Egidio CALLONI
"Sciagurato Egidio"

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(Archivio Magliarossonera.it)



Scheda statistiche giocatore
  Egidio CALLONI

Nato l'01.12.1952 a Busto Arsizio (VA)

Centravanti (A), m 1.80, kg 73

Stagioni al Milan: 4, dal 1974-75 al 1977-78

Soprannomi: “Sciagurato Egidio” (datogli da Gianni Brera e che ha dato il titolo ad una fortunata trasmissione televisiva di Telepiù), “Gatto di Marmo”

Proveniente dal Varese

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia l'01.09.1974: Milan vs Brescia 0-0

Esordio nel Milan in Campionato (Serie A) il 13.10.1974: Juventus vs Milan 2-1

Ultima partita giocata con il Milan il 17.05.1978: Juventus vs Milan 0-3 (Coppa Italia)

Totale presenze in gare ufficiali: 143

Reti segnate: 54

Palmares rossonero: 1 Coppa Italia (1977), 1 finale di Coppa Italia contro la Fiorentina (1975)

Esordio in Nazionale B il 29.09.1974: Italia vs Jugoslavia 2-2

Totale presenze in Nazionale B: 5

Reti segnate in Nazionale B: 2




Ha giocato anche con il Verbania (C), il Varese (A, B), il Verona (A), il Perugia (A), il Palermo (B), il Como (A), l'Ivrea (D), il Mezzomerico (D).

Ha allenato l'Ivrea (Dil.) nel 1995-96.

"E' rimasto famoso per i gol sbagliati (alcuni dei quali francamente incredibili), eppure nei primi due anni in rossonero non era andato affatto male, mettendo a segno rispettivamente 11 e 13 gol in campionato, questo giovanotto che arrivò in rossonero dopo che il Milan tentò inutilmente di tesserare Libera, che invece andò all'Inter ed il Milan prese lui. Poi, con l'arrivo di Pippo Marchioro, il centravanti varesino, tutto grinta e cuore, cominciò progressivamente a perdere la fiducia nei propri mezzi e neanche il Barone Nils Liedholm riuscì a risollevarlo, cosicché venne dirottato a Verona; qui, nella stagione 1978-79, quella della "Stella", alla quartultima giornata di campionato, segnò un gol contro i suoi ex compagni, mettendosi subito le mani nei capelli e chiedendo poi scusa alla fine; per fortuna che prima Rivera e poi Novellino riuscirono a ribaltare il risultato. Nel luglio 1999, in occasione della celebrazione del "CentoMilan" ha partecipato (un po' appesantito, in verità) ad un incontro tra Vecchie Glorie Rossonere segnando un gol a Giovanni Galli, andando a raccogliere come ai vecchi tempi, con l'indice alzato, l'ovazione di San Siro che, in fondo, lo ha sempre amato." (Nota di Colombo Labate)


"Tutto sgorgò dalla penna audace e mordace di Gianni Brera, lo stesso "mostro sacro" della letteratura sportiva che fu in grado di coniare "Rombo di tuono" per Gigi Riva e "Abatino" per Gianni Rivera. E così cominciammo a chiamare Calloni lo "Sciagurato Egidio", esattamente come il personaggio di manzoniana memoria che fu amante della Monaca di Monza nei "Promessi Sposi".
La sciagura del centravanti del Milan, dal 1974 al 1978, era quella di impaperarsi dinanzi alla porta vuota, di scialacquare patrimoni di fortuna, di buttare alle ortiche palloni da favola. Oggi svolge l'attività di rappresentante-ispettore per conto dell'Algida, e la sua zona operativa è quella di Arona-Cannobio, dove trova sempre qualcuno pronto a ricordagli il passato. Lui, giustamente, non ne può più di sentirsi apostrofato come inventò il grande Brera, e quell'aggettivo, "sciagurato", è ancora capace di "gelarlo" più di una qualsiasi Coppa Rica. Eppure, dando un'occchiata ai numeri della sua carriera, non si ha l'impressione della disfatta, perché 31 gol in 101 partite con la maglia rossonera non costituiscono certo motivo di vergogna. La sorte gli ha voltato le spalle nel momento in cui clamorosi svarioni sono passati alla storia satirica del campionato, e nel momento in cui ha lasciato il Milan l'anno prima del decimo scudetto.

