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9 maggio 2025, Milan vs Bologna 3-1




dal sito www.milannews.it

PROBABILE FORMAZIONE - AL NETTO DEI CAMBI OBBLIGATI CONCEIÇAO SCHIERA ANCORA I MIGLIORI
Ultimo test per Conceiçao primo della finale di Coppa Italia di mercoledì: domani sera a San Siro arriva proprio il Bologna di Italiano. Una partita in cui le due squadre si studieranno e cercheranno di dare meno riferimenti possibili agli avversari in vista della partita, sicuramente più importante, della prossima settimana.
Il tecnico portoghese comunque non sembra voler far rilassare troppo giocatori ed ambiente: ecco perché, nel limite imposto da squalificati ed indisponibili, sembra propenso a schierare la miglior formazione possibile, riportando in campo un undici molto simile a quello sceso in campo nelle ultime partite. La difesa rimane a tre, ma Sergio dovrà fare a meno di Fofana (problema al piede, dovrebbe recuperare per la finale), Bondo, Sottil e Leao, squalificato. Abraham sta meglio ma non dovrebbe essere sollecitato.
Due cambi sono sicuri: al posto dell'infortunato Fofana ci sarà Loftus-Cheek che farà dunque coppia in mezzo al campo con Reijnders. L'altra novità sicura è la presenza dal 1' di Joao Felix che sostituirà lo squalificato Leao. Ci sono due ballottaggi aperti, uno in difesa tra Gabbia e Thiaw e uno in attacco tra Gimenez e Jovic, con il messicano leggermente favorito. Per il resto ci sarà lo stesso undici che nelle ultime settimane ha fatto discretamente bene.

PROBABILE FORMAZIONE MILAN-BOLOGNA
16 Maignan
23 Tomori 28 Thiaw 31 Pavlovic
20 Jimenez 8 Loftus-Cheek 14 Reijnders 19 Theo
11 Pulisic 79 Joao Felix
7 Gimenez
All. Sergio Conceiçao
A disp.: Torriani, Sportiello, Gabbia, Florenzi, Bartesaghi, Walker, Terracciano, Musah, Chukwueze, Abraham, Jovic, Camarda
Indisponibili: Leao, Fofana, Sottil, Bondo
Diffidati: Theo, Leao, Bondo
Ballottaggi: Thiaw-Gabbia, Gimenez-Jovic





