Gianni NARDI

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(Archivio Magliarossonera.it)
  Giovanni (detto Gianni) NARDI

Nato il 26.08.1931 a Farra di Soligo (TV), † il 04.10.2011 a Milano

Dirigente e Vicepresidente

DA DIRIGENTE:

Stagioni al Milan: 7, dal 1975-76 al 1981-82

DA VICEPRESIDENTE:

Stagioni al Milan: 32, dal 1981-82 al 2011-12 (fino al 04.10.2011)







Romeo Arces, Giuseppe Farina e Rosario Lo Verde (1983-84)





Gianni Nardi e signora con Luther Blissett, estate 1984
(da "Forza Milan!")



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29 aprile 1984, Decennale del Milan Club Moncalieri (TO). Il Presidente Domenis consegna un riconoscimento a Gianni Rivera.
Gli sono accanto Grazia Ferrini, Beppe Bressan ed a destra, si riconosce Gianni Nardi



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Gianni Nardi sfida Berlusconi
(dalla "Gazzetta dello Sport" del 22 gennaio 1986)
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La "Gazzetta dello Sport" dell'11 febbraio 1986, con un articolo su Gianni Nardi, traghettatore del Milan da Farina a Berlusconi





Il Milan Femminile 1985-86 con lo sponsor "Cucine Nardi", proprietà del Vice-Presidente rossonero Gianni Nardi
(Archivio Magliarossonera.it)





(Archivio Magliarossonera.it)
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Gianni Nardi con la moglie





Gianni Nardi e Giussy Farina ai tempi del Milan



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20 gennaio 2007, Gianni Nardi al Raduno Regionale dei Milan Clubs del Lazio, Cassino (FR)





(Archivio Magliarossonera.it)



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29.03.2008: Intervista telefonica al Dr. Gianni Nardi, Vicepresidente del Milan,
il giorno dopo la scomparsa di Rosario Lo Verde, Presidente rossonero nel 1986
(Intervista di Magliarossonera.it)




Dal sito www.junkiepop.com
31 gennaio 2011

CHI VA AL MULINO, S’INFARINA
Sottotitolo: sembra calcio ma non è, serve a toglierti l’allegria
Tanti anni fa – trenta, più o meno – il Milan attraversava un periodo abbastanza difficile. Le sanzioni sportive derivanti dal coinvolgimento di alcuni dirigenti e giocatori rossoneri nelle scommesse clandestine ne avevano causato la retrocessione in serie B, la prima della sua storia. Riguadagnata la massima categoria, il campo costringeva il Milan alla seconda retrocessione, al termine di una stagione fallimentare. Il presidente e proprietario era un tale Giuseppe Farina, detto Giussy.
Giussy Farina è stato uno dei più grossi intrallazzini del calcio italiano. Ma c’è sempre un pesce più grande.

Solo per inquadrare bene il personaggio Farina
Le squadre di calcio possono comprare i calciatori “a mezzi”. Si dividono le spese, si decide in quale squadra delle due giocherà il calciatore in questione, si fissa un termine entro il quale – ad una cifra stabilita o meno – le squadre possono acquisire interamente le prestazioni sportive dell’atleta.
Se questa cifra non è stabilita, si ricorre ad offerte in busta chiusa: chi più offre, tiene il giocatore. Unica regola: l’offerta non può essere zero.
Può capitare, per molti motivi, che nessuna delle squadre sia particolarmente interessata al giocatore e ci sia quindi possibilità di volerlo mollare all’altra società.
Se le società sono d’accordo, possono non consegnare la busta con l’offerta e il giocatore resterà nella squadra in cui ha giocato fino a quel momento.
Paride Tumburus aveva vinto uno scudetto con il Bologna, era di proprietà del Vicenza (a quel tempo proprietà di Farina) ma era stato ceduto in comproprietà al Rovereto. Fine carriera di uno stopper che aveva vestito anche la maglia della nazionale. Vicenza e Rovereto arrivarono alle buste per decidere le sorti sportive di Tumburus. Giussy Farina offrì 175 lire, superando l’offerta del povero Rovereto. E’ l’estate del 1971 e una copia della Gazzetta dello Sport costa 50 lire. Da quel giorno, l’offerta minima in busta per risolvere la comproprietà di un giocatore diventò 100 mila lire.
Farina era un presidente navigato, aveva debiti ma era abitutato a conviverci e soprattutto ad uscirne fuori.
Ottobre del 1985 e Farina è presidente del Milan.
Dopo una perquisizione contabile nella sede del Milan, ordinata a sopresa dalla Federcalcio, Farina sembra costretto a vendere il Milan, anche se non ci sono particolari irregolarità finanziarie, e i debiti sono inferiori a quelli di quasi tutte le società calcistiche italiane. Il furbastro cerca quindi qualcuno che rilevi la società, pagandone il valore di mercato più 8 miliardi, un debito che ha contratto nei confronti di Gianni Nardi, altro azionista di maggioranza del Milan.
In quegli anni, sulla maglietta del Milan c’era stampata la scritta “Retequattro” e, nelle partite di coppa italia, primo caso di doppia sponsorizzazione, “Oscar Mondadori”. Indovinate chi comprerà il Milan?

