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28 febbraio 2021, Roma vs Milan 1-2




dal sito www.milannews.it

PROBABILE FORMAZIONE - ROMAGNOLI IN DIFESA. A SINISTRA REBIC AVANTI SU LEAO
Stefano Pioli, in vista del match di domani sera contro la Roma, sta pensando di schierare dal primo minuto il così detto “Milan titolare”, fatto salvo per l’infortunato Ismael Bennacer. Dopo le due sconfitte consecutive contro Spezia e Inter, il Diavolo è chiamato a fare punti sul campo della Roma, in una sfida, che è un vero e proprio scontro diretto per la Champions League. Un solo dubbio per il tecnico rossonero: sulla trequarti sinistra ci sarà uno fra Ante Rebic e Rafael Leao, con il croato favorito. Andiamo a vedere nel dettaglio le possibili scelte di mister Pioli.
FIDUCIA A ROMAGNOLI - Nonostante le ultime prestazioni poco esaltanti del capitano rossonero, Pioli gli darà un’ulteriore chance da titolare contro la sua ex squadra, la Roma. Al suo fianco ci sarà Simon Kjaer. Pronto a subentrare in caso uno dei due centrali venisse sostituito, Fikayo Tomori.
DUBBIO REBIC-LEAO - Pioli pare intenzionato a dare una maglia da titolare al croato, sfruttando magari la velocità del portoghese a gara in corso, con le squadre più stanche. Qualora il dubbio si risolvesse in favore di Rebic, il Milan si presenterebbe a Roma, con gli stessi 11 del derby. In questo momento, con Bennacer fuori, Pioli vuole dare continuità senza rischiare con chi ha giocato meno. Gli altri 2 alle spalle di Zlatan Ibrahimovic saranno Hakan Calhanoglu e Alexis Saelemaekers. Sia il turco che il belga non sono in un grande momento, e anche da loro, contro la Roma, ci si aspetta una reazione.
MILAN (4-2-3-1): Donnarumma G.; Calabria, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Tonali; Saelemaekers, Calhanoglu, Rebic; Ibrahimovic. All: Pioli.





