Federico SORDILLO

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(Archivio Magliarossonera.it)
  Federico SORDILLO

Nato il 30.01.1927 a Pietradefusi (AV), † il 07.02.2004 a Milano (alla Clinica "Madonnina", a causa di una grave malattia alla spina dorsale - notizia desunta da wikipedia)

Dirigente, Vicepresidente e Presidente

DA DIRIGENTE:

Stagioni al Milan: 1, 1964-65

DA PRESIDENTE e VICEPRESIDENTE:

Stagioni al Milan: 6, Vicepresidente nel 1965-66 e dal 1967-68 al 1970-71 e Presidente dal 9 ottobre 1965 al 19 aprile 1966 (reggente) e dal 1° giugno 1971 a luglio 1972

Palmares rossonero: 1 Coppa Italia (1971-72)




"Presidente della Federcalcio dal 1980 al 1986, ha legato il proprio nome al terzo titolo mondiale dell'Italia, quello del 1982.
Nato a Pietradefusi (AV) il 30 gennaio 1927, avvocato penalista, è entrato nel consiglio del Milan nel '64, è diventato vice-presidente-reggente della società rossonera nel '66, assumendone successivamente la presidenza nel giugno '71 e mantenendola fino al novembre '72. Presidente del Settore Tecnico della FIGC dall'aprile '80, il 3 agosto dello stesso anno, all'indomani della sentenza definitiva sul "calcio scommesse" è stato eletto presidente della Federcalcio. Riconfermato nella carica il 29 luglio 1984, l'ha mantenuta fino al 4 luglio 1986, quando si è dimesso. Si era battuto energicamente contro la riapertura delle frontiere, aveva difeso la formula della A a 16 squadre, ma si era rivelato più un temporeggiatore che un uomo deciso a risolvere i problemi. Membro dell'Esecutivo UEFA dal 1984, ha fatto parte anche della Commissione finanza e di quella Giuridica della confederazione continentale." (Dal "Dizionario del Calcio" Ed. Rizzoli 1990)




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Il Consiglio Direttivo del Milan 1964-65
(da "Forza Milan!" e "MilanInter")
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(da "Forza Milan!")


Stretta di mano con Buticchi




      





La carezza di Federico Sordillo a Nestor Combin dopo la "battaglia" con l'Estudiantes, Coppa Intercontinentale 1969
(Archivio Magliarossonera.it)



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Rocco, Carraro, Sordillo e Rivera con la Coppa Intercontinentale 1969





(Archivio Magliarossonera.it)




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Dino Sani, Toni Bellocchio, Federico Sordillo e Franco Carraro, 1969-70
(Archivio Luigi Bellocchio)



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1970-71, L'Avv. Sordillo con Rocco, al momento del suo insediamento come presidente del Milan. Dietro Belli, Cudicini, Benetti e Rivera
(per gentile concessione di Renato Tubere)



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Federico Sordillo su "Il Calcio Illustrato", giugno 1971





(Archivio Magliarossonera.it)


(Archivio Magliarossonera.it)



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Ottavio Gori e Federico Sordillo, 1972
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Il Presidente del Milan, Avv. Federico Sordillo, in visita
al Milan Club Femminile "Stella" di Saronno, 1971-72



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12 settembre 1971, raduno dell'A.I.M.C. a Saronno:
il Presidente rossonero Federico Sordillo
con Alessandro Capitanio dell'A.I.M.C. e altri tifosi rossoneri
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Toni Bellocchio con Pepe Schiaffino
e Federico Sordillo, 1971-72
(Archivio Luigi Bellocchio)



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Nereo Rocco a cena con Gianni Rivera e la dirigenza rossonera. Dietro a lui, si vede Cesare Maldini
(foto Ubaldo Bungaro - MI, per gentile concessione di Bruno e Tito Rocco e dell'Associazione "A regola d'arte" di Trieste)



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Rivera, Sordillo e Rocco, aprile 1972. Dietro, Eugenio Conti
(da "L'Unità")



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Intervista all'Avv. Federico Sordillo su "Forza Milan!", 1968
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(Da "Guerin Sportivo", luglio 1981)



Dal sito www.acmilan.com
7 febbraio 2004

MILAN-PERUGIA: ROSSONERI IN CAMPO CON LUTTO
MILANO - Il Milan scenderà in campo domani contro il Perugia con il lutto al braccio per onorare la memoria dell'avvocato Federico Sordillo, ex presidente rossonero dell'inizio degli anni Settanta, scomparso oggi a Milano all'età di 77 anni. (Nella foto, Sordillo in visita al Milan Club Femminile "Stella" di Saronno, 1972).




