Lorenzo BUFFON
"Tenaglia"

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Scheda statistiche giocatore
  Lorenzo BUFFON

Nato il 19.12.1929 a Majano del Friuli (UD)

Portiere (P), m 1.81, kg 88

Stagioni al Milan: 11, dal 1949-50 al 1959-60

Soprannomi: “Tenaglia”, “Lorenzo il Magnifico”

Proveniente dal Portogruaro

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 15.01.1950: Milan vs Sampdoria 5-1

Ultima partita giocata con il Milan il 16.09.1959: Milan vs Como 0-1 (Coppa Italia)

Totale presenze in gare ufficiali: 300

Palmares rossonero: 4 Scudetti (1950-51, 1954-55, 1956-57, 1958-59), 2 Coppe Latine (1951, 1956)

Palmares personale: 1 Scudetto (1962-63, Internazionale)

Esordio in Nazionale Italiana il 09.11.1958: Francia vs Italia 2-2

Ultima partita giocata in Nazionale Italiana il 07.06.1962: Italia vs Svizzera 3-0

Totale presenze in Nazionale Italiana: 15

Reti subite in Nazionale Italiana: 17




Ha giocato anche con il Latisana (Dil.), il Portogruaro (Dil.), il Genoa (A, 1959-60), l'Internazionale (A, 1960-63), la Fiorentina (A, 1963-64), l'Ivrea (Dil., 1964-65) e il Martina (Dil., 1966-69).

E' stato il marito di Edy Campagnoli, prima valletta di Mike Bongiorno nello storico quiz televisivo (risalente agli anni '50) "Lascia o Raddoppia", sposata il 26.6.1958 nella Chiesa di San Gottardo a Milano, salvo poi separarsi dieci anni dopo. Si dice che Buffon mal sopportasse il fatto di essere chiamato allo stadio "Signor Campagnoli".

"Ero un po' deluso - racconta Buffon - perché non riuscivo ad emergere dalla cerchia della provincia. Sì, tutti mi conoscevano e mi stimavano, ma era un po' una fama da paese. Insomma, io leggevo i giornali ricchi delle gesta di Bacigalupo, di Franzosi, di Sentimenti IV, di Casari e mi domandavo se effettivamente sarei riuscito ad avvicinarmi a quei campioni. Erano i sogni del giovane portierino del Portogruaro che sperava di emulare le imprese dei suoi idoli. I sogni talvolta si avverano e, per Lorenzo, la fatina delle fiabe per fanciulli ha un nome ed un cognome: Felice Arienti. Questi, con buoni precedenti in Serie A nel Bari e nel Venezia (dove vince una Coppa Italia nel 1940-41) giunge, sul finire degli anni Quaranta, a Portogruaro nella veste di giocatore-allenatore. Subito si accorge delle notevoli potenzialità del suo piccolo-grande portiere, tanto da segnalarlo al patavino Toni Busini divenuto, nel frattempo, direttore tecnico di un Milan che, sotto la guida del suocero Umberto Trabattoni, sta pensando alla grande. Arienti, già compagno di squadra di Busini ai tempi del Seregno (1938-39), porta a Bollate, nell'aprile del 1949, alcuni giovani promettenti della sua formazione per farli visionare al dirigente rossonero. Busini, molto sensibile agli elementi provenienti dalla sua terra d'origine (il Triveneto), rimane affascinato dalle grandi doti di Lorenzo Buffon tanto da offrirgli immediatamente un contratto con il Milan.
Buffon nasce a Maiano nel Friuli il 19 dicembre 1929. Cresce calcisticamente nel Latisana, dove nel frattempo la famiglia si è trasferita e, dopo l'esperienza portogruarese, inizia la grande avventura con il Milan. Dopo quattro mesi di apprendistato da quarto portiere, scavalca la concorrenza (Rossetti, Milanese e Bardelli) divenendo titolare inamovibile. In rossonero, "il magnifico" disputa undici stagioni da protagonista dal 1949 al 1959, vincendo quattro scudetti e due Coppe Latine. E' stato il primo portiere rossonero della storia ad indossare la maglia azzurra, se si esclude Attilio Trerè che nel 1913 sostituì tra i pali l'infortunato Innocenti. Dopo un diverbio con "Gipo" Viani, sempre più "sceriffo", lascia a malincuore il Milan, in un valzer di portieri che condurrà Giorgio Ghezzi in rossonero e Buffon prima al Genoa e poi all'Inter. Lo stesso Viani, divenuto nel frattempo selezionatore della nazionale, durante un raduno, confiderà poi allo stesso Buffon il grave errore commesso nel lasciarlo partire. In maglia azzurra disputa complessivamente 15 incontri.
Con l'Internazionale conquista il quinto scudetto di un'invidiabile carriera chiusa ad Ivrea nel 1965 dopo una parentesi a Firenze.
Oggi è legato al Milan in qualità di osservatore." (Da "CentoMilan, il libro ufficiale", di Fabrizio Melegari, Ed. Gazzetta dello Sport-Panini 1999)

