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18 dicembre 2018, Bologna vs Milan 0-0




dal sito www.milannews.it

PROBABILE FORMAZIONE - CONTRO IL BOLOGNA TORNA SUSO, CALHANOGLU IN VANTAGGIO SU LAXALT. IN ATTACCO ANCORA HIGUAIN E CUTRONE
Si avvicina il ritorno in campo del Milan, dopo la cocente eliminazione dall’Europa League ad opera dell’Olympiacos di giovedì scorso. In conferenza stampa, oggi, Gattuso ha sottolineato come la sconfitta rimediata in Grecia non debba essere dimenticata ma debba essere considerata una cicatrice per non commettere gli errori fatti. Per fare questo, per tornare alla vittoria e per mantenere vivo il sogno quarto posto e Champions League, il tecnico rossonero si affiderà alla stessa formazione schierata nell’ultimo turno di Serie A contro il Torino.
DIFESA CONFERMATA – Il reparto arretrato sarà l’unico a non subire variazioni rispetto all’ultima gara di Europa League. Nonostante il rientro a disposizione tra i convocati di Romagnoli e Musacchio, già a disposizione per la trasferta europea, la coppia centrale sarà composta ancora una volta da Cristian Zapata e da Ignazio Abate. Confermati anche i terzini, sulla destra giocherà Calabria mentre sulla sinistra Rodriguez.
TORNA SUSO, CALHA FAVORITO SU LAXALT – La novità di centrocampo, rispetto alla partita contro l’Olympiacos, sarà rappresentata dal rientro di Suso, out in Grecia per un problema fisico. Riguarda il centrocampo, inoltre, l’unico dubbio di formazione per Gattuso. Il tecnico rossonero, infatti, in settimana ha provato Laxalt per il ruolo di esterno sinistro ma Hakan Calhanoglu dovrebbe essere ancora favorito sull’ex Genoa. Bakayoko e Kessie, invece, giocheranno al centro della mediana rossonera.
HIGUAIN E CUTRONE – Nel 4-4-2 disegnato da Gennaro Gattuso, il terminale offensivo sarà composto da Higuain e Cutrone. L’argentino proverà a segnare, per lasciarsi alle spalle un momento complicato, dovuto alla squalifica e ad una condizione non ottimale. Il giovane attaccante, invece, potrebbe essere l’arma in più di Gattuso per quel veleno tanto lodato dall’allenatore milanista.
Questa dunque la probabile formazione del Milan: Donnarumma; Calabria, Abate, Zapata, Rodriguez; Suso, Kessie, Bakayoko, Calhanoglu; Cutrone, Higuain.





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(dalla "Gazzetta dello Sport" del 18 dicembre 2018)




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Milan Club MilanIstra


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Toscolano Maderno
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Il Milan Club Benevento con Carlo Pellegatti
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(by Avanguardia)


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Cori e fumogeni nel settore rossonero


Coro "Siamo qui che cantiam con il cuore diavolo vinci per noi"




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(da Ac Milan - facebook)
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(da Ac Milan - facebook)






Alcune fasi della partita


Coro "È passato tanto tempo e non ti ho lasciato mai..."




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(dalla "Gazzetta dello Sport" del 19 dicembre 2018)
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dal sito www.gazzetta.it

BAKAYOKO ESPULSO, HIGUAIN IMPALPABILE
Partita con poche emozioni e occasioni da gol. I rossoneri allungano a +2 sulla Lazio, ma contro la Fiorentina saranno pure senza Kessie. I rossoblù restano terzultimi
Inzaghi era costretto alla vittoria per mantenere il posto, Rino no ma aveva altrettanto da perdere: senza una riscossa immediata dopo Atene sarebbe andato incontro alla sfiducia della società e dell'ambiente. Finisce che entrambi si accontentano di un pareggio triste, senza gol e con pochissimi sussulti. A sorpresa nel Milan c'è capitan Romagnoli, recuperato a tempo di record e scongelato nella serata più fredda. In avanti Gattuso ritrova Suso, assenza pesantissima in Grecia. Inzaghi si affida ancora a Palacio e Santander: a loro il compito dei gol salva panchina. E classifica. Oltre al gelo c'è una gran nebbia che in realtà nasconde poco: in campo le squadre fanno quasi nulla per scaldare la serata. Il possesso è rossonero, ma si traduce in poche occasioni: un paio di tentativi dalla distanza di Calhanoglu e altrettanti tiri centrali di Higuain. Il Bologna è pericoloso con Palacio, che però trova l'opposizione di Donnarumma: niente di straordinario e sul tap-in Santander è in fuorigioco. Il Bologna è più coperto dietro e Inzaghi si arrabbia in panchina per tutte le ripartenze sbagliate. Anche il Milan però non punge: arriva fino al limite dell'area e si scontra sul muro avversario. Tra Suso, Cutrone, Calhanoglu e il Pipita le combinazioni sono poche e le occasioni, come detto, altrettante: una delle prime mosse della ripresa sarà proprio la sostituzione di Patrick con Castillejo e la modifica del sistema nel 4-2-3-1.
ROSSO BAKA — Il secondo tempo inizia finalmente più vivo: Santander calcia malissimo davanti a Gigio, meglio fanno Calhanoglu, Cutrone (prima di uscire) e Calhanoglu, che però non inquadrano la porta. In generale il copione resta lo stesso: Milan che prova a fare la partita (ma quanti errori) e Bologna che si vorrebbe affidare al contropiede rapido di Palacio, che ha vita dura con Romagnoli. Inzaghi cambia con Dzemaili che ha il merito di provarci personalmente o cercando la verticalizzazione: buone entrambe le idee, meno la realizzazione. La partita potrebbe svoltare mezz'ora dopo l'intervallo: Bakayoko rimedia due gialli in meno di tre minuti, il primo per un fallo su Dzemaili, il secondo per una trattenuta su Santander lanciato verso Donnarumma. Ancora Bologna e ancora un rossonero costretto al giallo (Kessie, diffidato, salterà la Fiorentina: centrocampo da inventare): sulla punizione che ne segue c'è una gran confusione in area, ma niente di determinante. Orsolini e Destro (a lui l'ultima occasione per segnare) aumentano il potenziale d’attacco del Bologna, Laxalt per Suso va nella direzione opposta. Finisce così senza gol. Per un pareggio che accontenta tutto, o nessuno.
Alessandra Gozzini


