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FINALE - Andata
30 giugno 1985, Milan vs Sampdoria 0-1





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Il biglietto della partita
(by Domenico Tricarico)



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La Curva Sud
(dal sito www.ultrasmilan.it)
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(by Giampietro Zambelli - facebook)



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(by Andrea Erby De Gregorio)



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Lo striscione rubato "Ultras Tito" esposto in Curva Sud
(da "Quando al ciel si alzeran le bandiere" - facebook)




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(by Stefano Taffy - facebook)
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Il settore doriano
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(by Stefano Taffy - facebook)



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Il tifo blucerchiato a San Siro
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Un'altra immagine del tifo blucerchiato



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(by Giampietro Zambelli - facebook)



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In Curva Sud, uno striscione rubato Ultras Tito Samp
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Il furto dello striscione Ultras Tito Samp



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MEZZA COPPA ALLA SAMP - 30 giugno 1985, Stadio San Siro. A View to a Kill cantano i Duran Duran in quelle settimane, colonna sonora dell’ultimo 007 con Roger Moore, Bersaglio Mobile. È il brano che presenteranno anche al grandioso Live Aid a metà luglio, con relativa e clamorosa “stecca” di Simon Le Bon in diretta mondiale. Licenza di Uccidere. Così Graeme Souness, centrocampista della Sampdoria che in realtà non è inglese ma scozzese, si adegua subito al messaggio ed emula le gesta dell’agente James Bond sferrando il colpo fatale al Diavolo nella prima delle due finali di Coppa Italia. È vero, c’è da giocare il ritorno tra qualche giorno, ma la sensazione che traspare dalla serata milanese è che la vittoria blucerchiata sia già una sentenza. La partita sarebbe potuta girare se Hateley non avesse colpito una clamorosa traversa proprio pochi minuti prima del gol decisivo, ma la verità è che la Samp si presenta a questa gara più determinata, più “affamata”, ed alla fine merita il risultato che poi bisserà a Genova conquistando la Coppa. Milan e Sampdoria in quel periodo sono tra le più interessanti espressioni di gioco proposte dal panorama calcistico italiano. Merito di giocatori giovani e bravi da una parte e dall’altra, ma anche e soprattutto di due ottimi allenatori, Liedholm e Bersellini che qui vediamo stringersi la mano prima dell’inizio. La sconfitta rossonera, giunta all’atto conclusivo della manifestazione dopo aver giocato ottime partite ed eliminato via via Napoli, Juve ed Inter, non muta il giudizio complessivamente positivo sulla stagione 1984-85. Certamente la migliore di quelle annate un po’ cosi della prima metà degli Ottanta. (Corrado Izzo)




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Uscita alta di Terraneo su Vialli
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Vinicio Verza in area blucerchiata



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Incidente di gioco a Franco Baresi, a terra. A destra, Giornalfoto



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La rete annullata a Trevor Francis. A destra, Giornalfoto



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(Giornalfoto)
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(Giornalfoto)



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Doccia scozzese. Quarant’anni fa le estati non erano così insopportabili come adesso dal punto di vista climatico. O magari forse si, ma eravamo noi a percepirle diversamente. Fatto sta che la sera di domenica 30 giugno 1985, il Milan fu sottoposto ad una non tanto salutare doccia gelata, gentilmente offertagli dal centrocampista scozzese della Sampdoria, Graeme Souness. Era la finale d’andata di Coppa Italia (in quegli anni si giocava sulla distanza delle due partite) e purtroppo il gol che vediamo in foto decise virtualmente l’assegnazione del trofeo. Certo, i rossoneri avrebbero teoricamente potuto ribaltare la situazione di lì a tre giorni nella seconda sfida di Genova, ma quella Samp era formazione decisamente brillante ancorché molto giovane, che pertanto alla fine fece sua anche la gara casalinga vincendo meritatamente la Coppa. Pur riconoscendo i meriti della formazione di Bersellini, bisogna dire che fu un peccato. L’eventuale vittoria rossonera avrebbe reso decisamente straordinaria una stagione che fu comunque molto positiva, sicuramente la migliore di quelle che precedono l’avvento di Silvio Berlusconi. Anche i blucerchiati, alla loro prima storica conquista, si avviavano a diventare una stella di prima grandezza nel panorama calcistico di quegli anni. (by Corrado Izzo)




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(da "La Stampa" del 1° luglio 1985)