Renato BODINI (II)
"Torello"

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(da "Il Calcio Illustrato")


Scheda statistiche giocatore
  Renato BODINI (II)

Nato l'01.10.1909 a Cremona, † il 23.08.1974 a Roma

Terzino (D), m 1.78, kg 75

Stagioni al Milan: 1, 1937-38

Soprannomi: “Torello”, “Gialota”

Proveniente dalla Sampierdarenese

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 05.12.1937: Varese vs Milan 0-2

Ultima partita giocata con il Milan il 09.01.1938: Juventus vs Milan 2-0 (Campionato)

Totale presenze in gare ufficiali: 5

Reti segnate: 0

Palmares rossonero: -

Esordio assoluto in Serie A il 23.12.1928: Verona vs Cremonese 0-1




Ha giocato anche con la Cremonese (A e B), la Roma (A), la Sampierdarenese (A), il Liguria (A), il Savona (B), la Lucchese Libertas (B).

Ha allenato il Piacenza (B), il Mantova (B), la Cremonese (B), le Giovanili della Roma, il Siena (*) (esonerato), la Reggina, l'Acireale (*) e la Nazionale Militare.

"Terzino da combattimento, dopo essersi svezzato alla Cremonese, nel '30, appena ventunenne, arriva alla Roma. E' la Roma di Testaccio, quella cantata nella famosa canzoncina nella quale il terzino sinistro è chiamato "quer torello di Bodini" e ha l'onore di far rima con Bernardini. E' lui il numero 3 della magnifica squadra che nel torneo '30-'31 cede soltanto alla Juventus. Un quinquennio nella Capitale, poi va a Genova, alla Sampierdarenese (ribattezzata Liguria dal regime fascista). Lì gioca fino alla guerra, con una breve e sfortunata parentesi nel Milan. Curiosamente suo fratello (in realtà suo cugino, n.d.L.) Ercole Bodini I, maggiore di cinque anni, aveva militato nel Genoa dal '27-'28 (segna 38 gol in 4 stagioni) prima di chiudere la carriera (nel '33) al Bari." (Dal Dizionario del Calcio Italiano, Baldini&Castoldi Editori, 2000)

Lasciò il Milan per amore di Francesca, una ragazza genovese (e genoana), che poi diventò sua moglie, trasferendosi al Liguria.

Suo figlio Andrea (morto a 48 anni) giocò nel Genoa, nel Bologna e nella Lazio.





LA CANZONE DI TESTACCIO
(Toto Castellucci)
1930-31


Cor core acceso da 'na passione
undici atleti Roma chiamò,
e sott'ar sole der Cuppolone
'na bella maja a du' colori je trovò.
Li du' colori de Roma nostra
oggi signora der futebbal,
non più maestri né professori
mo' sò dolori perché "Roma" ce sa fà.
Co' Masetti ch'è primo portiere;
De Micheli scrucchia ch'è 'n piacere;
poi ce sta er torello de Bodini;
cor gran Furvio Bernardini,
che dà scòla all'argentini.
Poi c'è stà Feraris a mediano,
bravo nazionale e capitano;
Chini, Fasanelli e Costantino,
cò Lombardo e cò D'Aquino;
Vorche (Volk, n.d.r.) è 'n mago pe' segnà!
Campo Testaccio
ciai tanta gloria,
nessuna squadra ce passerà.
Ogni partita
è 'na vittoria,
ogni romano è n'bon tifoso e sà strillà.
Petti d'acciaio, astuzia e core
corpi de testa da fa incantà.
Passaggi ar volo co' precisione
vola er pallone che la rete và a trovà.
Quanno che 'ncomincia la partita
ogni tifosetta se fà ardita,
strilla Forza Roma a tutto spiano
co' la bandieretta 'n mano,
perchè cià er core romano.
L'ala centra e Vorche tira e segna,
questo è er gioco e "Roma" ve lo 'nsegna!
Cari professori appatentati
sete belli e liquidati
perché Roma ce sa fà.
(Semo giallorossi e lo sapranno
tutti l'avversari de st'artranno.
Fin che Sacerdoti ce stà accanto
porteremo sempre er vanto
Roma nostra brillerà.)



(dal sito www.asromaultras.it)





Renato Bodini, 1938
(da "Il Calcio Illustrato")



26 dicembre 1932, Finale Coppa Cappelli: Roma vs Monaco 1860 3-1. Fasanelli, Dugoni, Volk
Leandro Arpinati ha appena consegnato la Coppa Cappelli a Bodini (Roma) che la sorregge
(dal sito www.asromaultras.it)





(da "Il Calcio Illustrato")


Articoli gentilmente forniti dalla Fam. Bodini





(dal "Corriere dello Sport", stagione 1954-55)