Erminio BREVEDAN

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(Archivio Magliarossonera.it)
  Erminio BREVEDAN

Nato il 28.11.1893 a Treviso, † il 20.07.1915 a Monte Croce Carnico - Monte Piana
(Primo calciatore milanista caduto nella Grande Guerra del 1915-18)

Attaccante (A), m ....., kg .....

Stagioni al Milan: 1, 1914-15

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Campionato (1^ Categoria)
il 04.10.1914: Milan vs Audax Modena 13-0

Ultima partita giocata con il Milan
il 02.05.1915: Internazionale vs Milan 3-1

Totale presenze in gare ufficiali: 5

Reti segnate: 3

Palmares rossonero: -






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Dal sito amarcordmilan.blog.lastampa.it

Il Milan a cavallo delle due Guerre
LA GRANDE GUERRA FERMA TUTTO

Nel maggio del 1915, l’Italia entra nel primo conflitto mondiale. Il giorno prima, la mobilitazione generale bloccava la disputa del derby Milan-Inter. Numerosi giocatori rossoneri partirono per il fronte bellico. Un anno dopo moriva Herbert Kilpin, il padre fondatore
La stagione 1914-15 fu funestata, nella parte finale, dall’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale. Il Milan cominciò la stagione alla grande, conquistando "La Scarpa Radice". Le premesse per un campionato di vertice, con ambizioni da scudetto, c’erano tutte. Nel frattempo, la squadra si era trasferita dal campo Monforte al velodromo Sempione. Il girone eliminatorio vede i rossoneri conquistare 19 punti su 20. un andamento confermato anche nel girone di semifinale.
Il torneo finale del Nord Italia, che mise di fronte Genoa, Torino, Inter e Milan, non si concluse per lo scoppio della guerra. Mancava una giornata alla fine del campionato. Il Milan si stava preparando ad affrontare l’Inter quando giunse un telegramma dalla federazione. “In seguito mobilitazione per criteri opportunità sospendesi ogni gara”. L’Italia dichiarava guerra all’Austria entrando nella Grande Guerra. Nel 1919, fu deciso di assegnare il titolo al Genoa, in testa nel girone settentrionale al momento della sospensione.
Il bilancio finale del Milan 1914/15 fu molto positivo, con soli 3 incontri persi su 21. Il Belgio, invaso dai tedeschi, richiamò il bomber Van Hege per arruolarsi nell’esercito. Il presidente Pietro Pirelli partì volontario per il fronte bellico. Fu in quella stagione che il Milan conquistò il successo con il punteggio più largo (record ancora imbattuto): 13-0 contro l’Audax Modena. Altri giocatori che si misero in evidenza per l’elevato rendimento furono il difensore Marco Sala (prima bandiera di lungo corso, 122 partite disputate in maglia rossonera, capitano nella stagione 1915/16), ottimo elemento in una retroguardia molto forte in cui svettarono, inoltre, Pizzi e Barbieri.
Scarioni recitò la parte del combattente, bravissimo nel ruolo di cursore Lovati, mentre Soldera fu la sorpresa. Ottimo il rendimento di Trerè (ottava stagione e altri 11 gol in 12 gare) e del tornante Morandi. La guerra si portò per sempre anche alcuni rossoneri: il vice presidente Giberto Porro Lambertenghi, il dirigente Glauco Nulli (medaglia d'oro al valor militare) ed i giocatori Brevedan (primo calciatore milanista caduto nella Grande Guerra del 1915-18), Canfari, Colombo, Rovelli, Moda e Soldera. Nell’ottobre del 1916 morì Herbert Kilpin, padre fondatore del Milan.
Il campionato italiano non si disputò per quattro anni. Di quel tragico quadriennio, che registrò morte e distruzione a causa del conflitto mondiale, si ricorda soprattutto la vittoria del Milan nella Coppa Federale del 1916 e la vittoria rossonera nel derby del marzo 1918, nella finale della Coppa Mauro. I rossoneri, in quella circostanza, annientarono l’Inter 8-1. nonostante la terribile situazione, determinata dalla guerra, il comitato lombardo della federazione riuscì ad organizzare la Coppa Mauro, quasi un surrogato del campionato.
Il derby che assegnò quel trofeo passerà alla storia come quello dal risultato più vistoso nella storia della stracittadina meneghina. L’irrefrenabile Aldo Cevenini, autore di cinque reti, demolì gli avversari e per il malcapitato portiere interista Dal Corso fu una giornata nefasta. Il quinto dei fratelli Cevenini, bomber dal gioco efficacemente superbo, da trascinatore dei compagni di linea, con quei cinque gol trovò una collocazione nella storia calcistica rossonera in un periodo funestato dalla grande guerra. Il 23 marzo 1919 il Milan diventò meno inglese anche nella denominazione sociale: scomparve infatti il riferimento al cricket, rimanendo solo “Football Club”.




