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dal sito www.gazzetta.it
APRE NICO PAZ, POI LEAO RIPRENDE IL COMO, MA IL MILAN NON VA OLTRE IL PARI: L'INTER ORA È A +7
Nel recupero della 24ª giornata Milan e Como fanno 1-1: lo spagnolo approfitta di un erroraccio di Maignan, poi la pareggia il 10 rossonero
Non confesserà mai quanto, in cuor suo, sperasse davvero di poter bussare alla porta dell’Inter, ma dopo questo 1-1 il mantra che Massimiliano Allegri ripete da inizio stagione diventa per il suo Milan la strada più logica: d’ora in avanti il grosso delle energie psicofisiche dovrà essere utilizzato più per guardarsi le spalle che per continuare a inseguire sogni di gloria da scudetto. In attesa del derby (fra tre giornate), il recupero col Como fa scivolare i rossoneri a meno sette dalla vetta, ma se il Diavolo si volta indietro scopre che questo è un punto non così banale: più quattro sul Napoli terzo, più sette sulla Roma quarta e più otto sulle Juve quinta. Un’adeguata gestione nelle ultime tredici uscite garantirà l’imprescindibile ritorno in Champions. Un obiettivo che sotto sotto accarezza anche il Como, a cui però iniziano a scarseggiare un po’ troppo le vittorie: solo due punti nelle ultime tre partite, ma comunque Atalanta agganciata al sesto posto. Il quarto ne dista cinque.
LE SCELTE - Il Grande Buco, ovvero l’assenza di Rabiot, è stato colmato da Jashari, con un mediana nuova per due terzi: a destra di Modric c’è andato Ricci. Al centro della difesa De Winter per Gabbia e davanti Loftus-Cheek, non al meglio, ha ceduto a Nkunku il posto accanto a Leao. Fabregas ha messo il Como in centrifuga, cambiandogli il vestito: sotto lo smoking, la tuta da lavoro. Ovvero la primizia stagionale della difesa a tre – Diego Carlos al centro –, mediana con Perrone e Roberto, attacco affidato a Caqueret e Baturina dietro a Paz. Un 3-4-2-1 che non ha snaturato la squadra nel gioco, ma l’ha resa fisiologicamente più accorta, meno sbilanciata in fase di possesso. La gara di andata ha evidentemente fornito gli anticorpi giusti. Se il modulo dei lariani è stato una sorpresa, altrettanto non si può dire sull’inerzia del match. Superfluo raccontare da che parte stava il pallone ma, come si diceva, con un’intensità a regime controllato. Tradotto: il Como si è esibito nel consueto esercizio di stile, privo però di concretezza negli ultimi venti metri. Anzi, di concretezza nel primo round non se n’è vista praticamente per nulla, se consideriamo che il primo tiro della partita (non nello specchio: il primo in assoluto) è arrivato al minuto numero 30 con un sinistro di Leao deviato goffamente in angolo da Butez.
MIKE, CHE ERRORE - Poche emozioni anche perché entrambe le squadre conoscono bene l’arte della fase difensiva (non per nulla sono tra le migliori difese del torneo) e i rispettivi attaccanti hanno faticato parecchio ad essere innescati. Nkunku ha gravitato sempre lontano dalla porta, Leao – ancora in evidente difficoltà fisica – ha messo in fila uno sproposito di retropassaggi, molti dei quali evitabili, che hanno indisposto il Meazza. Poca carne al fuoco anche per Nico Paz, che però è stato gelido nel momento in cui Maignan ha fatto ciò che nessuno si attenderebbe da lui, sbagliando incredibilmente l’appoggio e mettendoselo a tu per tu. L’argentino ha ringraziato per l’omaggio e ha infilato il francese. Perdonato immediatamente dalla curva, ma intanto il danno era fatto. Maignan, proprio lui, il salvatore della patria rossonera all’andata sul lago. A quel punto la salita per il Milan si è fatta ripida perché fra le varie qualità del Como c’è l’efficace occupazione degli spazi e il 5-4-1 in fase di non possesso si è rivelato un castello col ponte levatoio alzato. Un solo brivido, nel primo tempo: Tomori al volo in area, con Butez chiamato a un super riflesso, mentre Roberto ha sulla coscienza la palla del secondo gol a due passi da Maignan.
FEROCE - Nella ripresa il Milan si è buttato in avanti più con la pancia che con la tattica. Lucidità rivedibile, ma effetto fragoroso sull’inerzia della sfida: Como schiacciato e costretto a giocare di rimessa, Diavolo sempre più feroce col passare dei minuti. Dentro Saelemaekers e Füllkrug, ma il pareggio l’ha confezionato chi c’era già: lancio di quaranta metri di Jashari per Leao, che si è infilato tra Ramon e Kempf e ha superato Butez in uscita. Coscienza sporca per il portiere francese: perché avanzare così tanto fuori dall’area? Il gol ha esaltato il Milan nello spirito. Pressione ancora più intensa, manovra avvolgente da destra a sinistra, percussioni più incisive soprattutto a destra con Saelemaekers. Un cross millimetrico del belga è stato sprecato da Fofana di testa e poi il 56 rossonero è stato protagonista di un battibecco sempre più acceso che alla fine ha portato all’espulsione di Allegri e del team manager del Como. Il finale è stato un assalto reciproco, con le ultime gocce di adrenalina, che ha portato brividi e ansie ma senza più cambiare il risultato.
