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27 ottobre 2013, Parma vs Milan 3-2




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE PARMA-MILAN
La regina di tutte le partite". Tra i tanti appellativi dati a Juventus-Milan, spicca anche questo. Poco importa se non vale in generale, ma fu dato ad uno specifico Juventus-Milan, quello terminato 0-0 nella stagione 2004-2005, in una sede poco piacevole come il Tribunale di Napoli. Noi lo teniamo buono, e lo adattiamo.
E, non siate maliziosi, non viene ritirato fuori ad arte, in concomitanza con episodi accaduti nelle ultime giornate proprio nelle gare di bianco e rosso-neri. Partita regina poteva esserlo anche quest'anno. Sulla carta, infatti, sono le rose più complete e competitive del campionato, assieme al Napoli. Poteva esserlo, ma probabilmente non lo sarà. Arriva, difatti, forse nel momento peggiore di entrambe le squadre, questo Juve-Milan.
Per il Diavolo, sicuramente.
Allegri è alle prese con una fase ingarbugliata della sua gestione. L'emergenza infortuni lo attanaglia, ed anche domani, le assenze ancora una volta quasi andranno a formare una formazione intera. Il gioco non decolla. La fase difensiva latita, e i numeri preoccupano. Non solo quelli legati alla classifica, con i suoi 8 punti racimolati. Quinta peggior difesa con 10 gol al passivo, di cui ben 7 in trasferta, dove la squadra quest'anno non ha ancora vinto, tra Campionato e Coppe, in 5 occasioni (4 pareggi ed una sconfitta).
La prestazione del primo tempo di Amsterdam, poi, seppur voluta e cercata, e forse per questo a maggior ragione, lascia perplessi in molti. Il Milan vero arriverà dopo la sosta, se si interromperà l'emorragia clinica, questo si, ne siamo convinti. Ma qualche conto inizia comunque a non tornare. Come in tutte le cose, però, c'è il rovescio della medaglia. In Champions League la squadra sembra girare di piu'. Almeno a livello di attenzione, impegno e soprattutto risultati. Per ora due vittorie interne e due pareggi esterni, dove comunque la sensazione di poter vincere è rimasta, che hanno portato ad un bel passaggio di turno nel playoff di fine Agosto ed a 4 punti in un girone insidioso come l'H, con Barcellona, Ajax e Celtic.
Solo 2 reti subite e ben 7 realizzate. E' questo il bottino della miglior squadra italiana in Europa, risultati alla mano, assieme alla Fiorentina, che però tra Paços Ferreira, Dnipro e Grasshopper ha affrontato avversari abbordabili, e per giunta ha già perso una gara.
E proprio la Champions ha dato in settimana una porta sul naso alla squadra di Conte. Il pareggio rocambolesco allo Stadium con il Galatasaray, che fa seguito a quello con il modesto Copenaghen, ha aperto in casa Juve un certo malumore. Non soltanto per le ovvie complicazioni alla classifica del mini girone.
Ma anche e soprattutto per come è arrivato e perché inizia ad emergere una sensazione di una certa difficoltà della squadra bianconera. I campanelli d'allarme c'erano stati. Le difficoltà, e gli aiuti di cui ha avuto bisogno, per battere Verona, Chievo e Torino, e proprio il pareggio in Danimarca, sono stati forse troppo sottovalutati.
Impossibile e ingiusto anche solo accennare alla parola crisi o qualche sua stretta parente. La Juventus resta la squadra italiana meglio attrezzata di tutte. Ma senza dubbio è un periodo di riflessione a Torino.
Le squadre avversarie hanno iniziato a conoscere a menadito e a saper limitare il gioco della Juve. Difendono basse, molto più di prima, lasciano pochi spazi tra le linee e nella profondità sempre cercata dai lanciatori juventini, spengono le due fonti principali di gioco, Pirlo e Bonucci, e poi cercano di sorprendere, trovando più terreno fertile che in passato. Non è un caso che la Juve abbia già subito 7 gol in 8 gare. Un dato che stride con le abitudini degli uomini di Conte, le cui squadre hanno difese pressoché imperforabili.
Il tecnico salentino la soluzione l'avrebbe anche trovata. Lo si va sussurrando da qualche mese negli ambienti bianconeri. Abbandonare il 3-5-3 e abbracciare un gioco più internazionale, che sia 4-3-3 o 4-2-3-1 poco cambia. Il problema è che la rosa non lo permette. L'unico esterno offensivo è Pepe, peraltro ora anche out. Gli altri, sarebbero tutti adattati, da Isla, Quagliarella, Giovinco, passando per Asamoah e Padoin. Ecco che forse emerge una pecca nel mercato bianconero, oltre a Llorente, che deve ancora convincere, in primis il suo allenatore.