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Il Milan a cavallo delle due Guerre
BREVEDAN, DALLA MAGLIA ROSSONERA ALLA DIVISA MILITARE

A Monte Piana si concludeva la vita del sottotenente Erminio Brevedan, attaccante del Milan, caduto nella Guerra del 1915-18
Erminio Brevedan, attaccante del Milan nella stagione 1914/15, compagno di reparto del primo grande cannoniere della storia milanista, il belga Louis Van Hege, fu anche il primo calciatore rossonero caduto nella Grande Guerra del 15-18. Nato a Treviso alla fine di novembre del 1893, Brevedan esordì in maglia rossonera nell’ottobre del ’14, giorno in cui il Milan annientò l’Audax Modena con un 13-0 difficilmente eguagliabile in partite ufficiali. Erminio firmò una tripletta (il sesto, il settimo e l’undicesimo gol). Nell’edizione d’annata del Corriere dell’Emilia, il cronista commentò: “l’Audax non poteva avere più avversa la sorte…”.
Nell’unica stagione disputata con il Milan, il giovanissimo Brevedan totalizzò 5 presenze e 3 reti. La squadra rossonera, dopo il primo posto nel girone federale dell’Alta Italia, conquistando 19 punti su 20 ed approdando alla fase finale, valida per l’assegnazione del titolo italiano. In quella stagione erano arrivati, inoltre, i successi nella “Scarpa d’argento Radice”, nella “Coppa Marx” e nel torneo “Città di Milano”. Ai vertici societari sedeva Piero Pirelli, la squadra era affidata ad una Commissione Tecnica, un triumvirato composto da Stabilini, Beltrami e Colombo.
Ceduto Renzo De Vecchi al Genoa, in quella squadra spiccavano soprattutto Marco Sala (difensore dall’eleganza sopraffina in campo, vero leader di quella squadra e considerato anche la prima bandiera della storia rossonera), il baffuto Soldera, l’estremo difensore Barbieri e il già citato Van Hege, bomber insaziabile ed infallibile (22 gol in 20 partite in quella stagione).
Per l’assegnazione del titolo italiano, il girone finale mise di fronte Genoa, Torino, Inter e Milan. Quella stagione, tuttavia, non arrivò alla sua naturale conclusione. L’entrata in guerra dell’Italia, infatti, fermò tutto. La federazione calcistica nazionale decise di assegnare il titolo alla squadra che in quel momento si trovava in testa alla classifica, ovvero il Genoa.
L’ultima partita disputata da Brevedan, prima di partire per il fronte, fu il derby del 2 maggio 1915. Vinsero i nerazzurri che, stando al resoconto di allora della Gazzetta, disputarono un incontro perfetto e con una linea d’attacco “poderosa” mentre i rossoneri furono definiti “paurosi”.
Il Milan segnò solo su rigore (Ferrario) dopo tre reti interiste. Fu una disfatta. La rivincita si sarebbe dovuta disputare il 21 maggio ma un brevissimo comunicato federale annullò tutto: “In seguito mobilitazione per criteri opportunità sospendesi ogni gara”. L’Italia scendeva in guerra a fianco degli Stati dell’intesa e contro gli Imperi centrali. Il 24 maggio del ’15 il Regio Esercito sparò la prima salva di cannone contro le postazioni austriache asserragliate in Friuli.
Il calcio lasciò spazio al conflitto bellico, il pallone ai fucili e alle baionette, le maglie alle divise militari, i campi di gioco alle trincee. Per molti, la Guerra sarebbe stata veloce e con poche azioni pungenti. Ebbe ragione il britannico Lord Kitchener, che predisse “un lungo conflitto, pregno di morti”, sbagliò tutto Guglielmo II, propugnatore di una guerra breve e con un numero irrisorio di vittime...