"Dopo una stagione di rodaggio, si impone come il miglior portiere italiano dell'epoca, vincendo il primo dei suoi 5 scudetti. Finalmente un portiere del Milan, ove si escluda la fugace apparizione di Attilio Trerè, andrà ad indossare la maglia azzurra.
Avrebbe sicuramente disputato la totalità delle partite in programma se non avesse gentilmente lasciato il proprio ruolo all'anziano e meritevole «Jimmy» Rossetti nell'ultimo incontro stagionale. Insuperabile." (Luigi La Rocca, Milano 2001)

"Dalla porta dell'oratorio a quella del Milan. Lorenzo Buffon, giocatore colto ed elegante, alternava ottime prestazioni a partite meno brillanti. Complice certamente il suo difficile carattere. Depressione e allegria si impossessavano di lui senza nessuna logica. Ma questo non gli ha assolutamente impedito di vincere molto in maglia rossonera. Con il Milan ha vinto quattro scudetti (il primo dopo un astinenza della società che durava dal 1907) e due Coppe Latine, la vecchia Coppa dei Campioni o Champions League come è stata ribattezzata da qualche anno. Quindici le sue presenze in nazionale (esordio il 9 novembre 1958 in Francia-Italia 2-2 e addio il 7 giugno 1962 al termine di un Italia-Svizzera conclusasi 3 a 0) in un periodo in cui gli azzurri, Campioni del mondo nel '34 e nel '38 non riuscivano più a ripetere quegli importanti successi." (Dal sito AC Milan.com)

Malgrado il passato milanista e da divo (sposa Edy Campagnoli, valletta di "Lascia o raddoppia"), si fa apprezzare per lo stile spettacolare ma efficace: parate anche plateali, ma unite a un perfetto senso della posizione." (Dal sito inter. it)





(dal "Corriere dello Sport")





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Dal sito www.wikipedia.it

Cresciuto calcisticamente nel Portogruaro in Serie D, ha esordito in Serie A giovanissimo con il Milan, nel campionato 1949-50, diventando presto titolare e conquistando l'anno seguente il suo primo titolo italiano. Diventa così il portiere del grande Milan degli anni cinquanta, reso famoso dal trio di fenomeni svedesi che prese il nome di Gre-no-li (dalle loro iniziale: Gren, Nordhal e Liedholm).
Conquista anche gli scudetti del 1954-55, 1956-57 e 1958-59 e, sebbene negli ultimi anni giochi in maniera discontinua, alternandosi con il secondo portiere Narciso Soldan, l'8 novembre 1958 giunge il riconoscimento del suo valore con la convocazione nella squadra nazionale. Il pareggio per 2-2 con la squadra della Francia guidata da Just Fontaine, da poco laureatosi capocannoniere al campionato del mondo, gli vale il ruolo di titolare e, subito dopo, i galloni di capitano.
Nel 1958 sposa Edy Campagnoli, la valletta televisiva che affiancava Mike Bongiorno nella presentazione di "Lascia o raddoppia?".
Passato al Genoa Cricket and Football Club nel 1959, vi rimane una sola stagione prima di tornare a Milano, stavolta all'Inter, dove rimane tre stagioni disputando ottantanove incontri. La sua carriera ha un brusco epilogo dopo i mondiali del Cile del 1962: perde il posto in nazionale, all'Inter gioca molto meno l'anno successivo. Passa alla Fiorentina, ma in qualità di secondo portiere dove gioca solamente l'ultima partita di campionato.



Dopo una stagione in Serie C con l'Ivrea nel 1965, chiude la carriera a quaranta anni in serie D nell'Associazione Calcio Martina di Martina Franca nel 1969, dopo aver collezionato 376 gare di Serie A e sedici con la maglia della nazionale.
Nelle cronache sportive (e non) è rimasta memorabile la sua rivalità con un altro quotato portiere della medesima epoca, Giorgio Ghezzi.
L'attuale portiere della Juventus, Gianluigi Buffon, è un suo lontano parente (Lorenzo è un cugino del nonno di Gianluigi), anche se per stessa ammissione di entrambi non si sono mai frequentati molto.
Attualmente Lorenzo Buffon vive a Latisana, dove continua a rimanere in collegamento con il mondo del calcio svolgendo il ruolo di selezionatore di talenti per il settore giovanile del Milan.





