Marco VAN BASTEN
"Il Cigno di Utrecht"

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(dal "Guerin Sportivo", 1989)



Scheda statistiche giocatore
  Marcel (detto Marco) VAN BASTEN

Nato il 31.10.1964 a Utrecht (OLA)

Centravanti (A), m 1.88, kg 80

Stagioni al Milan: 6, dal 1987-88 al 1992-93

Soprannomi: “Il Cigno di Utrecht”, “Tulipano Bianco”, “Guido Cavalcante”, “Olandese Volante”

Proveniente dall'Ajax

Esordio nel Milan in gare amichevoli il 02.08.1987: Milan vs Solbiatese 7-0

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 23.08.1987: Milan vs Bari 5-0 (1 gol)

Esordio nel Milan in Serie A il 13.09.1987: Pisa vs Milan 1-3 (1 gol su rigore)

Ultima partita ufficiale giocata con il Milan il 26.05.1993: Olympique Marseille vs Milan 1-0 (Finale Champions League)

Ultima partita amichevole giocata con il Milan il 28.10.1997: Milan vs All Stars 5-1 (Addio al calcio di Franco Baresi)

Totale presenze in gare ufficiali: 201

Reti segnate: 124 (ultimo gol il 9 maggio 1993 in Ancona vs Milan 1-3, 30^ giornata del Campionato di Serie A)

Palmares rossonero: 3 Scudetti (1987-88, 1991-92, 1992-93), 2 Coppe dei Campioni (1989, 1990), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990), 2 Supercoppe Europee (1989, 1990), 3 Supercoppe Italiane (1989, 1992, 1993), 3 Palloni d'Oro (1988, 1989, 1992), 2 titoli di capocannoniere del Campionato Italiano (1989-90 - 19 reti, 1991-92 - 25 reti)

Esordio in Nazionale Olandese il 07.09.1983: Olanda vs Islanda 3-0

Ultima partita in Nazionale Olandese il 14.10.1992: Olanda vs Polonia 2-2

Totale presenze in Nazionale Olandese: 58

Reti segnate in Nazionale Olandese: 24

Palmares personale: 3 Campionati Nazionali (1982, 1983, 1985, Ajax), 3 Coppe d'Olanda (1983, 1986, 1987, Ajax), 1 Coppa delle Coppe (1987, Ajax), 1 Campionato d'Europa (1988, Nazionale Olandese), 1 Scarpa d'Oro (1986), 4 Titoli di Capocannoniere Campionato Olandese (1984, 1985, 1986, 1987, Ajax)



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Ha giocato anche con l'Ajax (A, dal 1981 al 1987, 128 reti in 133 partite).

Ha allenato la Nazionale Olandese (dal 2004).

Il Milan lo acquistò a parametro UEFA dall'Ajax pagandolo 1 miliardo e 200 milioni.















"Il 17 agosto 1995, in una conferenza stampa appositamente organizzata nella Sala dei Trofei di Via Turati, ha dato l'addio al calcio giocato, dopo due anni e mezzo di inattività interrotti solo da poche apparizioni, tra cui la finale di Coppa dei Campioni del 1993 contro il Marsiglia, Marco Van Basten, uno dei più grandi attaccanti di ogni tempo a causa della cartilagine della caviglia destra, operata per ben quattro volte nel corso della sua breve (ma intensa e carica di gloria) carriera, oltre ad aver subito un ulteriore intervento in artroscopia al menisco del ginocchio sinistro datato 1° settembre 1989.
Atleta elegantissimo, dotato di una classe immensa, faceva innamorare i tifosi (e non solo quelli rossoneri) per quelle sue movenze armoniose intorno al pallone, per gli straordinari gol messi a segno con le maglie da lui indossate, quella dell'Ajax, quella del Milan e, non ultima, quella della Nazionale Olandese, per le sue finte, i suoi dribbling, i suoi scatti, i suoi colpi di testa, le sue finte, il tutto eseguito con una entusiasmante naturalezza, una facilità disarmante. Memorabili quattro sue perle (chiamarli solamente gol è forse riduttivo ed offensivo): in ordine di tempo, ma non di importanza, quella del 10 aprile 1988 in Milan-Empoli 1-0, la gara che lo vide rientrare dopo diversi mesi di inattività, quando dal limite destro dell'area disorientò con le sue finte tre difensori toscani fiondando di destro la palla nell'angolo opposto del portiere empolese Drago, correndo poi in estasi con la faccia e le braccia al cielo ed inginocchiandosi, abbandonandosi all'abbraccio di Roberto Mussi, immortalati in una delle fotografie più belle di sempre; quella del 25 giugno 1988, nel corso della finale dei Campionati Europei in Germania, giocata contro l'URSS, quando colpì al volo, di collo pieno, sempre dal limite destro dell'area (stavolta quella piccola) e sempre di destro, il pallone crossato dalla parte sinistra, che andò ad infilarsi nel "sette" opposto rispetto a Dassaev, piazzato sul primo palo, con il tecnico "orange" Rinus Michels che alla vista di quel capolavoro si mise le mani nei capelli, scuotendo ancora incredulo il capo; quella del 5 aprile 1989, quando nella semifinale di andata della Coppa dei Campioni contro il Real Madrid al "Santiago Bernabeu" andò a colpire di testa, in avvitamento, ad altezza quasi rasoterra e poco dentro l'area di rigore, un cross dalla destra di Mauro Tassotti: la palla colpì la parte sottostante della traversa e successivamente la schiena del portiere madridista Buyo rotolando oltre la linea di porta. Gli almanacchi assegnano quel gol ad un'autorete di Buyo, ma secondo il diretto interessato, Marco Van Basten appunto, quello è stato il più bel gol messo a segno da lui stesso in carriera. Ultima in ordine di tempo la spettacolare rovesciata del 25 novembre 1992, nell'incontro di Champions League contro il Göteborg a San Siro, in cui realizzò una quaterna che gli valse il "Pallone d'Oro", un cross dalla destra di Stefano Eranio che Van Basten raccolse, spalle alla porta, scaraventando il pallone alle spalle di Thomas Ravelli, a fil di palo. Prodezze uniche, irripetibili, ineguagliabili, che solo l'arte insita in un grande e sfortunato calciatore ha saputo materializzare e tramandare ai posteri.
Quando, il giorno dopo la sua conferenza stampa, prima di un Milan-Juventus agostano valido per il Trofeo "Luigi Berlusconi", avvolto da un giubbetto di renna, fece, con gli occhi lucidi, lui che non era solito commuoversi, il giro del campo per salutare per sempre il pubblico di San Siro, molti piangevano, anche i tifosi juventini applaudirono. Questo non era mai accaduto per nessun calciatore prima di allora. Marco riuscì a stupirci anche in questo." (Nota di Colombo Labate)


"Il suo debutto nel calcio professionistico avviene il 3 aprile 1982 nel campionato olandese con la maglia dell'Ajax. Marco Van Basten sostituisce Johan Cruijff e segna una rete. La prima di una lunga serie. Quando lascia i "lancieri" Van Basten, centravanti dal fisico possente e dal tocco di palla sopraffino, ha già realizzato 127 gol vincendo 3 campionati, 3 coppe nazionali, 1 Coppa delle Coppe e la scarpa d'oro 1987. E il suo passaggio al Milan non fa che arricchire il suo palmares. Oltre ai numerosi trofei conquistati con la squadra, Marco vince due classifiche dei cannonieri (1990 e 1992) e 3 Palloni d'oro (1988-1989-1992). Il suo dribbling, la capacità di vedere la porta e di andare a rete da qualsiasi posizione di piede o di testa con straordinaria potenza e precisione, lo fanno entrare di diritto tra i grandissimi del calcio mondiale di tutti i tempi. Con un grave infortunio, l'ennesimo, alla metà del campionato 1992/1993 comincia l'ultimo lungo calvario che il 17 agosto 1995 lo costringe al ritiro." (Dal sito AC Milan.com)