Noi e loro, dopotutto siamo solo gente comune
Io, e te
solo Dio sa che non è questo che avremmo scelto di fare
"Avanti" fu l'urlo alle spalle
mentre la prima fila moriva
Il generale era seduto e le linee sulla mappa
si muovevano di qua e di là


Lasciati i panni dell’attaccante, Brevedan indossò quelli di ufficiale dell’esercito italiano, componente della Brigata Marche, 55° Fanteria, che in tempi di pace era di stanza a Treviso. Allo scoppio delle ostilità, la Brigata si trasferì in Cadore, nelle Valli del Boite, dell’Ansiei e del Padola. Non ostacolata dal nemico, la Marche occupò il fronte Forca-Tre Croci, lembo orientale del Piano della Bigontina.
Qui, il sottotenente Brevedan, per l’intero mese di giugno, rimase con i compagni di reparto, impegnati nei lavori di rafforzamento delle trincee che richiedevano ricognizioni continue. A metà luglio si registrò il primo sanguinoso scontro contro le posizioni nemiche. Due battaglioni del 55° avanzarono verso Monte Piana, esposti al micidiale fuoco austriaco. L’avanzata dei soldati italiani riprese tra il 17 e il 20 luglio.
In quei giorni la Brigata Marche registrò il grosso delle perdite in battaglia: 87 morti (tra cui 8 ufficiali) e quasi 800 persone fuori combattimento. Il bollettino di guerra riportò, tra i deceduti, anche il nome di Brevedan Erminio di Elia, sottotenente, caduto sul Monte Piana il 20 luglio 1915. Non aveva ancora compiuto 22 anni. Brevedan fu il primo calciatore milanista a morire nella Grande Guerra.

Nero blu e chissà cosa è cosa e chi è chi
su e giù
e alla fine è solo un girotondo
Non hai sentito? è un gioco di parole
L'uomo col manifesto urlò
"Ascolta figliolo - disse l'uomo col fucile - c'è ancora posto per te là dentro"


Altri rossoneri persero la vita nel Primo Conflitto Mondiale: Enrico Canfari, Edoardo Colombo, Domenico Moda, Egidio Rovelli, Giuseppe Soldera, Lorenzo Gaslini, Alessandro Calderari, Arlando Carito, Luigi Forlano, Glauco Nulli (medaglia d’oro al valor militare), Gilberto Porro Lambertenghi, Paolo Wilmant e Mario Azzolini.
In una delle montagne che fu teatro di sanguinose battaglie nella Grande Guerra, costate la vita a milioni di persone, anni dopo qualcuno lasciò una targa: “Tempio di silenzio, dove l’uomo, adorando, ascolta Iddio”.






La lapide del Milan a ricordo dei propri tesserati scomparsi nella Grande Guerra (4 novembre 1920)
(Archivio Magliarossonera.it)





Ecco la medesima lapide come si presenta oggi, posta sulla parete esterna degli spogliatoi del Tennis Club Lombardo, fondato nel 1946, già spogliatoi del Milan adiacenti al Campo di Viale Lombardia (da premettere che la costruzione sulla quale poggia la targa è effigiata in una foto del Milan della stagione 1923-24)