Marco Pasotto
dal sito www.milannews.it
LE PAGELLE - MAIGNAN, ERRORE DA 4. MODRIC, TOMORI, JASHARI DA 6.5
Maignan 4 - L’errore che regala il gol del vantaggio al Como è qualcosa di incomprensibile per un giocatore delle sue doti tecniche con i piedi. Regala la palla a Nico Paz che poi gliela mette sotto le gambe. Reagisce, parzialmente, con una buona parata a fine primo tempo, ma la macchia è troppo grande.
Tomori 6.5 - Decisamente uno dei più positivi. Butez gli toglie il pallone da dentro la porta con una super parata. Lui evita la seconda capitolazione mandando in angolo una punizione velenosa e arcuata di Nico Paz. Importante anche nel secondo tempo nell’alzare la squadra.
De Winter 6 - Bene in lettura preventiva, specie perché non concede mai al Como la possibilità di prendere tempo e spazio in verticale. Nel secondo tempo, per poco, non la combina.
Pavlovic 6 - Si sgancia per dare una mano in avanti, perché l’immobilismo di quelli che giocano dalla metà campo in su preoccupante. Esce per un problema fisico. (dal 46’ Gabbia 6: tolto dalla naftalina della panchina, guida bene la difesa. Attento sui palloni alti).
Athekame 6 - Con dei compagni impegnati a tenere le posizioni, a destra lui dà un’opzione diversa e quanto meno prova ad aggredire il Como. Suo il cross perfetto che Tomori impatta bene, ma Butez dice “no”. (dal 56’ Saelemaekers 5.5: quando entra, sembra che debba spaccare tutto. In realtà va a infilarsi nei suoi soliti imbuti, che non portano giovamento alla squadra. Caciara con la panchina del Como che gli porta un’ammonizione evitabile).
Ricci 5 - Se a Pisa era entrato benissimo, contro il Como è sostanzialmente statico, lento e prevedibile. Non una bella serata per lui. (dal 56’ Fofana 6: reagisce bene allo stimolo della panchina dando una scossa positiva a tutto l’ambiente. Ringhia e assalta i palleggiatori del Como, rendendogli la vita difficile).
Modric 6.5 - Nel complesso, fa l’ennesima partita completa. Si apre come mezzala per cambiare il tema posizionale del Milan, ma il problema è che davanti non c’è una fase offensiva efficace e anche i suoi tentativi di lanciare i compagni, si trasformano in tocchi laterali. Intercetta un sacco di palloni, che anestetizzano le ripartenze comasche.
Jashari 6.5 - Non parte bene, anche perché il gioco di ruolo con Modric non porta gli effetti sperati da Allegri. Cresce nel corso del tempo e trova in Leao il “suo uomo” da cercare. Prima fa le prove generali a fine prima frazione, poi trova il tempo giusto per mandare Rafa a campo aperto per il gol del pareggio.
Bartesaghi 5.5 - In difficoltà su Van der Brempt. Specie nella prima mezz’ora, sembra quello di inizio stagione. Avrà approcciato male alla gara. Poi risale, ma non fino alla sufficienza piena.
Leao 6.5 - Non sta bene, lo si vede ad occhio nudo di come non riesca a mettere a terra tutti i cavalli del suo motore. La pubalgia lo condiziona e anche per questo gioca spesso corto. Ma nel momento in cui la partita sembrava scappare, ecco il gol del pareggio. Bravissimo a scattare nella sua metà campo sul lancio di Jashari e battere Butez in pallonetto. (dall’82’ Pulisic sv).
Nkunku 5 - Dovrebbe agire da seconda punta, in realtà non becca mai le coordinate della sua posizione in campo. Pasticcia spesso con il pallone e non crea una singola azione offensiva degna di tale nome. (dal 62’ Füllkrug 5.5: entra poco prima del gol di Leao per cambiare la composizione offensiva del Milan. Tuttavia è una sorta di anima in pena perché di palloni puliti, in area, non ne arrivano).
Allegri 6 - Sale a 24 risultati utili in campionato, ma le percentuali di poter rendere difficile la vita all’Inter prima del derby si abbassano clamorosamente. La sua squadra evidenzia, in questo momento, una somma difficoltà offensiva. Per due motivi: la condizione non ottimale degli interpreti, ma anche la pochezza a livello di produzione da parte degli altri giocatori.
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