"Ho deciso, smetto di combattere". Con questa lapidaria dichiarazione, Marco Van Basten diede l'addio al calcio nell'agosto di cinque anni fa ('95). Era la fine del lungo calvario a una caviglia che non è il caso di ripercorrere, al contrario di una carriera inarrivabile. Con Gunnar Nordahl è il centravanti più grande che abbia mai vestito la maglia del Milan. Van Basten firmò per il suo nuovo club la notte tra il 19 e il 20 novembre '86: costò al Milan 1 miliardo e 750 milioni. Formò, con i connazionali Gullit e Rijkaard, il leggendario trio olandese, che con Sacchi in panchina, ha vinto tutto in Italia e nel mondo. Nato a Utrecht (Olanda) il 31 ottobre '64, e cresciuto nelle giovanili dell'Ajax, debuttò nella serie A olandese nella stagione '81-82. Era il 3 aprile '82 allo stadio de Meer di Amsterdam, ed entrò nella ripresa di Ajax-Nijmegen a sostituire un 35enne affaticato, Johann Cruijff. Van Basten fece capire di che pasta era fatto, segnando subito un gol.
Dopo sei campionati in Patria fu acquistato dal Milan nel 1987. Anche in rossonero festeggiò il battesimo con un gol (su rigore, il 13 settembre '87, Pisa-Milan 1-3). Nel suo primo campionato italiano giocò solo 11 partite segnando 3 gol: i dolori alle caviglie lo tormentavano già allora. Il secondo lo segnò all'Empoli a San Siro (al rientro dopo la prima operazione), il terzo al Napoli di Maradona al San Paolo, nella celebre partita del sorpasso (1° maggio '88). Con la maglia del Diavolo ha giocato 201 partite e segnato 124 gol (media 0,61). Cinque reti in una partita è il suo record: risale al 19 dicembre '90, li segnò contro Malta con la maglia dell'Olanda (risultato 8-0). Tre, invece, le quaterne con il Diavolo: il 6 ottobre '88 in Milan-Vitocha Sofia 5-2 (coppa Campioni); l'8 novembre '92 in Napoli-Milan 1-5 (campionato); il 25 novembre '92 in Milan-IFK Goteborg 4-0 (coppa Campioni).
Ha vinto per 3 volte il Pallone d'oro ('88, '89, '92). Prima di lui c'erano riusciti solo Platini e Cruijff, il suo idolo. Ha conquistato per 6 volte la classifica dei cannonieri: 4 in Olanda (dall'84 all'87), 2 in Italia ('90 e '92), e la Scarpa d'oro nell'86 in veste di miglior bomber europeo. Anche a livello di squadra ha vinto tutto. Con il Milan 3 scudetti ('87-88, '91-92, '92-93), 2 coppe Campioni ('88-89, '89-90), 2 Intercontinentali ('89 e '90), 2 Supercoppe europee ('89, '90). Coi Lancieri dell'Ajax ha vinto 3 scudetti, 3 coppe d'Olanda e una coppa delle Coppe ('87). Nell'88 con l'Olanda ha vinto l'Europeo. Strepitoso il suo gol in finale con l'URSS. La sua ultima partita nel Milan risale al 26 maggio '93, finale di coppa dei Campioni a Monaco di Baviera (Marsiglia-Milan 1-0). Fu ribattezzato in mille modi: Cigno di Utrecht, Guido Cavalcanti delle aree di rigore, Sommo poeta, sono quelle che lo hanno accompagnato nella sua carriera italiana.
Grazie di tutto signor Van Basten. Non sarà facile trovare un altro così..." (Tratto dal sito acmilan.net)







CARRIERA NEL CAMPIONATO ITALIANO
STAGIONE SQUADRA PRESENZE RETI

1987-88

Milan

11

3

1988-89

Milan

33

19

1989-90

Milan

26

19

1990-91

Milan

31

11

1991-92

Milan

31

25

1992-93

Milan

15

13


CARRIERA IN COPPA ITALIA
STAGIONE SQUADRA PRESENZE RETI

1987-88

Milan

5

5

1988-89

Milan

4

3

1989-90

Milan

4

1

1990-91

Milan

1

-

1991-92

Milan

7

5

1992-93

Milan

1

-






Legenda:
CO: Coppa d'Olanda
CI: Coppa Italia
C: Coppa dei Campioni
CL: Champions League
CU: Coppa Uefa
SI: Supercoppa Italiana
SI: Supercoppa Europea
CInt: Coppa Intercontinentale













Dal sito www.wikipedia.org

Caratteristiche tecniche
Attaccante di notevole altezza che poteva però contare su una rapidità di esecuzione non comune neanche ad un giocatore brevilineo. Oltre ad essere dotato di una tecnica di base sopraffina, era abile con entrambi i piedi, eccezionale nel gioco aereo ed in acrobazia: caratteristiche queste che lo hanno fatto ritenere, unanimemente, il "centravanti" più forte e completo di sempre. Possedeva inoltre un temperamento indomabile ed un carattere forte che lo rendevano ancora più temibile agli occhi degli avversari e decisivo nelle partite clou.

Gli inizi
Van Basten comincia a calcare i campi di calcio ad appena sei anni quando il padre, ex calciatore e campione d'Olanda nel 1958, lo affida ai tecnici della squadra di casa, l'Elinkwijk, affinché lo svezzino. Già a 15 anni, il suo talento inizia ad essere notato da diversi tecnici, fra i quali Leo Beenhakker che cerca invano di ingaggiarlo nel Feyenoord. Un anno dopo, van Basten si mette in luce al grande calcio, debuttando con la nazionale giovanile olandese in un torneo Juniores e trascinandola a suon di gol sino alla finale, vinta tra l'altro contro l'Italia con tre suoi gol. Ormai i tempi sono maturi per il grande salto e van Basten va all'Ajax del "profeta" Johan Cruijff che diventerà il suo mentore.

Le stagioni all'Ajax e l'affermazione definitiva
Nell'Ajax, il giovanissimo van Basten brucia letteralmente le tappe: fà il suo esordio in prima squadra il 3 aprile 1982, ad appena 17 anni; è proprio Cruijff a volere in campo il suo pupillo ed è proprio lui a fargli posto in campo, in quello che a posteriori sarà considerato un vero e proprio passaggio del testimone. Il resto è storia: Marco non perde tempo e si presenta subito con un gran gol al NEC Nijmegen. Nei due anni successivi van Basten gioca, segna e cresce con sempre maggior continuità, passando dalle 9 reti in 20 presenze dell'1982/83 all'esplosione definitiva della stagione 1983/84 quando, ad appena 19 anni, segna 28 volte su 26 gare di campionato, laureandosi capocannoniere. La stagione seguente, la scena si ripete: l'Ajax è di nuovo campione d'Olanda e van Basten è il cannoniere principe con 22 realizzazioni. Ancora meglio la stagione 1985/86, quando, con ben 37 gol in 26 partite, si laurea per l'ennesima volta capocannoniere, vincendo la Scarpa d'oro e contribuendo al successo dei lancieri in Coppa d'Olanda. Ma il 1986 segna anche l'inzio dei suoi guai fisici: è colpito da epatite virale e deve fermarsi tre mesi; a dicembre, nel corso di Groningen-Ajax, esce malconcio da un tackle e si infortuna alla caviglia destra. Continua a giocare ma alla fine deve arrendersi e farsi operare in Svizzera. Torna in campo 3 mesi più tardi, giusto in tempo per decidere con un suo gol la finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia e chiudere il campionato con l'ennesimo primato nella classifica dei bomber. Sono le ultime gare di Marco con la maglia della formazione biancorossa: il nuovo Milan di Silvio Berlusconi, che già da tempo gli aveva messo gli occhi addosso, ha intenzione di puntare su di lui per aprire un nuovo ciclo di vittorie e decide di acquistarlo nel dicembre 1986.

L'arrivo al Milan: l'infortunio e lo scudetto
Marco van Basten arriva nell'estate del 1987 al Milan, che lo ha ingaggiato per meno di 2 miliardi di lire. Con la maglia rossonera, si presenta subito al suo nuovo pubblico, segnando un gran gol alla prima uscita in Coppa Italia contro il Bari. Segue il debutto in campionato a Pisa, anch'esso bagnato da un gol, ma i guai fisici tornano e arriva anche il primo stop: l'altra caviglia di Marco inizia a dar problemi dopo il match di Coppa UEFA contro l'Espanyol. Si fa così nuovamente operare e il Milan lo perde per 6 mesi. Quando torna in campo, trova la sua squadra lanciata alla rincorsa del Napoli, in tempo per segnare i gol decisivi contro l'Empoli a San Siro e contro la squadra di Maradona, nell'importantissima gara giocata e vinta al San Paolo, che praticamente consegna lo scudetto alla squadra di Sacchi.


1988-1990: van Basten sul tetto del mondo
La stagione 1988/89 segna, oltre al ritorno dei rossoneri in Coppa Campioni dopo 9 anni, l'esplosione del campione olandese con la maglia rossonera. Marco, bersagliato nella sua prima stagione dagli infortuni, esplode con 32 gol ufficiali: 19 in campionato e 9 in altrettante gare in Coppa Campioni, che ne fanno il grande protagonista della cavalcata del Milan verso la coppa e lo portano a vincere il Pallone d'oro '88. Tra i momenti da incorniciare in Europa, il poker nei sedicesimi di finale contro il Vitocha Sofia, il gol decisivo nella drammatica sfida di Belgrado contro la Stella Rossa, lo splendido colpo di testa "a volo d'angelo" su cross di Tassotti contro il Real Madrid, una vera perla d'autore replicata da un altro gran gol nel 5-0 del return match del Meazza e la doppietta nella finale contro la Steaua Bucarest. A novembre, un suo gol al Barcellona contribuisce alla conquista della Supercoppa Europea. A dicembre, subito dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, van Basten stravince il secondo Pallone d'oro consecutivo, affiancando nell'albo d'oro del trofeo campioni storici del calibro di Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.
All'inizio della successiva stagione, van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre 2 mesi dopo. In campionato, vinto al fotofinish dal Napoli proprio ai danni del Milan, Marco realizza ancora 19 reti che stavolta gli valgono il primo titolo di capocannoniere in Italia. È però ancora in Europa che Marco e il Milan dominano. Dopo un cammino non agevole ma vincente, la squadra di Sacchi raggiunge una nuova finale grazie anche alle reti, tutte decisive, del suo centravanti (contro Real Madrid, Mechelen e Bayern Monaco). È il 23 maggio quando i rossoneri incontrano il Benfica al Prater di Vienna per l'atto conclusivo della Coppa Campioni. Le squadre stanche si studiano e non rischiano, c'è bisogno di un colpo di genio, di un numero imprevedibile che sconvolga i tatticismi dei due tecnici, Sacchi ed Eriksson. Non può che essere Marco a compierlo, con un'apertura illuminante di prima intenzione a liberare Frank Rijkaard verso il gol decisivo che regala la seconda Coppa Campioni consecutiva.