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dal sito www.gazzetta.it

IL MILAN RISORGE CONTRO LA ROMA: TRE PUNTI PER LA CHAMPIONS (E PER NON PERDERSI L’INTER)
A segno Kessie su rigore, Veretout e Rebic. Ma il croato e Ibra escono infortunati nella ripresa. Ancora un k.o. con una big per i giallorossi
Il Milan sceglie la partita migliore per risorgere dalle proprie ceneri in campionato e si impone 2-1 sulla Roma all’Olimpico. A segno Kessie su rigore, Veretout e Rebic. Una vittoria che ha doppia valenza: la prima è che il Diavolo guadagna tre punti secchi su una diretta concorrente per la Champions (ma allunga anche su Juve e Lazio), rinsalda il secondo posto e limita per quanto possibile la fuga dell’Inter, che resta a +4; la seconda è il ritorno alla vittoria dopo quattro gare senza gioie fra Europa e campionato: un’abbondante razione di autostima e ottimismo in vista di un marzo complicatissimo. Ma è allarme infermeria: Ibra e Rebic escono infortunati per problemi muscolari. La Roma paga i tanti errori individuali e soprattutto un primo tempo assolutamente sotto tono e non adeguato all’importanza dell’incrocio. Poteva essere terzo posto mettendosi dietro la Juve, invece si ritrova al quinto, scavalcata dall’Atalanta e con l’ennesimo k.o. contro una big.
DIFESA D’EMERGENZA — Per Fonseca proseguono i giganteschi problemi in difesa, vista l’assenza simultanea di Smalling e Ibanez, e con Kumbulla appena tornato in gruppo. Così il tecnico portoghese davanti a Lopez ha piazzato Mancini, Cristante e Fazio, mentre in avanti al posto dell’infortunato Dzeko la scelta è ovviamente caduta su Mayoral, già a segno tre giorni prima in Europa. Differenze rispetto al Braga? Cinque, fra cui entrambi i trequartisti con Pellegrini e Mkhitaryan al posto di Pedro ed El Shaarawy. Pioli dopo i sei cambi congegnati per l’Europa League ha rimesso al centro del villaggio i suoi uomini di riferimento (Ibra per Leao, Saelemaekers per Castillejo, Rebic per Krunic, Tonali per Meité, Hernadez per Dalot), ma con una novità molto rumorosa rispetto alle consuete rotazioni: in difesa infatti Kjaer si è ripreso la maglia da titolare, come previsto, solo che in panchina non si è accomodato Tomori, titolare in Coppa, ma Romagnoli. Un’esclusione coraggiosa non tanto come scelta di campo (Alessio arriva da tre prestazioni caratterizzate da errori rilevanti), quanto in termini “filosofici” dal momento che si parla del capitano (fascia a Donnarumma) messo a riposo in una sfida diretta per la Champions.
TRE GOL ANNULLATI — E, restando in argomento, va detto che Tomori ha fatto assolutamente il suo dovere, togliendo il respiro a Mayoral e murando tutto ciò che gli passava sul radar in area. Tomori come tanti altri rossoneri, perché il primo tempo è stato soprattutto Milan. Lucidità, intensità, coraggio: tutto ciò che era affondato nelle tre settimane precedenti, è stato riportato a galla in un colpo solo. Con un messaggio spedito alla Roma fin dai primissimi minuti di partita: un Diavolo aggressivo e molto alto, soprattutto con gli esterni del tridente, in modo da tenere bassi Karsdorp e Spinazzola. Ma tanta corsa anche in mediana, dove infatti a uscirne decisamente malconci sono stati Villar e Veretout. Lo spagnolo in particolare. Una Roma irriconoscibile specialmente nei primi venti minuti, incapace di trovare soluzioni idonee per uscire dalla pressione rossonera e vittima dei suoi stessi errori anche negli appoggi più scolastici. Al netto delle assenze, una differenza agonistica e di concentrazione inspiegabile fra due squadre che lottano per lo stesso obiettivo. Così il Milan nella prima parte di tempo ha pasteggiato amabilmente nella metà campo avversaria, trovando due gol annullati (Tomori e Ibra) giustamente per fuorigioco e scaldando severamente i guanti di Lopez in tre occasioni (particolarmente ispirato un Rebic finalmente incisivo dopo tanto anonimato). Più una conclusione di Ibra – molto mobile su tutto il fronte d’attacco – salvata da Cristante, un errore clamoroso dello svedese di tacco dopo un regalo di Lopez, una traversa di Kjaer e un’insidia di Saelemaekers. La Roma è riassunta in un tiro al volo di Veretout, un gol annullato a Mkhitaryan per un fallo di Mancini su Hernandez, una doppia conclusione di Pellegrini murata prima da Tomori e poi da Tonali e un’ottima chanche per Mkhitaryan che ha tentato un improbabile pallonetto da ottima posizione. Il punteggio è cambiato a due minuti dal 45’: Fazio entra fallosamente su Calabria qualche centimetro dentro l’area, il Var assegna il rigore e dal dischetto, nonostante la presenza di Ibra, va Kessie, in questa stagione decisamente più lucido dagli undici metri rispetto allo svedese. Gol e vantaggio meritato.
COLPE — Nella ripresa cambi importanti per il Diavolo. Brahim Diaz per lo spento – ancora una volta – Calhanoglu dal primo minuto, e poi obblighi dovuti a guai fisici: Leao per Ibra dopo 11 minuti e Krunic per Rebic dopo 21: entrambi sono finiti a osservare sconsolati i compagni dalla panchina con la borsa del ghiaccio sulla coscia. Leao finisce largo in fascia e Diaz a fare il falso nove, con Krunic alle sue spalle. La Roma aveva riacciuffato il match dopo cinque minuti con una bella conclusione di Veretout, cosa che aveva dato coraggio ai giallorossi. L’inerzia della sfida pareva aver svoltato (superlativo Tomori nella pulizia e efficacia degli interventi in area) fino a quando il Milan si è riportato sopra. Lopez bissa il regalo del primo tempo e serve palla ai rossoneri, Saelemaekers imbecca Rebic che va in buca con un sinistro perfetto. Concorso di colpa per Mancini, che marca il croato con una mollezza totale. A quel punto la sfida vive solo di guizzi. La Roma alza il baricentro, il Milan però non si fa dominare eccessivamente e la gara resta viva e piacevole. Fonseca inserisce El Shaarawy e Pedro ma davanti per i giallorossi fa tutto Mkhitaryan, prima con un sinistro che sale sopra la traversa di pochi centimetri e poi con una conclusione che obbliga Donnarumma all’ormai consueto intervento salva Diavolo (proteste giallorosse per un presunto rigore di Hernandez sul numero 77). C’è ancora spazio per un break di Tomori (attento Lopez, non era semplice) e poi va in scena il prevedibile assalto finale giallorosso, che però non produce esiti.
Marco Pasotto


