Giorgio BIASIOLO (I)

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(Archivio Magliarossonera.it)


Scheda statistiche giocatore
  Giorgio BIASIOLO (I)

Nato il 16.02.1946 a Montecchio Maggiore (VI)

Laterale (C), m 1.75, kg 74

Stagioni al Milan: 8, dal 1970-71 al 1977-78

Proveniente dal Vicenza

Esordio nel Milan in gare ufficiali e in Coppa Italia il 02.09.1970: Milan vs Varese 4-0

Ultima partita giocata con il Milan il 14.09.1977: Betis Siviglia vs Milan 2-0 (Coppa delle Coppe)

Totale presenze in gare ufficiali: 215

Reti segnate: 17

Palmares rossonero: 1 Coppa delle Coppe (1973), 3 Coppe Italia (1972, 1973, 1977), 1 finale a/r di Supercoppa Europea contro l'Ajax (1974), 1 finale di Coppa Italia contro la Fiorentina (1975)

Esordio assoluto in Serie A il 29.09.1968: L.R. Vicenza vs Internazionale 0-1

Esordio in Nazionale B l'01.11.1970: Italia vs Austria 3-1 (a Varese)

Totale presenze in Nazionale B: 1

Reti segnate in Nazionale B: 0

Nazionale Sperimentale (unica presenza) nel 1973: Italia vs Olanda 0-1



Ha giocato anche con il Marzotto (C) ed il L.R. Vicenza (A), il Lecce (B), il Siracusa (C1 e C2), la Cerretese (C2), l'Arzignano (Dil.).

"Nativo della provincia di Vicenza, gioca per anni nelle squadre "tessili" della zona, il Marzotto e il Lanerossi. La grande occasione arriva nel '70 e si chiama Milan: va in rossonero quando la stagione delle grandi vittorie si è interrotta, ma sa come farsi valere, da mediano classico e diligente qual è. Un protagonista della stagione '72-73, con la vittoria in Coppa delle Coppe e la "fatal Verona" in campionato." (Da "Dizionario del calcio italiano", Baldini & Castoldi Editori, 2000)



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Giorgio Biasiolo, Milan 1970-71
(da "Il Calcio Illustrato")
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Cartolina di Giorgio Biasiolo, 1970-71
(per gentile concessione di Marco Saviola)



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Giorgio Biasiolo, 1970-71
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Giorgio Biasiolo, 1970-71



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Foto pubblicitaria della Tepa Sport 1971-72 con Biasiolo, Belli, Benetti, Prati, Anquilletti, Zignoli, Silvano Villa, Gino Maldera
(per gentile concessione Famiglia Anquilletti)



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Stagione 1972-73
(per gentile concessione di Renato Orsingher)
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Stagione 1972-73
(per gentile concessione di Renato Orsingher)



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Giorgio Biasiolo nel Milan 1972-73
(dal "Guerin Sportivo")



Con la maglia del Milan 1973-74 Figurina 1975-76 Assieme ad Albertino Bigon (2003)
in un'amichevole per beneficenza



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Stagione 1975-76
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Profilo di Biasiolo, stagione 1977-78



Dal sito www.soccerage.com

A TU PER TU CON GIORGIO BIASIOLO
19/01/2001. Dopo l'intervista della scorsa settimana con il brasiliano Cinesinho, 'A Tu Per Tu Con...' vi porta stavolta a conoscere un centrocampista che a cavallo tra la fine degli anni 60 e l'inizio dei 70 ha vestito le maglie di Lane Rossi Vicenza e Milan. Soprattutto tra i rossoneri ha vissuto i momenti più esaltanti, anche se non sono mancate le pesanti sconfitte... Ma di questo parleremo direttamente con l'interessato. Prima però i dati anagrafici di rito: Giorgio Biasiolo è nato a Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza il 16 febbraio del 1946. Dopodiché... Beh, il resto lo saprete leggendo l'intervista. Dunque, partiamo subito e... buona lettura!


- Buonasera, signor Biasiolo. Facendo una rapida carrellata della sua carriera possiamo vedere come lei abbia disputato 9 stagioni in serie A, di cui 7 con la maglia del Milan. Complessivamente come ritiene la sua carriera? E' soddisfatto?
B.  - Sì, certamente. A parte che è mancato qualche risultato...

