Mark Wayne HATELEY
"Attila"

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Figurina Panini, 1984-85



Scheda statistiche giocatore
  Mark Wayne HATELEY

Nato il 07.11.1961 a Derby (ING)

Centravanti (A), m 1.86, kg 81

Stagioni al Milan: 3, dal 1984-85 al 1986-87

Soprannome: "Attila”

Proveniente dal Portsmouth

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 22.08.1984: Parma vs Milan 1-2

Esordio nel Milan in Campionato (Serie A) il 16.09.1984: Milan vs Udinese 2-2 (1 gol)

Ultima partita giocata con il Milan il 17.05.1987: Udinese vs Milan 0-0 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 86

Reti segnate: 21

Palmares rossonero: -

Palmares personale: 1 titolo di Campione d'Europa (1984, Nazionale Inglese Under 21)

Esordio in Nazionale Inglese il 02.06.1984:
Inghilterra vs URSS 0-2

Totale presenze in Nazionale Inglese: ...

Reti segnate in Nazionale Inglese: ...




Ha giocato anche con il Coventry City (A) (1978-83), il Portsmouth (B) (1983-84), il Monaco (A) (1987-90), i Rangers Glasgow (A) (1990-97), il Leeds United (A), il Queen 's Park Rangers London (A e B), l'Hull City (D).

Era arrivato in Italia nell'estate del 1984, assieme al connazionale Wilkins, per far dimenticare Blissett e le premesse per ben figurare c'erano tutte. Colpiva infatti per la potenza fisica e soprattutto per l'impressionante elevazione grazie anche alla quale mise a segno alcuni gol, uno dei quali memorabile in un derby contro l'Inter, diventando un idolo di San Siro. Ma durante Torino-Milan dello stesso campionato (1984-85), si infortunò seriamente ad un ginocchio, rimanendo fuori per diverso tempo e quando rientrò, pur continuando a fare delle cose egregie, non fu più lo stesso. Nei due successivi campionati in rossonero il suo rendimento si mantenne sempre a livelli appena sufficienti, le sue splendide progressioni si erano nel frattempo notevolmente rallentate, insomma, non era più l' "Attila" che i tifosi rossoneri avevano imparato ad apprezzare e ad amare. Nella penultima giornata del campionato 1986-87, il suo ultimo in maglia rossonera, gara contro il Como, andò sotto la curva sud tenendo nelle mani un lenzuolo sul quale era riportato un suo personale ringraziamento a tutti i tifosi: "Grazie a tutti. I love you Milan. Mark Hateley". Chi scrive era presente all'evento, tutto lo stadio si unì in un unico, commovente applauso, roba da far venire la pelle d'oca. Nonostante non fosse stato un grandissimo, aveva dimostrato attaccamento alla maglia e questo è bastato per farlo entrare nei cuori rossoneri. (Nota di Colombo Labate)



Dal sito bandacasciavit.splinder.com
lunedì 27 giugno 2005

IL CASCIAVìT DELLA SETTIMANA: MARK HATELEY
Il Casciavìt della settimana è Mark! ...e per noi milanisti degli anni ottanta non c'è bisogno di aggiungere nulla, basta ricordarlo sovrastare Collovati in un derby, appendersi alla traversa contro la Lokomotive Lipsia oppure salutare il popolo rossonero con uno striscione il giorno del suo addio!
Buon weekend a tutti!
Banda Casciavìt Herbert Kilpin Firm



Dal sito www.wikipedia.org

Mark Wayne Hateley (Derby, 7 novembre 1961) è un ex calciatore inglese.
Figlio d'arte, è un centravanti particolarmente abile nel gioco di testa. Segnalatosi con le maglie di Coventry City e Portsmouth, nel 1984 approda al Milan di Nils Liedholm. Ai tempi la squadra rossonera ambiva come traguardo massimo a un posto in Coppa UEFA, ma il giocatore conquista i tifosi per la sua generosità e per un gol storico. Superando nello stacco l'ex Fulvio Collovati, segna il gol che permette di battere l'Inter dopo molti anni.
Nel 1987 si trasferisce al Monaco, vincendo un anno dopo il titolo. Nel 1990 passa ai Rangers Glasgow con cui conquista 6 campionati e 4 coppe nazionali in sette stagioni. Conclude la carriera con le maglie di Queen's Park Rangers, Leeds United, ancora Rangers Glasgow e Hull City. Ha vestito 32 volte la maglia della nazionale maggiore e 10 quella dell'under 21.






