Vinicio VERZA
"Van Den Bosc"

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Figurina "Edis" 1983-84
Archivio Luigi La Rocca, Milano




Scheda statistiche giocatore
  Vinicio VERZA

Nato l'01.11.1957 a Boara Pisani (PD)

Attaccante (A) e Centrocampista (C), m 1.78, kg 75

Stagioni al Milan: 3, dal 1982-83 al 1984-85

Soprannome: “Van Den Bosc”

Proveniente dal Cesena

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 18.08.1982: Pescara vs Milan 1-1

Ultima partita giocata con il Milan il 30.06.1985: Milan vs Sampdoria 0-1 (Coppa Italia)

Totale presenze in gare ufficiali: 106

Reti segnate: 17

Palmares rossonero: 1 promozione in Serie A (1982-83)

Esordio assoluto in Serie A il 26.02.1978: Fiorentina vs Juventus 1-1

Palmares personale: 2 Scudetti (1977-78, 1980-81, Juventus), 1 Coppa Italia (1978-79, Juventus)




Ha giocato anche con la Juventus (A), il Vicenza (B), il Cesena (A), il Verona (A), il Como (A), l'Arzignano Paletto (Dil. e Int.), il Treviso (Int.).

"Nel Milan ha vissuto i suoi anni migliori. Alla Juventus non riuscì mai ad esprimersi al massimo. Ma di quel Milan che cercava di ricostruirsi dopo la cessione di tutti i senatori, fu proprio Vinicio uno dei principali punti di riferimento. Collezionista di orologi, Verza ha sempre sfoggiato un'intelligenza brillante e acuta. I tifosi rossoneri lo ricordano per una splendida tripletta segnata contro il Varese, a San Siro." (Da Figurine "Masters Cards Edizione 1992-93")

"Nato a Boara Pisani (Padova) il 1° novembre 1957. Cresciuto nella società. Trascorre una stagione in prestito al Vicenza (in compagnia dell'altro futuro bianconero Paolo Rossi) e rientra a Torino, integrato nell'organico della squadra titolare, nell'estate del 1977. Giocatore di buon talento, in possesso di stile e di ottima tecnica individuale, sa andare a bersaglio con tiri di rara precisione. Nella Juventus, chiuso dai vari Tardelli, Benetti e Furino, si ferma per tre stagioni: totalizza 60 presenze (41 in campionato, 11 in Coppa Italia e 8 nelle Coppe europee), realizzando 11 goals (7, 2 e 2 nell'ordine) e contribuendo agli scudetti 1978 e 1981 ed alla Coppa Italia 1979. Nell'estate del 1981 è ceduto al Cesena, poi si trasferisce al Milan e dopo un triennio in rossonero approda per la stagione 1985-86 al Verona dove l'attende il compito di far dimenticare Fanna, anche lui ex bianconero. Verza è 2 volte internazionale con l'Under 23, con la rappresentativa giovanile gioca 5 partite e realizza 1 goal.
Buonissimo centrocampista, con qualche limite di personalità, il buon Vinicio ha lasciato la firma sullo straordinario scudetto 1980-81, nella decisiva partita della penultima giornata (a Napoli); subentrato a Marocchino, Verza effettuò al 64° il tiro che, deviato dal napoletano Guidetti, finì alle spalle di "Giaguaro" Castellini, regalando alla Juventus due punti che ne valevano sei."
(Dal sito Juventus1897.it)