- ...di cui parleremo sicuramente più avanti
B. - (ride)

- Ma mi riferivo in particolare alla nazionale. Cioè, se lei sperava in una convocazione nella nazionale maggiore...
B - Beh, sono stato chiamato in quella "sperimentale", anche se ovviamente speravo in quella maggiore.

- Era chiuso da grandi nomi in quel periodo?
B - Allora c'era Agroppi.

- Dunque, lei è nato a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Com'è tentare la strada del calcio da quelle parti?
B - Mah, io credo che sia dappertutto uguale. Credo che serva più che altro la passione. Poi devi avere la fortuna di trovare quello a cui serve il tipo di giocatore che sei.

- In che squadra ha dato i primi calci?
B - Io ho cominciato a 13-14 anni nelle giovanili del Garcia Moreno, poi sono passato a Montecchio e poi ancora a Valdagno nella squadra del Marzotto in serie C, in cui ho fatto 5 anni, giocando a dire il vero molto poco nei primi anni. Dopodiché ho cominciato a giocare e nell'ultima stagione ho disputato 35 partite.

- Quindi, dal Marzotto in C il grande salto direttamente in serie A a Vicenza. Com'è stato questo doppio salto?
B - Mah, veramente io mi sono trovato benissimo. Non è che mi avessero preso proprio per farmi giocare da titolare, ma perchè serviva qualcuno in quel ruolo, che forse era un po' scoperto. Però sono diventato titolare subito, ecco.

- Infatti, ha disputato alla sua prima stagione in A tante gare...
B - 29 partite su 30!

- Ha citato diverse volte il suo ruolo. Vuole spiegare precisamente che tipo di giocatore era?
B - In serie A ero ormai un centrocampista affermato, anche perchè a Vicenza giocavo. Son partito come mezz'ala e sono giunto al ruolo di mediano, mediano di spinta. Il classico centrocampista, insomma. Poi anche a Milano ho fatto più o meno questi ruoli.

- Quindi, riprendendo il filo della sua carriera, siamo arrivati alla prima stagione in serie A col Vicenza. Una stagione sofferta...
B - Sì, ci siamo salvati all'ultima giornata battendo i "cugini" del Verona. In effetti abbiamo anche avuto la fortuna di giocare in casa contro i gialloblu.

- Nel Vicenza ha avuto come compagno di squadra Cinesinho, che abbiamo avuto ospite in questa stessa rubrica la settimana scorsa. Ci può aggiungere qualcosa su di lui?
B - Io ho ottimi rapporti, non buoni, ma ottimi. Ha sempre avuto fiducia in me. Il primo anno con Fontana, che poi è andato per un anno al Milan, e poi il secondo con Scala, stavo al fianco di Cinesinho che stava al centro. Era un po' un Rivera, ma un po' più indietro. E noi correvamo molto, come sempre.

- L'anno successivo siete arrivati ben più avanti...
B - Sì, circa metà classifica (9° posto, ndr). Giocando bene e con tante soddisfazioni, insomma.

- Quindi, dopo due stagioni di A col Vicenza, arriva il salto di qualità al Milan nel 1970, dove incontra campioni affermati come Rivera, Trapattoni, Cudicini, Schnellinger ed altri, e trova come allenatore Nereo Rocco, il "paròn". Ci può dire qualcosa su questo passaggio?
B - Beh, per me non è stato per niente un trauma. Mi ha aiutato il fatto d'essere già abituato a correre nel Vicenza. MI sono trovato benissimo con i vari Rivera, Cudicini, Schnellinger, Anquilletti, tutti questi grossi campioni. Poi giocare al fianco di questi grandi campioni per uno che sa giocare, beh, è più facile, uno non può che trovarsi bene. L'unico impatto che forse poteva essere negativo era rappresentato dal pubblico...

- Le aspettative erano senz'altro diverse che a Vicenza...
B - Certo, però dopo dieci minuti ero già tranquillo... forse il calcio è proprio il mio pane! (ride)

-Anche nel Milan subito, alla prima stagione, 29 presenze. Non poche...
B - Esatto, anche perchè Fontana era tornato al Vicenza, per cui ho trovato spazio subito.

- Com'è stato incontrare per la prima volta la sua ex squadra, il Vicenza, da avversario? La squadra che lo ha lanciato in A...
B - A dire la verità a Milano è stata quasi una partita come un'altra. Ho sentito di più la gara a Vicenza, più che altro per il pubblico.