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE - SQUADRA INSUFFICIENTE E INCONCLUDENTE. ERRORI BANALI DI BAKAYOKO E KESSIE. SUSO-CALHA PREVEDIBILI
G. Donnarumma 6: la sua prestazione passa agli onori delle cronache per una chiusura nel primo tempo da libero vecchio stampo a stoppare Palacio. Per il resto è inoperoso.
Calabria 6,5: alla fine della fiera è, con Zapata, il migliore della squadra di Gattuso. Soprattutto nel primo tempo spinge tanto e con ritmo. Suso ne premia raramente le sovrapposizioni, quasi avesse un limite di passaggi da fornirgli.
Zapata 6,5: partita senza sbavature per Cristian, che torna a fare il centrale di destra e si mangia Santander. Anche in inferiorità numerica, gestisce bene la sua zona.
Romagnoli 6,5: al rientro dopo 40 giorni, ritrova smalto e interventi del suo repertorio. Un po’ nervoso nel finale.
Rodriguez 6: diverse giocate pulite e tanta legna. Spesso si trasforma in mezzala in fase di possesso. Crossa poco, ma Mattiello non gli dà mai fastidio.
Suso 5: doveva essere l’arma in più dopo il riposo forzato di Atene, diventa un elemento prevedibile per la non imperforabile difesa bolognese. Lui si fa mettere la museruola e premia sporadicamente Calabria in sovrapposizione. Letto facilmente da Mbaye (dall’85’ Laxalt sv).
Kessie 5: concede l’uno contro uno a Orsolini quando il campo è praticamente finito e lo butta giù. Ammonito, salterà la Fiorentina in quanto diffidato. Sbaglia una serie di palloni che fanno aprire il libro di blasfemia ai tifosi rossoneri.
Bakayoko 5,5: anche contro il Bologna sarebbe stato uno dei migliori in campo, perché in mediana è dominante. Poi, però, si becca due gialli nel giro di 180 secondi che gli costano la prima espulsione del campionato, mettendo in difficoltà il Milan anche per sabato.
Calhanoglu 5: quando Cutrone gli apparecchia il tiro, nella fotocopia dell’azione del gol dello scorso campionato, spara fuori il pallone buono che avrebbe potuto spaccare la partita. Sbaglia tanto, troppo per uno della sua qualità. (dal 78’ Mauri sv).
Cutrone 5,5: vive la sindrome dell’isolamento, nel senso che i compagni non gli servono un pallone, che sia uno, degno di nota da poter sfruttare negli ultimi 16 metri. Prova a mettersi in proprio un paio di volte, ma non trova il colpo decisivo. (dal 61’ Castillejo 5: non becca un canale. Si incaponisce in giocate che non gli riescono ed è muto il dialogo con Calabria).
Higuain 5,5: spara tre volte verso la porta del Bologna, ma in tutti e tre i casi senza la dovuta potenza che possa far cadere il muro felsineo. Ha degli sprazzi da campione, come la serpentina del secondo tempo, ma è ancora troppo poco.
Gattuso 5,5: c’è un problema che ci si trascina dallo scorso anno, ovvero che il Milan non riesce a vincere le partite che deve vincere. Per la seconda settimana consecutiva, la squadra non sfrutta i regali delle dirette concorrenti per il quarto posto. E così, in Champions, non ci si arriva.