Louis Marie VAN HEGE
"Pallido Saettante"

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Foto Archivio Luigi La Rocca



Scheda statistiche giocatore
 

Louis Marie VAN HEGE

Nato l'08.05.1889 a Uccle (BEL), † 24.06.1975 ad Uccle (BEL)

Attaccante (A), m 1.80, kg 70

Stagioni al Milan: 7, dal 1910-11 al 1916-17

Soprannome: “Pallido Saettante”

Proveniente dall’Union Saint Gilloise

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (1^ Categoria) il 27.11.1910: Genoa vs Milan 0-3

Ultima partita giocata con il Milan il 10.12.1916: Enotria vs Milan - rinviata per neve (Coppa Regionale Lombarda)

Totale presenze in gare ufficiali: 92

Reti segnate: 98

Palmares rossonero: -

Esordio in Nazionale Belga il 09.03.1919: Belgio
vs Francia 2-2

Ultima partita giocata in Nazionale Belga il 10.06.1924: Belgio vs Svezia 5-0

Totale presenze in Nazionale Belga: .....

Reti segnate in Nazionale Belga: .....




Ha giocato anche con l'Union St. Gilloise (*).

"Nel lontano 1915 la "Gazzetta dello Sport" premiò Louis Van Hege, formidabile centravanti del Milan, quale "footballer" più popolare del momento. Furono i lettori, attraverso un referendum, a decretarne la vittoria. Grande fu la sua soddisfazione personale, soprattutto perché il Milan, in quegli anni, non era più al livello d'inizio secolo. Van Hege, nato a Bruxelles l'8 maggio 1889, esordì nell'Union St. Gilloise, divenendo presto un vero idolo. La sua fama valicò le frontiere e, il 27 marzo 1910, la squadra belga invitata dal Milan scese all'Arena di Milano, rifilando un sonoro 2-0 alla compagine rossonera. Nella formazione belga non c'era traccia di Van Hege, non sappiamo se assente per infortunio oppure indicato con un nome errato in formazione, ma di certo in tale occasione vennero poste le basi per un trasferimento in rossonero del formidabile giocatore assieme ai compagni di nazionale Max Tobias (futuro capitano milanista) e Roger Pierard (quest'ultimo, dopo poche amichevoli, sarebbe tornato in Patria).
In Italia a partire dalla stagione 1910-11, Louis confermò le sue straordinarie qualità realizzatrici (oltre novanta reti in cinque campionati) e per il suo dribbling che, nonostante un fisico minuto, lo rendeva pressoché imprendibile. Col soprannome di "Pallido Saettante" rimase alla testa dell'attacco rossonero, spingendo la squadra a due piazzamenti d'onore, fino a quando lo scoppio della prima Guerra Mondiale lo costrinse ad abbandonare il Milan per prestare servizio militare nel proprio Paese. Allo scopo di raccogliere fondi durante il periodo bellico, tornò in Italia nel 1917 alla guida di una raccogliticcia Nazionale belga per affrontare il Milan e la nostra squadra Nazionale in due gare amichevoli. Alla fine del conflitto, forte dei buoni rapporti con i fratelli Pirelli, ottenne la rappresentanza per il suo Paese della nota azienda milanese. A Bruxelles furono inviati, con lui, anche Corradini e Venerino Papa, già centravanti del Milan. Van Hege seguitò a giocare e, proprio con Papa, formò un notevole binomio d'attacco nelle file dell'Anderlecht.
Toccò l'apice della carriera capitanando la propria nazionale, vincitrice della medaglia d'oro, alle Olimpiadi di Anversa nel 1920." (Da "CentoMilan, il libro ufficiale" di Fabrizio Melegari, Ed. Gazzetta dello Sport-Panini 1999)



Dal sito http://milanhistory.blogspot.com

LOUIS VAN HEGE, BOMBER DA LEGGENDA
L'INCREDIBILE REPERTORIO DEL GRANDE CANNONIERE BELGA LASCIO' UN SEGNO INDELEBILE NEL MILAN DEGLI ANNI '10: 98 GOL IN 91 PRESENZE CON LA MAGLIA DEL MILAN, LASCIATA TRA LE LACRIME AL RICHIAMO ALLE ARMI, IN PIENA GUERRA MONDIALE.
LOUIS VAN HEGE è stato uno degli attaccanti più straordinari mai passati in Italia: la sua unica colpa, oltre che ad un Milan poco vincente, è quella di essere vissuto nella preistoria del football: se ci fossero state delle immagini a poterlo tramandare ai posteri, godrebbe di una considerazione illimitata vista la grandiosità del suo repertorio, la completezza del suo essere attaccante e la spaventosa messe di reti contabilizzate nei suoi 7 anni rossoneri.
Belga, Van Hege nasce a Bruxelles l'8 maggio 1889. Il gol ce l'ha nel sangue, tanto che entra giovanissimo nell'Union St Gilloise. Con i gialloblù assume a livelli di cannoniere internazionale, riscuotendo successi a grandi latitudini. Tanto che il grande Milan decide di metterlo sotto contratto nel 1910, dopo un'amichevole col suo club. Dettaglio non trascurabile: Van Hege non giocò quella gara, quindi la sua fama era già ben conosciuta nella lontana Italia! Van Hege veste dunque con orgoglio la maglia rossonera e incanta fin da subito, con 19 reti in sole 16 partite alla prima stagione. Sono anni difficili per il Milan, con una difesa un pò troppo allegra e un destino segnato nella tragedia (sportiva), se non fosse stato per Van Hege. Lo chiamavano "Pallido Saettante", a causa del suo candore cutaneo e soprattutto per merito delle sue azioni folgoranti, scintillanti. Un bomber universale, che sfruttava il fisico minuto per schizzare come una pallina da tennis. Infatti era dotato di un dribbling rapido che lo rendeva pressochè imprendibile, e quando si trovava la palla tra i piedi era letale: potente, preciso.