L’industriale Silvio Berlusconi si presenta così al mondo calcistico italiano
E’ tifoso del Milan, interessato, convinto che il calcio possa essere un ottimo traino per le sue attività commerciali. Fa valutare la società, Farina chiede una cifra, Berlusconi dice che è alta, troppo alta. Ma la verità è diversa: il Milan ha debiti – una decina di miliardi – e se qualcuno non li paga in breve tempo, fallisce e finisce il mano ad un giudice del tribunale fallimentare. Certo Farina non ha intenzione di ripianare il debito e Nardi, l’altro investitore più importante e già creditore di 8 miliardi, non ha intenzione di perdere altro denaro.
Silvio Berlusconi, che ha fiducia nel sistema giudiziario, in quei giorni si lascia scappare una frase: “E’ più facile comprare una società da un giudice che da un privato”. Così qualcuno lo accusa di traccheggiare per far appositamente fallire il Milan e prenderlo a cifre considerevolmente più basse.
Gianni Rivera, che dal 1979 anni è il vicepresidente dei rossoneri, non simpatizza per Berlusconi e crede di aver compreso il gioco dell’impreditore brianzolo. Convince quindi un amico petroliere, Dino Armani, a firmare una fidejussione per coprire il debito che salverà il Milan dal fallimento e lo invita ad intavolare una trattativa con Farina.
Armani non è uno che si perde in chiacchiere: va da Farina, gli chiede di dirgli una cifra per acquistare subito il Milan. Farina prende tempo, sembra quasi non voler provare a giocare al rialzo con un due acquirenti interessati.
Stavolta è Armani a lasciarsi scappare una frase: “Ho chiesto diverse volte a Farina di dirmi quanto voleva ma non mi ha mai risposto. Il Milan è destinato alla Fininvest”. Farina è un personaggio navigato, perchè non sfruttare l’occasione di alzare il prezzo, anche solo per qualche centinaio di milioni?