Dalle magie di Tokyo allo scontro con Sacchi
Nel 1990/91 il Milan conquista ancora la Supercoppa Europea e l'Intercontinentale, ai danni dei paraguaiani dell'Olimpia Asunción. In questa occasione, van Basten dà spettacolo agli occhi del mondo con incantevoli giocate e, pur non comparendo nel tabellino dei marcatori, gioca una delle più belle partite di sempre: ispira con numeri d'alta classe tutte le azioni più pericolose tra cui quelle che portano ai gol di Stroppa e Rijkaard. In particolare quest'ultimo nasce da un magnifico pallonetto di Marco scoccato da fuori area dopo aver dribblato un avversario ed essersi mantenuto in precario equilibrio: la traiettoria a scendere si stampa sul palo e Rijkaard può insaccare comodamente di testa[3]. Ma qualcosa all'interno del gruppo si è rotto e la notte di Marsiglia ha portato la fine del ciclo di Sacchi. Come se non bastasse, voci insistenti parlano di uno scontro tra Sacchi e van Basten e la società si ritrova a dover decidere su un presunto aut-aut la cui origine è difficile da localizzare. Resta il fatto, che la convivenza tra i due non pare più possibile. Più che a parole, Marco risponde sul campo con una tripletta al Bologna alla terzultima giornata. A fine stagione, la società prende la sua decisione: ad andarsene, sarà Arrigo Sacchi.

L'arrivo di Capello e la rinascita
Nella stagione 1991/92 a Sacchi subentra Fabio Capello. Con lui, van Basten e compagni riaprono un nuovo grande ciclo, quello degli Invincibili. Il centravanti inizia con un gol ad Ascoli alla prima giornata e prosegue con una marcia realizzativa inarrestabile che lo porta a conquistare nuovamente il titolo di capocannoniere con 25 realizzazioni, una quota che mancava in serie A da ben 26 anni. Tra i momenti più esaltanti della cavalcata del Milan e di Marco verso lo scudetto, il solito gol nel derby, l'assist e la prodezza aerea contro il Napoli nel 5-0 finale a Milano, le triplette con Foggia, Cagliari e Atalanta (quest'ultima nell'arco di 6 minuti). L'ennesimo primato individuale conquistato e la forza indiscutibile della squadra di Capello, concorrono a rafforzare l'ipotesi di una candidatura di Marco van Basten alla conquista di un clamoroso Pallone d'oro, il terzo della sua carriera. Nel dicembre del 1992 van Basten vive forse il punto più alto della sua carriera con la conquista del terzo Pallone d'oro, pochi giorni dopo una memorabile prestazione in Champions League contro il Göteborg a cui rifila 4 reti, tra le quali una in rovesciata che rimarrà negli annali del calcio[4]. L'olandese aveva iniziato alla grande anche il campionato 1992/93 e nelle prime 5 giornate era già andato a segno 8 volte, quasi sempre con gol di notevole fattura. L'ultimo exploit di Marco nel campionato italiano, è quello realizzato al San Paolo di Napoli, uno stadio portafortuna, l'8 novembre '92. Il Milan vince 5-1 e quattro di questi gol sono suoi. Circa un mese dopo, sarà nuovamente riconosciuto a parere unanime come il miglior calciatore in Europa e a Parigi gli verrà consegnato il Pallone d'oro, il terzo della sua formidabile carriera. Giunto dunque al punto più luminoso della sua storia, van Basten deve ricominciare a combattere inutilmente con gli ormai noti guai alla caviglia.

Il nuovo intervento e la delusione di Monaco
A dicembre, infatti, il giorno seguente alla consegna del Pallone d'oro, van Basten decide di recarsi a St. Moritz per farsi operare: la prognosi è di due-tre mesi ma la situazione si complica e il centravanti resta fermo per 4 mesi e mezzo. Rientra solo a fine aprile nella trasferta di Udine subentrando dalla panchina ma giocando praticamente a scartamento ridotto e con dolori continui all'articolazione. Appena una settimana dopo, in Ancona-Milan, segna il suo ultimo gol in carriera con un imperioso stacco di testa. Disputata, contro la Roma, l'ultima partita in campionato della sua carriera, Marco viene tenuto a riposo per poter essere presentato al meglio nella finale di Champions League contro l'Olympique Marsiglia. Ma già alla vigilia, l'attaccante confessa di poter garantire appena il 70% del rendimento. Il proposito è quello di partire più da lontano e sferrare il colpo risolutore; l'occasione ci sarebbe, ma il portiere Barthez ha spesso la fortuna dalla sua. Il resto è cosa nota. Un gol di Boli alla fine del primo tempo consegnerà la coppa ai francesi, mentre per van Basten quella gara sarà l'ennesimo, ultimo calvario: i francesi, consci della sua pericolosità, si accaniscono sistematicamente su di lui con contrasti violenti, spesso sulla caviglia dolorante. Lui resta in campo per aiutare la squadra, ma le sue condizioni sono allo stremo: Marco si arrende a 5 minuti dalla fine e con lui il Milan, ma la vera sconfitta è che non lo si rivedrà mai più in campo.

L'ultima operazione e il ritiro
Nel giugno del 1993, van Basten si sottopone al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi, trascorrono due anni nel tentativo di recuperare la piena efficienza fisica. Marco, che nel frattempo non perde occasione per seguire la squadra dalla tribuna, fa l'impossibile appoggiato anche dalla società che non si rassegna a considerarlo un ex ormai destinato al ritiro. Ma la situazione è ormai seriamente compromessa, i tempi di recupero vengono continuamente allungati e la data del rientro è solo un obbiettivo vagamente illusorio. Quando si riaggrega al gruppo per la preparazione estiva dell'estate del 1995, in molti tornano malinconicamente a sperare nel suo ritorno ma pochi giorni dopo, il cigno prende la sua decisione definitiva: non giocherà mai più a calcio. Ai microfoni, durante la conferenza stampa in cui dà l'annuncio, rivela: "Una settimana dopo l'inizio del ritiro ho fatto tutti i lavori con il gruppo, ma avevo troppi dolori. Così sono andato in Belgio, ho parlato con il dottor Martens e lui mi ha spiegato la situazione della caviglia e mi ha consigliato di smettere". Si chiude così, ad appena 29 anni, la carriera di quello che a tutt'oggi è ancora da molti considerato uno dei più grandi, se non il più grande, centravanti nella storia del calcio moderno.

Nazionale
Marco van Basten con la Nazionale maggiore olandese ha disputato 58 partite segnando 24 gol. Ha debuttato in una partita valida per le qualificazioni all'Europeo 1984 contro l'Islanda il 7 settembre 1983. Con la Nazionale olandese ha trionfato agli europei del 1988 assieme agli storici compagni del Milan Ruud Gullit e Frank Rijkaard, aggiudicandosi anche la classifica marcatori con 5 reti all'attivo: memorabile il suo gol segnato a Dasaev (Unione Sovietica) in finale[5], recentemente premiato come secondo gol più bello della storia del calcio da Worldsoccer.

Allenatore
Dopo aver allenato nella stagione 2003/2004 la squadra B dell'Ajax, il 29 luglio 2004 è diventato allenatore capo della Nazionale olandese. Come CT dei "tulipani" ha preso parte ai Mondiali tedeschi del 2006: seconda nel girone C con 7 punti (alle spalle dell'Argentina), l'Olanda è stata eliminata agli ottavi di finale per 1-0 dal Portogallo.
































