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dal sito www.gazzetta.it
UN TEMPO DI SOFFERENZA, POI CI PENSA RAMOS! IL MILAN DOMA IL VENEZIA, AMORIM A PUNTEGGIO PIENO
I rossoneri vincono 2-0, il secondo è un autogol di Halhal su contropiede di Jashari. Bravo Saelemaekers dalla panchina: entra nelle due azioni dei gol. I cambi sono ancora decisivi
Sarà effimero finché si vuole, provvisorio per definizione temporale, ma ritrovarsi davanti a tutti anche solo per una notte certifica che la strada è quella giusta e distilla gocce di ottimismo preziose per una squadra reduce da tre mesi in centrifuga. Il nuovo timoniere Amorim, dopo aver parlato apertamente di seconda stella il giorno della presentazione, adesso chiede un po’ di low profile, e la cosa ci sta tutta. Il lavoro che lo attende è corposo, come racconta questa vittoria che non è stata così liscia e lineare come potrebbe indurre a pensare il risultato. Sotto gli occhi di Cardinale (e dell’emigrante Leao, in tribuna), e nel segno profondo di Franco Baresi, il debutto stagionale a San Siro contro il Venezia finisce 2-0 con la prima rete rossonera di Ramos (che si fa perdonare tre brutti errori) e un autogol di Halhal nel finale. Come prestazione complessiva era piaciuto di più il Diavolo di Torino, ma non si può vivere di sola aggressività: serve anche cinismo, la maturità di non spaventarsi se le cose non sembrano prendere la strada giusta. Il tecnico portoghese chiedeva intelligenza e umiltà: le ha avute entrambe. Il Venezia, così come con il Lecce, lascia il campo con più di un rammarico: poteva spremere qualcosa di più da questo match.
LE SCELTE - Amorim ha pensato non fosse una cattiva idea presentarsi per la prima volta a San Siro accompagnato in campo da un Pallone d’oro. E così, rispetto a Torino, fuori Jashari e dentro Modric. Poi, un altro cambio: a sinistra Bartesaghi e non Estupinan. Il resto non è cambiato e anche Stroppa ha seguito il filo rosso della prima giornata: Venezia identico, eccezion fatta per Haps al posto di Correia sulla corsia mancina. Attacco quindi affidato a Yeboah e Adams.
ERRORI - È iniziato tutto come previsto, e come il Meazza confidava che fosse dopo troppi mesi trascorsi ad attendere gli avversari: Milan alla carica a testa bassa ma con criterio, un pressing feroce e ragionato nella sua totalità. Anche quando saltava una linea di pressione, la compattezza di squadra permetteva di recuperare subito palla. Venezia in apnea, sott’acqua come nemmeno piazza San Marco senza Mose, incapace di oltrepassare la metà campo nonostante il moto perpetuo di Yeboah che provava a portarsi via i centrali rossoneri. Veneti senza sbocchi anche nel cuore del campo, perché Modric e Musah disposti su linee diverse coprivano i corridoi per i passaggi. È stato così per un quarto d’ora, un copione a senso unico che però, quando si produce uno sforzo atletico così intenso, occorre concretizzare. Il Milan invece si è ritrovato a sbattere contro la buona organizzazione difensiva dei veneti, e contro i propri errori. Sul banco degli imputati Ramos, tanto bravo a proteggere palla e giocare di sponda quanto incerto – eufemismo – nella zona calda dell’area. Tre gli sbagli da matita blu nel primo round, e per un centravanti di razza – al netto dell’emozione per la prima a San Siro - è una media eccessiva.
CALO - Il primo è arrivato al minuto numero 12, Chukwueze ha rubato palla in fascia e verticalizzato subito per Gonçalo, che si è ritrovato faccia a faccia con Stankovic: eccellente il riflesso del portiere, ma un numero 9 quei palloni deve infilarli in buca. Trascorso il primo quarto d’ora, l’intensità del Milan è calata e il Venezia ha iniziato a mettere fuori il naso. Il Diavolo tatticamente è ancora in costruzione e si vede: la linea difensiva che adesso Amorim esige alta – a volte molto alta -, se non è ben sincronizzata può aprire autostrade agli avversari. Al 24’, per esempio, su un rinvio sbilenco di Bartesaghi è Pavlovic a salvare la sua porta su un gol praticamente fatto di Yeboah. È un Milan che ha perso propulsione e produce un giro palla rallentato, vittima di un calo generale che non ti aspetti così presto. Dietro, inoltre, non dà esattamente un’idea di impermeabilità. Se a questo aggiungiamo gli altri due chiari errori di Ramos – piatto destro in bocca a Stankovic e brutto liscio in area piccola -, ecco che sul Meazza iniziano a volteggiare i cattivi presagi. Quelle partite che nascono storte, di fronte a un avversario comunque ben organizzato.
