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27 aprile 2025, Venezia vs Milan 0-2




dal sito www.milannews.it

PROBABILE FORMAZIONE MILAN: CONCEIÇAO VERSO LA CONFERMA DELL'UNDICI TITOLARE: DUE DUBBI IN DIFESA E ATTACCO
Dopo l'esaltante vittoria nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Inter, battuto per 3-0, il Milan torna in campo domani alle 12.30. Si gioca al "Penzo" contro il Venezia in occasione del 34° turno del campionato di Serie A Enilive. I rossoneri non godono di una grande posizione di classifica e si trovano al nono posto distanti dalla Champions ma anche da Europa e Conference League. I prossimi impegni saranno finalizzati soprattutto a preparare la finale di Coppa Italia del 14 maggio che non si può sbagliare per nessun motivo. Sergio Conceiçao va verso la conferma del 3-4-3 che nelle ultime tre partite ha dato una maggiore solidità al reparto difensivo che ha subito una sola rete. Davanti a Mike Maignan, dovrebbero rivedersi Tomori, Gabbia e Pavlovic: c'è un piccolo dubbio sul centrale italiano che ha patito nei giorni scorsi i postumi del colpo di frusta al collo che lo ha costretto a lasciare il campo anzitempo nel derby, se non dovessere essere al top è pronto Thiaw. A centrocampo Jimenez ed Hernandez presidieranno le corsie laterali con la coppia Fofana-Reijnders in mezzo. Il tridente sarà formato da Pulisic-Jovic-Leao. Anche qui c'è un piccolo dubbio che riguarda l'attaccante serbo, uomo del momento: anche lui non è al top della condizione e potrebbe essere preservato dopo tre gare consecutive. Nell'eventualità è pronto Tammy Abraham. Per la panchina recuperato anche Kyle Walker.

MILAN (3-4-3):
16 Maignan
23 Tomori 46 Gabbia 31 Pavlovic
20 Jimenez 28 Fofana 14 Reijnders 19 Theo Hernandez
11 Pulisic 9 Jovic 10 Rafa Leao
A disposizione: 57 Sportiello, 96 Torriani, 28 Thiaw, 32 Walker, 24 Florenzi, 42 Terracciano, 33 Bartesaghi, 38 Bondo, 80 Musah, 8 Loftus-Cheek, 99 Sottil, 79 Joao Felix, 21 Chukwueze, 7 Gimenez, 90 Abraham. Allenatore: Sergio Conceicao
Indisponibili: Emerson Royal
Diffidati: Bondo, Hernandez, Leao
Squalificati: /
Ballottaggio: Gabbia-Thiaw; Jovic-Abraham





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VIDEO della partita
(da Sky Sport)



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VIDEO
La squadra rossonera sotto il settore ospiti al termine dell'incontro
(by Carmelo Romeo - Milan Club Moncalieri - TO)