Resta alla guida della Nazionale anche nel biennio successivo e centra la qualificazione per gli Europei del 2008, in cui la Nazionale olandese viene inserita in un girone "di ferro" con Italia, Francia e Romania. Alla prima partita, i Paesi Bassi battono i campioni del mondo dell'Italia per 3 reti a 0, con i gol di van Nistelrooij, Sneijder e van Bronckhorst. Nella seconda giornata i Paesi Bassi liquidano la Francia con una secco 4-1: le reti sono siglate da Kuijt, van Persie, Robben e Sneijder, centrando così dopo solo due partite la qualificazione ai quarti di finale. Nella terza giornata infine batte 2-0 la Romania con le reti di Huntelaar e van Persie, qualificandosi a punteggio pieno nel girone. Nei quarti di finale affronta la Russia che vince la partita per 3-1 dopo i tempi supplementari, estromettendo così i Paesi Bassi dalla competizione.
Nel giugno 2008, al termine dell'Europeo, ha lasciato la Nazionale Oranje per allenare l'Ajax, con cui aveva già firmato un contratto quadriennale nel febbraio precedente. Si è dimesso il 6 maggio 2009, dopo aver fallito la qualificazione alla UEFA Champions League.
Il 13 febbraio 2012 ha firmato un contratto biennale con l'Heerenveen valido a partire dalla stagione 2012-2013 con un ingaggio da 400.000 euro a stagione più un bonus di 6.000 a vittoria. Conquista un 8° e un 5º posto in Eredivisie perdendo due semifinali play-off per l'accesso all'Europa league.
Il 18 aprile 2014 l'AZ Alkmaar ha comunicato, tramite il proprio sito, l'esistenza di un accordo verbale per l'ingaggio di van Basten come allenatore, con un contratto biennale. L'accordo è stato formalizzato un mese più tardi, il 20 maggio. Il 28 agosto da le dimissioni temporanei per problemi cardiaci. Il 3 settembre l'AZ comunica che Marco dovrà restare a riposo fino al 14 settembre, venendo sostituito dal suo vice Alex Pastoor e dal suo collaboratore Dennis Haar. Il 16 settembre viene annunciato la decisione di passare nel ruolo di vice allenatore di John van den Brom: "Troppo forte lo stress nel ruolo del mister, fare l'allenatore mi ha sempre più spesso causato problemi fisici e mentali, preferisco un ruolo più in ombra".
Il 9 luglio 2015 la federazione olandese ufficializza il rientro nello staff tecnico come vice del nuovo commissario tecnico Danny Blind a partire dal 1º agosto affiancando Ruud van Nistelrooij e poi venendo affiancato da Dick Advocaat, decidendo inoltre di rescindere con l'AZ Alkmaar. Il 30 agosto 2016 annuncia che a fine anno lascerà il ruolo di vice, per andare a lavorare per la FIFA: secondo alcuni, sarebbe stato spinto a lasciare il suo incarico sulla scelta della federazione di non includere Ruud Gullit all'interno dello staff tecnico per sostituire Dick Advocaat passato ad allenare il Fenerbahçe. Il 30 settembre entra a far parte dello staff di Gianni Infantino che è l'attuale presidente della FIFA, con il ruolo di Chief Officer for Technical Development.

Dopo il ritiro
Durante i festeggiamenti per il centenario del Milan nel dicembre 1999, van Basten è stato eletto "attaccante milanista del secolo".
Nel 2008 van Basten ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle entrate italiana pagando 7,2 milioni di euro per chiudere un contenzioso riguardante una sua evasione fiscale avvenuta nel 1997, riguardo ad alcune sponsorizzazioni utilizzanti la sua immagine.

CURIOSITA'
- È uno dei sei calciatori che hanno segnato una quadripletta in una sola partita di Champions League. Condivide il record con Andriy Shevchenko, Simone Inzaghi, Dado Prso, Ruud Van Nistelrooy, Ferenc Puskás.
- I problemi che causarono il ritiro di van Basten non furono gli infortuni, ma dipesero da una malattia congenita che indebolì la cartilagine dell'osso della caviglia, disturbo peraltro non curabile e che gli dette problemi sin dalle prime partite disputate. Curato nel miglior modo possibile, con vari ed estenuanti interventi, fu poi costretto ad abbandonare dietro parere medico per evitare peggioramenti con conseguenze non da sottovalutare.
- Ha segnato il primo e l'ultimo gol nel campionato italiano allo stesso portiere: Alessandro Nista. Il primo nel 1987 in Pisa-Milan, gara d'esordio dell'olandese, l'ultimo nel 1993 in Ancona-Milan. Per un ulteriore scherzo del destino, entrambe le partite finirono col risultato di 3-1 per i rossoneri.
- Nella semifinale dell'Europeo di Germania '88, procurandosi un rigore e segnando il gol decisivo che eliminò i tedeschi padroni di casa, Marco riuscì a vendicare la sconfitta subìta nella finale dei mondiali tedeschi del '74 dall'Olanda del suo maestro Crujiff proprio contro la Germania Ovest.
- Il giorno dopo il suo ritiro, "La Gazzetta dello Sport" commentò la notizia titolando "Dove troveremo un altro come lui?".
- L'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani commentò così la decisione del ritiro: "Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci".
- Durante i festeggiamenti per il centenario del Milan, nel dicembre 1999, van Basten è stato eletto "attaccante milanista del secolo". - Riuscì a segnare 5 gol in una sola partita con la maglia della nazionale (Malta-Olanda 0-8).
- Tra le squadre più "bersagliate" dal bomber c'erano Atalanta, cui segnò 9 reti, e Napoli, a cui ne segnò 8. I portieri più battuti furono Fabrizio Ferron (9) e Giovanni Galli, ex compagno di squadra (5).
- Durante la partita di addio al calcio del suo amico e compagno di squadra Demetrio Albertini contro il Barcellona, segnò un gol di testa a "volo d'angelo", mandando in visibilio lo stadio di San Siro e i commentatori sportivi: "il Cigno ha ripreso a volare".





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Van Basten al Milan su "Forza Milan!", 1987-88



Dal sito www.ilveromilanista.it

MARCOBALENO
di Saverio Fiore

L'arcobaleno altro non è che un arco multicolore, la cui sequenza completa è rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Ma questo fenomeno non è soltanto uno spettacolo ottico, è stato per molti artisti da sempre fonte d'ispirazione per cantici e liriche cariche di messaggi passionali e d'amore. Per quello che attiene i miei ricordi da milanista invece, l'arcobaleno mi riporta al lontano 1988 durante gli Europei di Germania ed è quello che successe, credetemi non è una favola, nella finale contro l'Unione Sovietica. L'Olanda è in vantaggio per uno a zero (rete di Gullit), quando al 54° minuto su un traversone proveniente da sinistra che sembrava dirigersi verso il fondo del campo, all'altezza della linea esterna dell'area di rigore, si è li che avvenne il prodigio, Marco da assoluto fuoriclasse impatta la palla al volo, indirizzandola la dove osano le aquile, all'incrocio dei pali opposto, per una "perla di rara bellezza", la palla che lascia il piede fatato del tulipano disegna nell'aria, per davvero, un arcobaleno andando a morire alle spalle dell'esterrefatto portiere, amici si tratta di uno dei gol più belli di tutti i tempi.
"Signori si nasce" ripeteva spesso Totò, il principe della risata da vero nobile dell'umorismo e non solo sapeva che certe qualità non si apprendono con l'esperienza e l'allenamento ma sono doti innate. Le stesse doti di cui il nostro eroe settimanale è ricco, e badate bene non sono solo doti tecniche, ma anche stilistiche e caratteriali. Arrivò al Milan per un miliardo e settecento milioni dopo aver fatto faville nell'Ajax in cui raccolse applausi ed un'eredità dal peso quasi insostenibile (Cruyff). Il Cigno di Utrecht (dalla penna fantasiosa del grande Pellegatti) è stato il più grande centravanti rossonero, una grazia ed una maestria senza precedenti, ma anche una fragilità ossea che rappresenterà spesso un ostacolo insormontabile. Già alla prima stagione sarà costretto ai box per sei mesi, rientrerà nel finale del campionato giusto per dare il suo contributo alla causa rossonera, sedendo in panchina con un insolito numero 16 sulle spalle, nella primavera del mese di aprile 1988 per Milan-Empoli, la partita non riesce a sbloccarsi e Arrigo lo butta nella mischia per non frenare la rincorsa sul Napoli di Maradona, dopo solo 15 minuti porta in vantaggio il Milan, oppure il 1 maggio 1988 quando allo stadio San Paolo di Napoli, realizza la terza e decisiva rete dei rossoneri, che vincono così partita e scudetto. Ma come dimenticare la doppietta nella finale Champions del 1989 o la quaterna rifilata al Goteborg e quella al Vitocha, o la partita contro l'Olimpia Asunciòn o il gol di testa al Bernabeu o il passaggio filtrante per Rijkaard nella finale di Vienna e mille e più altre giocate senza paragoni. Chissà se non avesse dovuto subire tutti quei guai fisici quanti gol avrebbe segnato e quanti ne avrebbe fatti segnare, avendo tra i suoi obiettivi da raggiungere quello di giocare da trequartista dopo i trent'anni, ma a quella età aveva già appeso le scarpette per una storia di cartilagini troppo delicate. Quando scendevi in campo, caro Marco, non avevo occhi che per te, avrei voluto un telecamera personalizzata per 90 minuti per carpire ogni tua essenza, per cogliere ogni tua armonia, e danzavi soave sul manto erboso manco fossi Rudolf Nureiev, facendo impallidire ogni avversario quasi come un novello Fedro al seguito di Socrate.
Ci manchi non sai quanto, e non sai per quanto tempo ancora ti ricorderemo nostalgicamente, con la speranza che continuare ad esercitare la nostra memoria non diventi per noi milanisti un triste rituale per sfuggire ad un presente ineluttabilmente infausto.