Dal sito www.corriere.it
8 febbraio 2004 - di Fabio Monti

E’ MORTO SORDILLO PRESIDENTE DELL’ITALIA AL TRIONFO «MUNDIAL». AVEVA 77 ANNI, GUIDÒ ANCHE IL MILAN
MILANO - È morto ieri (oggi verrà ricordato con un minuto di silenzio in tutti gli stadi) alla clinica Madonnina di Milano, dove era ricoverato da due settimane, Federico Sordillo, il presidente dell’Italia campione del mondo in Spagna. Aveva 77 anni e da venti lottava contro una dolorosa malattia alla spina dorsale. Nel momento in cui scompare un grande dirigente calcistico (ma era stato anche uno dei più famosi penalisti italiani), ritornano in mente le parole che pronunciò giovedì 4 luglio ‘86: «Io me ne vado, ma ho l’impressione che la Federcalcio d’ora in poi avrà sempre bisogno di un avvocato».
L’Italia era uscita con le ossa rotte dal Mondiale in Messico (fuori con la Francia negli ottavi) e Sordillo aveva scelto l’unica strada che, ad un uomo di legge e di solidi princìpi, era sembrata percorribile: le dimissioni dalla presidenza della Figc, con due anni di anticipo sulla scadenza del mandato. Parole profetiche, perché i dissidi che pure non erano mancati nei suoi sei anni di presidenza (soprattutto con Matarrese, allora rampante presidente di Lega), appaiono come un gioco da dilettanti a fronte di quanto è accaduto in questi ultimi anni. Sordillo aveva iniziato la carriera di dirigente calcistico nel ‘64, come vice-presidente del Milan, fino al giugno ‘71, quando divenne presidente del club rossonero, carica mantenuta per sedici mesi, prima di iniziare la carriera di dirigente federale. Il Milan del Gre- No-Li era la sua passione calcistica, quella che gli aveva fatto dimenticare la passione per il Napoli, al momento di trasferirsi a Milano nel ‘49. Amico di Franchi e Carraro, divenne consigliere federale nel ‘72, poi presidente del Settore Tecnico (aprile ‘80) e il 3 agosto venne acclamato presidente della Figc, come successore di Artemio Franchi, raccogliendo un consenso plebiscitario: 4.077 voti su 4.337 votanti. Chiuse la traumatica vicenda del calcioscommesse e, spalleggiato dall’onnipotente segretario generale, Dario Borgogno, cominciò a riorganizzare la Federcalcio, autorizzando anche l’introduzione degli sponsor in serie A (estate ‘81): le frontiere, già riaperte nel maggio ‘80, vennero ulteriormente allargate nell’82 (doppio straniero), provvedimento più subìto che voluto, convinto com’era che troppi stranieri avrebbero impoverito la nazionale, da lui ritenuta forza trainante di tutto il movimento.
La fiducia in Bearzot e nella squadra gli consigliò saggezza anche nella fase di avvio del Mundial ‘82. Pur preoccupato, mai si fece tentare dal disfattismo dei primi giorni e alla fine nell’abbraccio al presidente Pertini, a Mondiale vinto, l’11 luglio, c’era l’immensa soddisfazione di chi aveva sempre creduto in Zoff e negli altri azzurri, che ieri lo hanno ricordato, senza eccezioni, con parole commosse. Il dopo-Mundial fu assai più tormentato del previsto. Sordillo si trovò a dover fronteggiare la crisi della nazionale, che non riuscì a guadagnarsi il passaporto per l’Europeo ‘84, i sospetti legati al pareggio sul Camerun, nati nel settembre ‘84, proprio mentre lui in Svezia si sottoponeva al primo intervento alla schiena, e i sospetti legati ai fondi neri dei premi mondiali. Vicende definite da Sordillo «semplici fantasie». Grande narratore di barzellette, sempre distaccato al punto giusto, se ne andò nell’86 non soltanto per i rovesci dell’Italia, prigioniera del titolo dell’82, al Mondiale, ma perché si rendeva conto che stava nascendo un calcio estraneo alle sue idee e alla sua cultura.
Federico Sordillo era nato a Pietradefusi (Av) il 30 gennaio ‘27. Sposato con la signora Magda, si era laureato in giurisprudenza a Napoli nel ‘48 e si era trasferito a Milano. Nel ‘64, era stato nominato vice-presidente del Milan, carica mantenuta fino al giugno ‘71, quando era diventato presidente (carica tenuta fino al giugno ‘72, con la conquista di una Coppa Italia). IN FIGC Consigliere federale dal ‘72 al ‘76, divenne presidente della Figc il 3 agosto ‘80, carica mantenuta fino al 4 luglio ‘86. Con lui al vertice, l’Italia vinse il Mondiale in Spagna.