Felice COLOMBO (I)

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(Archivio Magliarossonera.it)
  Felice COLOMBO (I)

Nato il 24.08.1937 a Bellusco (MI)

Presidente e Vicepresidente

Stagioni al Milan: 5, Presidente dal 30 maggio 1977 al 23 marzo 1980 e Vicepresidente dal 1980-81 al 1981-82

Palmares rossonero: 1 Scudetto (1978-79), 1 Coppa Italia (1976-77)




Dal sito www.calcio2000.it

CALCIOSCOMMESSE: UNA STORIA MOLTO TRISTE
Caro direttore, sono un fedele tifoso del Milan e del Benevento. Siccome quest'anno proprio il Milan e la Lazio hanno lottato più degli altri per la conquista dello scudetto, ho preso spunto da ciò per ricordare il fenomeno del calcioscommesse dell'80, in cui furono coinvolte proprio le due squadre. Conoscendo la sua grande sapienza calcistica, le sarei grato se potesse darmi notizie più dettagliate sull'avvenimento, visto che nessuno più grande di me (ho 20 anni) ha voluto spiegarmi. (Rino Pallotta, Benevento)
Il calcioscommesse del 1980 viene ricordato come lo scandalo più clamoroso e rovinoso dello sport italiano, per nomi di giocatori, dirigenti e club implicati e per gli effetti dirompenti sulla credibilità del nostro calcio, tradotti nel fiasco azzurro agli Europei di quell'anno e nel pauroso ridimensionamento delle presenze negli stadi nella stagione successiva, poi fortunatamente recuperato con la riapertura delle frontiere. Di quella vicenda restano nella memoria soprattutto due episodi: le auto della forza pubblica all'interno degli stadi, coi giocatori messi in manette subito dopo le partite (domenica 23 marzo), e il crollo della Nazionale italiana agli Europei organizzati in casa di lì a qualche mese, col povero Ct Bearzot privato per squalifica dei suoi due attaccanti-gioiello, Paolo Rossi e Giordano.
Tutto prende il via il 1° marzo 1980, quando un commerciante romano di frutta all'ingrosso, Massimo Cruciani, presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, dicendosi vittima di una clamorosa truffa. Alcuni giocatori, tra i quali i laziali Wilson, Manfredonia, Giordano e Cacciatori, con cui è venuto in contatto in quanto fornitore del ristorante "Le Lampare" di proprietà di Alvaro Trinca, lo hanno indotto a scommettere clandestinamente su alcune partite di Serie A. Avrebbero provveduto loro a truccarle, così da rendere sicura la vincita. Solo che non tutti i risultati poi si sono verificati e lui è finito sul lastrico. Prendiamo dall'esposto la parte relativa a Milan-Lazio, significativa dell'intricato viluppo: «Per quanto riguarda Milan-Lazio del 6-1-80, i giocatori biancazzurri Giordano, Wilson, Manfredonia e Cacciatori si accordarono con Enrico Albertosi del Milan affinché si verificasse la vittoria di quest'ultima squadra.
Per quest'ultima partita consegnai tre assegni da 15 milioni e due da 10 milioni a Giordano, Wilson, Manfredonia, Viola e Garlaschelli, affidandoli materialmente a Manfredonia. Ulteriore assegno di lire 10 milioni consegnai a Cacciatori, il quale provvide a incassarlo intestandolo a certo sig. Orazio Scala. Il Milan, da parte sua, contribuì alla "combine" con l'invio di lire 20 milioni liquidi che mi portò a Roma, nel mio magazzino, il giocatore di tale squadra Giorgio Morini, due giorni dopo il rispettato esito dell'incontro. In conseguenza dei citati accordi, e in cambio del loro contributo, Wilson, Manfredonia, Giordano e Cacciatori mi chiesero di puntare per loro 20 milioni sulla sconfitta della Lazio. La vincita di 80 milioni, d'accordo con i quattro, anziché consegnargliela, avrei dovuto usarla per pagare i giocatori dell'Avellino (Cattaneo, Di Somma, Pellegrini), i quali avrebbero dovuto perdere contro la Lazio la settimana successiva. Io e altri scommettitori, in base agli accordi di cui sopra, abbiamo scommesso per l'"accoppiata" costituita dai due risultati concordati, circa 200 milioni di lire: cifra perduta per il mancato rispetto dell'impegno assunto dalla squadra leccese, la quale ha pareggiato 1-1». Milan-Lazio aveva rispettato il copione, chiudendosi 2-1 con due spettacolari gol di Chiodi per il Milan e bandiera salvata (diciamo così) da Giordano a un minuto dalla fine. Il bubbone esplode quasi subito. Sono coinvolti alcuni tra i più importanti giocatori del campionato, appartenenti ad Avellino, Bologna, Genoa, Juventus, Lazio, Milan, Napoli e Perugia. Il 13 marzo la magistratura ordinaria blocca l'inchiesta della Federcalcio, che sta indagando, per tutelare il segreto istruttorio. E domenica 23 marzo viene spettacolarmente "arrestato il calcio". Subito dopo le partite vengono eseguiti sotto i lampi dei flash una serie di ordini di cattura nei confronti di giocatori.
Finiscono nel carcere romano di Regina Coeli: Pellegrini (Avellino), Girardi (Genoa), Cacciatori, Giordano, Manfredonia e Wilson (Lazio), Merlo (Lecce), Albertosi e Giorgio Morini (Milan), Magherini (Palermo), Casarsa, Della Martira e Zecchini (Perugia). Semplici ordini di comparizione invece per altri giocatori, tra cui i bomber Paolo Rossi e Savoldi, l'interno Dossena e l'ala Damiani. La Nazionale perde i suoi assi e pagherà caro all'Europeo, una manifestazione disertata dal pubblico. I giocatori vengono presto scarcerati, le indagini della giustizia sportiva riprendono e in estate arriva la sentenza: retrocedono in B Lazio e Milan, mentre Avellino, Bologna e Perugia vengono penalizzati di cinque punti per il torneo successivo. Il presidente del Milan dello scudetto, Felice Colombo, viene inibito a vita; quello del Bologna, Tommaso Fabbretti, per un anno. Pioggia di squalifiche anche per i giocatori: 6 anni a Pellegrini, 5 a Cacciatori e Della Martira, 4 ad Albertosi, 3 e mezzo a Giordano, Manfredonia, Petrini e Savoldi, 3 a Wilson e Zecchini, 2 a Paolo Rossi, 1 e 2 mesi a Cordova, 1 a Giorgio Morini, 6 mesi a Chiodi, 5 a Negrisolo, 4 a Montesi, 3 a Colomba e Damiani. In B, penalizzati di 5 punti Palermo e Taranto, lunghe squalifiche per Magherini (3 anni e mezzo), Massimelli (3 anni) e Merlo (1 anno). L'amnistia del 1982, dopo la conquista del titolo mondiale, condonerà tutti i residui di pena. Quanto alla giustizia ordinaria, il 23 dicembre 1980 tutti i giocatori implicati vengono assolti «perché il fatto non sussiste», cioè non ci fu la truffa ai danni di chi aveva scommesso.