- In quella prima stagione al Milan aveva come compagno di squadra anche Giovanni Trapattoni, invece alla sua ultima stagione da calciatore in rossonero.
B - Sì, poi lui mi sembra sia andato a Varese, per poi tornare ad allenare il Milan più tardi.

- In che rapporti era con lui?
B - Beh, Trapattoni era eccezionale come ragazzo, ma anche adesso... Non è che ci si senta spesso, però è come se ci tenessimo continuamente in contatto. Per esempio, io ho parlato l'altro giorno con Bardin, suo aiutante in nazionale, e ho così approfittato per mandargli i miei saluti... Insomma per me è un grande amico.

- Tornando alla sua prima stagione al Milan, bisogna rimarcare un fatto non di poco conto: tra i suoi, non molti, gol ne ha realizzato uno al suo primo derby, un gol all'Inter in un 3-0 per il Milan. Com'è stato segnare all'esordio nella stracittadina?

B - Beh, favoloso, bellissimo! Forse questa è stata un'altra fortuna per l'inserimento totale, no? Possiamo dire che è stata la classica ciliegina...

- Questa prima stagione però si è conclusa con un secondo posto che probabilmente brucia ancora...
B - Brucia molto, eccome...

- Magari non come altri di cui parleremo fra poco, però...
B - E sì, anche questo. Proprio dietro le spalle dell'Inter. Avevamo 7 punti di vantaggio alla fine del girone d'andata, poi siamo arrivati con 4 punti di distacco. Questo è brutto...

- Anche la Coppa Italia vi è sfuggita sul filo di lana...
B - Sì, quell'anno lì abbiamo perso la finale di Coppa Italia, a Genova contro il Torino, ai rigori.

- Il primo trofeo arriva quindi l'anno successivo, ed è proprio la Coppa Italia 71/72.
B - Una sensazione bellissima, una cosa stupenda. Ed infatti quello che mi manca adesso è proprio la gioia del gol, la gioia di vincere qualcosa. Solo quello e basta. Non la competizione in se, ma la vittoria.

- Ma nello spogliatoio milanista aveva qualche compagno più caro di altri?
B - Io avevo Anquilletti come compagno di camera e siamo grandi amici tutt'ora. Ci vediamo spesso, giochiamo insieme delle partite per beneficenza. Anzi, domani sera per esempio è ospite a casa mia, tempo permettendo.

- Ed i rapporti con Nereo Rocco? Uomo e allenatore.
B - Come uomo sicuramente favoloso, quando parlava noi avevamo rispetto. Come allenatore... ascoltavamo quello che diceva, però poi alla fine quelli che decidevano eravamo noi giocatori in campo, o meglio più che altro i vari Rivera, Trapattoni, Anquilletti, eccetera...

- Ma era lui a lasciarvi questo tipo di libertà, o...?
B - Chiariamo, la formazione la faceva lui ed anche la tattica. Però in campo, magari, lo spostamento di un giocatore o dell'altro lo facevamo noi...

- Dal punto di vista tattico?
B - Esatto.

- Ho capito. Da questo secondo posto passiamo... ad un altro secondo posto. Stavolta la rivale è la Juve...
B - Esatto.

- La Juventus vinse all'ultima giornata contro il "suo" Vicenza. Sperava in un regalo da parte dei suoi ex compagni di squadra?
B - Sì, ci speravo. Purtroppo però non è successo.

- Quindi un altro boccone amaro in campionato...
B - Eh già, un altro secondo posto...

- Stagione 1972/73. Il terzo anno da milanista è quello passato alla storia per l'ultima giornata di campionato...
B - Prima di Verona c'è stata però la partita di Roma contro la Lazio (era l'11ª giornata di ritorno, ndr), mentre la Juve ospitava il Vicenza. I bianconeri perdevano 2-0, ma poi vinsero 3-2, o qualcosa del genere. A noi l'arbitro Lo Bello annullò un gol regolare di Chiarugi e perdemmo 2-1...

- Comunque arrivaste all'ultima giornata con un punto di vantaggio su Juve e Lazio. Bastava un vittoria e avreste vinto lo scudetto. Tra l'altro contro una squadra già salva e senza pretese di classifica. Ma ci fu la "fatal Verona"...
B - La terza mazzata (ride). Innanzitutto una premessa: io mi sono infortunato nella semifinale di Coppa delle Coppe, a Praga mi pare. Ho riportato una frattura alla caviglia e mi son dovuto ingessare. Per cui non ho potuto fare la finale di Coppa delle Coppe e non ho potuto giocare quella partita a Verona...

