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18 settembre 2013, Milan vs Celtic 2-0




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE MILAN-CELTIC
Emergenza, sirene accese. La settimana delle Nazionali e la serata di Torino, lasciano il Milan in panne. Di uomini, di gioco, di condizione.
Nel giro di una settimana, Allegri perde 7 giocatori per infortunio (Abate, Silvestre, DeSciglio, Montolivo, El Shaarawy, Niang e Kaka) da sommare ai 2 lungodegenti che già aveva (Bonera e Pazzini), all’acciaccato Poli e, per la gara di Champions di domani, altri due non ci saranno perché fuori dalle liste (Saponara e Vergara).
Allegri arriva quindi a Milan-Celtic con un intera formazione, e che formazione, in infermeria. Situazione poco accettabile, dato che siamo solo al 17 settembre e che questo primo mese era definito da tutti il più importante “per partire senza handicap, come un anno fa”.
In realtà come da 6 anni a questa parte. Tanto bisogna andare indietro per trovare una partenza di stagione decente (decente, non buona… 5 punti in 3 gare) del Milan, che da tradizione è squadra che deve carburare. Quest’anno le due gare con il Psv erano gli snodi, ma non ci si può fermare a quelle. Domani, infatti, arriva già una partita importantissima per il girone. Vincere in casa con il Celtic è di importanza capitale nell’ottica del complicato girone H con Barcellona ed Ajax, che vivrà su un equilibrio abbastanza netto fino alla fine. Lo scorso anno lo 0-0 interno con l’Anderlecht all’esordio costò alla fine il primo posto in un girone agevole. Non vincere quest’anno col Celtic, rischierebbe di essere un conto più salato da pagare.
Emergenza anche di schemi e di gioco, però. Abbandonato il 4-3-3 che, seppur senza picchi clamorosi di gioco, aveva dato solidità alle prestazioni della squadra, il Milan è ora in cerca di nuovi equilibri e nuovi sincronismi con il 4-3-1-2, con conseguente inserimento di due giocatori come Matri e Kaka negli schemi offensivi e non solo. Per ora la squadra non è sembrata assimilare bene il nuovo andazzo. 6 gol subiti in 5 gare ufficiali, contro Psv, Verona, Cagliari e Torino, infatti sono decisamente troppi. E anche il gioco mostrato è sembrato molto ma molto deficitario.
Non è un problema di difesa in se. I giocatori sono pressoché gli stessi di un anno fa, quando in un girone intero la squadra subì appena 6 gol su azione. Anzi, la presenza fissa di un ritrovato DeJong dovrebbe invece aiutare di più. Il problema è di squadra. Come far girare il pallone, come farlo arrivare alle punte, come posizionarsi in campo nelle due fasi. Per ora sono concetti che stentano ad arrivare ai giocatori. Allegri si deve sbrigare. Perché il campionato non aspetterà anche quest’anno. Vedere un contropiede pericoloso ad ogni palla persa (e non sono state poche…) contro il Torino è stato troppo.
Il problema è che ora mancherà per parecchio Riccardo Montolivo, che per carisma e capacità tecniche, sapeva e poteva guidare questa squadra. Ora dovranno giocare sempre gli stessi 13-14 in maniera stabile. Se da una parte c’è il vantaggio della maggior conoscenza e sintonia, dall’altra c’è un rischio di sovraccarico ulteriore che può inevitabilmente portare ad altri problemi fisici. La coperta corta e la mancanza di alternative, poi, certo noi aiuterà. Ma bisogna lavorare e andare avanti, non si può far altro.
Anche il Celtic non ha iniziato benissimo la stagione. Il preliminare da brividi, con gol nel finale contro lo Shakhter Karagandy, che ha portato gli scozzesi a giocarsi la gara di domani, ha però fatto svoltare la squadra, ridando la serenità persa dopo lo 0-2 iniziale subito in trasferta.
In estate la squadra di Neil Lennon ha ceduto forse i suoi due migliori giocatori. Via, infatti, per la cifra importantissima di 22 milioni l’attaccante 25enne Hooper, finito al Norwich, e il centrocampista tuttofare Wanyama, finito anch’esso in Premier, al Southampton. Con loro, via anche l’esperto difensore Wilson. Al loro posto, dal mercato, non è arrivato granchè. A sostituire Wilson sono arrivati Van Dijk e Mouyokolo, ma quest’ultimo ha già praticamente finito la sua stagione per infortunio. A metà campo Lennon ha preferito far salire dalle giovanili un paio di giovani interessanti. Davanti, qualcosa si è mosso con l’arrivo di Pukki dallo Shalke 04 e di Baldè dal Vitoria Guimaraes. Ma Samaras resta sempre il punto di riferimento offensivo.