dal sito www.gazzetta.it

RIBALTONE MILAN CON GIMENEZ E PULISIC: IL BOLOGNA PERDE, CHAMPIONS PIÙ LONTANA
Il centravanti entra, fa doppietta e cambia la partita: la vittoria della squadra di Conceicao dà una grossa mano a Juve, Roma e Lazio
Dal comignolo del Meazza esce fumo rossonero. Fumata molto abbondante. La prima votazione indica il nome del Milan, anche se quella che conterà davvero sarà quella di mercoledì prossimo. Colori che potrebbero essere confermati così come cambiare tonalità, perché la partita di stasera ha raccontato – al di là del risultato – qualcosa di prevedibile: questa Coppa Italia non ha un padrone in pectore, a Roma potrà finire in qualsiasi modo. Intanto, però, la partita di campionato regala conferme e delusioni con modalità massicce. Il Milan mette in fila – derby di coppa compreso – quattro vittorie consecutive (mai successo quest’anno) e conferma la grande intesa col 3-4-3, che fin qui ha regalato cinque vittorie in sei partite con soli tre gol presi. Per le ambizioni europee in campionato probabilmente è troppo tardi, ma in vista di mercoledì l’autostima scala diverse tacche. Il Bologna smarrisce malamente uno dei tre appuntamenti per la volata Champions e si interroga su che cosa non stia funzionando da qualche settimana a questa parte: solo una vittoria nelle ultime sei di campionato e due punti nelle ultime tre. Troppo poco per garantirsi il quarto posto.
LE SCELTE — Conceiçao non si è camuffato come poteva essere ragionevole pensare, semmai il contrario: questi ho in testa e con questi mi gioco anche il primo round. Sergio ha fatto (quasi) all-in spremendo tutto lo spremibile da coloro che saranno presumibilmente in campo mercoledì. Le uniche due novità, infatti, erano obbligate: Loftus-Cheek al posto dell’acciaccato Fofana e Joao Felix al posto dello squalificato Leao. Davanti, nonostante l’opacità di Genova, Jovic è stato preferito a Gimenez. Italiano ha preferito lasciare a lavorare a casa Ndoye e Holm, e a Roma conta di riavere anche Odgaard ma, al di là degli assenti, ha presentato un Bologna dove i teorici titolari all’Olimpico – Skorupski a parte – erano solo tre: Beukema, Freuler e Orsolini. Per stavolta, attacco affidato a Dallinga con Orsolini e Dominguez ai lati, Moro, Freuler e l’ex Pobega in mediana.
LE MOSSE — E’ stato un primo tempo guardingo, ma non tanto in chiave tattica. Quanto per una sorta di modalità risparmio energetico da parte di entrambe, come se la finale fosse dopodomani e non fra cinque giorni. Lampi di pallone sparpagliati qua e là, due pugili che affondano un colpo e poi fanno cinque passi indietro. Meglio il Bologna nel giro palla e nel flusso di gioco, più fluido, una manovra che coinvolge il più delle volte tutta la squadra. Meglio il Milan in qualche individualità e nelle verticalizzazioni, specialità della casa che, quando riescono, sono potenzialmente devastanti. Conceiçao e Italiano hanno provato qualche variazione tattica, ma quando non c’è continuità nell’intensità diventa difficile. Da una parte Pulisic e Joao Felix si sono scambiati più volte la fascia, con il portoghese ad abbracciare tutto l’orizzonte offensivo: un paio di guizzi d’alta scuola, poi si è incamminato verso il lato oscuro della luna. Anche Loftus-Cheek e Reijnders si sono scambiati con frequenza la posizione, senza peraltro scomporre più di tanto Moro e Pobega. Italiano stavolta ha disegnato per lo più un 4-3-3 abbastanza evidente, che solo a tratti è diventato il consueto 4-2-3-1: dietro Dallinga, in versione ologramma come Jovic per tutto il primo tempo(e questo racconta molto sula gestione di entrambe le squadre) si sono alternati Pobega e Freuler. Occasioni? Di quelle grosse, una per parte: destro di Pulisic a colpo sicuro murato da un miracolo di Lykogiannis (17’) e sinistro in curva di Orsolini (44’) meravigliosamente solo a centro area. Scendendo di livello, un destro insidioso di Joao Felix e uno di Dominguez. Allenatori accomunati dalla stessa sorte in difesa: Conceiçao ha perso Tomori dopo un quarto d’ora (botta alla testa), Italiano ha perso Erlic alla mezz’ora (caviglia).
SUPER “SANTI” E “CHUK”LA ZAMPATA DELL’ORSO — Il copione è cambiato quattro minuti dopo l’intervallo. Lancio di De Silvestri per la sponda – ottima – di Dallinga sulla corsa di Orsolini, che si è liberato di Pavlovic e ha infilato l’angolo lontano. Una sentenza, quando viene messo in quelle condizioni. Tre cambi per parte: prima Aebischer, Cambiaghi e Castro, poi Gimenez, Walker e Chukwueze. Conseguenze: il Bologna ha alazato il baricentro, il Milan si è affidato ancora di più alle ripartenze e ha confezionato quelle vincenti. La prima (73’) trovando i rossoblù scopertissimi e con una linea difensiva malmessa (Lucumi fuori asse) in cui si sono infilati Chukwueze, Pulisic e Gimenez. Due passaggi da sinistra a destra e palla del messicano sotto le gambe di Skorupski. La seconda (79’) nata nuovamente da un’iniziativa di Chukwueze, ancora prestato a sinistra: appoggio a Joao Felix, tiro smorzato da Beukema e inserimento vincente di Pulisic, bravo a leggere il percorso del pallone. Fra i due gol, un altro annullato a Gimenez, che poi ha chiuso il match santificando l’ennesima sgommata di Chukwueze: “Santi” si candida (molto) seriamente per Roma, il ballottaggio è aperto.
Marco Pasotto