Ai tempi dei Rangers Glasgow
(Archivio Magliarossonera.it)
CARRIERA IN CAMPIONATO
STAGIONE SQUADRA PRESENZE RETI

1978-79

Coventry City

1

0

1979-80

Coventry City

4

0

1980-81

Coventry City

19

3

1981-82

Coventry City

34

13

1982-83

Coventry City

35

9

1983-84

Portsmouth

38

22

1984-85

Milan

21

7

1985-86

Milan

22

8

1986-87

Milan

23

2

1987-88

Monaco

28

14

1988-89

Monaco

18

6

1989-90

Monaco

13

2

1990-91

Rangers

33

10

1991-92

Rangers

30

21

1992-93

Rangers

37

19

1993-94

Rangers

42

22

1994-95

Rangers

23

13

1995-96

Rangers

0

0

1995-96

QPR

14

2

1996-97

QPR

13

1

1996-97

Leeds Utd.

6

0

1996-97

Rangers

4

1

1997-98

Hull City

9

0

1998-99

Hull City

12

3

1999-00

Ross County

2

0


In rossonero, stagione 1984-85
(Archivio Magliarossonera.it)





Statuetta di Mark Hateley 1985-86








Estate 1984: Hateley arriva a Milano,
lo accoglie Silvano Ramaccioni
(Archivio Magliarossonera.it)


Con la maglia dei Rangers Glasgow





Stagione 1984-85


Caricatura di Hateley ai tempi dei Rangers Glasgow
(Archivio Magliarossonera.it)



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Estate 1984, intervista a Mark Hateley e Ray Wilikins, gli inglesi del Milan
(dal "Guerin Sportivo")





28 ottobre 1984, Milan vs Inter 2-1: Hateley sovrasta Collovati e segna di testa
(Archivio Magliarossonera.it)


Tattoo del gol di Hateley in Milan vs Inter 2-1, 1984-85
(grazie a Bomber Gaucho Diego)





Hateley, Terraneo e Wilkins, 1984-85
(Archivio Magliarossonera.it)





Hateley in copertina del "Guerin Sportivo", agosto 1984


(da "SuperGol")



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Presentazione della Maglia 1984-85, con lo sponsor "Retequattro": Liedholm e Hateley con la modella
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Mark Hateley, stagione 1984-85



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Stagione 1984-85, Hateley. A sinistra, il giovane Demetrio Albertini
(per gentile concessione di Renato Orsingher)


Stagione 1984-85
(Archivio Magliarossonera.it)



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16 dicembre 1984, Milan vs Atalanta 2-2: Mark Hateley,
di rientro dopo un infortunio, saluta il pubblico
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Bandiera di Mark Hateley, 1984-85



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10 febbraio 1985, Cremonese vs Milan 0-1: Hateley prima del match
(per gentile concessione di Riccardo Gaggero)
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Cartolina di Mark Hateley, stagione 1984-85
(per gentile concessione di Riccardo Gaggero)



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Mark Hateley, stagione 1984-85
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Mark Hateley e Ray Wilkins, stagione 1984-85



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Ray Wilkins e Mark Hateley a Milano con le famiglie



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Ray Wilkins e Mark Hateley, 1985-86
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(per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)





(da "Il Campione")
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Super calciatori 1984-85, adesivo fuori raccolta di Mark Hateley
(per gentile concessione di R. Gaggero)



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Con la maglia della Nazionale Inglese
(Archivio Magliarossonera.it)


(Archivio Magliarossonera.it)



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(da "Forza Milan!")
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Mark Hateley in piazza Duomo, 1984-85
(da "Calcio Master", per gentile concessione di Renato Orsingher)