La squadra di Glasgow gioca il classico calcio britannico. 4-4-2 estremamente fisico. Gioco sulle fasce con gran corsa e palloni per le punte. Raramente l’azione si sfoga con azioni centrali e le occasioni arrivano sempre con palle alte, soprattutto sui calci piazzati. Questa ultima fattispecie, assieme ai buoni contropiedi della squadra di Lennon, devono impensierire Allegri.
La gara, come impostazione dell’avversario, non sarà eccessivamente diversa da Torino-Milan. Il Celtic è bravo a chiudersi con le grande (ricordate il Barcellona un anno fa ?) e a ripartire veloce, cercando di sfruttare eventuali calci da fermo per far male. E questo farà.
Gli ultimi tre precedenti a San Siro tra rossoneri e biancoverdi fanno sorridere il Milan, suscitando gradevoli ricordi.
L’ultimo in ordine di tempo è l’1-0 firmato Pippo Inzaghi nella sesta giornata dei gironi della Champions 2007-2008. Un gol storico, per Pippo, che quella sera batteva un nuovo record di gol in Champions. Come non ricordare, poi, l’1-0 del febbraio 2007. Gara ostica e collosa. Equilibrata fino alla fine, quando il Milan sfiora più volte il gol con Maldini, Kaka e Seedorf ma Boruc dice sempre no. Ai supplementari è poi Ricardo Kaka con una sgroppata memorabile a portare il Milan al turno successivo. L’altro precedente, quello della stagione 2004-2005 dice ancora Milan, con il 3-1 finale nella terza gara del girone eliminatorio. In gol quella sera Shevchenko, ancora Inzaghi, e Pirlo.
Per quanto riguarda gli schieramenti, Lennon dovrebbe adattare il suo 4-4-2 classico, mascherando una punta. Di fatto giocherà con 5 centrocampisti, con le ali e uno dei 3 mediani, a turno, a supportare la punta.
In difesa, davanti a Forster, dovrebbero agire Lustig a destra e Izaguirre a sinistra, con la coppia centrale formata da Ambrose e Van Dijk, in vantaggio su Matthews. Commons e Brown agiranno davanti alla difesa, con Ledley che giocherà più avanzato. Sulle fasce, Forrest agirà a destra, mentre a sinistra è dubbio tra il più difensivo Mulgrew e l’ala pura Boerrigter. In avanti, Samaras dovrebbe essere preferito a Pukki e Stokes.
Allegri ha invece scelte abbastanza obbligate, visti gli assenti. Si lascia un piccolo dubbio per reparto. Davanti ad Abbiati dovrebbero giocare Zaccardo, Zapata, Mexes e Constant, in vantaggio su Emanuelson per il maggior fisico.
A centrocampo andranno valutate le condizioni di Poli. La sensazione è che non lo si voglia rischiare. Dall’inizio allora Nocerino, assieme a DeJong e Munatari. In avanti l’opzione più probabile è Emenuelson, alle spalle di Balotelli e Matri, in vantaggio su Robinho, e più abile a fare sportellate con la rocciosa difesa scozzese. Difficile infatti pensare subito alle 3 punte o, ancor meno, all’esordio dal 1’ di Birsa in Champions League. In panchina non ci sarà granchè, anzi. Saranno aggregati alla rosa 3-4 primavera.
Il pubblico, almeno quello, non dovrebbe dare defezioni. Sono infatti attesi più di 60mila spettatori per la gara di domani sera. Molti, delusi, avevano acquistato il biglietto per vedere Kaka a San Siro. Forse capiranno che una squadra si tifa a prescindere da chi gioca.
L’importanza, comunque, dello stadio praticamente pieno sarà basilare in un momento cosi’ complicato.
A dirigere la sfida sarà l’arbitro tedesco Wolfgang Stark. Uno tra gli arbitri più esperti del lotto dei direttori di gara europei. Stark ha un precedente con il Milan in Champions League ed uno con il Celtic. Si tratta di Milan-Barcellona 2-3 del 23 Novembre 2011 e Celtic-MTK Budapest 5-0 del 27 Agosto 2003.
L’altra gara del girone sarà Barcellona-Ajax, al Camp Nou. Si fa subito sul serio. I punti contano già tantissimo.
Anche in emergenza, non c’è deroga ai tre punti in casa con il Celtic. Il Milan chiede a chi resta di essere decisivo. Deve essere la notte dei Matri, dei DeJong, dei Robinho, dei Mexes. Di Balotelli.





