Joe JORDAN
"Lo Squalo"

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(Archivio Magliarossonera.it)



Scheda statistiche giocatore
  Joseph (detto Joe) JORDAN

Nato il 15.12.1951 a Carluke-Lanarks (SCO)

Attaccante (A), m 1.86, kg 80

Stagioni al Milan: 2, dal 1981-82 al 1982-83

Soprannome: “Lo Squalo” (coniato dai tifosi inglesi per la mancanza di due incisivi superiori che gli conferiva un aspetto semispaventoso)

Proveniente dal Manchester United

Esordio nel Milan in gare amichevoli il 30.07.1981: Milan vs Asiago 14-0

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 23.08.1981: Verona vs Milan 2-0

Esordio nel Milan in Serie A il 13.09.1981: Udinese vs Milan 0-0

Ultima partita giocata con il Milan il 12.06.1983: Pistoiese vs Milan 0-0 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 66

Reti segnate: 20

Palmares rossonero: 1 Mitropa Cup (1982), 1 Promozione in Serie A (1982-83)
E’ stato il primo straniero a militare in Serie B (1982-83)

Esordio in Nazionale Scozzese: nel 1973

Ultima partita giocata in Nazionale Scozzese: nel 1982

Totale presenze in Nazionale Scozzese: 52

Reti segnate in Nazionale Scozzese: 10




Ha giocato anche con il Greenock Morton (*), il Leeds (A), il Manchester United (A), il Verona (A), il Southampton (A), il Bristol City (C).

Ha allenato il Bristol City (C), l’Huddersfield (C), l'Hearts of Midlothian (*), lo Stoke City (*), il Portsmouth (*).

"I tifosi rossoneri lo avevano subito eletto il loro idolo indiscusso. La generosità con cui si scagliava nelle aree di rigore avversarie aveva fatto breccia nel cuore dei milanisti. Un dente in meno e un soprannome epico (“lo Squalo”) faceva parte della coreografia. I suoi rapporti con l’allenatore che lo accolse a Milano, Gigi Radice, non sono stati buoni. Si trovò meglio con Ilario Castagner." (Da Figurine “Masters Cards” Edizione 1992-93”)



Dal sito www.wikipedia.it

Dopo il periodo delle giovanili passò nel 1970 al Leeds United dalla sua squadra scozzese del Greenock Morton per la cifra di 15 mila sterline.
Nei primi anni della sua carriera, perse due denti incisi per i duri contrasti di gioco con i difensori avversari, per cui fu costretto a portare una dentiera che era solito togliersi per entrare in campo, dandogli un’espressione molto particolare.
Al Leeds dovette fare parecchia gavetta prima di potersi conquistare un posto da titolare nell’attacco, mettendosi peraltro in luce nel 1973 con 16 presenze e 9 reti, la finale di Coppa delle Coppe persa contro il Milan e la prima convocazione nella nazionale scozzese contro l’Inghilterra a Wembley.
La stagione seguente giocò con maggior continuità nella squadra che conquistò il titolo inglese con una sorprendente striscia di gare senza sconfitte, ben 29, conquistandosi un posto nella nazionale scozzese e così l’accesso ai mondiali del 1974. La Scozia uscì al primo turno, ma Jordan mise a segno due reti.
Dopo la seconda sconfitta in Coppa dei Campioni, nel 1975, il Leeds entrò in una fase di declino, sancita anche dalla cessione di Jordan al Manchester United per 350.000 sterline.
Con la maglia della sua nazionale Jordan fu al centro di una polemica legata alla partita di qualificazione ai mondiali del 1978: nella sfida decisiva contro il Galles, fu proprio lui a toccare la palla di mano nell’area avversaria. L’arbitro non se ne ravvide e diede un calcio di rigore contro i gallesi convinto che fosse stato il difensore avversario a commettere l’infrazione: la Scozia segnò e si qualificò ai mondiali a spese degli avversari. In Argentina seguì le infelici sorti della sua nazionale, eliminata al primo turno, mettendo però a segno una rete.
Dopo tre stagioni senza alcun successo se non una finale di FA Cup persa nel 1979, Jordan passò al Milan nel 1981: la squadra rossonera era appena tornata in Serie A dopo la vicenda del calcio-scommesse e cercava di allestire una squadra competitiva. Jordan non disputò un campionato eccezionale, anche se garantì un discreto apporto di reti, fra cui quella che poteva essere decisiva per la salvezza, nell’ultima di campionato. Nonostante quest’ultima vittoria, il Milan retrocesse nuovamente per una serie di circostanze sfavorevoli.
Convocato per i mondiali spagnoli, nella partita contro l’Unione Sovietica, segnò la sua decima rete in nazionale, diventando l’unico giocatore scozzese capace di segnare in tre differenti edizioni dei campionati del mondo. Tuttavia, nella stessa partita (la cinquantaduesima presenza internazionale), si infortunò e in seguito non disputò altre partite con la maglia della sua nazionale.
Dopo una parentesi a Verona, tornò a giocare in Inghilterra al Southampton F.C. nel 1984, dove rimase tre stagioni, terminando la carriera al Bristol City come giocatore-allenatore.
Terminata la carriera da calciatore, intraprese quella di allenatore alla guida di alcuni club inglesi e scozzesi.
Fatto curioso è che i tifosi del Leeds non hanno mai dimenticato il suo “tradimento” passando agli acerrimi rivali del Manchester United: lo dimostra il fatto che, quando nel 2002 Rio Ferdinand fece lo stesso passo, i tifosi del Leeds esposero uno striscione con la lista dei “traditori” fra cui comparivano, oltre a Ferdinand appunto, Eric Cantona, McQueen e Jordan…