Le sue medie realizzative sono state sempre da capogiro, basta guardare il suo curriculum: 18 perle in 17 gare al secondo anno, 17 in 18 al terzo, e il meglio doveva ancora venire! Van Hege era la griffe che donava prestigio al Milan, invitato ovunque a disputare amichevoli per esporre il suo gioiello: come per l'inaugurazione del campo del Bologna (e Van Hege quella volta infilò 7 reti tutte d'un fiato!), o come per la tourneè in Belgio, con i tifosi del RC Halinoi che salutarono tra gli applausi la vittoria del Milan e le gesta del loro connazionale.
Van Hege era la palesazione del gol, segnava praticamente sempre, non disdegnava le doppiette, adorava le triplette e a volte si concedeva il lusso sfrenato di conteggiare cinque reti in una partita. Un uragano implacabile, senza freni. Fu anche capitano del Milan. Arrivò con Max Tobias, altro belga e altro bomber sublime, poi giocò con tantissimi partner, e al suo fianco tutti brillavano e segnavano con prolificità: merito delle sue sponde, delle aperture, degli assist che regalava, forte dell'incredibile poliedricità delle sue doti. Medie realizzative pazzesche lo portarono a realizzare 21 gol in 17 gare nel 1914, e 22 (in 20 match) l'anno successivo; alla testa dell'attacco rossonero giocò alla grande queste prime 5 stagioni, mentre nelle ultime due, con la guerra mondiale in corso e i campionati che saltavano, raccolse 3 gare e un gol: la storia, insomma, era già fatta. Van Hege era impiegato alla Pirelli di Milano, visto che Pirelli era il presidente del Milan; quando al pomeriggio usciva dall'ufficio, in giacca e cravatta raggiungeva il campo di allenamento (all'Acquabella) correndo senza mai fermarsi dietro ai tram! Serio, disciplinato, mise insieme complessivamente un bottino di 98 reti in 91 partite col Milan. In piena guerra fu richiamato in patria e lasciò gli amati colori rossoneri salutando i compagni piangendo. Sì, piangeva Luis: sullo scudo di Milano che ornava le strisce rossonere colavano le lacrime del bomber. Il conflitto passò, lui per raccogliere fondi benefici tornò in Italia con una raccolta nazionale e giocò 2 amichevoli contro Italia e Milan. Divenne rappresentante della Pirelli in Belgio, e stella dell'Anderlecht di Bruxelles, la più titolata squadra belga di sempre; con lui in attacco brillava Venerino Papa, altro ex rossonero inviato nelle Fiandre come rappresentante Pirelli. Nel 1920, col Belgio, vinse un oro olimpico da capitano. Non dimenticò mai il suo Milan, fino alla sua morte. Che lo consacrò nella leggenda rossonera. (Pubblicato da RG METAL'88)



Dal sito bandacasciavit.splinder.com - venerdì 17 giugno 2005

IL CASCIAVìT DELLA SETTIMANA: LUIGI VAN HAEGE
Oggi con il Casciavìt della settimana torniamo agli albori della nostra gloriosa Storia presentando un formidabile cannoniere gentiluomo: Luigi Van Haege.
Di nazionalità belga giunse in rossonero nel 1910 e si fermò da noi per 5 anni, lasciando la squadra nel 1915 per tornare in patria per combattere nel primo conflitto mondiale. In 5 anni segnò 75 reti in campionato ed una cinquantina nelle varie coppe, permettendo al Milan di conquistare la Coppa Solcio, la Coppa Vicenza e la Coppa Omarin. Oltre a militare in rossonero era impiegato nella sede della Pirelli; quando usciva dal lavoro, per raggiungere il campo d'allenamento dell'Acquabella, correva dietro ai tram che riportavano a casa i suoi colleghi di lavoro! Un personaggio di altri tempi per un calcio di altri tempi... Buon weekend a tutti!
(Banda Casciavìt Herbert Kilpin Firm)





(da "Il grande Milan nella grande guerra. La Coppa Federale 1915-16" - P. Brivio, L. La Rocca, E. Tosi - ediz. Anniversary Books)





Louis Van Hege ai tempi dell'Union Saint Gilloise



Foto Archivio Luigi La Rocca, Milano



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Louis Van Hege, fuoriclasse belga del Milan
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Louis Van Hege e Luigi Barbieri





23 novembre 1913, Juventus Italia vs Milan 0-6,
(dalla "Domenica Sportiva", per gentile concessione di Lorenzo Mondelli)


(da "Forza Milan!")

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Foto Archivio Luigi La Rocca
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(da "La Stampa Sportiva" del 13 dicembre 1914)


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(per gentile concessione di Beniamino Fiore)
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Profilo di Louis Van Hege
(da "Lo Sport Illustrato"del 15 gennaio 1915)



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Prima delle semifinali, stagione 1914-15
(dalla rivista "Il Football",
per gentile concessione di Lorenzo - Museo Grigio)
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"La Gazzetta dello Sport" del 16 dicembre 1916 annuncia
che Louis Van Hege lascia il Milan per servire la Patria in armi



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Dono di Louis Van Hege
(da "Il Littoriale" del 31 gennaio 1933)
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Il Trofeo Van Hege
(da "Il Littoriale" dell'8 febbraio 1933)