PALMARES AL MILAN
4 SCUDETTI 1987/88 - 1991/92 - 1992/93 - 1993/94
3 COPPE DEI CAMPIONI 1988/89 - 1989/90 - 1993/94
2 COPPE INTERCONTINENTALI 1989 - 1990
2 SUPER COPPE EUROPEE 1989 - 1990
4 SUPER COPPE ITALIANA 1988 - 1992 - 1993 - 1994

TROFEI PERSONALI
3 PALLONI D'ORO 1988 - 1989 - 1992
CAPOCANNONIERE IN OLANDA 1984 - 1985 - 1986 - 1987
CAPOCANNONIERE IN ITALIA 1990 - 1992
MIGLIORE GIOCATORE DEL MONDO 1988
SCARPA D'ORO 1986
PREMIO BRAVO 1987
CAPOCANNONIERE CAMPIONATI EUROPEI 1988




Da "Il Corriere della Sera"

L'addio: dopo un calvario di 2 anni e mezzo, il fuoriclasse olandese annuncia il ritiro
VAN BASTEN, IL FISCHIO FINALE
"Ho sbagliato ad operarmi, spero di non rimanere zoppo"

MILANO - Stasera scenderà per l'ultima volta in campo, prima di Milan-Juve. "La gente avrà letto i giornali, avrà visto la Tv, saprà della mia decisione. Un saluto a tutti e sarà finita per davvero". Detesta i piagnistei, Marco Van Basten. Al Milan ha chiesto di organizzargli una conferenza stampa "da uomini". E' stato un grande, Marco. E' stato una sorta di computer del gol. Con Maradona, genio e sregolatezza, forse il più grande dell'ultimo decennio. E nella storia rossonera potrebbe tranquillamente prendere sotto braccio Rivera, garantisce Galliani, alter ego calcistico di Silvio Berlusconi, che gli ha pure offerto di lavorare per il Milan a vita. Ieri Marco ha detto basta. La caviglia destra l'ha definitivamente tradito dopo averlo illuso per due anni e mezzo. Da ieri Marco Van Basten e' un ex calciatore. Con lui se ne va l'ultimo pezzo del Milan olandese, quello attorno a cui la rivoluzione sacchiana divenne leggenda. "La notizia che devo darvi e' corta - spiega l'attaccante che danzava in area di rigore nel suo italiano arrangiato - Semplicemente ho deciso di smettere di fare il calciatore. Grazie a tutti quanti". "Marco, quando ha deciso di arrendersi?" "Due settimane fa, in Belgio, dopo l'ennesima visita di controllo. Ma fino a due settimane fa ci ho creduto intensamente, ho sperato di tornare in campo. Fino a due settimane fa ho cercato con disperazione le persone giuste. Ho fatto agopuntura, mi sono perfino rivolto a qualche mago. Purtroppo non sono a posto, quando mi alzo la caviglia mi fa male. Zoppico ancora. Con il Milan ho trascorso otto anni bellissimi ma purtroppo mi devo fermare qui. Fa parte della vita". - Rimpianti ? - "Probabilmente non mi metterei più tra le mani dei chirurghi. Dopo ogni intervento, infatti, la caviglia, anziché migliorare, andava peggiorando. Mi dispiace, mi spiace per tutti. Lavorare al Milan e' stato veramente bello".
A questo punto nel salone dei trofei saturo di telecamere, di riflettori e di umidità pesante scatta una domanda per Adriano Galliani: "Se Baggio e' Raffaello, a chi mai potrebbe essere paragonato uno come Marco Van Basten?". Replica meditata del vicepresidente vicario rossonero: "Credo che lui possa essere Leonardo da Vinci. Leonardo era un eclettico. Era tutto. Ingegnere, artista". "Marco, torniamo a lei. Adesso che accadrà?" "Per un po' rimarro` a Milano. Non so ancora cosa fare. Il Milan mi da' la possibilità di continuare, ci devo pensare bene". "Dopo avere incominciato la carriera di calciatore prendendo il posto di Cruijff, che ne direbbe di succedergli come allenatore?" "In questo momento quella di allenatore non mi sembra una soluzione praticabile". "Spaventato da un futuro da ex?" "Affatto. Una vita senza calcio e' bella lo stesso". "Servirebbero nuove regole per proteggere i giocatori come lei." "Non e' stato un colpo a rovinarmi la caviglia. Certo, il calcio sta diventando troppo cattivo ma ormai la vita e' cosi". "Ora la ricorderanno come il più grande."
"Quando un giocatore smette, diventa sempre migliore. Ma io ho giocato tante brutte partite, ho sbagliato gol clamorosi. Adesso mi dite che sono stato il più grande ma la verità e' che ho fatto parte di una squadra imbottita di campioni". "Qual e' stata la sua più brutta partita?" "Quella giocata oggi." "E il momento più bello?" "A Barcellona, prima della finale con la Steaua, quando avvicinandoci con il pullman al Nou Camp, attraversammo le strade piene dei nostri 90.000 tifosi. Fu una sensazione impressionantissima (testuale - N.d.R.). Poi ricordo l'Europeo vinto in Germania con la nazionale olandese. Ma ora, scusatemi, devo guardare al futuro. Ho già parlato troppo del passato".
A questo punto anche la platea degli addetti ai lavori, gente rotta ad ogni tipo di emozione, si ritrova ad applaudire. Quasi senza rendersene conto.












Dal sito www.acmilan.com
17 agosto 2005

IL CALCIO CONTINUA...
MILANO - Era il 17 agosto 1995, esattamente dieci anni fa. Tredici mesi prima aveva sognato, in un baleno, cercando di cogliere al volo quell'ultimo periodo di tranquillità che la sua dannata caviglia gli lasciava, di giocare i mondiali negli Usa con l'Olanda. Tredici mesi dopo, dieci anni fa, era al centro del tavolo delle conferenze della Sala delle Coppe di via Turati. Quando era arrivato c'era tanto spazio sulla mensola nobile delle coppe rossonere. Quella sera di dieci anni fa, invece ce n'era molto meno. Per via di tutte quelle coppe che lui aveva contribuito a vincere. Le sue danze e le sue magie le rendevano ancora più luccicanti. Giovedì 17 agosto 1995 Marco Van Basten dava l'annuncio ufficiale del suo addio al calcio.
Queste le sue parole di quel giorno: 'Il calcio continua, con me non finisce certo il Milan. Qui ci sono Baggio, Savicevic, Weah, Maldini e Baresi, il Milan farà sempre spettacolo'. Gli chiedono allora se è il caso di ritirare la sua maglia e il Cigno si rivela buon profeta: 'No, non merito questa cosa. Franco Baresi è una vita che gioca nel Milan, questa cosa si può fare solo per lui. Io sono stato qui otto anni ma ho giocato solo sei stagioni e poi la maglia numero nove è una bella maglia, è giusto che Weah la indossi la prossima stagione'. Il giorno dopo, venerdì 18 agosto 1995, era in programma il Trofeo Luigi Berlusconi con Milan e Juventus in campo ed era già in programma il suo giro di campo per il saluto ai tifosi: 'No, spero di non commuovermi. Faccio brutta figura quando piango. E' giusto salutare, poi tutto finito. Nella mia famiglia è tutto tranquillo, anzi sono contenti che anche se negativa una decisione è stata presa, tutto cominciava infatti ad essere un po' pesante'.
L'ultimo pensiero per lei, croce e delizia, la caviglia del destino: 'Non so, io non so niente di caviglie. Non ci ho mai capito niente. Non so se c'è stata un'operazione in particolare che mi ha danneggiato. Non lo so. Dico solo che tutti i dottori hanno cercato di aiutarmi in buona fede ma non ci sono riusciti. Tutto qui'.