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Mark Hateley su "Intrepido Sport", stagione 1984-85
(per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)
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Mark Hateley operato all'ospedale di Pavia,
il 15 novembre 1984, in seguito alla lesione al menisco
dopo Torino vs Milan 2-0 dell'11 novembre 1984
(per gentile concessione di Renato Orsingher)



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Stagione 1984-85
(per gentile concessione di Antonio Belli -
Facebook AC Milan shirts")
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Stagione 1984-85
(per gentile concessione di Antonio Belli - Facebook AC Milan shirts")



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Stagione 1984-85
(per gentile concessione di Antonio Belli -
Facebook AC Milan shirts")
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12 maggio 1985, Milan vs Lazio 2-0,
Mark Hateley e Ray Wilkins escono dal campo
(per gentile concessione di Antonio Belli - Facebook AC Milan shirts")



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28 ottobre 1984, Milan vs Inter 2-1, l'imperioso stacco di testa
di Mark Hateley che sovrasta Collovati e segna il 2-1 definitivo
(per gentile concessione di Antonio Belli - Facebook AC Milan shirts")
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Il gol di Hateley in un poster di "Forza Milan!"
(per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)



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23 novembre 2014, stendardo Maglia Rossonera esposto in occasione del derby Milan vs Inter 1-1



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23 marzo 1986, Milan vs Roma 0-1: Mark Hateley in azione
(da pagina "80 voglia di calcio" - facebook, by Miki Grillo)



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Stagione 1985-86
(per gentile concessione di Antonio Belli -
Facebook AC Milan shirts")
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Stagione 1985-86
(per gentile concessione di Antonio Belli - Facebook AC Milan shirts")



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Stagione 1985-86,
Mark Hateley esultante dopo una segnatura,
gli corre incontro Ray Wilkins
(per gentile concessione di Antonio Belli -
Facebook AC Milan shirts")
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Cartolina "I tuoi campioni", Forte Editore, 1986-87
(per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)



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5 ottobre 1986, Juventus vs Milan 0-0:
Mark Hateley sorridente prima dell'incontro
(per gentile concessione di Antonio Belli -
Facebook AC Milan shirts")
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Hateley e Massaro, 1986-87
(per gentile concessione di Renato Orsingher)



Dal sito www.gazzetta.it
di Sebastiano Vernazza

ATTILA ORA FERISCE CON LA PENNA
Hateley, passato alla storia del Milan per un memorabile gol all'Inter, ora vive a Glasgow e lavora per tv e quotidiani scozzesi

