Pietro VIERCHOWOD
"Zar"

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(da "Forza Milan", 1994)



Scheda statistiche giocatore
  Pietro VIERCHOWOD

Nato il 06.04.1959 a Calcinate (BG)

Terzino e Stopper (D), m 1.80, kg 76

Stagioni al Milan: 1, 1996-97


Soprannome: “Zar”

Proveniente dalla Juventus

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 15.09.1996: Sampdoria vs Milan 2-1

Ultima partita giocata con il Milan l'01.06.1997: Milan vs Cagliari 0-1 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 18

Reti segnate: 1

Palmares rossonero: -

Esordio assoluto in Serie A il 14.09.1980: Como vs Roma 0-1

Palmares personale: 2 Scudetti (1982-83, Roma; 1990-91, Sampdoria), 2 Supercoppe Italiane (1991, Sampdoria; 1995, Juventus), 4 Coppe Italia (1985, 1988, 1989, 1994, Sampdoria), 1 Champions League (1996, Juventus), 1 Coppa delle Coppe (1990, Sampdoria)

Esordio in Nazionale Italiana il 06.01.1981: Olanda vs Italia 1-1

Ultima partita giocata in Nazionale Italiana: nel 1993

Totale presenze in Nazionale Italiana: 45

Reti segnate in Nazionale Italiana: 2

Palmares azzurro: Campione del Mondo (Spagna '82)




Ha giocato anche con la Romanese (Dil.), il Como (B, C1, A), la Sampdoria (A), la Fiorentina (A), la Roma (A), la Juventus (A), il Piacenza (A), il Perugia (A).

Ha allenato il Catania (C1), la Fiorentina (C2), la Triestina.



Dal sito www.wikipedia.it

CLUB
Figlio di un ufficiale ucraino dell'Armata Rossa, è soprannominato lo zar, Vierchowod esordisce nella Romanese ma cresce calcisticamente nel Como con cui fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1980-81. Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che milita in Serie B, Vierchowod rifiuta di scendere di categoria e viene quindi prestato, prima alla Fiorentina , e poi alla Roma: in giallorosso vince il suo primo scudetto, nel 1983 ( che già con la Fiorentina aveva sfiorato ) . Dalla Roma torna quindi alla Sampdoria, nel frattempo tornata in Serie A, dove resta per molti anni nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vince 4 coppe Italia, 1 Coppa delle Coppe (1990) e 1 scudetto (1991).
Nel 1992 sta per passare all'Atalanta, ma i bergamaschi lo scartano, ritenendolo troppo vecchio. Per dimostrare il contrario Vierchowod continua a giocare e vincere per molti anni ancora. Si trasferisce alla Juventus, dove vince la Coppa dei Campioni nel 1996 giocando da titolare, all'età di 37 anni. A fine stagione si trasferisce al Perugia ma dopo poche settimane passa al Milan; conclude la carriera nel Piacenza, nel quale disputa tre ottime stagioni contribuendo a due salvezze. Si ritira dall'attività agonistica nel 2000, a 41 anni.
In tutto ha giocato in serie A 562 partite, quarto assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff.

NAZIONALE
Con la Nazionale ha giocato 45 partite , segnando 2 gol. Ha disputato tre mondiali: quello vittorioso in Spagna nel 1982 ( senza peraltro vedere mai il campo), i Mondiali di calcio Messico 1986 e i Mondiali di calcio Italia 1990. Ha avuto a lungo il record di goleador più anziano della storia della nazionale: ha segnato a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni il 24 marzo 1993 in Italia-Malta 6-1, poi battuto il 17 novembre 2007 da Christian Panucci che ha segnato a 34 anni e 7 mesi nella partita contro la Scozia.

ALLENATORE
Da allenatore finora si è seduto sulle panchine di Catania (C1) e Florentia Viola (C2); in entrambi i casi è stato esonerato a campionato in corso. Il 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina (Serie B), per poi essere esonerato a dicembre dello stesso anno.






Con la maglia della Samp
(dal sito doria.altervista.org)


In azione con la maglia della Sampdoria
(dal sito doria.altervista.org)



Dal sito www.juventus1897.it

Ha attraversato un ventennio del calcio italiano lasciando in tutti la sensazione di essere uno dei più grandi difensori dell’era moderna. Ha avuto l’onore e l’onere di confrontarsi con attaccanti fortissimi come Gullit, Van Basten, Voeller, Careca ed altri, con risultati sempre soddisfacenti. Noto a tutti gli appassionati di calcio come “il russo” che, insieme al cognome, tradiscono le sue origini russe da parte di padre e come “lo Zar”, riconoscimento alla superiorità nell’arte del difendere. Proprio dai duelli con questi grandi campioni è nato il mito di Pietro Vierchowod, quello rimasto nella mente di molti grazie alla marcatura su Marco Van Basten che contro “lo Zar” sempre poco ha potuto a causa delle grandi doti atletiche e fisiche che lo stesso “russo” metteva negli scontri ed a significarne anche l’ammirazione degli avversari, si può leggere la dichiarazione di Maradona che in una intervista lo chiamò “Hulk”.
Pietro è un vanto anche per la storia delle società in cui ha giocato: nel Como, perché unico giocatore convocato nella Nazionale maggiore di tutta la storia comasca; nella Fiorentina, con la quale ha conquistato il secondo posto; nella Roma, perché nell’unico anno di militanza ha vinto uno scudetto formando un quartetto difensivo unico nella concezione tattica con Di Bartolomei libero in fase difensiva e primo suggerito nelle ripartente che godeva della copertura puntuale e veloce dello “Zar”; nella Sampdoria, perché ha preso parte ai dodici anni più gloriosi della società, coincisi con la storica conquista dello scudetto; nella Juventus, perché, nella sua stagione disputata con la maglia bianconera, ha conquistato una storica Coppa dei Campioni.
Il suo distacco dal calcio giocato avvenne nella sua parentesi piacentina, nella quale entrò in conflitto con l’allenatore Simoni che non credeva più in quel atleta di quaranta anni e questo spinse la società a non rinnovare la fiducia a Vierchowod, che terminò la sua carriera a sole nove presenze dal primato di presenze in serie A. Tra le sue vittorie più care ci sono il Mondiale del 1982, anche se vissuto come riserva in tribuna e la Coppa dei Campioni vinta con la Juventus all’età di trentasette anni, trofeo che lui stesso definisce inaspettato, ma ovviamente ben accetto. Grande rammarico generano, invece, le finali perse sia in Coppa delle Coppe che in Coppa dei Campioni contro il Barcellona, sempre con la maglia blucerchiata.
Pietro Vierchowod è stato sempre portato ad esempio da tutto il mondo del calcio, come modello di comportamento sia in campo che fuori; non si arriva a giocare titolare in serie A fino a quasi quaranta anni senza tanta applicazione e dedizione. La sua decisione negli interventi, la velocità ed il senso dell’anticipo, hanno consentito a Vierchowod di risultare lo stopper principe del campionato italiano in un periodo in cui i campi di calcio erano calcati da grandi campioni.”






Ai tempi della Fiorentina
(dal sito www.wikipedia.it)






Con la maglia della Roma
(dal sito www.asromaultras.org)


Ai tempi della Roma
(dal sito www.asromaultras.org)





Con la maglia della Juventus


Con la maglia della Nazionale
(dal sito www.solocalcio.com)


Con la maglia del Perugia





Con la maglia del Piacenza
(dal sito www.solocalcio.com)


Libro "Lo Zar, Pietro Vierchowod, l'ultimo immortale"
(dal sito www.liminaedizioni.it)