Dal sito www.biografieonline.it

CLASSE PIU' ELEGANZA, UGUALE PERFEZIONE
Nasce Marcel Van Basten il 31 ottobre 1964 a Utrecht, Paesi Bassi. Tra il 1970 e il 1981 cresce calcisticamente nelle squadre olandesi di Edo, UVV e Elinkwijk.
L'AFC Ajax è la prima grande squadra in cui Van Basten mette a disposizione il proprio talento. Esordisce a soli 17 anni nel campionato 1981-1982. Il suo esordio sembra un simbolico passaggio di testimone: parte dalla panchina ed entra per sostituire Johan Cruyff, campionissimo dell'Ajax e simbolo della grande Olanda calcistica degli anni '70. E' proprio Cruyff ad indicare Marco Van Basten come suo naturale sostituto: Van Basten si presenta al suo debutto nel migliore dei modi, con un gol.
Nel campionato 1982-1983 gioca con regolarità totalizzando 9 reti su 20 presenze. La stagione seguente a soli 19 anni, impressiona: 26 presenze e 28 gol.
Le tre stagioni successive saranno indimenticabili. Nel 1985-1986 diventa scarpa d'oro. Nel 1986-1987 l'Ajax partecipa alla Coppa delle Coppe e vince in finale grazie ad un gol di testa di Van Basten, che poi conquisterà anche il premio "Bravo 1987" come miglior giocatore delle coppe europee.
In questi anni totalizza 133 presenze e 128 gol, è Miglior Marcatore nella Maggiore Divisione Olandese 4 volte consecutive (dal 1984 al 1987), vince 3 volte il Campionato di Prima Divisione d'Olanda (1982, 1983, 1985) e 3 Coppe d'Olanda (1983, 1986, 1987).
E' il 1987 quando Van Basten, già notato da diverse squadre europee, viene acquistato dal Milan che lo soffia all'ultimo momento alla Fiorentina.
188 centimetri per 80 chilogrammi, noto per la sua classe e la sua eleganza con cui, rapidissimo, sembra danzare nell'area avversaria, nel 1987 approda a Milano per indossare la maglia rossonera, che gli regalerà tante soddisfazioni. Sono gli anni in cui il presidente Silvio Berlusconi, grazie al prezioso lavoro del tecnico Arrigo Sacchi e all'apporto di numerosi talenti (tra cui i connazionali Gullit e Rijkaard) porta l'undici milanese sul tetto d'Europa e del mondo.
Marco Van Basten viene subito accolto con grande affetto dai tifosi: questi vengono immediatamente ripagati da 5 suoi gol in 4 partite di Coppa Italia. Presto però iniziano i problemi: Marco ha un dolore alla caviglia e deve subire un'operazione. Salta così sei mesi di campionato.
Torna in panchina nella primavera del mese di aprile 1988 per Milan-Empoli. La partita non riesce a sbloccarsi e la rincorsa del Milan sul Napoli di Maradona, in testa alla classifica, sembra arrestarsi. Tra i i giocatori che entrano in campo nel secondo tempo vi è anche il numero 16, Marco Van Basten. Dopo solo 15 minuti porta in vantaggio il Milan. Da qui riparte la sua carriera: è il giorno 1 maggio 1988 quando allo stadio San Paolo di Napoli, Van Basten realizza la terza rete dei rossoneri, che vincono così partita e scudetto.
Con il Milan vincerà tutto: 4 campionati (1988, 1992, 1993, 1994), 3 Coppe dei Campioni (1988, 1989, 1994), 4 Supercoppe Italiane (1988, 1992, 1993, 1994), 3 Supercoppe Europee (1989, 1990, 1994), 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990), realizzando 90 reti in 147 presenze. A livello personale: 2 volte Miglior Marcatore della Serie A italiana (1990, 1992), 3 volte Migliore Giocatore Europeo (1989, 1990, 1992), Migliore Giocatore del Mondo nel 1988, Miglior Marcatore e Migliore Giocatore del Campionato Europeo con 5 gol, nel 1988.
La carriera con la Nazionale Olandese è invece costellata da numerose delusioni. L'unico titolo importante conquistato è il campionato Europeo del 1988. E' da ricordare lo strepitoso gol, una girata al volo, vera prodezza balistica da cineteca, che segna in finale contro l'URSS.
Marco Van Basten, fermo dal 1993 a causa di un infortunio alla caviglia, termina ufficialmente la carriera di calciatore nel 1995, nel Milan.
Alla fine del mese di luglio del 2004 viene nominato allenatore della nazionale olandese.


Goals Marco Van Basten scored in Serie A


1987/88 - 3 goals

1. 13.09.1987 Pisa - Milan (1:3) 80' (pen.)
2. 10.04.1988 Milan - Empoli (1:0) 61'
3. 01.05.1988 Napoli - Milan (2:3) 76'



1988/89 - 19 goals

4. 16.10.1988 Pescara - Milan (1:3) 70'
5. 04.12.1988 Milan - Lecce (2:0) 68' (pen.)
6. 18.12.1988 Torino - Milan (2:2) 6'
7. 18.12.1988 Torino - Milan (2:2) 89'
8. 15.01.1989 Milan - Como (4:0) 3'
9. 22.01.1989 Roma - Milan (1:3) 30'
10. 05.02.1989 Ascoli - Milan (0:2) 37'
11. 05.02.1989 Ascoli - Milan (0:2) 67' (pen.)
12. 12.02.1989 Milan - Bologna (1:1) 72' (pen.)
13. 05.03.1989 Lazio - Milan (1:1) 24'
14. 07.05.1989 Milan - Torino (2:1) 89'
15. 04.06.1989 Milan - Roma (4:1) 83'
16. 11.06.1989 Pisa - Milan (0:2) 33'
17. 11.06.1989 Pisa - Milan (0:2) 70'
18. 18.06.1989 Milan - Ascoli (5:1) 15'
19. 18.06.1989 Milan - Ascoli (5:1) 23'
20. 18.06.1989 Milan - Ascoli (5:1) 55'
21. 25.06.1989 Bologna - Milan (1:4) 36'
22. 25.06.1989 Bologna - Milan (1:4) 86' (pen.)

1989/90 - 19 goals
23. 22.10.1989 Milan - Roma (1:0)
24. 05.11.1989 Milan - Juventus (3:2)
25. 05.11.1989 Milan - Juventus (3:2) (pen.)
26. 19.11.1989 Inter - Milan (0:3)
27. 26.11.1989 Milan - Lecce (2:0) (pen.)
28. 30.12.1989 Bari - Milan (0:1)
29. 07.01.1990 Milan - Cesena (3:0) (pen.)
30. 17.01.1990 Milan - Atalanta (3:1)
31. 17.01.1990 Milan - Atalanta (3:1)
32. 17.01.1990 Milan - Atalanta (3:1)
33. 21.01.1990 Udinese - Milan (0:2)
34. 21.01.1990 Udinese - Milan (0:2)
35. 04.02.1990 Fiorentina - Milan (2:3) (pen.)
36. 04.02.1990 Fiorentina - Milan (2:3)
37. 11.02.1990 Milan - Napoli (3:0)
38. 18.02.1990 Milan - Cremonese (2:1)
39. 25.02.1990 Roma - Milan (0:4)
40. 25.02.1990 Roma - Milan (0:4)
41. 25.03.1990 Lecce - Milan (1:2)


1990/91 - 11 goals
42. 16.09.1990 Cesena - Milan (0:1) 90'
43. 23.09.1990 Milan - Fiorentina (2:1) 29'
44. 07.10.1990 Milan - Cagliari (2:0) 4'
45. 07.10.1990 Milan - Cagliari (2:0) 41'
46. 11.11.1990 Atalanta - Milan (0:2) 25'
47. 03.02.1991 Milan - Cesena (2-0) 53' (pen.)
48. 17.02.1991 Milan - Lazio (3-1) 44'
49. 24.03.1991 Inter - Milan (0:1) 74'
50. 12.05.1991 Milan - Bologna (6-0) 17'
51. 12.05.1991 Milan - Bologna (6-0) 64' (pen.)
52. 12.05.1991 Milan - Bologna (6-0) 72'


1991/92 - 25 goals
53. 08.09.1991 Milan - Cagliari (1-0) 1' (pen.)
54. 22.09.1991 Milan - Fiorentina (1-1) 86' (pen.)
55. 06.10.1991 Atalanta - Milan (0-2) 3' (pen.)
56. 20.10.1991 Milan - Parma (2-0) 81'
57. 03.11.1991 Milan - Roma (4-1) 30'
58. 20.11.1991 Milan - Genoa (1-1) 85' (pen.)
59. 24.11.1991 Milan - Cremonese (3-1) 24'
60. 01.12.1991 Inter - Milan (1-1) 18'
61. 15.12.1991 Lazio - Milan (1-1) 54'
62. 05.01.1992 Milan - Napoli (5-0) 81'
63. 19.01.1992 Milan - Foggia (3-1) 10' (pen.)
64. 19.01.1992 Milan - Foggia (3-1) 47'
65. 19.01.1992 Milan - Foggia (3-1) 85' (pen.)
66. 02.02.1992 Cagliari - Milan (1-4) 53'
67. 02.02.1992 Cagliari - Milan (1-4) 69'
68. 02.02.1992 Cagliari - Milan (1-4) 71' (pen.)
69. 09.02.1992 Milan - Juventus (1-1) 4'
70. 01.03.1992 Milan - Atalanta (3-1) 34' (pen.)
71. 01.03.1992 Milan - Atalanta (3-1) 36'
72. 01.03.1992 Milan - Atalanta (3-1) 40'
73. 15.03.1992 Milan - Bari (2-0) 71'
74. 05.04.1992 Milan - Sampdoria (5-1) 62'
75. 17.05.1992 Milan - Verona (4-0) 18 (pen.)
76. 24.05.1992 Foggia - Milan (2-8) 52'
77. 24.05.1992 Foggia - Milan (2-8) 82'


1992/93 - 13 goals
78. 13.09.1992 Pescara - Milan (4:5) 37'
79. 13.09.1992 Pescara - Milan (4:5) 39'
80. 13.09.1992 Pescara - Milan (4:5) 72'
81. 20.09.1992 Milan - Atalanta (2:0) 68'
82. 04.10.1992 Fiorentina - Milan (3:7) 79'
83. 04.10.1992 Fiorentina - Milan (3:7) 90'
84. 18.10.1992 Milan - Lazio (5:3) 35' (pen.)
85. 18.10.1992 Milan - Lazio (5:3) 60' (pen.)
86. 08.11.1992 Napoli - Milan (1:5) 6'
87. 08.11.1992 Napoli - Milan (1:5) 26'
88. 08.11.1992 Napoli - Milan (1:5) 68'
89. 08.11.1992 Napoli - Milan (1:5) 74'
90. 09.05.1993 Ancona - Milan (1:3) 37'



90 reti di cui 24 su rigore
Quando ha segnato, il Milan non ha mai perso
53 partite vinte e 8 partite pareggiate
11 doppiette – 7 triplette – 1 quadripletta.
Il primo portiere battuto in Pisa-Milan 1-3 fu Alessandro Nista
l’ultimo, in Ancona- Milan 1-3, ancora Nista



...e in Europa...