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29 gennaio 1978, Milan vs Fiorentina 5-1,
Gianni Rivera premiato da Felice Colombo sotto
lo sguardo di Carlo Tognoli, sindaco (interista) di Milano,
per le 500 partite in Serie A
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29 gennaio 1978, Milan vs Fiorentina 5-1,
Felice Colombo e Gianni Rivera



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29 gennaio 1978, Milan vs Fiorentina 5-1,
Gianni Rivera premiato da Felice Colombo
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29 gennaio 1978, Milan vs Fiorentina 5-1,
Gianni Rivera alza il premio appena consegnatogli da Felice Colombo





Levski Sofia vs Milan 1-1, Coppa UEFA 1977-78, Felice Colombo tra i tifosi rossoneri in Bulgaria
(da "Forza Milan!")



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Scudetto della Stella 1979, Rivera e Colombo
con la bottiglia di Ferrari
(da "L'Unità", per gentile concessione di Gianni Morelli)
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Rivera e Colombo alla conferenza di addio al calcio di Rivera
(per gentile concessione di Gianni Morelli)





Felice Colombo e Rivera da Papa Woityla, 1979
(dal "Guerin Sportivo")


I calciatori coinvolti nel calcio-scommesse del 1980.
Avanti a tutti, Felice Colombo (Archivio Magliarossonera.it)



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(dal "Guerin Sportivo")



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Felice Colombo con Gianni De Giovanni, 1981-82
(per gentile concessione di Gianni De Giovanni, Presidente
del Milan Club "Ezio Giribaldi", ex "Via Savona", Milano)
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Felice Colombo intervistato da Sandro Ciotti.
Nils Liedholm osserva
(da "Il Milan Racconta")



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Felice Colombo, 2008
(dal sito www.milanometropoli.net)



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Adriano Galliani e Felice Colombo allo stadio Brianteo di Monza



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Intervista a Felice Colombo sulla "Gazzetta dello Sport" del 13 settembre 2018