MILANO, 6 gennaio 2007 - Ci avevano provato con Joe Jordan, scozzese, detto Lo Squalo: gli mancava un dente davanti e quando apriva la bocca sembrava il protagonista del film di Spielberg. Avevano ritentato con Luther Blisset, anglo-giamaicano ex pupillo di Elton John e dagli inglesi ribattezzato Miss It, che vuol dire Sbaglialo (sbagliare cosa? I gol, chiaro). Il Milan pescava attaccanti in Gran Bretagna e non ne azzeccava uno. Quando Giussy Farina, il presidente-agricoltore, annunciò l'ingaggio di Mark Hateley centravanti del Portsmouth (avessi detto il Liverpool), i milanisti sbuffarono: "Alè, ecco un altro brocco made in Britain". Hateley diventò Attila in un attimo, quelli erano i giorni dei film con Abatantuono che faceva il terruncello e giusto due anni prima, nel 1982, "Attila flagello di Dio" con Abatantuono medesimo e Rita Rusic aveva riempito i cinema.
LA CAPOCCIATA - Il Milan pre-berlusconiano ispirava tenerezza. Veniva da due stagioni non consecutive di serie B e aveva un presidente, Farina, che nel disperato tentativo di far quadrare i conti affittava Milanello per banchetti di nozze. Ai milanisti del 1984 bastava poco per essere felici e allorché nel derby del 28 ottobre Hateley sovrastò di mezzo metro Fulvio Collovati - il "traditore" che qualche anno prima aveva cambiato sponda per evitarsi la B - e perforò Zenga con una magnifica capocciata, il più era fatto: Milan-Inter 2-1, il giorno in cui Attila diventò milanista per sempre.
LA CAPIGLIATURA - Hateley visse di rendita sul gol a Zenga. Patì guai fisici e combinò pasticci, tipo andare a sciare al Sestriere venti giorni dopo un'operazione di menisco. Un'altra volta accampò la scusa della sinusite. Cominciò a tagliarsi i capelli alla maniera "zarra" degli anni Ottanta, con la capigliatura fluente sul collo e un po' sparata davanti, l'acconciatura chiamata mullet. La lenta deriva di Hateley si trasformò in naufragio quando il Milan diventò proprietà di Silvio Berlusconi. "Una volta a Milanello - racconterà poi Attila - Berlusconi ci confessò uno per uno. Io ero giovane, ma figlio di un calciatore, e ne sapevo abbastanza per comprendere che quell'uomo di football capiva poco. Voleva fare l'allenatore, voleva fare tutto. Si portò Van Basten, non mi lasciò andare alla Roma". Hateley passò al Monaco e poi ai Rangers Glasgow, ai Queens Park R., al Leeds, all'Hull City e al Ross County (1999), ultima fermata da calciatore.
CHIARE OPINIONI - Hateley ha fatto l'allenatore-giocatore nei due campionati all'Hull City, club inglese di seconda fascia, e l'esperienza gli è servita per intuire che la panchina non è cosa per lui. Mark si è sistemato a Glasgow. I Rangers lo hanno inserito nella Hall of Fame e gli hanno ritagliato un ruolo da ambasciatore del club. Da vecchia gloria partecipa a serate di gala. Lo hanno fotografato al concerto di un musicista africano: sta sul palco, con un bongo tra le braccia. Il lavoro, però, è nei media. Hateley commenta le partite del campionato scozzese per Setanta Sports Tv ed è opinionista del Daily Record, quotidiano di Glasgow. I Rangers stanno cambiando allenatore: via il francese Paul Le Guen, al suo posto dovrebbe sedersi Walter Smith. Il "giornalista" Attila ha detto la sua, con chiarezza, sul giornale di ieri: "Smith è il più grande allenatore che io abbia conosciuto. Più di Capello, anche (che allenò Hateley nel Milan 1987, ndr)".




Dal sito news2000.libero.it

"GIU' LE MANI DA ATTILA!"

Il goal di Hateley nel derby del 1984 era regolarissimo e pure molto bello, ero a S. Siro e me lo ricordo bene, la carriera di Mark è proseguita con successo nel Monaco e poi nei Glasgow Rangers, mica squadrette qualsiasi, forse è la fede interista che fa pigliare qualche abbaglio, mi dispiace per lei (per la fede interista intendo). Saluti. (Claudio)


Devi proprio essere un interista malato e distrutto dai recenti eventi (ti capisco quello che capita in 8 anni all'Inter è peggio che essere stati in B pagando giuste colpe) per dire che il gol di Hateley (su cross di Virdis dalla destra), era irregolare. Parla, come qualcuno ha fatto con Collovati e ti dirà (vedi anche le foto), che Hateley è saltato oltre 30 cm. più di lui, che aveva staccato di circa 50 cm da fermo! Prima di scrivere rileggete bene il mitico Panini e soprattutto le cronache dell'epoca (se vuoi le ho raccolte delle Gazzetta dello Sport). Ciao. (Leonardo)