Vi faccio i conti
- Farina vuole almeno 30 miliardi di lire, ai quali vanno aggiunti gli 8 che deve a Nardi. Il totale fa 38 miliardi di lire
- Il Milan ha 10 miliardi di lire di debiti gestionali, stipendi dei giocatori e irpef, riguardanti gli ultimi quattro mesi. E siamo a 48 miliardi di lire per un eventuale acquirente.
- La rosa del Milan vale tantissimo: sono tesserati Maldini, Baresi, Costacurta, Evani, Tassotti, Di Bartolomei, Virdis, Paolo Rossi. Sono nei 30 miliardi che chiede Farina.
- Della vendita fa parte il centro di Milanello, che ha un valore immobiliare di 4 miliardi di lire.
- Berlusconi ne offre 15, senza pagare il debito di Farina nei confronti di Nardi e senza pagare i debiti gestionali.
Maldini, Baresi, Costacurta, Evani, Tassotti, Di Bartolomei, Virdis, Paolo Rossi, Stroppa, Hateley , Filippo Galli, Liedholm e tutti gli altri giocatori, il marchio, Milanello, valgono 15 miliardi di lire? Per farvi capire meglio, la Sampdoria offrì a Farina, come possibilità di salvezza, 15 miliardi per Baresi, e Boniperti, a nome delle Juventus, 9 miliardi per Hateley.
Chi accetterebbe un’offerta del genere con la possibilità di avere un altro acquirente?
Berlusconi monta così una sceneggiata, con protagonisti il fratello, il fedele Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, la zia, la nonna…, per dimostrare che offre poco ma è una faccenda di cuore.
Rivera prova a spronare Farina a non svendere, a ribellarsi a chi gli sta sfilando il Milan.
Tutti i finanziatori del Milan, gli azionisti di minoranza, decidono di fare un sacrificio e provano a ricapitalizzare per 10 miliardi la società, sostanzialmente pagherebbero i debiti gestionali, evitando il fallimento e dando tempo a Farina di vendere ad una cifra corretta.
Farina chiede quindi l’autorizzazione al Ministero del Tesoro, le Finanze di allora, per la ricapitalizzazione.
Due giorni dopo la richiesta si accorda addirittura con Dino Armani per 25 miliardi di lire più il pagamento degli 8 miliardi di debito con Nardi. 33 miliardi contro i 15 di Berlusconi.
La stessa sera, il presidente della Federcalcio Sordillo annuncia di aver presentato due esposti, uno civile e uno penale, nei confronti di Giussy Farina. In sostanza, l’anticamera del fallimento. Ma come, Farina ce l’aveva fatta, lui era uno scaltro, furbo, in grado di sopravvivere in caso di tempesta, e invece gli mettono i bastoni tra le ruote proprio in dirittura d’arrivo?
Il Milan deve andare a Berlusconi per quattro soldi, ogni altra soluzione verrà boicottata da un sistema nascosto e potente, troppo anche per Farina.
Berlusconi qualche giorno più tardi sarà ospite di Enzo Biagi e riproporrà la sceneggiata sentimentale, dicendo qualcosa molto attuale: “E’ un affare di cuore, da qualche miliardo, ma d’altronde anche le belle donne costano molto”.
Berlusconi comprerà il Milan nei primi mesi del 1986, cercando di apparire come salvatore di una barca che non stava affondando, sia in senso assoluto sia relativamente alla situazione di altre società calcistiche italiane di quegli anni.
Farina è stato in carcere per quei debiti gestionali, attribuibili ad un falso in bilancio che avevano almeno altre tre società di serie A, mai punite. Poi qualcuno ha fatto depenalizzare questo reato.
Quell’anno, nel 1986, sarebbe scaduto l’accordo di vendita dei diritti televisivi della Lega Calcio alla Rai, un affare di proporzioni mostruose.
La regolamentazione della vendita alla televisione di stato prevedeva che anche un solo ‘no’ di una squadra avrebbe bloccato la trattativa, aprendo scenari mai visti. Chi mai utilizzò il no, secondo voi?




Dal sito www.acmilan.com
4 ottobre 2011

LA SCOMPARSA DI GIANNI NARDI: IL CORDOGLIO DELL'A.C. MILAN
MILANO - E' mancato lo storico Vice-presidente rossonero Gianni Nardi.
Il nostro Presidente, l'intera dirigenza del Club rossonero, lo Staff, i giocatori, tutti i dipendenti di via Turati, di Milanello e del Centro Vismara, tutti i collaboratori ne salutano la figura, con infinita commozione.
Il cordoglio di tutto il Milan è lo stesso di tutti i Milanisti. Ogni sportivo rossonero oggi si stringe nell'abbraccio alla famiglia, alla quale rivolgiamo dal Sito ufficiale le più sentite e sincere condoglianze.



Dal sito www.acmilan.com
4 ottobre 2011

CIAO GIANNI
Quanti ricordi, Gianni! E quanto amore!
Un grandissimo Milanista, Gianni Nardi. Imprenditore importante, padre di famiglia, persona pulita e appassionata. Ma soprattutto un innamorato dei nostri colori.
Il primo Milan dopo la Stella e dopo i difficilissimi primi anni '80, lo costruì proprio lui. Non era il presidente, ma era come se lo fosse. Fu lui a convincere Nils Liedholm a tornare al Milan nel 1984. Fu lui a promuovere il rafforzamento della squadra con gli acquisti di Terraneo, Di Bartolomei, Virdis, Wilkins e Hateley.
Azzeccava i pronostici sulle vittorie del Milan nei programmi televisivi, raccontava il Milan con il sorriso. Mai polemico, mai protagonista. Un Milanista di enorme sostanza.
Se il Milan di Silvio Berlusconi è diventato il Club più titolato al mondo, lo si deve anche alla sua disponibilità nei mesi difficili del salvataggio del Club. L'allora nuova dirigenza capì appieno i suoi sforzi e la sua passione, al punto da volerlo a tutti i costi ai vertici della Società con la carica di Vice-presidente.
Gianni, lascia che ti salutiamo con commozione, tanta, e affetto, ma anche con l'orgoglio di averti avuto fra noi e con noi. Hai vinto tutto, Gianni. Anche l'ultimo Scudetto, anche l'ultima Supercoppa. C'eri e hai gioito. Da oggi non ci sei più, ma la nostra storia sarà sempre con te. Saluta il Paròn e il Barone e grazie di tutto.



