò la casacca azzurra. Aldo Maldera III. Ti ho sempre amato...
Intervistatore pone la domanda...
Aldo Maldera: "..io sono sempre stato milanista (...) anche prima di giocare per questa squadra...Io la amo.... quasi più di mia moglie..."
e io ti amo più di me stesso...
Aspettavo di vedere nel servizio il vero momento in cui capii che Aldo era uno di noi: (e qui chiedo l'aiuto di Strano e della sua preziosa collezione).
L'anno infausto quello di napule-genoa lui prese in mano la squadra dichiarandolo ai media...
Genoa- Milan (in maglia bianca) la mise in semi rovesciata volante. Ricordo la foto su Forza Milan, e poi quel fantastico Milan Avellino con lui sotto i Commandos dopo aver segnato il gol del 2 a 1.
Grazie Aldo.
E poi sempre nel servizio:
Immagini da paura della curva e del campo. Vogliamo parlare della maglia? Per me (come avevo già scritto) la più bella in assoluto, seguita da quella (sempre Adidas) a bandoni con il nero predominante. Capo riesci a recuperare il 30 secondi tv in cui Milan e Adidas si "ritrovavano"?? Ricordo solo lo speaker sulle immagini da brivido che recitava..."ricordate cosa successe l'ultima volta che giocarono insieme??"...
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| La prima pagina della Gazzetta dello Sport del 7.5.1979 relativa alla conquista dello Scudetto della "Stella" da parte del Milan, a cui Aldo Maldera contribuì in maniera determinante mettendo a segno (da terzino di fascia) la bellezza di 9 reti, secondo solo a Giacinto Facchetti dell'Internazionale, che in un campionato ne mise a segno 11 |
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Convinti quoto al 100% quello che hai scritto, purtroppo non ho visto sfide causa narcolessia incipiente intorno alle 22.30...spero che qualche amaro non tecnoleso a livelli waregemiani abbia il dvd recorder e mi possa deliziare prossimamente.
Spigolo tranquillo tuttoapposto!
Aldo Maldera III, per chi ha MC, lo si può vedere spesso in un programma che si chiama terza pagina che spesso e volentieri mostra le sue discese potenti, i suoi cross di prima in corsa (così a occhio su sta cosa Maldini, Serginho e Janku gli fanno tranquillamente una...) e i suoi gol.
Io ne ricordo due in fotocopia: quello ormai leggenda dell'1-0 all'Inter in coppa italia (1977) e quello sempre dell'1-0 al Foggia in campionato (77/78)...credo di una difficoltà tecnica mostruosa, perchè in pratica lui si appostava al vertice sinistro dell'area di rigore, pronto ad accentrarsi sulla punizione dai 22/25 metri del Gianni. Gli avversari normalmente si aspettavano il tiro oppure lo spiovente al centro dell'area...invece no...il Gianni gliela scodellava abbastanza tesa sopra la barriera e l'Aldone si alzava in volo in estirada e di esterno sinistro la inzaccherava alle spalle dell'incredulo portiere di turno che era Bordon nel primo caso e, non chiedetemi così tanta memoria, quello foggiano nel secondo...
ricordo anch'io l'orgoglio per la sua convocazione (unico milanista credo) ai mondiali argentini del '78 e il dispiacere perchè all'ultimo momento Bearzot gli preferì Cabrini, ricordo i suoi 9 gol nell'anno della stella...ricordo il dispiacere per la sua cessione alla Roma dopo la seconda retrocessione...se ne andarono lui, Dustin, l'avvocato, Albertino, Monzon....finì il Milan della stella e cominciò qualcos'altro...e noi della seconda metà degli anni '60 passammo forse dalla fase infantile a quella puberale del nostro milanismo...e ci innamorammo dei ragazzi di Milanello, il Franz, trait d'union che già c'era, ma arrivarono gli squali bianchi, I chicco, Icardi, Peppe, e il Tasso che già c'era pure lui, ma si trasformò in Djalma....insomma imparammo ad amare le avanguardie dei nostri ragazzi invincibili....Ieri avevo postato che Sfide avrebbe mandato il servizio sull'Aldone.
Una cosa che non capisco e' come mai visto che per il Milan lavorano anche reietti tipo Giorgio Morini, all' Aldone non e' stato trovato un posto, visto il suo cuore rossonero.
Quando racconta di suo padre che lo porta a vedere lo stadio in "motoretta" e lui si emoziona e' commuovente. E' poi le immagini della Milano Anni 70...
E Chiodi che segna il rigore con i Berghem con le riprese rallentate dietro la porta ?
Perche' la Rai non mette in rete queste cose ?
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(da "Forza Milan!", 1977) |