Calloni ha avuto maestri illustri, come Trapattoni, Marchioro e Liedholm, ma uno in particolare, Rocco, fu capace di solleticarne l'orgoglio all'insegna dell'equivoco. Il Paron aveva l'abitudine di chiamarlo "mulo", e il buon Egidio si sentiva importunato e perseguitato, senza rendersi conto che, in triestino, significava bonariamente "ragazzo". Oggi sarebbe anche troppo facile rievocarlo solo per il culto dell'errore (e dell'orrore) sotto rete, come se rappresentasse nell'area altrui l'equivalente di un Niccolai nell'area propria. Personalmente preferisco segnalarne l'umiltà con la quale si è rimesso in gioco, alle prese con un mestiere semplice, e con la quale continua a giudicarsi a distanza di tempo. Dice di essere stato "un mediocre approdato immeritatamente ad alti livelli", ed è una etichetta che gli fa onore, lontano dalle battute di spirito e dalle ben note metafore manzoniane. Passando dal lago di Como al lago Maggiore, fra un cono e l'altro, si riscopre un uomo che sa valutare con obiettività se stesso, e che chiede di essere lasciato in pace almeno 25 anni dopo." (Carlo Nesti)



"Centravanti mancino, passato alla storia più per i suoi errori che per le sue prodezze. Autore inizialmente di alcune stagioni dignitose, ha capacità di marcamento e attitudine ai numeri in acrobazia." (Da La Grande Storia del Milan, Gazsport, 2005)



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I sei nuovi acquisti del Milan per la stagione 1974-75:
da sinistra Bet, Zecchini, Albertosi, Bui, Gorin e Calloni



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Egidio Calloni nel 1974, appena trasferito dal Varese al Milan
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13 ottobre 1974, Juventus vs Milan 2-1
(per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)



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Egidio Calloni approda al Milan, proveniente dal Varese
(by Roberto Rolfo - facebook)
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Egidio Calloni: stagione 1974-75, dal Varese al Milan



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Stagione 1974-75
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Egidio Calloni, 1974-75



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La Nazionale Italiana Under-23 (anno 1975) allenata da Enzo Bearzot.
In piedi, da sinistra: Mauro Della Martira, Massimo Cacciatori, Gaetano Scirea, Claudio Gentile, Egidio Calloni.
Accosciati, da sinistra: Aldo Maldera, Domenico Caso, Lionello Massimelli, Eraldo Pecci, Loris Boni, Vincenzo D'Amico





(da "Sportweek")







(da "Gazzetta dello Sport", 1975-76)



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Egidio Calloni in copertina Intrepido, 1975-76
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Silvano Villa, Egidio Calloni e Francesco Vincenzi,
il nuovo attacco rossonero per la stagione 1975-76
(da "Forza Milan!", per gentile concessione di Renato Orsingher)



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22 ottobre 1975, Athlone Town vs Milan 0-0:
Calloni, Bet, Aldo Maldera, Turone, Benetti (di spalle, con il numero 8)
(per gentile concessione di Antonella Bellocchio)
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Egidio Calloni
(per gentile concessione di Daniele Bonesso)



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7 dicembre 1975, Milan vs Internazionale 2-1: i due autori dei gol rossoneri,
Egidio Calloni e Silvano Villa, si abbracciano felici



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8 dicembre 1976, Coppa Uefa, Milan vs Athletic Bilbao 3-1:
l'esultanza di Egidio Calloni dopo il gol su rigore
(per gentile concessione di Sergio Taccone)
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2 gennaio 1977, Lazio vs Milan 1-2:
Egidio Calloni piange sulle spalle di Ricky Albertosi al
termine della partita, era mancato da poco suo padre
(per gentile concessione di Sergio Taccone)



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Profilo di Calloni, stagione 1977-78
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Egidio Calloni circondato dai tifosi
(by Alessandro Fornoni - facebook)



Dal sito www.faenzanet.it

FAENZA - 14/20 marzo - E' stata una settimana dura e densa di avvenimenti quella appena passata da Egidio Calloni, il pre-Luther Blisset a righe rossonere, pericolo solo per i raccattapalle raccolti a chiosco dietro le porte avversarie. E' stata una settimana dura tra film, teatro, musica, incontri e gastronomia tipica. "Ho visto cose che voi uomini non avete mai visto" ha pensato aggirandosi tra i tanti piccoli eventi. Ma ce l'ha fatta, naturalmente. Ne è uscito vivo. Ed eccolo pronto, bello e nuovo, dopo aver riposato qualche sera, pur se un pò giù per la sconfitta patita con il Bologna da un Milan lasciato in mano a Galliani oramai irriconoscibile ad affrontare una nuova serie di serate ricche di eventi, magari di non grande portata, ma tutte piccole "chicche" dal curioso ed originale interesse.