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Il biglietto della partita
(by Andrea Leva)



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Tifosi "italiani" del Celtic a Milano
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Gagliardetto della partita
(per gentile concessione di Luigi La Rocca)




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La formazione rossonera
(per gentile concessione di Riccardo Gaggero)
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La formazione rossonera
(per gentile concessione del M.C. Inossidabili)





Cristian Zapata, autore del primo gol rossonero
(dal sito www.gazzetta.it)





Il gol del vantaggio rossonero


Il raddoppio di Muntari




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VIDEO
(da "Forza Milan" - facebook)






La "Gazzetta dello Sport" del 19 settembre 2013


Il "Corriere dello Sport" del 19 settembre 2013




Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 19 settembre 2013
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dal sito www.gazzetta.it

CHAMPIONS, MILAN-CELTIC 2-0: GOL DI ZAPATA E MUNTARI NEL FINALE
I rossoneri, falcidiati dalle assenze, soffrono ma dopo una traversa scozzese trovano i gol con l'autorete di Izaguirre e Muntari
MILANO, 18 settembre 2013 - Miracolo a San Siro. Il Milan a pezzi riesce a incassare i primi tre punti Champions battendo 2-0 il Celtic al termine di una partita memorabile per la sua rara bruttezza. A tratti inadatta per un palcoscenico prestigioso come la competizione europea. Tant’è però, che pur incerottato e imbalsamato, questo Milan riesce a risolvere la difficile pratica negli ultimi minuti grazie a un tiro di Zapata deviato da Izaguirre e a un gol di Muntari.
SPERANZE - L’infermeria in tribuna, il resto in campo. Pochi i buoni. Poi la classe operaia. Che non va in paradiso. Troppi gli assenti per sparare sul pianista, ma il primo tempo è scempio calcistico. Anche se il prologo illude. Perché il trequartista Birsa al 14’ innesca la prima azione-gol del Milan: dalla sinistra lo sloveno imbecca in piena area Balotelli il cui destro al volo centrale viene ribattuto da Forster. Al 6’ è invece Zaccardo a scaldare le mani al portiere del Celtic. Ancora Birsa, all’8’, dialoga con Matri ma deve fare i conti con l’uscita di Forster. Il concetto di solidità predicato da Allegri sembra prendere forma, anche se l’assoluta mancanza di tecnica non fa decollare il gioco. A limitarlo sono soprattutto i britannici che corrono poco e abbassano il ritmo.
NEL VUOTO - Balo e Matri trovano pochi varchi, ossessionati dai quattro della linea difensiva scozzese che sembrano frigoriferi in carne e ossa. C’è poco da divertirsi. Ma al 17 è l’arbitro Stark a dare una scossa alla partita concedendo al Celtic una punizione a due in area per un'infrazione di Abbiati. Con la squadra schierata sulla linea di porta, il Celtic ne ricava solo un corner. Eppure nella pochezza al 21’ il Milan sfiora ancora il gol; questa volta con un colpo di testa di Matri deviato a pugni uniti in angolo da Forster. Al 32’ Nocerino aggancia al limite e sfiora la traversa; un gesto che due anni fa sapeva tramutare in gol. Potrebbe essere un buon inizio. Ma sono lampi e niente più. I problemi si diffondono a macchia d’olio. La mancanza di fluidità nel gioco non promette nulla e nella pochezza generale il Celtic ci sguazza che è un piacere, approfittando delle pause del Milan per rendersi pericoloso. Al 40’ Birsa serve a Stokes un involontario assist che l'attaccante del Celtic spreca. Al 46’ un attimo di gloria per i rossoneri, con la deviazione in angolo di Forster sul potente rasoterra di Balotelli a sua volta sporcato da uno scozzese e il bolide di Muntari alto di poco.
QUELLO CHE NON TI IMMAGINI - Il Milan riparte nella ripresa con identica formazione. Stesso approccio, mentre il Celtic attacca perché comincia a crederci. Un quadro desolante mentre il tabellone luminoso esalta le gesta di Higuain e Messi e al 6’ Samaras sfiora il palo alla sinistra di Abbati con una sventola di destro. I rossoneri alternano impennate d’orgoglio a vuoti sconcertanti. Balotelli, che fa la differenza, prova a scardinare il Celtic, ma è l’unico solista in un’orchestra sballata e stanca. Al 18’ Muntari spreca da due passi la facile conclusione di testa, frantumando la pregevole azione di Zapata che gli aveva messo in fronte una magica palla e Birsa cede passo e posto a Emanuelson. Ma sale il Celtic che fa tremare San Siro. Gloria a De Jong che al 23’ impedisce a Brown di segnare con una deviazione decisiva. Spera il popolo rossonero quando al 31’ Robinho rileva lo scellerato Constant, quando è invece Stokes a far tremare la traversa su punizione. Ma il calcio è pazzo e incomprensibile. Meccanismi contorti, perché al 37’ Zapata con un rasoterra dal limite trova a netta deviazione di Izaguirre e Forster non può nulla. Non è tutto: al 40’ arriva il raddoppio di Muntari che mette in porta dopo la risposta di Forster sulla punizione di Balotelli. Incredibile. Non si sa come, ma il Milan vince.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