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - PARTITAZO DI QUASI TUTTI. TOMORI E REBIC STREPITOSI
G. Donnarumma 7: due parate determinanti su Mkhitaryan, soprattutto la seconda, quando tiene lì, seppur centrale, una conclusione dritto per dritto dell’armeno. Leader vocale della squadra, guida e incita tutti nella fase difensiva. Veretout pesca il jolly per fargli gol.
Calabria 7: 95 minuti di continua tensione nell’uno contro uno con Spinazzola, che Davide vince alla grande nell’arco della partita. È lui a procurarsi il rigore del vantaggio ed è sempre lui a entrare nell’azione del gol vittoria di Rebic, leggendo benissimo il rinvio di Pau Lopez.
Kjaer 7: partitona del danese, che torna a livelli altissimi di rendimento. Sfortunato quando, nel primo tempo, trova il tempo giusto per battere in porta ma il suo colpo di testa si stampa contro la traversa.
Tomori 7.5: semplicemente perfetto. Non sbaglia un intervento, chiude le linee di passaggio, stoppa Borja Mayoral in maniera sontuosa ed è determinante, insieme a Tonali, nel primo tempo su Pellegrini. Nella ripresa sfiora anche il gol dell’1-3 con Pau Lopez che trova il tempo dell’intervento. Difficile lasciarlo fuori.
Theo Hernandez 7: ara la fascia dove Karsdorp non lo tiene mai. Attento anche in fase difensiva, soprattutto nel finale quando si fa fare fallo da Mkhitaryan.
Tonali 6: partita sufficiente di Sandro, che ha saputo leggere bene le situazioni difensive. Importante il suo primo salvataggio su Pellegrini. Deve crescere ancora in fase d’impostazione. (dall’83’ Meite sv).
Kessie 7: eleva ulteriormente la sua prestazione e la mette in modalità presidenziale. Glaciale nel trasformare il rigore del vantaggio e nel tenere alta la tensione della mediana nei minuti finali, quando recupera palloni importantissimi.
Saelemaekers 6,5: una scossa attesa e, finalmente, arrivata. Alexis accende il motorino e torna a fare quelle cose, anche senza palla, che lo aveva fatto diventare un titolare. Legge e premia il movimento di Rebic per l’azione del gol vittoria. (dall’83’ Castillejo sv).
Calhanoglu 5,5: peccato per Hakan, che sembrava aver approcciato bene alla partita, ma senza trovare giocate importanti. Ibrahimovic non gli apparecchia la tavola quando decide di calciare di tacco al posto che mettere Calha solo davanti a Pau Lopez. Esce per problemi fisici. (Dal 46’ Brahim Diaz 5,5: torna in campo dopo tanto tempo e fa fatica a prendere il ritmo della partita. Pioli lo telecomanda per la fase di non possesso. Deve mettere minuti nelle gambe).
Rebic 7,5: un giocatore completamente diverso rispetto a quello di giovedì contro la Stella Rossa. Cattivo, deciso, duro nel prendersi i palloni. In una parola: devastante finché rimane in campo. Il gol della vittoria è di grande bellezza con un movimento a mezzaluna che manda Mancini al bar e un sinistro violentissimo che ha fatto secco Pau Lopez. Esce per un problema alla coscia destra. (dal 67’ Leao 6: alla fine una sufficienza gli va data. Rafa si trova a dover prendere il posto di Ibra in un momento complicato del match. Sfiora il gol del 3-1).
Ibrahimovic 6: spiego. L’errore sul colpo di tacco è da matita blu per la scelta che fa. Però è più dentro l’azione rispetto a prima. Esce per infortunio (speriamo non sia nulla di grave), ma poi fa l’allenatore aggiunto fino alla fine della partita. (dal 67’ Krunic 6: approccia bene la gara, sfiora un gol clamoroso da metà campo. Brivido nel finale quando spazza sui piedi di Mkhitaryan).
All. Pioli 7: rigenera la squadra, dimostra che le voci che giravano su eventuali fratture dentro lo spogliatoio erano infondate o, se avevano un barlume di verità, sono state spazzate via. Azzecca la mossa Tomori e viene ripagato da una grande partita corale della squadra, che torna a creare tanto e a colpire letalmente.