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Figurina "Lavazza" di Lorenzo Buffon
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(da "Il Milan Racconta")





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Cartolina di Lorenzo Buffon 1950-51 con autografo
(dal sito www.delcampe.net)
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Lorenzo Buffon, 1950-51
(per gentile concessione di Piero Bersia)





La rosa dei ragazzi rossoneri al Torneo di Viareggio 1950
(per gentile concessione di Chrystian Calvelli)



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(dal "Corriere della Sera" del 7 ottobre 1950)
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(dal "Corriere della Sera" del 22 febbraio 1951)



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La Nazionale Italiana Militare, 1950-51. Il portiere azzurro è Lorenzo Buffon
(per gentile concessione di Piero Bersia - Facebook)





(da "Il campionato in cifre - 1950-51", per gentile concessione di Ivano Piermarini)



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Retrocopertina de "Lo Sport Illustrato" del marzo 1953
raffigurante un'uscita di Lorenzo "Tenaglia" Buffon
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Estate 1952, Mario Sperone, mister rossonero,
allena Lorenzo "Tenaglia" Buffon nel ritiro di Bognasco



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Arena di Milano, 1955. Si riconoscono Toni Busini, Arcari IV,
Bellocchio, Puricelli, Buffon, Zagatti, Beraldo e Toros
(per gentile concessione di Antonella Bellocchio)
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Narciso Soldan e Lorenzo Buffon, 1956-57



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Di spalle Muccinelli, poi Buffon, in piedi Toni Bellocchio e Boniperti
(Publifoto, per gentile concessione di Antonella Bellocchio)



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Toni Bellocchio e Lorenzo Buffon
(per gentile concessione di Antonella Bellocchio)
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Toni Bellocchio e Lorenzo Buffon
(per gentile concessione di Antonella Bellocchio)



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Da pagina facebook "Nella nebbia di San Siro"

Era una mattina di giugno che pioveva. Fra la gente accalcata dalle prime ore dell'alba davanti alla Chiesa di San Gottardo in Corte, a Milano, con i fotografi e i cronisti che si spingevano per farsi largo e Antonio Melluso che si feriva al ginocchio e rompeva lo zoom cadendo nella ressa, quando il primo calciatore sposava la prima valletta di fronte a Monsignor Pisoni, inaugurando la piccola storia dei belli e famosi, e degli amori da piccolo schermo. Lui si chiamava Lorenzo "Tenaglia" Buffon, portiere del Milan e della Nazionale. E lei era la biondissima Edy Campagnoli, conduttrice e modella attiva in RAI nella prima fase dell'emittenza televisiva. L'Italia del gossip cominciava allora, nell'anno del Signore 1958... (Framepool Archives)



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Una foto del matrimonio di Lorenzo Buffon e Edy Campagnoli



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Lorenzo Buffon nella pubblicità di Alpecin,
prodotto per capelli
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Quando i matrimoni calciatore-valletta erano una rarità...
Lorenzo Buffon e Edy Campagnoli in spiaggia
(per gentile concessione di Franco Damiani)





Edy Campagnoli, compagna di Lorenzo Buffon
(Archivio Magliarossonera.it)


Il matrmonio di Lorenzo Buffon
(Archivio Magliarossonera.it)


(Archivio Magliarossonera.it)



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(da "Lo Sport Illustrato")
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(Archivio Magliarossonera.it)


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(Archivio Gazzetta dello Sport)



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17 maggio 1959, Lazio vs Milan 0-0,
Gastone Bean, Lorenzo Buffon, Giancarlo Danova e Alfio Fontana
(per gentile concessione di Ivano Piermarini)
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7 giugno 1962, Italia vs Svizzera: scambio dei gagliardetti
tra Kili Antenen e Lorenzo Buffon prima della partita



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Dal sito www.gianfrancoronchi.net

Lorenzo Buffon - 1962, Maglia Nazionale Mondiali in Cile

Maglia autografata indossata da Lorenzo Buffon (portiere dell'Inter, già del Milan e del Genoa) in occasione della partita Italia vs Germania Ovest (0 a 0) disputata a Santiago il 31 maggio 1962, valida per la fase finale dei campionati mondiali in Cile. La maglia ha il numero 1 sulla schiena, numero che fu assegnato a Buffon per i mondiali di calcio del 1962. Buffon giocò due partite ai mondiali cileni, contro Germania e Svizzera; contro il Cile gli venne preferito Mattrel. Lorenzo Buffon disputò in azzurro 15 partite.