- E dall'esterno come l'ha vissuta. Forse peggio che se fosse stato in campo?

B - Una mazzata in testa. Tra l'altro io abito qui vicino e posso dire che Verona era tutta rossonera. Poi abbiamo preso quella batosta lì...

- Un fatto quasi inspiegabile...
B - Esattamente: quasi inspiegabile... Anche perchè loro facevano un tiro in porta e facevano gol... Mi ricordo Luppi (centravanti del Verona, ndr): ha fatto 3 gol in una partita, mentre nel resto del campionato ne aveva fatti solo 2! Sono cose, diciamo così, particolari... Comunque sono cose tremende...

- Beh, posso provare ad immaginare... Anche se una soddisfazione è arrivata a livello europeo con la vittoria della Coppa delle Coppe, insieme ad un'altra Coppa Italia...
B - Sì, contro la Juve a Roma.

- Quindi avete mancato di un soffio il Grande Slam...
B - Esatto, purtoppo sì...

A questo punto il signor Biasiolo mi racconta un aneddoto riguardante la partita di Verona che però preferisce non divulgare, pregandomi di non scriverlo, ma che è a dir poco gustoso... Magari un giorno...

- Dopo la terza batosta consecutiva il ciclo del Milan un po' si chiude e inizia un lento declino.
B - Sì, è vero...

- Ma da cosa può essere dipeso?
B - Un po' la batosta recente, poi vari cambi a livello dirigenziale. Addirittura si disse che Buticchi (presidente del Milan, ndr) voleva fare uno scambio tra Rivera e Sala. E lì è iniziata un po' di maretta, sono cominciate delle beghe... Quando i giocatori sentono che c'è qualcosa che non funziona, se Rivera vuole andare via e la società non si fa sentire... allora i ragazzi ne risentono... Questo è stato un po' l'inizio delle brutte stagioni successive...

- Prima un 7° posto, fino al 10° della sua ultima stagione nel Milan, nel 1976/77...
B - Sì, infatti, anche se qui abbiamo vinto la Coppa Italia.

- Dunque, questi ultimi anni milanisti sono stati un po' deludenti?
B - Sì, esatto. Anche perchè giocavo, non giocavo...

- Ha cominciato ad esser impiegato di meno...
B - Eh, già, anche per colpa dell'età... (ride) ...che cominciava ad andarsene...

- Chi prese il suo posto?

B - Mah, c'era Sogliano, ma alla fine non è che giocasse molto più di me. Alla fine si era sempre in ballottaggio per giocare.

- E dopo il Milan?
B - Lì ho finito con la Serie A. Ho fatto un anno a Lecce, poi a Siracusa con il quale ho vinto un campionato e la Coppa Italia Semi-Professionisti. Infine, il mio ultimo anno tra i professionisti a Cerretese, con la Cerreto UID, in serie C2. Quell'anno mi sono strappato a novembre e non ho più giocato.

- Ha tentato anche la strada da allenatore?
B - Ecco... Io ho fatto il patentino per allenare tra i Dilettanti. Poi i miei familiari mi hanno detto di non proseguire, perchè altrimenti sarei stato sempre in giro. E quindi mi sono sentito bloccato.

- Un diktat familiare...
B - Esatto!

- Quindi di questo un po' ora se ne rammarica...
B - Adesso sì, eh... A parte il fatto che ora gestisco un settore giovanile di una squadra dilettante, La Contea. Io sono sui campi di calcio praticamente ogni giorno, compresi sabato e domenica. Faccio i giovanissimi, i pulcini e la scuola calcio.

- Come si trova con i bambini? Bene?
B - Beh, sì sicuramente. Sono già dieci anni che faccio questo. Mi piace tanto.

- Ha anche visto un "piccolo Biasiolo"?
B - (ride) Io ci spero. Ora ne ho due tra le mani. Hanno 10-11 anni. Sono molto piccoli per cui è presto per dire qualcosa, ma spero continuino.

- Ed in Serie A vede qualcuno che le rassomigli?
B - Mah, non saprei... non mi sembra...

- Rimanendo nell'attualità, come vede questo campionato? Anzi, innanzitutto una cosa: di che colore è il suo cuore? Rossonero o biancorosso?
B - Sempre rossonero prima, biancorosso poi.