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - GIMENEZ E PULISIC TOP
Maignan 6.5: lo scatto della sua partita è il riflesso importante che sfodera su Cambiaghi al 90’, dove cancella il potenziale 2-2 del Bologna. Costantemente connesso sui cross laterali.
Tomori sv: esce poco prima del quarto d’ora per una botta in testa che lo manda al tappeto. (dal 14’ Thiaw 5.5: alterna cose buone a cose meno buone).
Gabbia 6: il corpo a corpo con Dallinga è costante, anche perché Loftus non fa filtro e fa passare diversi palloni che lo costringono, spesso, a cercare di accorciare sull’attaccante del Bologna. Porta a casa la prestazione con attenzione.
Pavlovic 5: quando Orsolini lo prende con campo, gli mette sempre il sistema operativo in crisi fino al tilt del gol dello 0-1 del Bologna in avvio di secondo tempo. (dal 65’ Walker 6: quando il Milan si rimette a quattro, fa il suo da terzino).
Jimenez 5.5: cerca troppe volte di entrare dentro al campo, ricordando i movimenti di Saelemaekers. Ha la chance di andare per la porta, ma non calcia verso Skorupski. (65’ Chukwueze 7: impatto importante sulla partita. Entra in tutti e tre i gol, condendo l’ultimo con l’assist per Gimenez).
Loftus-Cheek 5: non è un mediano e si vede. Davanti a lui passano decine di imbucate per Dallinga che riesce a chiamare fuori Gabbia e a smistare sugli esterni, creando spesso degli uno contro uno tra i compagni e i due difensori laterali del Milan. Da una di queste letture pigre, nasce il gol di Orsolini. (dal 78’ Musah sv).
Reijnders 6: è difficile essere quello sempre sul pezzo quando per gran parte della gara il resto della tua squadra è in risparmio energetico. Pur predicando nel deserto di una partita soporifera nei primi 45’, è quello che vuole sempre il pallone tra i piedi.
Theo Hernandez 5.5: partita dal basso cabotaggio.
Pulisic 7: prende un sacco di calci e accumula minuti sulle gambe che, visto l’atteggiamento generale, Conceiçao gli avrebbe potuto risparmiare. Nel primo tempo ha la chance di scoperchiare la partita, ma calcia in maniera non vincente. Lucidissimo nell’apparecchiare la tavola a Santi Gimenez per il gol del pareggio. Quando il Bologna va alle corde, arriva lui a ribaltare la partita, lestissimo a prendere il rimbalzo sul tiro di Joao Felix.
Joao Felix 5: nel piattume di una partita approcciata più come un fastidio rispetto ad altro, almeno lui dà una parvenza di voler fare qualcosa. Che poi le intenzioni non siano premiate dall’efficacia dei fatti è un altro discorso. E anche al 70’ tale paradigma si verifica, quando si perde in area del Bologna. Impreciso anche nelle scelte più semplici.
Jovic 5: la chance più importante del primo tempo capita a lui. In entrambi i casi non attiva la modalità giustiziere, specie sul colpo di testa da azione d’angolo che Skorupski può controllare con relativa calma. (dal 65’ Gimenez 7.5: il gol di Venezia lo ha sbloccato e ritrova la rete casalinga facendosi trovare pronto e glaciale sull’assist di Pulisic. Dopo il periodo di difficoltà fisica e di adattamento, sta dimostrando di avere una buona condizione fisica e chissà che Sergio Conceiçao non inizi ad avere dei dubbi importanti su chi schierare mercoledì all’Olimpico, perché El Bebote son tre partite che lancia segnali. La PEC la manda con il gol del 3-1, da bomberone vero: controllo, dribbling nello stretto e diagonale di destro in porta e prima doppietta italiana per lui).
All. Conceiçao 6.5: vincere fa sempre bene. L’approccio generale della squadra alla partita non è stato esaltante e dopo il gol di Orsolini, sembrava una serata da cestinare. Poi i cambi gli danno ampiamento ragione e ora tutto sulla Coppa Italia di mercoledì dove ritroverà anche Rafael Leao.