BALO-MATRI: NON CI SIAMO ANCORA. ZAPATA-MUNTARI SALVANO TUTTO MA TROPPA SOFFERENZA E POCO GIOCO
LE PAGELLE di Antonio Vitiello
Abbiati 5,5 - Non subisce gol ma pasticcia un po' troppo. Controlla con le mani un retropassaggio di un difensore e concede una punizione in area al Celtic.
Zaccardo 5 - Ce la mette tutta ma i risultati non sono ancora positivi. In difesa offre il fianco alle ripartenze degli avversari, in avanti non si è nemmeno visto.
Zapata 6 - Si salva solo per il gol, anche lui in serata poco brillante con un paio di chiusure sporche. Ha il grande merito di crederci sul gol dell'1-0.
Mexes 6,5 - Il migliore della difesa. Entrate pulite e ordinate. Prova a dare la carica ai compagni soprattutto nei momenti di difficoltà.
Constant 5,5 - Discontinuo e spesso impreciso. Si fa vedere in avanti con cross sempre fuori misura. Dal 31' Robinho 6 - prova a vivacizzare la manovra offensiva, sarà un caso dma dal suo ingresso in campo il Milan trova due gol.
Nocerino 5,5 - Non una gara impeccabile, Antonio potrebbe dare di più.
De Jong 6,5 - Nelle chiusure complicate c'è sempre. Applauditissimo dal pubblico di San Siro, rincorre tutti nel suo raggio d'azione, motorino inesauribile.
Muntari 6,5 - Si divora il vantaggio nella ripresa, però nel secondo tempo crea più fastidi al Celtic. Conquista una punizione dal limite dell'area, prova a velocizzare la manovra. E' sua la rete della tranquillità
Birsa 5,5 - L'inizio è incoraggiante. L'ex Genoa si infila negli spazi creati da Balotelli e Matri, scambiando anche qualche buon pallone. Poi cala vistosamente fino a sparire. Dal 18' st Emanuelson 6 - Prima trequartista, poi terzino. Allegri lo schiera nella ripresa come jolly e lui risponde presente in entrambe le posizioni.
Matri 5 - Scarsa l'intesa con Balotelli, i due dialogano molto male. Da registrare in tutta la gara solo uno stacco di testa pericoloso respinto da Forster. Dal 42' Poli sv.
Balotelli 5,5 - Si dimena tra le maglie avversarie senza ricevere grossa assistenza. Dalla sua punizione nasce il gol del raddoppio. Quando parte da lontano sa infiammare il pubblico di casa.