FAENZA - 2/8 maggio - Oh, son stato a Parigi. Che casino! E' passato 'sto Le Pen, che poi sono anni che prende dei gran voti in Francia. E su tutti a dire che torna il fascismo. Sarà anche vero, ma ho guardato i candidati della sinistra: erano sette, otto o nove, capito? Ognuno a difendere il suo cortile, un pò come da noi in Italia, dove è stata più importante la disfida di Gallipoli o il collegio di Di Pietro in qualche luogo sperduto dell'Abruzzo-Molise, che la vittoria alle elezioni nazionali. Dicevo, erano otto o nove. Insieme avrebbero preso quasi il 40 per cento e potevano dare del filo da torcerce a Chirac, altro che Le Pen. Poi, dopo i disastri che fanno, chiamano la gente in piazza.... Ed è lì che ho incontrato un amico nuovo. Proprio lì: Jim Gente. Quello che tutti cercano e che tutti chiamano quando c'è bisogno. Mi ha incontrato: "Vecchio Egidio" mi ha detto "voglio andare via da questa Francia che ha sempre meno sapore di libertà. Vengo con te in Italia dove ci sono Prodi e Veltroni, il Cardinal Martini e Enzo Biagi". Naturalmente non gli ho detto che in Italia oramai per i comunisti come loro non c'è più posto e che sono tutti in via di licenziamento o di pensionamento o che stanno facendo lavori "minori" in qualche sperduta località e me lo sono portato via. Anche perchè dalla prossima settimana sarà lui, Jim Gente, a fare la cronaca faentina degli appuntamenti culturali, visto che è più giovane di me, non ha la morosa -quindi è in punta, come si dice- e ha voglia di fare tardi la notte tra un posto e l'altro. Io me ne torno a Verbania, dove ho passato tanti anni come calciatore, a fare il direttore sportivo della locale squadretta di calcio. Roba minore, sì, ma roba vera. Calcio vero, mica Biscardi & Mosca.....(Egidio Calloni)






Dal sito www.maniacalcio.com

LUNEDI' 1° DICEMBRE 2003
BUON COMPLEANNO A.....EGIDIO CALLONI
Egidio Calloni è nato a Busto Arsizio (Varese) il primo dicembre 1952. Attaccante noto soprattutto per i gol sbagliati ("callonate").
Ha scritto Marco Cavani: "Brera lo chiamò lo sciagurato Egidio, come l'amante della Monaca di Monza, e Beppe Viola gli dedicò alcune memorabili fulminanti battute. Durante una cronaca, per esempio, una volta disse: "... A due metri dalla porta, completamente solo, Calloni sventa la minaccia...". [...] Eppure, dando un'occhiata ai numeri, non si ricava l'impressione d'un vero e proprio fallimento: 31 gol in 101 partite con la maglia rossonera sono pur sempre uno score dignitoso. [...] E dire che da giovane segnava come un ossesso nel Verbania, e poi anche nel Varese, dove disputò un'ottima stagione contribuendo a portare la squadra in A. Il Milan da lì lo prese nel 1974/1975, facendo affidamento sui suoi gol (che all'inizio arrivarono copiosi). Ma da un certo punto in poi la triste fama di collezionista di orrori l'avrebbe perseguitato ovunque: a Verona come a Perugia, a Palermo come a Como [...]" (dal "Guerin Sportivo" del 6 maggio 2003)




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5 gennaio 1975, Milanello, Luciano Zecchini, Franco Tancredi, Egidio Calloni, Giovanni Lorini, Romeo Benetti e Giorgio Skoglund a tavola
(by Giovanni Lorini)



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Intervista di Egidio Calloni
(da "La Gazzetta dello Sport", 24 luglio 1976)
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26 gennaio 1975, Milan vs Ternana 3-1:
l'esultanza di Calloni, e sullo sfondo Nardin
(da "Forza Milan!")