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La figlia della Campagnoli valletta di Mike Bongiorno
(da "La Stampa" del 3 marzo 1979)



Dal sito www.gazzetta.it
9 luglio 2009 - di Sebastiano Vernazza

CI RITORNI IN MENTE...LORENZO BUFFON
Parente alla lontana di Gianluigi, l'80enne ex portiere di Milan e Inter è ancora osservatore dei rossoneri: "Impossibile dire chi sia il più forte tra noi due. Gigi ha vinto un Mondiale, ma anch'io ho avuto una bella carriera. Fui compagno di stanza di Facchetti, ora mi dedico a pittura e pesca"
MILANO - Di Buffon ce ne sono due. Il primo, Lorenzo, compirà ottant’anni a dicembre, ed è stato un grande portiere di Milan, Genoa e Inter tra il 1949 e il 1963. Gigi della Juve, il secondo Buffon, viene dallo stesso ceppo familiare. Wikipedia: "Gigi è pronipote di Lorenzo". Quest’ultimo corregge: "Sono cugino in seconda del nonno di Gigi. Capito?". Forse. Le parentele, che ginepraio. Lontani parenti, si può dire? "Sì, ma io e il nonno di Gigi eravamo come fratelli".
AMORI - Il primo Buffon, un precursore. Se pensate che gli amori tra calciatori e ragazze dello spettacolo siano un’esclusiva dei nostri anni confusi, se ritenete che Lorenzo non avrebbe mai potuto permettersi una donna come Alena Seredova compagna di Gigi, vi sbagliate di brutto. Lorenzo Buffon si innamorò di Edy Campagnoli, valletta di Mike Bongiorno a "Lascia o raddoppia?". Bella donna, simbolo della Rai negli anni Cinquanta. Fidanzamento, matrimonio, separazione. Scandalo. Nell’Italia bigotta del tempo chi si separava era additato e schivato. Così il primo Buffon salì su un aereo, destinazione Stati Uniti. Noleggiò un’auto e via verso Los Angeles, Las Vegas, Chicago. Per cambiare aria, lasciarsi dietro i pettegolezzi. Poi il ritorno in Friuli, a Latisana, tra Venezia e Udine. La nuova moglie, Loredana. Un nuovo lavoro, osservatore del Milan.
MILAN E I FACCHETTI - "Sono tifoso del Milan. Lo ero da ragazzo e quando il Milan mi ingaggiò, nel ’49, non vi dico la felicità. Sarei andato a piedi". Dieci anni nel Milan, quattro scudetti e due Coppe Latine, euro-torneo dell’epoca. "Un anno al Genoa e nel ’60 ritornai a Milano, dall’altra parte. All’Inter. Qui successe una bella cosa. Un giorno mi chiama Helenio Herrera, il Mago, e dice: "Guarda Lorenzo, c’è questo ragazzo, si chiama Giacinto. E’ forte. Voglio che in ritiro stia in camera con te. Fagli da fratello maggiore". Giacinto era Facchetti, chiaro. E’ nata una grande amicizia. Ci siamo sentiti fino all’ultimo. L’ho visto pochi mesi prima che morisse. Venne a Udine con l’Inter, mi regalò un gagliardetto e dietro scrisse questa dedica: "A L.B. indimenticabile compagno di stanza nei primi ritiri con Herrera. Con amicizia, G.F.". Scusate, mi commuovo".
PESSOTTO - "Continuo a fare l’osservatore per il Milan. La mia scoperta più importante? Gianluca Pessotto. Scovato, visto, segnalato, preso. Peccato che il Milan l’abbia lasciato andare e che Gianluca sia finito alla Juve".
PORTIERI - Signor Lorenzo, permette una domanda che le avranno fatto duemila volte? Più forte lei o Gigi? "Non ci casco. Non spetta a me fare classifiche. Gigi è super, ha vinto il Mondiale. Anch’io però ho fatto la mia bella carriera. Cinque scudetti, 4 al Milan e uno all’Inter, sono stato convocato nel Resto del Mondo. Ho conosciuto Lev Jascin, il numero uno dei numeri uno. Sono stato suo ospite a Mosca. Un onore". E chi è il più grande di oggi? "In tale preciso momento Julio Cesar. Secondo Gigi, terzo Abbiati". Abbiati? "E va bene, per me il portiere del Milan deve entrare nei primi tre".
QUADRI E “PASSERE” - Nel soggiorno di casa sono appesi 52 quadri, tutti firmati Buffon. Fiori, ritratti, paesaggi. "La pittura, una passione. A Milano frequentavo dei corsi serali. Tanti mi chiedono di comprare questi dipinti, ma io dico no, sono geloso!. Altro hobby la pesca. "Vado alla foce del Tagliamento. Il mio pesce preferito? La passera". Calmi, non è una battuta. Esiste sul serio un pesce che si chiama passera.