1988/89 Coppa Campioni
Capocannoniere
1 Milan – Vitocha Sofia 5-2
2 Milan – Vitocha Sofia 5-2
3 Milan – Vitocha Sofia 5-2
4 Milan – Vitocha Sofia 5-2
5 Stella Rossa – Milan 1-1 (2-4 ai rigori)
6 Milan – Werder Brema 1-0 ®
7 Milan – Real Madrid 5-0
8 Milan – Steaua Bucarest 4-0
9 Milan – Steaua Bucarest 4-0

Supercoppa Europea
10 Barcellona – Milan 1-1 ®

1989/90 Coppa Campioni
11 Milan – Real Madrid 2-0 ®
12 Milan – Malines 2-0
13 Milan – Bayern Monaco 1-0 ®

1992/93 Coppa Campioni
14 Milan – O. Lubiana 4-0
15 Milan – O. Lubiana 4-0
16 Milan –

























Fifa Magazine: quanto è stato difficile prendere la decisione di arrendersi di fronte ad un handicap fisico dopo essere stato uno dei più grandi atleti del mondo?
Marco Van Basten: in verità non è stato così difficile come potrebbe sembrare. Dopo tre anni di sofferenze, volevo tornare ad avere una vita normale. Prova ad immaginare la sensazione di sentirti dentro il dolore ogni minuto del giorno, e questo per tre anni! Dalla caviglia, il dolore mi ha preso tutto il corpo. Finché c'è speranza accetti il dolore, ma dopo molti trattamenti ed operazioni scopri che hai imboccato una via senza uscita.

Come ti senti adesso?
Sono lieto di aver preso la decisione, perché finalmente sto imparando a convivere sempre meglio con il dolore. L'estate scorsa ho anche giocato la mia prima partitella di beach-soccer con alcuni amici.

Sei riuscito a star fuori dalla luce dei riflettori per un po' di tempo...
...ed ho intenzione di farlo ancora per molto. Voglio pensare al mio futuro, perché probabilmente sarà la decisione più importante della mia vita. A freddo direi che la vita non può essere solo calcio, ma devo stare lontano dal pallone per decidere cosa veramente voglio fare.

E' per questo che hai lasciato l'Italia?

Si, è per questo che ho lasciato l'Italia e l'Olanda ed ora vivo a Monaco. La mia mente necessita di riposo; dopo il mio infortunio ho notato che la vita offre molto di più di quanto io non abbia mai pensato. Invece della scomoda sensazione senza l'allenamento quotidiano e senza giocare la partita, ho fatto molte esperienze nuove. Ciò mi ha fatto capire quanto varia sia la vita.

Durante la tua carriera ha sempre avuto occhio per i giocatori e per gli allenatori di qualità. Una persona con un intuito come il tuo sembra essere destinata a diventare un gran manager.

Sono d'accordo con te, ma non devi scordare che ho visto con i miei occhi quanto dura sia la vita per un allenatore. Non è solo lavoro duro, può impegnarti tutta la vita. Adesso che sono economicamente indipendente e libero di fare ciò che voglio, mi chiedo se valga la pena di diventare allenatore.

Dopo aver lavorato con i migliori allenatori, cosa pensi di loro in generale?
Ho scoperto che su dieci allenatori uno è capace di migliorare una squadra, sei non fanno danni e gli altri tre la danneggiano. Ecco perché ammiro così tanto Johan Cruyff e Arrigo Sacchi: due allenatori con le idee chiare su chi fosse in grado di migliorare una squadra. Un'altra caratteristica che distingue un grande allenatore è che le sue decisioni non sono mai influenzate dalla paura. Uno come Cruyff non ha mai paura quando si siede sulla panchina. L'allenatore dell'Ajax, Louis Van Gaal, ha le stesse idee in merito e ha uno spirito vincente.

Ma anche tu hai questi requisiti. Riesci a leggere bene la partita, ami il gioco offensivo e sei un vincente.
Ma sono anche una persona che non ama fare le cose mediocremente. Sono tagliato fuori dalle cose fatte al meglio. Lo sport ad alti livelli necessita di stabilità. E' difficile creare stabilità perché dopo ogni successo tutti vogliono abbatterti. C'è la stampa che vuole sapere la tua storia, il pubblico che ti adora, e l'intero mondo che vuole saltarti addosso. La pressione che ne deriva è altissima. Ecco perché non sono sicuro se ritornare o meno nel mondo del calcio, sebbene il mio cuore lo desideri; ma mi serve un enorme quantità di energia per fare bene il lavoro di allenatore, perché non è solo una questione di tattica e tecnica, devi entrare nell'anima della tua squadra.

Quindi la tua paura è di perdere la tua l'indipendenza?
Molti dicono che più soldi hai, più ne vuoi. Ma vorrei dire che, per esperienza personale, più soldi hai, più ti annoi. Per me il lusso è fare ciò che voglio. Voglio poter dormire in un piccolo motel, oppure in un albergo a cinque stelle. Entrambi possono essere divertenti, finché fai ciò che realmente vuoi fare, e non quello che la gente vorrebbe tu facessi. Sono sempre stato una persona curiosa e studiosa. Mi piace migliorarmi interiormente e ciò non vuol dire che mi sia fossilizzato solo sul calcio.

Tuttavia hai accettato l'invito della FIFA di presenziare il recente appuntamento Task Force 2000...
...ma lo staff della FIFA ci ha messo un po' per convincermi a venire a Zurigo! Penso che sia ancora presto per espormi pubblicamente nel mondo del calcio. Ecco perché quando ho deciso di venire, ho detto alla FIFA che non avrei partecipato ad alcun'intervista o conferenza stampa.

Hai toccato alcuni argomenti importanti ed hai suggerito di introdurre regole simili al basket circa le sostituzioni e l'espulsione per somma di falli...
Non sono venuto a Zurigo per fare pubblicità, ma per fare ciò che mi hanno chiesto. Mi hanno chiesto di suggerire alcuni metodi per migliorare la spettacolarità della partita: e ho fatto proprio questo. Credo che i cartellini rossi e gialli non siano più sufficienti. I difensori sono diventati ingegnosi, molti falli restano impuniti. Gente come Pietro Vierchowod e Jurgen Kohler mi hanno ostacolato almeno quindici volte a partita; e l'arbitro ha fischiato quindici falli, ciò significa che la mia azione è stata interrotta quindici volte e che i miei fan sono stati privati di quindici occasioni di divertimento. I miei avversari sarebbero dovuti uscire dal campo senza aver ricevuto un singolo cartellino. Se avessero ricevuto il cosiddetto "p" per ogni fallo, i difensori sarebbero diventati molto più attenti e gli attaccanti avrebbero avuto molto più spazio per giocare. La mia idea è che ogni cinque "p" il calciatore debba essere sostituito e, quando una squadra ha tre giocatori con cinque "p" continui la partita in dieci. Penso che ciò sarebbe molto efficace.

La tua intenzione di creare un gioco più sicuro nasce dalle memorie di un giocatore o di una vittima?
Nascono da un giocatore che ha sempre amato il gioco offensivo e segnare tante reti. Non mi vedo come una vittima. Sono l'esempio di come una fantastica carriera possa giungere alla fine. La cosa più frustrante non è il modo in cui mi sono fatto male alla caviglia, ma il modo in cui sono stato trattato da alcuni medici. Chi mi ha danneggiato la caviglia non è stato un difensore ma un chirurgo...




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Intervista a Marco Van Basten sulla "Gazzetta dello Sport" del 1° settembre 1987



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(dal "Guerin Sportivo", estate 1987)



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(da "Il Giornale")
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Un donatore per Marco
(da "Forza Milan!")