Ho letto con molta curiosità le pagine relative alle Meteore comparse (e quasi subito sparite) nel mondo dello spettacolo degli ultimi anni. Ho trovato gli articoli divertenti e ben fatti ad eccezione di un piccolo particolare. Mi riferisco all'articolo intitolato "Il buio oltre il gol" ed esattamente dove testualmente si dice: "...al pari di quelli un po' più bravi come il milanista Hateley (che visse di rendita su un gol irregolare nel derby di andata dell'84)...". A parte il fatto che personalmente non lo riterrei una meteora (a memoria credo di ricordare 3 suoi campionati nel Milan) - al suo pari due elementi come Gerets e Blisset, che l'hanno preceduto l'anno prima, dovrebbero essere considerati dei fiammiferi, ma anche lo stesso Wilkins suo socio al Milan negli stessi anni sarebbe un più autorevole candidato a ricoprirne il ruolo - la cosa che più mi ha "disturbato" è il presunto gol irregolare segnato all'Inter nel derby (2-1 per il Milan il finale). Per anni, infatti, ho tenuto appeso di fianco al mio letto un poster gigante dell'azione di quel gol che per noi milanisti ha significato il ritorno alla vittoria in un derby di campionato dopo anni di purgatorio! Ebbene, in quella foto si mostrava il perfetto stacco di Attila che sovrastando il malcapitato Ferri di un buon mezzo metro in altezza e tenendolo a un metro di distanza trafiggeva inesorabilmente il "povero" Zenga, Olè!!!!!
Ecco, mi premeva fare questa precisazione da buon milanista visto che quanto ho letto non riuscivo proprio a digerirlo. Mi scuso per il tempo che ho rubato al redattore dell'articolo. (Fabio)

Ciao all'articolista dei calciatori dimenticati, da Fabrizio di Siena. Concordo con te sui nomi che hanno fatto la storia delle ... bufale pedatorie, anche se qualcuno forse è stato meno ... bufala che altri. Mi sorge però una domanda, visto che la tua memoria, in questo caso un po' sbiadita, ricorda un certo derby milanese finito 2 a 1: non sarai per caso interista??? In ogni caso quello fu un gran gol, e per me che assistevo a quel derby nella Fossa dei Leoni rappresentò una gioia incredibile. Per caso eri nella nord? Sai, da lì non si vede bene!!! In ogni caso non te la prendere, sai noi toscani siamo un po' ... burloni, si scherza di continuo!!! Ciao!