Con la maglia del Leeds
(Foto Getty Images)


Joe Jordan in azione con il Leeds





Con la maglia del Leeds
(per gentile concessione di Sergio Taccone)


Ancora Jordan in azione con il Leeds
(per gentile concessione di Sergio Taccone)





Jordan con la maglia del Manchester United
(per gentile concessione di Sergio Taccone)





Joe Jordan ai tempi del Manchester United
(per gentile concessione di Sergio Taccone)


Jordan in campo con la maglia del Manchester United





Ancora Jordan in azione con il Leeds





Aprile 1975, Barcellona vs Leeds 1-1: Joe Jordan colpisce di testa durante la semifinale di ritorno di Coppa Campioni
(per gentile concessione di Sergio Taccone)





Con la maglia del Manchester United
(Foto Getty Images)


Con la maglia del Manchester United
(Foto Getty Images)



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Luglio 1981, il D.S. rossonero Sandro Vitale stringe la mano a Joe Jordan. A destra, Joe Jordan all'aeroporto di Linate con moglie e figlia
(da "L'Unità")



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Joe Jordan, nuovo rossonero 1981-82



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Joe Jordan, nuovo acquisto del Milan 1981-82
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Joe Jordan, nuovo straniero del Milan 1981-82
dopo la riapertura delle frontiere



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Jordan, il nostro orgoglio (precampionato 1981-82)
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L'arrivo di Joe Jordan ed il benvenuto della Curva Sud
(dal libro "Nella Fossa dei Leoni")





Stagione 1981-82


Stagione 1981-82


Stagione 1982-83





Joe Jordan al Milan, luglio 1981






(dal sito www.fiorentina.info)










Dal sito www.bandacasciavit.splinder.com

IL CASCIAVìT DELLA SETTIMANA: JOE JORDAN
E chi altri poteva essere, dopo l'incontro con la Banda sabato scorso, se non lo Squalo? "Sono un duro" amava ripetere quando giocava... Amante della birra rossa, per noi sarà sempre l'uomo che sabato a San Siro, acclamato da noi Casciavìt, si è messo la mano sul cuore ed ha detto, semplicemente, "Forza Milan, ragazzi!"
SHARK KICKS AGAIN FOR US!
Banda Casciavìt Herbert Kilpin Firm




Joe Jordan (A.C. Milan, Scozia)
Carluke, 15/12/1951
Manchester United
1981-82/1982-83: Milan, 52 presenze 12 gol (22p 2g in Serie A)
1983-84: Verona, 12 presenze 1 gol

Era detto ‘lo squalo’ per via di una dentatura un po’ particolare.
Gli mancavano infatti gli incisivi superiori, cosa che gli conferiva un’espressione truculenta che era una delle sue caratteristiche più temute quando da giovane era il centravanti del Leeds e della Nazionale scozzese.
Da noi arrivò da vecchio e il suo ghigno non spaventò nessuno, lento, macchinoso, perennemente il lotta con l’equilibrio e con il pallone più che dello ‘squalo’ sembrò subito avere del merluzzo e fin dall’esordio al Milan, appena risalito dalla B dove era finito per l’affare Calcio scommesse, sembrò difficile che un simile attaccante potesse riportare il sodalizio rossonero a lottare per lo scudetto.
Infatti il Milan non solo non lottò per lo scudetto, ma neppure per la Coppa UEFA e addirittura retrocesse ancora in B, stavolta però per meriti sportivi cui non fu trascurabile l’apporto di Jordan ‘lo squalo’.
Tanto per dire che le disgrazie non vengono mai sole l’anno successivo, Joe, militò in serie B, dove contribuì alla promozione del Milan soprattutto perché lasciava giocare Serena che fece molti gol, ma divenne ugualmente una bandiera per i tifosi che lo lasciarono partire a malincuore consolati dal fatto che al suo posto sarebbe arrivato un altro inglese, un giovane emergente, un certo Blissett.