dal sito www.gazzetta.it

PULISIC APRE, GIMENEZ CHIUDE: MILAN, MISSIONE COMPIUTA A VENEZIA. PER DI FRANCESCO ORA È DURA
Conceiçao dà seguito al derby di Coppa con una partita tesa ma ordinata
Il successo aggiunge poco ai piani rossoneri di rimonta europea (ma c’è la scorciatoia della Coppa Italia), cambia invece per il Venezia: sempre più giù e con ridotte chance di salvezza. Per Conceiçao il massimo con il minimo: un gol di Pulisic al 5’, novanta minuti di faticosa amministrazione, e il raddoppio di Santiago Gimenez in extremis. Per la finalissima di Coppa Italia servirà di più. Due note positive, oltre alla conferma di Pulisic: la difesa imbattuta e il ritorno al gol di Gimenez. Per il Venezia la strada si complica ulteriormente: il gruppo di Di Francesco arrivava da tre risultati utili consecutivi e anche in questa sfida avrebbe meritato di più. Resta invece al penultimo posto in classifica.
SUBITO PULISIC — La stagione rossonera ha avuto due sole certezze: Reijnders e Pulisic. Qui è stato decisivo Capitan America: Alex Jimenez intercetta il rilancio sbagliato di Candé e appoggia per Fofana, da qui l’imbucata per Christian e la palla infilata alla destra di Radu. Per Pulisic è il decimo gol in campionato: non solo, è il sedicesimo stagionale, mentre da quando è rossonero tra reti (31) e assist (19) è salito a quota 50. Nelle ultime due stagioni un traguardo raggiunto tra i giocatori della A solo da Lookman (50 anche per lui) e Lautaro (davanti a 54). Ecco, il Milan è tutto qui. Totalmente, o quasi, uscito dal campo nei primi 45’: Leao non si vede, ci prova un paio di volte Theo (sempre arginato), inconcludente Abraham, promosso titolare dopo il riscaldamento. Jovic, che aveva meritato il posto dall’inizio, è fuori per un problema lombare accusato pochi minuti prima del via. Sottotono anche Reijnders. Così prende il campo il Venezia, che gioca con orgoglio e la necessità di far punti: Zerbin calcia a lato dopo che Yeboah aveva mandato in confusione Pavlovic, poi spreca da due passi lo stesso Yeboah. Ancora di potenza Nicolussi Caviglia: fuori di pochissimo. E infine il solito Yeboah, stavolta in gol di sinistro. Pareggio annullato per fuorigioco di Busio. Nel recupero tentativo bis di Nicolussi, stavolta su punizione: inquadra la porta, ma trova i guantoni di Maignan.
GIMENEZ LEGGERO MA IN GOL — E la ripresa? Iniziata con lo stesso copione. Venezia avanti, e Nicolussi di nuovo alla conclusione imprecisa. Milan sempre lento e distratto: considerati i pericoli che corre, non sembra una strategia per amministrare il vantaggio. Così Conceiçao passa ai cambi: fa fuori Leao a metà tempo per Loftus-Cheek, ricompare Walker al posto del dolorante Jimenez e soprattutto riecco Gimenez (7 minuti di gioco tra Atalanta e derby) per Abraham. I cambi sembrano rinnovare la verve rossonera: su cross di Loftus, Santi di testa allarga di poco fuori dallo specchio. Più tardi suo errore anche in contropiede: decisamente poco convinto e leggero pure in appoggio. Di Francesco punta invece su Oristanio e Gytkjaer. Al tiro (alto) arriva ancora Nicolussi Caviglia con Maignan e la difesa Milan che infine possono festeggiare la seconda partita a porta inviolata: questo sì, un buon segnale verso Roma. Alla fine, un’inattesa appendice: Gimenez segna in lob a scavalcare Radu su invito in profondità di Reijnders. Santi esulta sotto la curva rossonera in trasferta: basta un tocco per ritrovarsi? Serviranno altre prove.
Alessandra Gozzini