I CAMBI - La ripresa per i rossoneri inizia anche peggio, perché il Venezia alza il baricentro e decide di avere coraggio. Il Milan balla e il Meazza si preoccupa assieme ad Amorim. A parte una traversa di Musah su mischione in area, i tremori sono tutti in area rossonera con Adams e Yeboah, a tratti incontenibile. E così, quando si arriva all’ora di gioco, Amorim cambia la trequarti (liete conferme per Cisse, male Loftus-Cheek). Dentro Rabiot e Saelemaekers, mossa che produce effetti così come a Torino. Stavolta il suggeritore è il belga, che scappa in contropiede sulla sinistra e serve Ramos sulla corsa. Il portoghese viene chiuso da Busio e ha un angolo di tiro infinitesimale, ma riesce a trovarlo con un sinistro che è un elogio alla tecnica. Gol al debutto a San Siro sull’occasione più complessa della partita, gli errori precedenti possono essere spolverati via. A quel punto occorre gestire con saggezza, senza commettere l’errore di chiudersi: missioni compiute. L’autogol di Halhal nel finale, su percussione di Jashari, è la pietra tombale sul match.
Marco Pasotto
dal sito www.milannews.it
LE PAGELLE - SAELEMAEKERS DA 7. GONÇALO, CHUK E GILA 6
Maignan 6 - Ha dei momenti in cui le palpitazioni salgono, perché chi gli sta davanti – come reparto e in via individuale – fa dei buchi che contro avversari di più alto livello potrebbero essere pagati a caro prezzo. Si prende gli applausi di San Siro per un’uscita da difensore puro con annesso dribbling sul solito Yeboah.
Gila 6.5 - Per la seconda partita di fila si dimostra il migliore del pacchetto arretrato. Letture, chiusure, uscite palla al piede e primo appoggio per la costruzione dal basso. In attesa di capire se arriverà o meno un nuovo centrale, è lui il regista arretrato della squadra. (dall’87’ Gabbia sv).
De Winter 5 - In grande sofferenza su Yeboah, che gli scappa dal campo visivo in più occasioni. Non dà grande sicurezza e c’è da capire se è un ritardo di condizione o se, per ora, stia patendo le richieste di Amorim.
Pavlovic 6 - Ottima diagonale a chiudere Yeboah lanciato in porta dopo il buco di Modric e De Winter. Perde un attimo di tempo sulla palla che Bartesaghi gli mette sulla corsa, con Stankovic che può leggere la situazione e anticiparlo.
Chukwueze 6.5 - Sempre attivo, sempre pimpante quando ha la palla tra i piedi e corre, parecchio, anche all’indietro. Nel primo tempo di autolancia verso Stankovic, ma non può esser lucido nella conclusione. Prosegue nel martellare il Venezia con le sue scorribande a destra anche nel secondo tempo.
Musah 5.5 - A livello di dinamismo e corsa ci siamo, ma si mangia un gol grosso così al minuto 54’: la palla, su respinta pigra dei difensori del Venezia, arriva nella sua zona e da non più di sette metri, non riesce a inquadrare la porta di Stankovic, riuscendo nella cosa più complessa, ovvero colpire la traversa.
Modric 5.5 - Impreciso in diverse situazioni. Perde anche un pallone sanguinoso che manda in porta, in una delle diverse occasioni, Yeboah, con la chiusura di Pavlovic. È ancora appannato e fa strano dirlo. (dal 75’ Jashari 5.5: tutto sommato aveva fatto una buona partita quando era entrato. Solo, davanti a Stankovic, sbaglia clamorosamente il colpo sotto per il 2-0, che poi arriva lo stesso con l’autogol di Halhal).
Bartesaghi 5.5 - Ci sono diverse imprecisioni, tra cui un colpo di testa verso cuore della propria area di rigore che rischia di tramutarsi in un’occasione d’oro per il Venezia. Palla al piede fa vedere qualcosina, ma deve alzare il livello delle letture difensive. (dal 87’ Estupinan sv).
Loftus-Cheek 5 - Non combina nulla di utile alla squadra. Unica cosa degna di nota, il fallo da cui nasce la punizione che poi porterà alla traversa di Musah. Il problema è che non da mai la sensazione di poter dare quello strappo che servirebbe. (dal 58’ Saelemaekers 7: dà la scossa alla partita. Conduce bene la transizione e poi confeziona un assist perfetto per la corsa di Gonçalo Ramos che il Pistolero scaraventa alle spalle di Stankovic. Decisamente il cambio più impattante in partita. Decisivo anche nell’azione del 2-0, mandando in porta Jashari).
Cisse 6 - Al contrario di Loftus, vuole la palla sui piedi, si sbatte, corre, si impegna e mette in difficoltà il diretto avversario. Ci prova, sempre e quando riesce a spezzare la prima marcatura, apre il campo. (dal 58’ Rabiot 6.5: entra e sembra dare un altro status alla squadra).
Gonçalo Ramos 6.5 - Due chance importantissime nel primo tempo, che lui cestina per mancanza di cattiveria nella conclusione. Specie la seconda, dove si stacca bene dalla marcatura, ma calcia di piattone al posto di buttar giù la porta. Prosegue la sua cena di gol mangiati all’ora di gioco, quando di testa non trova – sempre da buona posizione – la porta di Stankovic. All’ennesima palla buona, questa volta apparecchiata da Saelemaekers, calcia alla grande col mancino e sblocca la partita con il suo primo gol ufficiale in maglia rossonera.
Amorim 6.5 - C’è tanto da registrare nella fase difensiva. Il Venezia ha avuto una serie di occasioni da gol importanti, che però non ha saputo sfruttare. Il suo Milan, davanti, dà sempre la sensazione di poter trovare spazi, sia giocando internamente sia sulle fasce. Quando attiva i cambi dalla panchina, la squadra cresce e determina.
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