Dal sito www.storiedicalcio.altervista.org

HATELEY ED IL SUO DERBY DELLA MADONNINA
Nell'eterna sfida tra Milan e Inter spicca il match della stagione 1984/85 dove un Milan pre-berlusconiano piegò i nerazzurri di Castagner grazie ad una spendida rete del suo centravanti inglese Mark Hateley. Scomodarono persino il mitico John Charles. E poi Prati, un' altra icona del nostro calcio. E, pure lui, l'ex grande campione juventino si inchinò di fronte al prodigio del suo giovane erede, «il diavolo inglese», come i giornali britannici definirono Hateley: «Mark è un grande, davvero. E, un giorno, credetemi, la sua fama sorpasserà la mia. I difensori italiani sono bravi, ma contro i centravanti britannici come me e Hateley l'astuzia non basta. Con il suo talento sarebbe esploso anche in Inghilterra, ma al Milan ha trovato la via più breve per il successo». Pallone fra i piedi di Altobelli che tenta di far ripartire la manovra nerazzurra, intervento deciso di Franco Baresi che gli ruba palla e serve Virdis il quale, giunto sul fondo, serve a centroarea un cross sul quale Hateley si avventa. Lo stacco, proprio sul dischetto del rigore, è fulmineo, tanto che Mark riesce ad anticipare nettamente Collovati. Vano il tuffo di Zenga, mentre il pallone si insacca nell'angolino alto alla sinistra del portiere. Un prodigio entrato di diritto nella storia. Del resto quel ragazzone di Derby (ironia del destino...), appena sbarcato nella Milano rossonera proveniente dal Portsmouth, segnò un gol da favola, che diede la vittoria ai rossoneri nel derby dopo un'attesa di sei anni. Un sollievo per i rossoneri, la cui ultima vittoria nella stracittadina risaliva a quella di andata del 1978-79, la stagione della stella .Detto e fatto: basta ricordare quella prodezza nel derby di andata della stagione 1984-85 per comprenderlo.
Così ricordò Hateley a fine gara: «Ho visto arrivare quel pallone, e mi sono buttato, saltando più in alto possibile. Pochi I nuovi pezzi per il Milan di Liedholm edizione 1984/85: Hateley, Wilkins, Di Bartolomei, Terraneo e Virdis.. Poi una sincera confessione: «Quando sono arrivato in Italia ero semisconosciuto. Le altre squadre prendevano Maradona, Platini, Zico e Socrates. Il Milan, che veniva da stagioni a dir poco infelici, puntava su di me. Roba da non credere». E fra i mille elogi dei vip presenti in tribuna d' onore, spiccò quello di Ugo Tognazzi, che definì Hateley e Wilkins, con uno strano paragone gastronomico, come «due rare e raffinatissime spezie inglesi in un piatto divino». Su Hateley, invece, il suo tecnico Liedholm spiegò che con lui aveva «imparato molto in fatto di tecnica, ma molto poteva e doveva ancora fare. Il risultato, comunque, è sotto gli occhi di tutti». Nota statistica: prima di quel giorno, da oltre ventotto anni la squadra che passava per prima in vantaggio nel derby di Milano si era sempre aggiudicata almeno un punto. Finché, però, un giorno arrivò Hateley, l'uomo giusto per abbattere le statistiche. «Mi ha sbalordito» sussurrò Franco Baresi. Non solo lui. Fu un successo che fece arrabbiare moltissimo il presidente interista Pellegrini. Il quale, incontrando il collega milanista Farina negli spogliatoi, gli disse: «Complimenti: avete vinto una battaglia, ma la guerra sarà nostra». Si sbagliava.
A fine campionato, il Milan sarebbe arrivato quinto, l'Inter terza dietro al Torino e al magico Verona di Osvaldo Bagnoli. 28 ottobre 1984, 2-1 il risultato finale per i rossoneri, anche se quel giorno fu proprio l'Inter di Castagner a passare in vantaggio per prima, grazie a una prodezza di Altobelli al 10' del primo tempo. Grande agonismo a centrocampo, finché poi toccò a Di Bartolomei, al 33', pareggiare i conti su una combinazione Wilkins-Virdis. Non cambiò nulla fino al 18' della ripresa, quando sembrava che nessuno sarebbe più riuscito a sbloccare il risultato. Ci riuscì, invece, Mark Hateley, migliore in campo e protagonista di un acceso duello con l'interista Collovati. Una buona parte del merito del successo milanista, che aveva approfittato anche del calo fisico dell'Inter affaticata dagli impegni di coppa, andò anche a Terraneo, decisivo in almeno tre interventi, oltre che al solito Baresi, con l'unica macchia di Battistini franato sotto i colpi di Rummenigge e uscito in anticipo per una distorsione alla caviglia destra che si era procurato durante il riscaldamento. Mauro Tassotti, ora vice allenatore del Milan, era lì, a due passi, quando Hateley volò fino al cielo per vincere con un colpo fantastico il derby di San Siro contro l'Inter. «Ma prima della gioia - ricorda ora il tecnico rossonero - arrivò lo stupore. Uno stacco incredibile, che dimostrò quanto Mark possedesse un tempismo e una forza davvero rari. Di tipo inglese, alla Charles o alla Jordan contro un difensore, Collovati, che non scherzava quando c'era da saltare a stretto contatto con l'avversario. Ho ancora negli occhi la meraviglia di tutti noi che gli stavamo intorno, gli applausi, l'entusiasmo, ma anche i complimenti sinceri che gli facemmo per un gesto atletico incredibile». Una rete di tipo inglese? L'idea, il paragone, hanno una loro precisa motivazione tecnica: «Sì - spiega ancora Tassotti - perché certi contatti, anche rudi, persino nelle azioni aeree, nel calcio britannico sono all'ordine del giorno, e soprattutto sono permessi. Ricordo che Hateley ebbe poi parecchi problemi con i nostri arbitri, che se ne lamentò spesso. Lui era abituato a fare in un certo modo e loro glielo impedivano, continuavano a fischiargli dei falli contro». Poco male, perché i risultati gli diedero comunque ragione. Hateley non capiva perché a latitudini non poi molto diverse ci fossero giudizi così diversi. E nessuno riuscì mai a spiegarglielo fino in fondo. «Ma quel giorno - ricorda Tassotti - non ci furono problemi. Il suo fu un gran gol, uno di quelli che si ricordano per tutta la vita e che si portano ad esempio quando c'è qualcosa da insegnare ai ragazzi»






