Ottorino PIOTTI

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Figurina stagione 1980-81,
Archivio Luigi La Rocca




Scheda statistiche giocatore
  Ottorino PIOTTI

Nato il 31.07.1954 a Gallarate (VA)

Portiere (P), m 1.82, kg 76

Stagioni al Milan: 4, dal 1980-81 al 1983-84

Proveniente dall'Avellino

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 24.08.1980: Milan vs Catania 1-0

Ultima partita giocata con il Milan il 13.05.1984: Udinese vs Milan 1-2 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 132

Palmares rossonero: 1 Mitropa Cup (1982), 2 Promozioni in Serie A (1980-81, 1982-83)

Esordio assoluto in Serie A l'01.10.1978: Milan vs Avellino 1-0




Ha giocato anche con la Gallaratese (*), il Como (*), il Bolzano (*), l’Avellino (B, A), l’Atalanta (A), il Genoa (A).

"Il Milan gli affidò la sua porta quando si apprestò a disputare il suo primo campionato di Serie B causa la retrocessione a tavolino per le scommesse clandestine, dopo peraltro averlo visto all’opera nel campionato della “Stella”, quando, con l’Avellino, esordì in Serie A proprio contro i rossoneri a San Siro, disputando un’eccellente partita. Non era un Milan grandissimo, quello nel quale giocò Ottorino Piotti, ma lui seppe ugualmente conquistare i tifosi con le sue parate plastiche (alcune delle quali salva-risultato). Dopodiché, un dissidio con il Presidente Farina causò la sua cessione all’Atalanta.” (Nota di Colombo Labate)

"Ottorino Piotti venne prelevato dall’Avellino nel 1980 in un periodo difficile della società alle prese con la prima retrocessione in serie B. Portiere sicuro e dotato di balzi felini rimase al Milan per quattro stagioni di cui due in Serie B. Carattere taciturno ed introverso ebbe qualche problema con l’allenatore Castagner che lo relegò in panchina (ma poi dovette ricredersi) e con il presidente Farina con cui ebbe un diverbio che gli costò la cessione." (Nota di Gianni Morelli)



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Incontri, Gambino e Piotti, i tre portieri rossoneri per la stagione 1981-82
(per gentile concessione di Andrea Leva)





Ottorino Piotti con Gianni De Giovanni, 1981-82
(per gentile concessione di Gianni De Giovanni, Presidente del Milan Club "Ezio Giribaldi", ex "Via Savona", Milano)
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Cartolina di Ottorino Piotti, stagione 1981-82



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11 ottobre 1981, Bologna vs Milan 0-0: Ottorino Piotti prima della partita





Stagione 1981-82
(per gentile concessione di Gianni Morelli)
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Cartolina di Ottorino Piotti, stagione 1982-83
(per gentile concessione di Renato Orsingher)



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Un articolo dedicato al portiere rossonero su "Forza Milan!", 1983-84



Dal sito archiviombc.altervista.org
di Sergio Taccone

PIOTTI, IRPINO SUPER A SAN SIRO
Ottobre ‘78, alla prima di campionato, solo un gol di Buriani a 12’ dal termine piegò l’eroica resistenza dell’Avellino, salvato dalle prodezze del suo numero 1
Una strenua resistenza, con prodezze a ripetizione davanti al pubblico di San Siro. Per Ottorino Piotti, portiere dell’Avellino neopromosso in A, l’avvio della stagione 78/79 fu da incorniciare. Il Milan le provò tutte per scardinare la difesa irpina. Liedholm, confermato sulla panchina rossonero dopo il buon campionato precedente, schierò Chiodi unica punta di ruolo, con Antonelli e Novellino a supporto e Rivera in cabina di regia. L’Avellino di Rino Marchesi aveva mantenuto l’intelaiatura della stagione 77/78, l’obiettivo dichiarato, ovvio, era la salvezza.
Negli spogliatoi, prima del fischio d’avvio, si registrò un fatto curioso, quasi un giallo: Adriano Lombardi, capitano della squadra biancoverde, giunto allo stadio privo della tessera della Figc e di altri documenti di riconoscimento, fu bloccato dal direttore di gara, Mattei di Macerata. “Io la conosco, ma non posso far nulla, lei non può giocare”.
Una decisione che avrebbe consentito all'Avellino di ottenere la ripetizione della partita ai sensi dell’art.16 del regolamento federale che precisava: “Il giocatore può prendere parte a gare anche se sprovvisto di tessera… l'identificazione può avvenire anche attraverso la conoscenza personale dell'arbitro”. E Mattei aveva già più volte arbitrato il capitano dell'Avellino.
I novanta minuti furono a senso unico. Piotti salì subito agli onori della cronaca con interventi plastici e in bello stile, uscite dai pali e chiusure da manuale. Nella ripresa, Liedholm inserì Sartori al posto di un evanescente Antonelli. Stessa musica della prima frazione, tema monocorde: assalto milanista al fortino irpino, senza esito.
Al 79’, i rossoneri trovarono lo spiraglio per passare in vantaggio. Azione confusionaria nei pressi del limite dell’area avellinese. Un tiro senza pretese divenne imparabile grazie ad una deviazione di Ruben Buriani che mise fuori causa l’estremo difensore avversario. Piotti rimase a terra mentre Novellino abbracciava l’autore del gol. La capitolazione della matricola giungeva quando lo 0-0 sembrava ormai a portata di mano.
In campo, con la maglia numero 11 dell’Avellino, c’era anche l’ex rossonero Ugo Tosetto, inopinatamente soprannominato “Keegan della Brianza”, un’ala sinistra che riuscirà a non segnare mai in A (poco più di 40 presenze) divise quasi equamente tra rossoneri (che lo avevano acquistato dopo un’ottima stagione in B a Monza) ed irpini.
Negli spogliatoi, la società campana diramò un breve comunicato: “L'Avellino ha rinunciato a provocare la prima grossa grana del campionato, evitando di presentare reclamo avverso alle decisioni dell'arbitro Mattei che, in occasione della partita con il Milan, ha impedito ai biancoverdi di schierare il giocatore Adriano Lombardi”.
I commenti del dopogara furono quasi tutti su quel portiere di 24 anni che aveva costituito un baluardo quasi insuperabile. Piotti disputò, per il resto, una stagione superlativa, diventando uno dei protagonisti nella salvezza dell’Avellino, tra gli artefici di quella “legge del Partenio”, il campo di casa dove la squadra di Marchesi costruì la salvezza, che gli valsero anche la convocazione nella nazionale italiana olimpica, diventando allora uno dei quattro migliori portieri italiani.
Nell’estate del 1980, con il Milan alla ricerca di un numero uno in grado di sostituire Albertosi, Piotti fu ingaggiato dalla società rossonera. Soprannominato “il John Travolta della domenica pomeriggio”, con il Milan disputò un’ottima stagione 80/81 e fu tra i pochi a salvarsi dal naufragio nell’annata nefasta 81/82.
L’allenatore Castagner creò il dualismo Piotti-Nuciari e, alla fine del campionato 83/84, l’ex numero uno irpino lasciò il Milan. Intervistato da un sito web avellinese, Piotti, a proposito del suo arrivo in rossonero, dichiarò: “Il Milan fu retrocesso per illecito sportivo e così mi ritrovai a ripartire dalla serie B. Se lo avessi saputo prima, probabilmente non avrei lasciato Avellino.Quella scelta condizionò molto il mio futuro”.




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Ottorino Piotti, 2015