Gaetano MORAZZONI

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(da "Intrepido", 1981)
  Gaetano MORAZZONI

Nato il 20.10.1932 a Boviso Masciago (MI)

Presidente

Stagioni al Milan: 2, dal 30 ottobre 1980 al 18 gennaio 1982

Palmares rossonero: 1 Mitropa Cup (1982), 1 Promozione in Serie A (1980-81)






27 ottobre 1977, Gianni Rivera e Gaetano Morazzoni con Giovanni Conte e la signora Maria



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30 ottobre 1980: Gaetano Morazzoni è Presidente del Milan



La copertina di "Forza Milan!" del novembre 1980 con il neo presidente rossonero Gaetano Morazzoni





Il Presidente Gaetano Morazzoni tra Felice Colombo e Gianni Rivera interviene ad una riunione dei Milan Clubs, 1980-81



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(da "L'Unità", per gentile concessione di Gianni Morelli)



Gaetano Morazzoni presenta la nuova maglia del Milan per la stagione 1981-82
(dal "Guerin Sportivo")



Dal sito milanblogclub.splinder.com
22 marzo 2011 - by Sertac

MORAZZONI, IL PRIMO PRESIDENTE DEPUTATO
Massimo dirigente rossonero dall’ottobre ‘80, da parlamentare guidò la Commissione nazionale aeroportuale. Finì ingiustamente nel tritatutto di Tangentopoli
E’ stato il primo presidente del Milan a ricoprire, contemporaneamente, la carica di parlamentare della Repubblica, quattordici anni prima di Silvio Berlusconi. L’avvocato Gaetano Morazzoni arrivò al vertice dirigenziale del club di via Turati nell’ottobre del 1980.
Il Milan usciva da un periodo di grande caos societario, culminato con la retrocessione a tavolino per il calcio-scommesse che costrinse il presidente Felice Colombo a passare forzatamente la mano, pur rimanendo l’azionista di riferimento.
Nel raduno dei “Milan Club” d’inizio settembre ’80, dopo una contestazione dei tifosi nei confronti di un gruppo di giornalisti, accusati di palese filo-interismo, Colombo prima chiese scusa ai cronisti e dopo diede un primo annuncio della decisione che sarebbe stata formalizzata a fine ottobre. “Ci sarà un presidente nuovo, uno che non metterà soldi”, ammise il presidente della Stella, invischiato subito dopo nello scandalo del calcio-scommesse.
Si vociferò, in quel periodo, dell’interessamento dell’imprenditore Carlo Bonomi per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza dell’A.C. Milan ma la trattativa si arenò presto. L’inibizione di Colombo obbligava il consiglio di amministrazione a trovare un nuovo presidente e la scelta cadde su Morazzoni.
Il nuovo assetto vide Sandro Vitali uomo-mercato, Rivera vicepresidente e direttore generale mentre Angelo Colombo, fratello di Felice, divenne consigliere d’amministrazione con la delega alla vicepresidenza. “Sarà un’annata di semina” affermò Rivera alla vigilia della stagione 80/81, la prima che avrebbe visto il Milan dimenarsi in cadetteria.
Morazzoni, giovane politico brianzolo, sperava di passare alla storia del club rossonero come il presidente del grande rilancio e della catarsi dopo il lavacro purificatore in purgatorio. Ad indicarne il nome fu direttamente Felice Colombo. La Democrazia Cristiana lo aveva voluto alla presidenza degli enti aeroportuali. Il nuovo presidente, da tifoso milanista, aveva ammirato soprattutto Gunnar Gren.
Il suo programma presidenziale ruotava attorno a tre concetti: serietà, puntualità e gradualità. La difficoltà maggiore per lui fu diventare presidente nel periodo in cui al Milan mancava soprattutto la serenità societaria. Morazzoni, spesso a Roma per seguire i lavori parlamentari, si teneva in costante contatto telefonico con Rivera e Giacomini. Mostrò grande apprezzamento verso la politica dei giovani avviata dalla società e da lui definita “suggestiva e coraggiosa”, poggiata sulle abilità in sede di mercato di Vitali.
A promozione raggiunta, nel giugno ’81, il Guerin Sportivo affidò a Gualtiero Zanetti l’analisi sullo strano assetto dirigenziale di via Turati. “Morazzoni presidente per conto di Colombo, Giacomini allenatore del Torino sulla panchina del Milan, Radice allenatore del Milan sulla panchina del Bologna, Vitali un giorno è Vitali e un giorno Rivera. E viceversa”.
Questo il bailamme indicato dal giornalista del Guerin. Il breve interregno di Morazzoni si concluse nel gennaio del 1982, con la squadra rossonera invischiata fino al collo nelle sabbie mobili della retrocessione. Fu l’inizio della gestione Farina.
Morazzoni, alcuni anni dopo, finì coinvolto nel tritatutto di Tangentopoli, lo scandalo che portò alla fine della Prima Repubblica, partito nel ’92 da un’indagine sul Pio Albergo Trivulzio di Milano. L’ex presidente rossonero non venne accusato di aver intascato tangenti né di aver preso soldi illecitamente eppure finì in galera. Dai magistrati di Verona fu accusato di non aver raccontato quello che sapeva sulle malefatte di un suo predecessore alla presidenza dell'autostrada Serenissima.
Da quella vicenda, come riportato dal Corriere della Sera nel 1997, Gaetano Morazzoni non riuscì a risollevarsi. L’ex presidente dell’Assoaeroporti, dopo quella disavventura giudiziaria, si ritirò da tutto, quasi in esilio volontario dal mondo della politica che lo aveva visto fra i protagonisti più acuti e raffinati.
Alla fine degli anni Novanta, uscito dal buio, fu indicato dal gruppo regionale di Forza Italia come consulente in tema di diritto amministrativo. “Da tecnico, ma a testa alta, - scrisse Claudio Schirinzi sul Corriere della Sera - Morazzoni è tornato a occuparsi della cosa pubblica”.