< STAGIONE 2011-12
 





dal sito www.sodaliziolazio.com


VECCHIO MARKETING
La Fossa dei Leoni che si autofinanziava con la vendita del proprio materiale


E’ partita ieri una nuova rubrica a Radio Sodalizio, dal titolo “Vecchio Marketing”. Il suo intento è quello di ripercorrere, attraverso la storia dei gruppi Ultras italiani, più e meno importanti, la nascita del “fenomeno marketing”, legato sia al mondo del calcio che a quello del tifo, nella nostra penisola.
Tornando indietro negli anni, ci si accorge che negli anni settanta, tutte le squadre di calcio italiane, non avevano una produzione di materiale calcistico ufficiale, da vendere ai propri tifosi e neppure degli shop dove gli appassionati potessero comprare i gadget della propria squadra del cuore. Tutto era lasciato nelle mani dei cosiddetti “bancarellari” che vendevano sciarpe e bandiere fuori dallo stadio la domenica. Il loro materiale, inutile dirlo, era davvero di pessima qualità !
In questo contesto si sono inseriti i gruppi Ultras, che erano nati e si stavano strutturando da pochi anni, sulle gradinate dei nostri stadi. Prendendo spunto da quanto avvenne nella curva milanista in generale e nello specifico nel gruppo della Fossa dei Leoni in particolare ci è possibile ripercorrere quanto poi sarebbe accaduto anche in altre città d’Italia. La città di Milano sarà una delle prime infatti in Italia, che vedrà nascere il fenomeno ultras.
Il libro “ Nella Fossa dei Leoni”, il nome al gruppo nasce con riferimento al soprannome di un vecchio campo del Milan ma anche perché la posizione del gruppo, proprio sopra la porta d’ingresso dei ‘popolari’ dava l’impressione a chi vi entrava di essere arrivato in una fossa di leoni, ci ha fornito tante notizie interessanti nell’esporre questo argomento, fin qui poco trattato dai media italiani.
Si parte dalla nascita del movimento Ultras, iniziando dalla stagione calcistica 1968/69 ( perché la vita dei tifosi si sa è scandita dai campionati ) fino ad arrivare a quella del 1975/76.
In questo arco temporale, i giovani tifosi del Milan, iniziano a colmare un vuoto creato dalla loro società. Per auto finanziare le loro iniziative, come organizzare una coreografia o per creare un nuovo striscione, iniziano a produrre del materiale con il loro nome ed un loro logo. Il primo striscione viene fatto in casa, interamente cucito a mano per un prezzo all’epoca stellare: 5.000 lire.
Ma i tifosi della Fossa, hanno già un libro delle loro entrate e delle loro uscite con cui giustificano le loro spese. Come logo, i tifosi rossoneri scelgono ovviamente una testa di leone stilizzata, che da ora in poi comparirà su tutte le loro produzioni. E’ del campionato 1975-76 il loro primo adesivo con la dicitura Milan Club Fossa dei Leoni, bianco con i bordi rossoneri, ha due leoni al lato dello Stadio di San Siro che è al centro, Dopo questo periodo definito dagli autori del libro “dello spontaneismo” il gruppo si consolida con una propria struttura, un proprio direttivo, ed una vera e propria produzione di materiale, bello ed innovativo, che non ha niente da invidiare a quello che da anni si vedeva nel calcio inglese.
Dalla stagione 1976/1977 alla stagione 1979/1980, quando arriva lo scudetto della stella, il gruppo si consolida a livello nazionale ed anche la produzione del loro materiale sarà ancora più accurata.
Dopo i primi adesivi verranno prodotti nella stagione 1977-78, i primi gagliardetti ed i primi foulard ( questi un capo di abbigliamento “ da stadio” molto in voga nel periodo ), fino ad arrivare alla prima sciarpa, anch’essa con la scritta Fossa dei Leoni al centro in giallo con ai lati due teste di leone.
Prodotti di qualità creati solo dalla passione di ragazzi tifosi del Milan, eppure così belli da non aver nulla da invidiare ai prodotti “griffati” ufficiali delle società calcistiche che arriveranno anni dopo.
Ancora una volta i tifosi italiani, sono stati i precursori di qualcosa, ancora una volta i tanto bistrattati tifosi Ultras italiani hanno aperto una strada in cui, anni dopo, in tanti saranno passati, spesso con risultati molto peggiori.
Giorgio Acerbis






Tessera della Fossa dei Leoni