Mark Hateley nel campionato scozzese
(per gentile concessione di Sergio Taccone)


Mark Hateley nel campionato scozzese
(per gentile concessione di Sergio Taccone)





Mark Hateley nel 2005 a Glasgow con i tifosi dei Rangers
(Archivio Magliarossonera.it)





Novembre 2007, amichevole a Malta tra vecchie glorie
inglesi e italiane: Mark Hateley svetta su Luca Pellegrini
(dal sito forum.tifonet.it - Amarcord Rossonero)


Aprile 2007, Hateley in tribuna come commentatore di una tv scozzese
(dal sito forum.tifonet.it - Amarcord Rossonero)



Dal sito www.attualita.it
17 novembre 2014 - di Franco Bovaio

HATELEY, TRENT’ANNI DOPO. CRONACA DI UN COLPO DI TESTA INDIMENTICABILE
Millenovecentottantaquattro, trent’anni fa. La Milano era quella da bere della pubblicità, ma il derby Milan-Inter (o Inter-Milan, che dir si voglia) aveva perso un po’ del suo appeal. Proprio come oggi le due squadre non riuscivano a tenere il passo delle Regine Juventus e Roma e la stracittadina valeva più per la supremazia locale che per lo scudetto, come invece era accaduto quasi sempre in passato. In quel clima dimesso, però, all’interno del derby giocato il 28 ottobre 1984 venne compiuto un gesto tecnico che ancora oggi, a distanza di trent’anni, nessuno di quelli che ebbero la fortuna di vederlo dal vivo o in televisione (anche se tifosi di altre squadre, Inter esclusa, ovviamente, visto che lo subì) ha più dimenticato: il colpo di testa di Mark Hateley. Uno stacco impressionante nel cielo di San Siro che lasciò annichilito il difensore che lo marcava, il campione del mondo Collovati (cresciuto nel Milan, ma poi passato all’Inter), che nel gioco aereo non era di certo l’ultimo arrivato. Un gol magnifico per forza fisica, precisione della “zuccata” (che infilò il pallone nell’angolino alto alla sinistra del portiere) e forza che il centravanti inglese impresse al pallone, spedendolo alle spalle di un incolpevole Zenga. Con quel gol Mark Hateley regalò la vittoria al Milan nel derby dopo sei anni di digiuno (l’ultima risaliva all’andata del campionato 1978-79, quello della stella e sempre con Liedholm in panchina, come in quel torneo 1984-85) ed entrò di diritto nelle leggenda della partita. A pensarci bene non poteva essere diversamente per uno nato proprio nella cittadina di Derby, alla quale, per questo, si dice sia dovuto il modo di chiamare le sfide tra squadre della stessa città o regione. Il gol di Hateley fu quello del sorpasso rossonero, visto che la gara era stata aperta dalla rete dell’interista Altobelli, poi pareggiata da quella dell’indimenticabile ex capitano della Roma Agostino Di Bartolomei, passato al Milan proprio nell’estate dell’84 insieme al suo mentore Nils Liedholm. Quindi ci pensò Hateley a fissare il risultato sul 2-1 al 18’ del secondo tempo e a spingere a fine gara un tifoso milanista doc come l’attore Ugo Tognazzi a paragonarlo, insieme al centrocampista suo connazionale Ray Wilkins, in campo anche lui quel giorno, a “due rare e raffinatissime spezie inglesi in un piatto divino”. Quel gol resta la perla di Hateley nel Milan, con il quale giocò tre stagioni per un totale di 86 presenze e 21 reti.




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Mark Hateley nel 2015
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Statuina di Mark Hateley
(di Giovanni Santacolomba)