Immagini della stagione 1981-82






(Foto Getty Images)


(Foto Getty Images)





6 settembre 1981, Joe Jordan esulta dopo aver segnato il gol del temporaneo 2-1 per il Milan nel derby Inter vs Milan 2-2
(dal "Guerin Sportivo")



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Joe Jordan, stagione 1981-82
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Joe Jordan su una rivista scozzese, 1981-82





Gol di Joe Jordan alla Juventus in Coppa Italia, 1982-83



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Stagione 1982-83, Canuti e Jordan
(per gentile concessione di Luciano Detogni e Ruggero Ribolzi)





Joe Jordan in azione, stagione 1982-83
(per gentile concessione di Gianni Morelli)





Joe Jordan premiato dall'A.I.M.C. prima di Milan vs Inter, Mundialito 1983






Stagione 1982-83






Stagione 1982-83











Figurina di Jordan con la maglia del Southampton
(per gentile concessione di Sergio Taccone)





Con la maglia della Nazionale Scozzese
(Foto Getty Images)


Con la maglia della Nazionale Scozzese
(Foto Getty Images)




Dal sito www.internetcalcio2000.it

LA VERA STORIA DI JOE JORDAN, LO "SQUALO"
Caro direttore, sono un grande tifoso del Milan e vorrei sapere qualche notizia su Jordan, il centravanti inglese che ha giocato nel Milan e veniva chiamato “squalo”. Era un grande giocatore oppure no? (Alessandro Terzi, Novara)

Joseph Jordan non è inglese, ma scozzese. Nato a Carluke, vicino a Glasgow, cresciuto nelle giovanili del Morton, esordisce giovanissimo nel massimo campionato scozzese. Alto e possente (1,86 per 80 chili), trova il suo ruolo naturale al centro dell’attacco, incarnando l’ideale sfondatore del calcio inglese, abile a incornare i cross provenienti dalle estreme. Nell’ottobre 1970, alla sua terza stagione, con 12 presenze e due gol all’attivo, viene ceduto al Leeds United per 15mila sterline. Pochi mesi dopo, durante un allenamento, tuffandosi a corpo morto per colpire di testa un cross basso, viene centrato in bocca dal piede di un difensore e perde due incisivi superiori, troncati di netto. E qui accade la piccola metamorfosi. Fuori dal campo ha un aspetto “normale”, grazie a una protesi, cui però rinuncia quando gioca a calcio. Secondo qualcuno, lo fa per respirare meglio, ma molti sospettano che sia per incutere terrore ai difensori. Lui non conferma né smentisce, sorridendo a denti (ehm) stretti. Fatto sta che in campo, quando apre la bocca, scopre una specie di piccola voragine che gli conferisce un aspetto truce, evidenziato dai capelli lunghi e dal fisico torreggiante. Esordisce nel campionato inglese solo nella stagione successiva, diventando presto un idolo dei tifosi, che per la dentatura lo soprannominano “The Shark”, lo Squalo. Diventa popolare per la combattività e il generoso impegno in area, anche se i suoi bottini sotto rete non sono eccezionali. Esordisce in Nazionale il 19 maggio 1973 a Wembley, in Inghilterra-Scozia 1-0, e diventa un alfiere della rappresentativa scozzese. Nel gennaio del 1978 lo acquista il Manchester United per 350mila sterline e dopo una stagione di assestamento migliora anche la media gol. In tutto, vanta 35 gol in 139 partite col Leeds e 37 in 109 con i red devils quando il Milan, nell’estate del 1981, decide di puntare su di lui. Non è una scelta felice. Il giocatore, tecnicamente grezzo, fatica tremendamente ad ambientarsi e la prima stagione in Italia è disastrosa: segna appena 2 gol in 22 partite e il Diavolo rossonero precipita in B per la seconda volta, dopo la sciagura delle scommesse. Saggiamente, la società non lo scarica, considerandolo più adatto ai climi infuocati della serie cadetta, dove effettivamente il bomber rinasce e si riscatta, giocando un’ottima stagione, suggellata da 10 gol in 30 partite, decisivi per la promozione del Milan. Efficace nei corpo a corpo in area, forte di testa, generoso e coraggioso, dà l’idea di poter servire anche in A e l’emergente Verona lo acquista, ma non ne ricava granché: appena dodici presenze e un gol, dopodiché Jordan torna oltremanica, al Southampton, dove gioca due stagioni e mezzo, per complessive 48 partite e 12 gol. Nel gennaio 1987 passa al Bristol City, dove gioca fino all’89, alle soglie dei trentotto anni, totalizzando 38 partite e 8 reti. In Nazionale il suo “score” è di 52 partite e 11 gol. Nel complesso un buon giocatore, giustamente famoso per la sua aggressività, probabilmente non all’altezza dei vertici del campionato italiano.






Joe Jordan allenatore






Jordan allenatore dell'Hearts of Midlothian