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - PULISIC RITORNA SUI SUOI LIVELLI. REIJNDERS, ASSIST GENIALE
Venezia-Milan 0-2, voti e pagelle. I rossoneri vincono al "Penzo" e lo fanno colpendo gli avversari all'alba e al tramonto della partita. I gol di Pulisic e Gimenez permettono alla squadra di Sergio Conceiçao di tornare alla vittoria in campionato dopo la sconfitta contro l'Atalanta e di mettere ulteriore olio negli ingranaggi del 3-4-3 varato dal tecnico portoghese per questo finale di stagione. Di seguito le pagelle dei rossoneri.
Maignan 6: Nicolussi Caviglia lo spaventa, ma lui non deve mai metter le mani per parare in maniera effettiva. Attento sulle palle inattive.
Tomori 6.5: deve fare da tutor difensivo a Jimenez, anche perché Haps mette in difficoltà lo spagnolo e Fik deve correre ai ripari, accorciando verso la fascia. Bravo anche lui, nel finale, a pulire l’area dalla pioggia di palloni che il Venezia mette sulla mappa dell’area milanista.
Gabbia 6.5: Fila è il suo uomo di riferimento e lui, come ormai quasi di consuetudine, lo domina. L’attaccante del Venezia riesce a prendersi il primo spazio a fine primo tempo. Fondamentale anche nel secondo tempo quando respinge diversi palloni velenosi nell’assalto finale dei padroni di casa. E mette pezze laddove Pavlovic scopre.
Pavlovic 5.5: Yeboah lo mette in difficoltà per gran parte del primo tempo, rischia il rigore che avrebbe potuto impattare il risultato. Deve essere maggiormente attento in certe scelte.
Jimenez 5.5: avvia l’azione del gol di Pulisic, poi però si eclissa dentro la partita. Conceiçao se ne accorge e a fine primo tempo non gliele manda a dire. Cerca di riattivare il voltaggio nel secondo tempo, ma il power-bank è scarico. (dal 71’ Walker 6: ritorna bene, anche da quarto di destra di centrocampo. Utile nelle coperture sull’assalto finale del Venezia).
Fofana 6.5: lucidissimo con il tocco di prima per mettere in porta Pulisic dopo quattro minuti dall’inizio della partita. Spesso in break a stoppare le transizioni centrali del Venezia. Un aiuto costante anche ai compagni dietro.
Reijnders 6.5: la partita sembra mettersi bene subito, invece il Venezia non si abbatte e Busio gli si attacca addosso, rendendogli il pomeriggio complicato. Quando riesce a trovare spazio, taglia il Venezia in due. Splendida la palla che recapita a Gimenez per il gol del messicano.
Theo Hernandez 6: perde un po’ di tempi di gioco quando arriva attorno all’area di rigore del Venezia, quando potrebbe determinare di più. Gestisce bene il finale di gara, dove usa l’esprienza e si prende anche la punizione che porta allo 0-2.
Pulisic 7: non trovava il gol da 43 giorni, da Milan-Como, con in mezzo un po’ di prestazioni non esaltanti, sintomo di una condizione non perfetta. Al Penzo sblocca la partita e svaria tanto, per non dare punti di riferimento al Venezia. Nel complesso, la sua prova torna ad essere su livelli “da Pulisic” ed è decisivo. (dall’88’ Joao Felix sv).
Abraham 5.5: dentro all’ultimo al posto di Jovic, cerca di calarsi nella parte e prova a svarirare tanto per aprire spazi ai compagni. Egoista a inizio secondo tempo, quando spara verso la porta un pallone che poteva esser gestito meglio. (dal 64’ Gimenez 6: in maniera molto onesta, non è che avesse fatto una prestazione sufficiente, con tanti errori e un po’ di frustrazione evidente. Invece, al tramonto della partita, Reijnders gli mette una palla fantastica e lui, in pallonetto, supera Radu per il gol che gli toglie uno scoglio dalle spalle).
Leao 5: non è la sua miglior giornata. Qualche sgasata con palloni a rimorchio, ma poco altro. Nel secondo tempo non alza il ritmo della sua prestazione. (dal 70’ Loftus-Cheek 5.5: conduce bene due transizioni fino alla zona calda, poi sbaglia le scelte).
All. Conceiçao 6: era importante vincere e dare continuità, anche perché c’è da evitare di star fuori dalle prime otto. Il Venezia è più connesso del suo Milan dentro la partita, però la squadra colpisce e sciupa e porta a casa i tre punti.