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Calloni in un'immagine della stagione 1975-76
(Archivio Magliarossonera.it)
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(da "Forza Milan!", 1975-76)



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Giuseppe Sabadini ed Egidio Calloni con Bruno "Gabola"
di San Vittore Olona (MI), scomparso a marzo 2020
(by Giuseppe Sabadini)
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Egidio Calloni si sposa
(da "La Stampa" del 5 marzo 1976)



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6 novembre 1976, Milan vs Juventus 2-3: Egidio Calloni in azione
(Foto Agenzia Giornalfoto, per gentile concessione di
Emanuele Pellegrini)
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12 dicembre 1976, Milan vs Genoa 2-2: Silva e Calloni
(Foto Agenzia Giornalfoto, per gentile concessione di
Emanuele Pellegrini)





Bigon, Capello, Calloni e Collovati in una trasferta europea, 1976-77



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30 ottobre 1977, Milan vs Foggia 2-0, Calloni:
Rivera, Maldera e Capello prima di un calcio di punizione
(per gentile concessione di Gianni Righetto)
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Egidio Calloni alpino a Vipiteno, 1977-78





(dal libro "La Storia del Milan", Forte Editore, 1986)



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Paolo Rossi ed Egidio Calloni a Perugia
con il giornalista Mario Mariano, 1979
(per gentile concessione di Sergio Taccone)
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Paolo Rossi, Daniele Tacconi ed Egidio Calloni a Perugia, 1979
(per gentile concessione di Sergio Taccone)



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Egidio Calloni nel giorno delle nozze



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Egidio Calloni a San Siro, stagione 2013-14
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Il diavolo e il bomber Egidio Calloni, settembre 2014



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(dal "Corriere dello Sport" del 27 luglio 2017)