Dal sito www.corriere.it
4 ottobre 2011

LA SCOMPARSA DI GIANNI NARDI, STORICO VICE PRESIDENTE DEL MILAN
Convinse Liedholm a tornare nel 1984 e acquistò Terraneo, Di Bartolomei, Virdis, Wilkins e Hateley
MILANO - «È mancato lo storico vicepresidente rossonero Gianni Nardi. Il nostro presidente, l'intera dirigenza del club rossonero, lo staff, i giocatori, tutti i dipendenti di via Turati, di Milanello e del Centro Vismara, tutti i collaboratori ne salutano la figura, con infinita commozione». Con questa nota il Milan dà la notizia della morte di Gianni Nardi, 80 anni, ex vice presidente del club rossonero. Nardi fu infatti determinante per il salvataggio della società e per il passaggio della proprietà nelle mani di Silvio Berlusconi.
IL SUO IMPEGNO - «Il primo Milan dopo la stella e dopo i difficilissimi primi anni Ottanta, lo costruì proprio lui», prosegue la nota. «Non era il presidente, ma era come se lo fosse. Fu lui a convincere Nils Liedholm a tornare al Milan nel 1984. Fu lui a promuovere il rafforzamento della squadra con gli acquisti di Terraneo, Di Bartolomei, Virdis, Wilkins e Hateley. Se il Milan di Silvio Berlusconi è diventato il club più titolato al mondo, lo si deve anche alla sua disponibilità nei mesi difficili del salvataggio del club. L'allora nuova dirigenza capì i suoi sforzi e la sua passione, al punto da volerlo a tutti i costi con la carica di vicepresidente».



Dal sito www.sportmediaset.it
4 ottobre 2011

IL MILAN PIANGE GIANNI NARDI. MORTO IL VICEPRESIDENTE: SALVÒ IL CLUB
Triste martedì per il Milan e i milanisti: è scomparso a 80 anni Gianni Nardi, da 27 anni vicepresidente del club rossonero e personaggio centrale, decisivo nel delicatissimo periodo in cui la società, sotto la gestione-Farina, rischiò il fallimento. Fu Nardi a salvare il Milan ottenendo le azioni del club destinate al Tribunale e girandole, consentendo l'acquisto del club, a Silvio Berlusconi. Grande il cordoglio del sodalizio rossonero.



Dal sito sportcorner.altervista.com
4 ottobre 2011

MILANO - Gianni Nardi, nato il 26 Agosto 1931, è scomparso ad 80 anni compiuti. Vice-presidente del Milan dal 1984, è stato determinante per il salvataggio del Club e il passaggio del Milan nelle mani di Silvio Berlusconi. La sua passione e il suo amore per il Milan sono sempre stati fortissimi. Ciao Gianni!



Dal sito www.rsvn.it
4 ottobre 2011

E' MORTO GIANNI NARDI. VICE PRESIDENTE DEL MILAN LEGATO AD ALASSIO

E' morto lo storico vice-presidente rossonero Gianni Nardi, molto legato anche ad Alassio dove aveva una villa sull'Aurelia a fianco dell'istituto don Bosco. "Il presidente, l'intera dirigenza del Club rossonero, lo staff, i giocatori, tutti i dipendenti di via Turati, di Milanello e del Centro Vismara, tutti i collaboratori ne salutano la figura, con infinita commozione. Il cordoglio di tutto il Milan è lo stesso di tutti i Milanisti. Ogni sportivo rossonero oggi si stringe nell'abbraccio alla famiglia", si legge sul sito ufficiale del Milan. Una figura che anche ad Alassio si era fatta subito apprezzare. Bene lo ricordano i milanisti doc come Angelo Vinai, titolare del bar buffet della stazione ferroviaria. "Una persona molto disponibile, cortese e anche simpatica. Gianni era uno sportivo che amava tantissimo il suo Milan e anche Alassio cittadina alla quale era molto legato".