Jozsef VIOLAK

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(Archivio Magliarossonera.it)


Scheda statistiche allenatore
  Jozsef VIOLAK

Nato il 10.06.1896 a Komarom (UNG), † il 18.08.1949 a Bologna

Allenatore e Direttore Tecnico, m 1.73, kg 75

DA ALLENATORE:

Stagioni al Milan: 1, 1933-34

Esordio sulla panchina del Milan in gare ufficiali e in Campionato (Serie A) il 10.09.1933: Fiorentina vs Milan 1-0

Ultima partita sulla panchina del Milan da Allenatore
il 29.04.1934: Milan vs Napoli 0-2 (Campionato)

Totale panchine in gare ufficiali: 34

Palmares rossonero: -

DA DIRETTORE TECNICO:

Stagioni al Milan: 2, dal 1938-39 (da marzo 1939) al 1939-40 (esonerato il 18 marzo 1940)

Esordio sulla panchina del Milan da D.T. il 05.03.1939: Livorno vs Milan 0-2 (Campionato)

Ultima partita sulla panchina del Milan
il 17.03.1940: Milano vs Juventus 1-2 (Campionato)

Totale panchine in gare ufficiali: 37

Palmares rossonero: -




Ha giocato nel ruolo di mediano con il Torekves (*), l'RSV Berlin (*), lo Spezia (*), la Juventus (A), l'Ambrosiana (A), l'Atalanta (B).

Ha allenato anche la Juventus (A), l'Ambrosiana (A), l'Atalanta (*), il Vicenza (*), la Lazio (*), lo Spezia (*), il Livorno (*), la Spal (*), il Bologna (*), il Como (*).

Da calciatore, con la Juventus, conquistò uno scudetto nella stagione 1925-26, dando un notevole contributo alla causa bianconera. Al primo ed al secondo anno di Milan (1933-34 e 1938-39), conquista due noni posti, mentre al terzo anno (1939-40), complice un vistoso calo nel girone di ritorno (alla fine del girone d’andata la squadra era al secondo posto a due punti dal Bologna), finisce la sua avventura in rossonero dopo una sconfitta interna con la Juventus. La squadra si classificherà poi ottava, con il solo Banas in panchina, che già lo affiancava dalla precedente stagione.” (Nota di Colombo Labate)

"Jeno Karoly, l’allenatore della prima Juventus di Edoardo Agnelli, prima di approdare alla Juventus, era stato allenatore del Savona. Con lui, che già insegnava calcio, c’era un giocatore magiaro, Jozsef Violak, difensore centrale, che seguì poi il tecnico nel suo viaggio a Torino. Chi lo ha visto giocare, sostiene che, dopo Monti e Parola, Viola può essere considerato il più forte “centromediano” nella storia bianconera, in tempi nei quali i giocatori di questo ruolo non avevano ancora l’aiuto del “libero”. Le scarne cronache di allora lo descrivono come un giocatore eclettico, tecnicamente molto dotato, ma amante del gioco rude, maschio. Fisicamente molto forte pur se di taglia media e dal torace molto sviluppato, non era molto veloce nello scatto breve, ma aveva una grande resistenza alla fatica, ottimo nel gioco di testa per la perfetta scelta di tempo nello stacco, il che gli consentiva di sopperire alla statura non certo eccezionale. Non era scorretto, ma conosceva tutte le astuzie e le malizie per provocare gli avversari e costringerli al fallo. Caratterialmente era molto difficile, sia in campo che fuori, ma ciò permise a Viola di essere un leader della squadra.
Non tollerava, da parte dei giornalisti, nessuna critica che riguardasse la sua vita privata. «Accetto solo giudizi che riguardano cosa faccio o non faccio in campo e non permetto a nessuno che mi consideri un indisciplinato». E con queste parole apostrofò un giornalista nel corridoio degli spogliatoi, aggiungendo con tono minaccioso: «Venga fuori che discutiamo da uomini !!!»
Violak, dopo un inizio da “laterale” prese al centro della difesa il posto del forte Monticane, morto per un aneurisma. In questo ruolo, l’ungherese, riuscì a dimostrare tutto il suo valore, tanto che l’allenatore Karoly utilizzò il giovane Rosetta come centravanti, lasciandogli seguire gli istinti di inizio di carriera.
Violak fu uno dei protagonisti della stagione 1925-26, quella del secondo scudetto juventino. I giornali dell’epoca lo ricordano come un vero gladiatore e, nella finalissima, tre giorni dopo la morte di Karoly, era stato il migliore in campo, giocando anche, se non soprattutto, per il suo allenatore appena scomparso, per il connazionale ed amico che, volendolo con se, gli aveva aperto la strada verso il calcio italiano, verso la Juventus." (Da Juventus 1897.it)




Dal sito www.wikipedia.org

Noto anche col nome italianizzato Giuseppe Viola, è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese, centromediano della Juventus negli anni '20 e allenatore di numerose squadre italiane per il successivo ventennio.
Il suo cognome venne italianizzato per volere delle gerarchie fasciste alla concessione della residenza e del passaporto italiano. Per molti anni si è creduto fosse effettivamente italiano avendo tolto la k dal suo cognome.

CALCIATORE
Per tre anni è stato il centromediano della Juventus, dal 1925 al 1927, vincendo lo scudetto del 1926 in cui la squadra bianconera ha vinto le finali di Lega Nord alla terza gara (spareggio) contro il Bologna e ha prevalso per un totale di 12-1 su due gare contro l'Alba.
Compagno di squadra di un giovanissimo Giuseppe Meazza all'Ambrosiana nel 1928-29, disputò nuovamente alla Juventus il primo campionato di Serie A prima di terminare la carriera da giocatore dall'Atalanta.

ALLENATORE
Allenatore di lungo corso, comincia a svolgere il compito con il ruolo di allenatore-giocatore con Juventus, Ambrosiana ed Atalanta. Continua in serie A con Milan, Lazio, Livorno e SPAL, allenando anche Vicenza e Como in serie B.






Giuseppe Viola nel 1936
(da "Il Littoriale")


La morte di Jozsef Violak
sul "Corriere dello Sport" del 19 agosto 1949