Stagione 1978-79 |

(dal sito www.bandacaciavit.splinder.com) |

Figurina "Edis", 1981-82
(Archivio Magliarossonera.it) |

(dal sito www.bandacaciavit.splinder.com) |
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Giro di campo con la stella prima di Milan-Avellino 1-0,
campionato 1979-80 (Archivio "Gazzetta dello Sport") |
Aldo Maldera capitano del Milan al Mundialito del 1981.
In squadra c'è anche Johan Cruijff (dal libro "La Storia del Milan", Forte Editore, 1987) |
| CARRIERA IN ROSSONERO (CAMPIONATO) |
| STAGIONE |
TORNEO |
PRESENZE |
RETI |
1971-72 |
Serie A |
1 |
0 |
1973-74 |
Serie A |
18 |
1 |
1974-75 |
Serie A |
13 |
0 |
1975-76 |
Serie A |
27 |
1 |
1976-77 |
Serie A |
29 |
2 |
1977-78 |
Serie A |
28 |
8 |
1978-79 |
Serie A |
30 |
9 |
1979-80 |
Serie A |
28 |
4 |
1980-81 |
Serie A |
27 |
3 |
| CARRIERA IN ROSSONERO (COPPA ITALIA) |
| STAGIONE |
TORNEO |
PRESENZE |
RETI |
1971-72 |
Serie A |
1 |
0 |
1973-74 |
Serie A |
4 |
0 |
1974-75 |
Serie A |
11 |
0 |
1975-76 |
Serie A |
6 |
1 |
1976-77 |
Serie A |
9 |
2 |
1978-79 |
Serie A |
4 |
3 |
1979-80 |
Serie A |
5 |
1 |
1980-81 |
Serie A |
4 |
0 |
1981-82 |
Serie A |
4 |
0 |

Articolo su Aldo Maldera tratto dal "Corriere dello Sport Stadio"
del 3 agosto 1980 |

(per gentile concessione di Andrea Leva) |

11 dicembre 1977, Milan vs Perugia 1-2: il gol di Aldo Maldera (immagine sotto, per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Da "La Gazzetta dello Sport Illustrata", 1978
Da "La Gazzetta dello Sport Illustrata", dicembre 1978

(dal libro "Milan, i grandi Campioni", ed. Il Giorno, 1997) |
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(da "Il Milan Racconta") |

Il matrimonio di Aldo Maldera e Reginella Cremonesi. Gli sono a fianco i due fratelli, Gino (a destra) e Attilio |
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"Io proprio Io" (1977), Aldo Maldera
(per gentile concessione di Renato Orsingher) |