- E' rimasto quindi più legato a Milano...
B - Sì, più legato a Milano, ma anche ai ragazzi, allo spogliatoio. Tra l'altro ci sono i Milan Club che mi chiamano un po' dappertutto, per cui sono rimasto attaccato anche per questo. Anzi, questa è una notizia in anteprima: mi sembra che il 30 di questo mese il Milan Club Femminile di Saronno abbia organizzato qualcosa e ha invitato diversi ex... diciamo che così rimaniamo in movimento... tanto gli altri non ci vanno, quelli giovani, quelli che giocano... (ride) per cui si devono accontentare...

- Rivedendo la sua carriera possiamo dire che avuto 3 squadre importanti nella sua vita: il Marzotto, il Vicenza e il Milan... Ora questo è molto difficile trovarlo nella carriera di una calciatore di oggi... Cosa è successo secondo lei?
B - È cambiato tanto. Ad esempio, a parte i giocatori, anche i presidenti hanno le loro belle colpe... Prendono uno, lo mettono lì, dopo due mesi lo cacciano via... Anche questo non ti permette di tenere la maglia.

- Non è, come spesso si dice, solo colpa dei giocatori, dunque...
B - No, non è sempre così... A volte può andare male, specialmente all'inizio. Però cacciarlo via subito è un danno, credo, sia per la società che per il calciatore. Poi un calciatore che continua a girare non avrà lo spirito di tenere la maglia...

- Anche se altri cambiamenti come quelli economici e mediatici, che poi riconducono sempre a quelli economici, hanno il loro peso...
B - Beh, certamente, specialmente il lato economico... ma è cambiato un po' tutto il sistema...

- Quindi, mi ha detto che tifa il Milan. Come lo vede in questo campionato?
B - Mah, non è che lo veda molto bene. Non voglio discutere l'allenatore, i metodi... io parlo come giocatori, non è che siano... dal punto di vista tecnico...

- ...sono sopravvalutati...
B - Sì, esatto! Ci sono dei giocatori che sono mediocri...

- E Zaccheroni? Rimarrà?
B - Mah, sentendo Galliani sembrerebbe di no... poi adotta un calcio che non piace a Galliani... comunque alla fine decideranno i risultati. Come dappertutto, d'altronde...

- E il Vicenza? Si salverà?
B - Mah, io proprio domenica scorsa in una trasmissione televisiva locale veneta ho detto che si sarebbe salvata... ma dopo la sconfitta di domenica... (ride) Adesso mi ha messo il dubbio... mah, spero proprio di sì...

- Infine un parere sulla Nazionale guidata dal suo amico Trapattoni.
B - Beh, dipende molto da Giovanni. Se lui riesce a scegliere i giocatori giusti non credo avrà problemi. Anche perchè gli italiani sono quasi tutti i migliori del mondo.

L'intervista si conclude con il signor Biasiolo che prende appunti sull'indirizzo internet in cui potrà leggere questa intervista, malgrado poco prima mi avesse confidato di non essere un abituale "navigatore di siti". Beh, spero che questa occasione lo abbia "riappacificato" con il computer e possa quindi leggere queste righe, in modo tale che possa ringraziarlo per la gentilezza dimostratami durante una amabilissima chiacchierata.






Biasiolo, Zignoli e Benetti, 1970-71
(Archivio Magliarossonera.it)



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Biasiolo in compagnia della moglie, 1970-71
(Archivio Magliarossonera.it)
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Giorgio Biasiolo si coccola la maglia della Nazionale
(da "Sport Sud" del 26 gennaio 1971, by Luigi La Rocca)



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(da "Il Milan Racconta")
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Un gol alla Roma, campionato 1976-77
(dal "Guerin Sportivo")



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Giorgio Biasiolo in azione, 1976-77
(Foto Agenzia Giornalfoto, per gentile concessione di Emanuele Pellegrini)



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Sabato 21 maggio 2005, Vecchie Glorie Rossonere vs I Legnanesi: Giorgio Biasiolo con Roberto Valentino
(per gentile concessione di Roberto Valentino)
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Sabato 21 maggio 2005, Vecchie Glorie Rossonere vs I Legnanesi: Giorgio Biasiolo con Roberto Valentino
(per gentile concessione di Roberto Valentino)



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Statuina di Giorgio Biasiolo
(di Giovanni Santacolomba)
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Gianni Rivera e Giorgio Biasiolo, novembre 2016