Dal web

Una delle immagini migliori con cui ricordare Marco Van Basten è il suo gol nella finale Olanda-URSS degli Europei '88: un pallonetto al volo di collo destro sul secondo palo, scagliato da posizione impossibile; un tiro così difficile da lasciare incredulo persino l'allenatore dell'Olanda. Marco Van Basten è stato sicuramente uno dei più completi centravanti nella storia del calcio.
Ambidestro, veloce, opportunista, forte di testa, fortissimo tecnicamente, incredibile in acrobazia e abile nel tiro da lontano; un mix eccezionale che permetteva a Marco di segnare gol, fornire assist e deliziare la platea con numeri di altissima scuola. L'avventura calcistica del "Nurejev rossonero" comincia nell'UVV di Utrecht, la città in cui è nato nel '64; in breve tempo arriva all'Ajax, la squadra in cui nella stagione 81/82, a 17 anni, esordisce in serie A. Diventa in breve tempo l'erede del grande Johan Cruyff; nel campionato olandese Marco mette a segno 127 gol in 133 partite (nella stagione 83/84 37 reti in 26 partite) e vince la Scarpa d'Oro.
Nel 1987 si trasferisce al Milan per 3,5 miliardi, ma non prima di aver vinto la Coppa delle Coppe con i lancieri di Amsterdam. Nel primo anno il centravanti olandese si presenta a suon di gol ma si infortuna presto; tuttavia fa in tempo a tornare per segnare uno dei gol dello storico 3-2 al Napoli in trasferta, la partita che in pratica consegnò lo scudetto 87/88 al Milan. Nelle due stagioni seguenti Marco segna con continuità nel campionato italiano e nelle competizioni internazionali; nell'88 conquista il suo primo Pallone d'Oro, soprattutto grazie alle sue prodezze durante l'Europeo vinto dall'Olanda, e nell'89 fa il bis. Il fuoriclasse di Utrecht è determinante nel portare il Milan ad essere la squadra più forte d'Europa e del mondo per due anni consecutivi (ricordo soprattutto la doppietta nella finale di Coppa Campioni '88-'89 contro la Steaua e una grande prestazione contro l'Olimpia Asuncion nella coppa Intercontinentale del '90). La stagione '90-'91 è la peggiore di Marco in maglia rossonera: l'Artista del gol mette a segno solo 11 reti in campionato ed ha un rapporto difficile con Arrigo Sacchi; si dice che Berlusconi si sia trovato a dover scegliere uno solo tra il tecnico di Fusignano ed il fenomenale centravanti. Dopo la negativa stagione l'allenatore rivoluzionario diventa commissario tecnico della Nazionale e l'attaccante olandese resta al Milan, in cui arriva Fabio Capello. Si parla di squadra cotta e di giocatori vecchi e da cambiare; invece comincia una nuova era di trionfi rossoneri ed il condottiero è proprio Marco Van Basten, che proprio sotto la guida di Capello si esprime al massimo. Nella stagione '91-92' il cigno di Utrecht disputa il suo campionato migliore: 25 gol (capocannoniere) uno più bello dell'altro e molti assist per i suoi compagni. Quel Milan mette a segno 74 gol, ne subisce 21 e vince il campionato senza perdere neanche una partita. Dopo gli Europei '92 in cui Marco delude e sbaglia un rigore decisivo in semifinale (uno dei suoi pochissimi errori dal dischetto) ma nel Milan lo straordinario attaccante ricomincia come aveva finito. Affiancato dal pallone d'oro Papin, nella prima parte della stagione Van Basten segna più di un gol a partita, in campionato e in Coppa Campioni. I milanisti ricordano ancora il suo storico poker, e soprattutto la sua stupenda rovesciata, al Göteborg in una partita di Champions League. Manca poco all'assegnazione del pallone d'Oro e a quel punto la scelta è obbligata: Marco Van Basten è eletto miglior giocatore d'Europa per la terza volta, record che detiene ancora insieme con due grandissimi come Michel Platini e Johan Cruyff. Durante Milan-Ancona alla tredicesima giornata di campionato Marco (che era capocannoniere del campionato) è costretto a lasciare il campo; rientra nel finale di stagione e partecipa alla sfortunata finale di Champions League, giocata a Monaco di Baviera contro l'Olympique Marsiglia. Van Basten tenta di aiutare la sua squadra a conquistare un'altra coppa Campioni ma la sua condizione è molto approssimativa; e il Milan perde per un gol di Boli segnato in seguito ad un calcio d'angolo inesistente. La caviglia di Marco lo fa soffrire molto, così il fuoriclasse olandese decide di operarsi. In pratica il '92-'93 è stata l'ultima stagione di Marco: a soli ventinove anni, uno dei più grandi campioni della storia del calcio è costretto a smettere. Per due anni Marco tenta in tutti i modi di rientrare ma la sua caviglia non gli dà pace; nel '95 l'annuncio ufficiale del ritiro e il saluto dei tifosi rossoneri a San Siro in occasione del trofeo Berlusconi di quell'anno.
Con il Milan in gare ufficiali Marco ha segnato 122 gol in 197 partite; in campionato ha segnato 90 gol in 147 partite, con una media di 0,6 gol a partita che lo rende il miglior bomber straniero (tra coloro che hanno smesso di giocare) da quando negli anni Ottanta sono stati riammessi gli stranieri. Nel '97 Marco ha giocato ancora a S. Siro per la partita d'addio di Franco Baresi; in quel match il Cigno stava per segnare dopo aver percorso 40 metri palla al piede superando in dribbling diversi avversari. Subito dopo tutto lo stadio era in piedi per dedicare una lunga standing ovation al fuoriclasse olandese; per tutto l'intervallo la curva ha invocato Marco ma lui non si è fatto vedere, probabilmente per non rubare la scena al suo ex capitano. Sono passati cinque anni dal ritiro di Van Basten ma è ancora dura pensare che un tale fuoriclasse abbia dovuto lasciare il calcio quando era nel suo periodo migliore.
Aldilà delle cifre impressionanti, quello che resta impresso di Marco Van Basten è la sua immensa classe. In questi ultimi si tenta di paragonare ogni nuovo centravanti del Milan a Marco: è successo soprattutto con Weah e Shevchenko. L'unico che potrebbe reggere il confronto è Andriy Shevchenko; però solo a livello di media gol, perché Van Basten era molto più completo di Sheva e la sua classe era veramente immensa, a mio parere non paragonabile a quella di Shevchenko (che in quanto ad altruismo non è lontanamente paragonabile all'olandese). Con Marco in campo il Milan di Fabio Capello è entrato nella storia come una macchina da gol imbattibile; nel post-Marco la squadra rossonera ha vinto ancora, ma non è più stata la stessa cosa. Si sono alternati buoni giocatore, mediocri giocatori e dilettanti che hanno avuto l'onore di indossare quella mitica maglia numero 9, ed anche quando le loro giocate erano apprezzabili ed i loro gol invidiabili non era la stessa cosa che vedere il cigno di Utrecht fare le stesse cose. Certe movenze sono inimitabili e certi atteggiamenti irripetibili...
Da parte di tutti gli amanti del calcio e soprattutto da parte dei tifosi milanisti, un grazie a questo immenso fuoriclasse che ci ha fatto vivere emozioni irripetibili ed indimenticabili. Grazie, campione...




Dal sito bandacasciavit.splinder.com
17 agosto 1995

SEMPRE ONORE AL CIGNO DI UTRECHT!
Il 18 agosto 1995 non fu il solito inutile Trofeo Berlusconi quello tra Milan e Juventus... Quel giorno, quel triste giorno, Marco Van Basten scese in campo in abiti borghesi prima del match per annunciare al mondo intero che non ci sarebbero più stati altri goal da festeggiare con l'indice alzato sotto la Sud. Sono passati 15 anni ma nessuno scorda il goal di Napoli, la doppietta a Barcellona contro la Steaua e tante tante altre reti che portarono il Diavolo oltre il Paradiso.
Grazie di tutto e per sempre, Marco!




Dal sito www.tgcom.it
15 luglio 2014

E' MORTO IL PADRE DI MARCO VAN BASTEN
Joop Van Basten si è spento all'età di 84 anni. Il cordoglio del Milan attraverso un comunicato ufficiale
Il mondo del calcio si stringe intorno a Marco Van Basten. Il papà dell’ex forte centravanti del Milan e attuale allenatore dell’Az Alkmaar si è spento domenica scorsa all’età di 84 anni. Una grave perdita per il “cigno di Utrecht”, che ha immediatamente ricevuto le condoglianze di compagni di squadra, addetti ai lavori e tifosi. A tal proposito il Milan non ha perso tempo per dimostrare il proprio cordoglio alla sua ex stella affidandosi ad un comunicato ufficiale apparso sul proprio sito: “Il Milan e tutti i tifosi sono vicini a Marco Van Basten per la scomparsa del papà Joop. A Marco e alla sua famiglia, le condoglianze, sincere e affettuose, da parte della Società Rossonera e della sua dirigenza oltre che da parte di tutti i tifosi milanisti”. Joop Van Basten è stato sicuramente il tifoso numero uno del figlio Marco nonchè anche la figura più importante nella sua crescita professionale e nella sua strepitosa carriera calcistica.

Joop Van Basten fondamentale nella carriera del “Cigno di Utrecht” Marco
Van Basten senior infatti è stato un ex calciatore e ha vestito la maglia di DOS e HVC conquistando anche un titolo di campione d’Olanda. E’ stato proprio lui ad affidare il giovane Marco a soli sei anni nelle mani dei tecnici delle squadre di Utrecht, ovvero prima l’EDO (1970/71) e poi l’UVV (1971/80). Fondamentale il suo apporto anche dopo il ritiro di Van Basten dal calcio giocato in seguito ai problemi al ginocchio: Joop Van Basten infatti ha spinto molto affinchè il figlio intraprendesse la carriera di allenatore. Una carriera che adesso sembra essere arrivata ad un punto di svolta: dopo una serie di alti e bassi per Marco Van Basten la sfida sulla panchina dell’Az Alkmaar potrebbe rivelarsi decisiva per un ulteriore salto di qualità e l’approdo in un club più prestigioso del panorama calcistico europeo dopo le esperienze con l’Ajax e con la Nazionale olandese.





Marco Van Basten con il padre Joop
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I 50 anni di Marco Van Basten
(dalla "Gazzetta dello Sport" del 31 ottobre 2014)
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(dalla "Gazzetta dello Sport" del 30 maggio 2018)



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