Intervista di Aldo Maldera su Nils Liedholm
(dal sito www.barforzalupi.it)
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Dal sito wwwcorrieredellosport.it
di Pietro Cabras
Aldo Maldera è nato a Milano il 14 ottobre 1953. Terzino sinistro con propensione offensiva e notevoli capacità realizzative, cresciuto nelle giovanili del Milan, giocò in serie A con i rossoneri dal 1971 al 1982 (a parte una breve parentesi al Bologna, 1972-73), conquistando lo scudetto della stella (1978-79) e una Coppa Italia. Nel 1982 si trasferì alla Roma, con cui vinse subito il tricolore e un’altra Coppa Italia. Chiuse la carriera nel 1987 con la Fiorentina. Ha sommato anche dieci presenze in azzurro, partecipando al Mondiale del 1978.
E tutti noi, bambini cresciuti negli Anni Settanta con quelle figurine in mano, rimanevamo puntualmente senza risposta, a chiederci perché il nostro Maldera fosse Maldera terzo, anzi Maldera III a numeri romani, perché per noi - per tutti - quel Maldera era sicuramente il primo per meriti evidenti, il più forte, inarrestabile nelle sue cavalcate sulla fascia sinistra, con il numero 3 (allora sì, ci dicevamo, forse era per questo motivo, quel numero III sugli almanacchi), che si dilatava sulla maglietta che aderiva sulle spalle, ingobbite da infaticabili sgroppate.
Maldera per la storia è rimasto Maldera III, invariabilmente, ed è lo stesso signore che oggi cinquantaseienne vive sereno in riva al mare del Lazio, a Fregene, con la sua bella famiglia di tutte donne, la moglie Alessandra - romana, conosciuta quando il barone Liedholm lo portò in giallorosso a ricominciare a vincere - che gli ha regalato tre figlie, Consuelo, Desirée e Matilde. «Roma mi accolse e mi rigenerò, mi diede la possibilità di rinascere, di rivincere. E non mi sono più mosso da qui, e sono ormai 27 anni da quel 1982 quando diventai giallorosso dopo una vita di Milan» racconta oggi Aldo Maldera.
È appena rientrato da un’esperienza in Grecia, è stato direttore tecnico al Panionios, «abbiamo fatto un buon lavoro tra prima squadra e under 21», ora torna alla base, pronto a nuove esperienze con lo scatto di un tempo. «Lavorerei in un buon progetto, ho la mia idea di calcio, mi tengo aggiornato, il calcio mi è sempre piaciuto e mi piace ancora, so bene come sia cambiato dai miei tempi. So che potrei dare tanto anche vicino a un tecnico giovane, magari come direttore tecnico. Non ho bisogno di lavorare per forza, ma ho voglia di farlo: so anche che se chiamassi i miei vecchi amici, un posto lo avrei. Ma non è così che ragiono».
Si è sempre messo in discussione, il padre gli insegnò la cultura del lavoro, Antonio e Antonia - i genitori - emigrarono da Corato in Puglia fino a Milano, e il piccolo Aldo nacque in Lombardia e non potè non seguire le orme dei fratelli già calciatori, Luigi detto Gino e Attilio. E lui fu per questo Maldera III, cresciuto tra i moniti di Rocco e i consigli di Liedholm, con la scienza di Rivera che lo lanciava a occhi chiusi quando lui partiva sulla fascia e sapeva che il pallone gli sarebbe stato atterrato davanti, puntuale. Gioca ancora, Maldera? «No, a carte non sono troppo capace... Scherzo, diciamo che ho 56 anni ma che mi tengo comunque in forma». Ma il suo successo più grande è scoprire quando gira per l'Italia, con i baffi di un tempo, solo un po' più bianchi, lo riconoscono tutti, rivolgendogli quell'apprezzamento e quel rispetto che lui ha saputo meritare in una carriera lunga e vincente. E magari se uno è troppo signore, poco incline alle autocelebrazioni, nel calcio di oggi capita che stia fuori, come in questi giorni mister Maldera, che pure ha già lavorato a lungo nel settore giovanile della Roma, fino al 2004, e ha collaborato a una scuola calcio a Focene, dietro casa. Oggi infatti aspetta senza urlare, in riva al mare laziale che ha scelto come suo orizzonte: sanno dove trovarlo, se vogliono, come accadeva in campo.
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