da Corrado Izzo

Anonimo Veneziano. Non è un giudizio severo, è semplicemente la lettura di una prestazione non sfavillante anche se vittoriosa. La storia di questa stagione ci dice che, dopo partite memorabili, il Milan normalmente accusa dei cali di concentrazione e lascia punti per strada. È il chiaro sintomo che, pur essendo una squadra dotata di elevato tasso tecnico e di ottime individualità, noi non siamo ancora pronti a tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione. Stavolta, dopo l’ottimo derby infrasettimanale, abbiamo quantomeno portato a casa l’intera posta contro un avversario coriaceo e mai domo. Chiaro che tra il Milan ed il Venezia c’è una categoria di differenza, ma va detto che tra le squadre che lottano nei bassifondi, i lagunari sono forse quella che esprime il calcio più propositivo e non necessariamente votato alla difesa ad oltranza. È stata una di quelle classiche partite sporche, quelle che portano punti ma non entusiasmano, ma va bene così. La squadra è ormai chiaramente mentalizzata verso l’unico obiettivo rimasto, quella finale di Coppa Italia che potrebbe fornirci in extremis il passaporto europeo, anche se non attraverso la porta principale che avremmo voluto. È stata una vittoria ottenuta col cinismo della squadra tecnicamente superiore, quella che ti lascia l’iniziativa e poi ti punisce, in una gara che ha vissuto i suoi due momenti clou all’inizio e alla fine con i due gol. Nel mezzo tanto sacrificio e qualche sofferenza, ma era prevedibile visto che i lagunari si giocavano punti fondamentali per la salvezza. Sono contento per i seguenti aspetti: 1) La difesa a tre continua a funzionare discretamente. In quattro partite abbiamo preso un solo gol, quello di Ederson, ma indubbiamente con questo tipo di assetto siamo meno penetrabili. I grattacapi maggiori sono arrivati da sinistra, dove Yeboah ha fatto vedere le streghe a Pavlovic che però, dopo un avvio estremamente problematico, ha recuperato bene alla distanza. 2) Si sono viste buone prestazioni individuali. Theo ha disputato una gara di puntiglio, proponendosi in attacco ed aiutando la difesa. Certo non è ancora il giocatore tracimante dello scudetto, ma almeno ha messo da parte quell’indisponente atteggiamento di sufficienza troppe volte evidenziato in questa stagione. 3) Jovic ha avuto un fastidio alla schiena, sembra leggero, nel riscaldamento. Ho apprezzato la scelta di Conceição di tenerlo fuori per non dilatare il problema, visto che a questo punto la partita che conta davvero si giocherà il 14 maggio e quando c’è lui in attacco il Milan gioca in modo più incisivo. 4) Pulisic ha, per l’ennesima volta, chiarito di essere l’unico insostituibile in questa squadra. Dopo qualche settimana di apnea dovuta alla fisiologica assimilazione del nuovo modulo, Capitan America ha offerto una prestazione sontuosa, segnando il gol iniziale e fungendo da “uomo ovunque”. Dare palla a lui equivale a mettere i soldi in banca. Sa sempre cosa fare, ha un’intelligenza tattica superiore ed una tecnica sopraffina. Fosse un po’ più prestante fisicamente, sarebbe tra i primi al mondo nel suo ruolo, e non è detto che già non lo sia. 4) Chi è subentrato ha fatto bene. Abraham, Loftus, Walker e finanche l’impalpabile Joao Felix hanno fornito risposte discrete, salvo non avere messo la cazzimma necessaria in qualche ripartenza che avrebbe potuto chiudere prima il discorso. Discorso a parte per Gimenez. È entrato in maniera molle, si percepisce chiaramente che ha un freno di ordine psicologico, ha sbagliato un gol in maniera sanguinosa, poi però sull’ultima giocata l’ha messa. Speriamo abbia l’effetto di una frustata perché può essere un valore aggiunto, anche se io continuo a sostenere che con Jovic noi siamo un’altra cosa. Sottotono oggi Leao e Reijnders, ma non è che dalla vita puoi avere tutto. Il primo ha trovato sulla sua strada sistematici raddoppi e uno Zerbin estremamente motivato. L’altro è apparso un po’ impreciso e poco ficcante rispetto ai suoi standard. D’altronde, fortunatamente, non avevamo di fronte l’Invincibile Armata. Dopo questa colazione primaverile in gondola, andiamo a guardare le squadre serie. Quelle che fanno i Triplete, per capirci. Mi dicono che stanno perdendo per 0-1 e questo conferma tre cose: innanzitutto che hanno la lingua di fuori, poi che Claudio Ranieri è un Signor Allenatore, infine che la migliore qualità tecnica di Antonio Conte è localizzata nelle zone basse, posteriormente. Dicesi culo, in dialetto portoghese. Inoltre, fossi in Materazzi, a sto punto, comincerei a prenotare un volo per l’Antartide. Da Piazza San Marco è tutto, linea allo studio.