Dal sito www.vcoazzurratv.it
1° dicembre 2020

AUGURI EGIDIO CALLONI, BOMBER DI OGNI TEMPO...
Compie 68 anni Egidio Calloni, bomber di razza della storia del calcio italiano con 88 reti segnate tra i professionisti in carriera. La stagione nel Verbania, gli anni nel Milan, il resto della sua carriera e quel soprannome nato da un articolo di Gianni Brera; tanti auguri ad un vero e proprio mito.
Tanti auguri Egidio, grandissimo del nostro calcio ma diremmo di più, del calcio e basta. Compie oggi 68 anni il buon Calloni, bustese dairaghese di nascita ma ormai cittadino del nostro territorio dove vive da tempo con la moglie Marzia ed i figli Giulia e Stefano. Parlare di Egidio Calloni è facile e lo si può fare in due modi; o in maniera superficiale ed inesatta dando il là alla becera canzonatura ed al falso stereotipo che lo vuole simbolo del pippone mangiagol, oppure in maniera più consona ricordandolo per quel che è stato ovvero uno degli attaccanti migliori del calcio italiano negli anni 70. Nato nel 1952 da mamma Carmela e papà Mario, a quei tempi li i divertimenti erano pochini ed il pallone un logico amico. Inizia allora a giocare da 'pulcino' con la casacca dell'Inter e dopo aver giocato con la Carabelli-Lanfranchi di Milano gli osservatori del Varese lo vedono e lo portano in biancorosso. Segna tanto nelle giovanili, guidato da Peo Maroso, e per fargli fare le ossa a nemmeno 20 anni lo mandano proprio al Verbania che allora veleggiava in C. In quel campionato 1971/72, il penultimo del club lacuale nel torneo di Serie C, la squadra biancocerchiata era realmente tanta roba: Achille Fellini in porta, Pierluigi Gini, ed Angelo Marforio erano i veterani ma il giovane tecnico Pippo Marchioro ebbe in mano ragazzi bravi come come Roberto 'Topo' Salvadori (uno scudetto al Torino), Cesare Butti (tre secondi posti consecutivo col Torino ed il Perugia miracolo di D'Attoma e Castagner), Mario Guidetti (uno dal gol facile tra Vicenza e Napoli), Perego e Fusaro. Unite a loro la sagacia e la saggezza calcistica di un Osvaldo Bagnoli che allora pensava solo a giocare ma aveva già qualcosa da allenatore ed il gioco è fatto. In questo contesto Egidio a dispetto di un primo periodo un pochino di apprendistato inizia a buttarla dentro. Sono 38 le sue presenze in quella stagione, insaporite da 15 reti segnate, spesso in casa, allo Stadio dei Pini sempre gremito. La squadra che sembra poter giocare per qualcosa di grosso rallenta, del resto di soldini ce ne sono pochi, molto pochi. Secondo qualcuno qualche risultato negativo arriva, per così dire, in modo compiacente. In campionato il Verbania chiude sesto a 40 punti, parimerito col Venezia. La società lacuale vende i migliori giovani e Calloni torna a Varese nella stagione 72/73 arrivando in cadetteria dove resta anche nel campionato 73/74 quando i bosini, grazie ai suoi gol (15, capocannoniere), tornano in A. Nell'estate del 74 arriva la chiamata del Milan che lo prende per 850 milioni, resta in rossonero sino al 1978, sono annate difficili, gli anni dei presidenti che ci sono ma non ci sono: Albino Buticchi, Bruno Pardi, Vittorio Duina (che era di Varzo) e Felice Colombo sono i massimi dirigenti di un club in mano a Gianni Rivera. Che bei nomi in quelle squadre: oltre al 'Goldern Boy' ci sono, per esempio, Albertosi, Sabadini, Anquilletti, Maldera, Benetti, Bigon, Chiarugi e tanti altri. Non furono anni fortunati per i tifosi rossoneri, con un Milan forse mai davvero in corsa per lo scudetto, nel 74/75 al Milan arriva in panchina Gustavo Giagnoni ed ecco un quinto posto, nella stagione successiva l'allenatore col colbacco caro ai granata viene esonerato quasi subito, in panchina ci va Giovanni Trapattoni con al fianco il mito Nereo Rocco (del quale Egidio ricorda sempre la grande umanità) e la squadra chiude al terzo posto; è la stagione del primo gol in Serie A, una rovesciata contro la Roma. L'anno successivo Trapattoni va alla Juventus, arriva Fabio Capello in campo e in panca Pippo Marchioro, che lo allenava a Verbania ma le cose vanno male in campionato: tanto che il Milan è matematicamente salvo solo alla penultima giornata battendo 3-2 in Catanzaro. Marchioro peraltro è esonerato e sostituito ancora da Rocco. In quell'anno però c'è la soddisfazione di vincere la Coppa Italia: 2-0 in finale con l'Inter e trofeo alzato al cielo con Calloni capocannoniera. L'ultimo campionato al Milan è il 77/78, con Liedholm allenatore ed un terzo posto finale. Sono quelli gli anni del soprannome (che lui sopporta poco) che ha a volte malamente accompagnato tutta la sua vita. In effetti nelle ultime due stagioni in rossonero Calloni qualche errore sottoporta lo commise (roba normale, pensiamo a cosa vediamo oggi), fatto sta che a quei tempi in tribuna stampa c'erano due grande giornalisti che facevano dell'ironia il loro cavallo di battaglia; una ironia non becera, fine: Gianni Brera che scriveva sulla Gazzatta e Beppe Viola, inviato della Rai. Con la sua prosa graffiante Brera, raccontando di un gol sbagliato da Calloni, lo apostrofò 'Sciagurato Egidio', citando il personaggio manzoniano. Era una delle tante iperbole del giornalista pavese così come la famosa frase di Viola in un servizio per la Domenica Sportiva: "Il Milan attacca ma Calloni sottoporta sventa la minaccia" altro non era che una figura ironica del giornalista milanese. Questo però in mano a chi non aveva la sagacia e l'arguzia divenne 'Egidio la Sciagura', nulla di più immeritato. Nel Milan ha giocato 143 partite segnando 54 gol ed ancora oggi è il secondo miglior marcatore rossonero in Europa League (precedentemente Coppa Uefa) dietro George Weah. Lascia il Milan proprio nell'anno in cui i rossoneri vinceranno il decimo scudetto che avrebbe meritato, giocò poi a Verona, Perugia, Palermo e Como tra tanti gol e qualche 'basso' per chiudere la carriera a Ivrea e Mezzomerico tra i dilettanti nei primi anni 80. Uomo d'area, rapido, forte di testa e ottimo rigorista, ha segnato 88 gol tra i professionisti, in anni di grandi bomber ma anche di grandi difensori. Dopo la carriera in campo diventa rappresentante di gelati, allena anche a buoni livelli, passa qualche brutta giornata nel 2007 per una ischemia dalla quale si è ripreso bene. Negli ultimi anni ha allenato la scuola calcio all'Oratorio San Vittore: "E non c'è niente di più bello che vedere i bambini piccoli giocare con il pallone", ci ha detto un giorno con gli occhi lucidi. Ecco, questo è Egidio Calloni e noi che gli vogliamo bene gli mandiamo un grande augurio.



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1° dicembre 2020, auguri a Egidio Calloni
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