"Fu soprannominato da Ilario Castagner, allenatore rossonero che seppe valorizzarlo "Van Den Bosc", perché durante la partita faceva cose meravigliose per poi sparire e concedersi lunghe pause. Giussy Farina, il presidente che lo aveva voluto al Milan per risalire subito la china dopo la retrocessione dell'anno precedente, quando si trattò di concedergli il rinnovo del contratto, nell'estate del 1984, rifiutò categoricamente nonostante lui fosse disposto a firmare in bianco, volendo terminare la sua carriera in rossonero, ma si sentì rispondere "per te non c'è neanche un anno di contratto", così fu dirottato a Verona, fresco vincitore dello scudetto, dove giocò in Coppa dei Campioni, sostituendo Pierino Fanna, passato all'Inter. Tutto questo nonostante sui muri di Milano si scriveva "Se Vinicio se ne va bruceremo la città". Il rapporto si era inclinato dopo l'arrivo di Nils Liedholm, che gli tolse la maglia nr. 10, relegandolo sulla fascia con il numero 7, ma comunque questo non gli impedì di fare grandi partite, tipo Milan-Roma 2-1 (campionato 1984-85), quando Bruno Conti, esasperato, con Vinicio a terra, gli salì sopra e venne espulso; a fine partita, Carlo Ancelotti lo aspettò nel sottopassaggio per stringergli la mano. Oppure quando segnò il gol del definitivo pareggio contro l'Inter nello stesso campionato, beffando la difesa nerazzurra. Ma il suo limite è stata la continuità; fumava, non disdegnava le discoteche e la vita notturna, ma ha fatto parte di un Milan comunque bello da ricordare." (Nota di Colombo Labate)



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Luther Blissett, Eric Gerets, Gabriello Carotti e Vinicio Verza, stagione 1983-84
(per gentile concessione di Gianni Righetto)



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Milan vs Sampdoria 1983-84,
Vinicio Verza saluta il pubblico
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Vinicio Verza, stagione 1984-85
(per gentile concessione di Silvio Brognara)





Verza nella formazione del Verona che giocò in Coppa dei Campioni, stagione 1985-86 (in piedi, il quinto da sinistra)





(per gentile concessione di Gianni Morelli)





Vinicio Verza in copertina di "Forza Milan!"



Dal blog di un tifoso rossonero

Nel mio blog, volevo che ci fosse un messaggio per ricordare i tempi bui, che i milanisti non più giovanissimi come me ricordano tutto sommato con affetto.
Sì, perchè nonostante la seconda retrocessione in B nel lontano 1981/82, come un'Araba Fenice, il Milan seppe rinascere dalle proprie ceneri.
Sarebbe bello parlare adesso delle gesta di colui che ha amato + dell'intera storia rossonera il signor Marco Van Basten, sarebbe sublime decantare un certo Dejan Savicevic genio dal raro talento che mi stregò totalmente.
Ma il mio pensiero va a colui che iniziò a farmi sognare di nuovo, dopo i tempi eroici di Gianni Rivera e i successivi tradimenti di un uomo nel quale il popolo rossonero aveva subito dopo il bisogno di immedesimarsi, Fulvio Collovati, quando tutto era perduto e la B sembrava un tunnel senza fine, la maglia numero 10 fu indossata da uno "scarto" della Juventus, un tale Vinicio Verza.
Nella stagione 1982/83, trionfale a tutti gli effetti nonostante la serie cadetta (77 gol fatti) mi innamorai calcisticamente del nostro brasiliano del nord est, conservo ancor oggi il "Forza Milan" della foto allegata, meraviglioso fu il 3-0 al Varese con una sua tripletta.
Il bello avvenne l'anno successivo, derby di ritorno, siamo sotto 1-2 a una manciata di minuti dal temine, si attacca sotto la curva sud, un retropassaggio di Bergomi dolce come le torte che faceva mia nonna a Zenga, Vinicio che scorge la lentezza del pallone e si avventa sulla traiettoria e un certo Pellegatti...a Radio Panda...che a momenti muore, gol di Vinicio Verza ripetuto almeno 15 volte con mezzo malore finale.
Io alla radio con le lacrime di gioia, anche perchè all'andata il derby lo avevamo portato a casa dopo una vita con Attila, e perderlo al ritorno (con lo stesso punteggio) voleva dire sminuire quel trionfo.
Grazie Vinicio, a distanza di anni volevo dedicare un pensiero a colui che ha rincominciato a farmi sognare.







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Due immagini di Vinicio Verza tratte dal film "Il volatore di aquiloni", in cui compare nei panni di se stesso insieme a Rummenigge