La Juve sembra non avere uomini che le permettano di cambiare modulo. Non ha esterni alti di fascia, non ha un trequartista che possano far variare la squadra. Ed ecco che proprio il bravo e camaleontico Conte si ritrova a dover trovare una soluzione praticamente non cambiando nulla. v Dicevamo prima della gara del dicembre 2004. Stiamo ora sul passato un po' più recente. Una sfida, questa, che da quando la Juventus è tornata in serie A, nel 2008, ha visto risultati altalenanti per il Milan.
Dalla doppia vittoria 3-2 e 4-2 bianconera nelle stagioni 2007-2008 e 2008-2009 quando Ranieri era l'allenatore della Juve ed Ancelotti quello del Milan, passando poi per le vittorie dei Milan di Leonardo (3-0 con gol di Nesta e doppietta Ronaldinho) e Allegri (1-0 gol di Gattuso) nelle due stagioni successive.
Negli ultimi due anni, da quando si gioca allo Juventus Stadium, è la Juve a prevalere. Due vittorie su due, con 3 gol bianconeri e nessun gol milanista. Due anni fa la squadra di Conte si impone infatti su quella di Allegri con due gol nel finale di Marchisio. Lo scorso anno è invece un ingenuo rigore provocato da Amelia e realizzato da Vidal a rompere una partita equilibrata e senza sussulti.
Due precedenti piuttosto recenti nel nuovo impianto torinese sono stati anche quelli di Coppa Italia nelle ultime due stagioni, prima in semifinale e poi ai quarti. Nella stagione 2012, il Milan si impose 1-2 con reti di Maxi Lopez ed Emanuelson, venendo poi sconfitto ai supplementari, con un gol di Vucinic. Nella scorsa stagione, fu 1-1 ai tempi regolamentari, con El Shaarawy e Giovinco a realizzare le reti. Poi ancora Vucinic, che tra Juventus, Roma e Lecce è una vera e propria bestia nera del Milan, a firmare il gol vittoria.
A livello di formazione, Conte ha forse i primi dubbi e problemi della stagione. Intanto ha qualche assenza, anche lui. Mancheranno infatti Caceres, Pepe, Vucinic ed anche Lichsteiner. Barzagli e Tevez sono usciti acciaccati dalle ultime gare e Marchisio deve ancora ritrovare la forma giusta dopo l'infortunio che ha avuto nello scorso mese. Almeno un dubbio in ogni reparto, quindi. Davanti a Buffon, la difesa dovrebbe essere ancora composta dal trio azzurro Barzagli-Bonucci-Chiellini. Ma nelle ultime ore, Ogbonna sembra poter rilanciare la sua candidatura per partire dal 1', al posto di un Barzagli sempre alle prese con una tendinite. Ballottaggi anche a centrocampo. Padoin sembra favorito su Isla per sostituire Lichsteiner, mentre anche Marchisio e Pogba si giocano una maglia, con l'italiano favorito sul talentino francese. Completano il reparto Vidal, Asamah e Pirlo. Davanti, spazio a Quagliarella per affiancare Tevez. Anche se la stazza di Llorente stuzzica Conte, viste le difficoltà sulle palle alte della difesa milanista.
Allegri ha sempre i soliti 13-14 giocatori a disposizione. Quindi poche e risicate possibilità di scelta. Il modulo resterà il 4-3-2-1 visto nelle ultime gare. Allegri rispetto alla gara con la Sampdoria, recupera Montolivo ma perde Birsa, che stava facendo benissimo.
Davanti ad Abbiati, spazio ad Abate e Constant sulle fasce, con la coppia Zapata-Mexes centrale, arrivati all'undicesima gara consecutiva senza saltare nemmeno un secondo in questa stagione. A centrocampo, accanto a DeJong, perno imprescindibile per questa squadra, si sfidano in tre. Poli, Muntari e Nocerino si giocano le due maglie da mezz'ala. Al momento Poli e Muntari restano favoriti, ma Nocerino sta recuperando terreno, favorito anche dal fatto di essere più fresco. Nei tre davanti, saranno Robinho e Montolivo ad agire alle spalle dell'unica punta Matri, grande ex della sfida assieme a Pirlo.
Saponara sarà in panchina per la prima volta. Con lui, possibili cambi offensivi sono ristretti ad Emanuelson e Niang.
L'arbitro della sfida sarà il Signor Rocchi di Firenze. Con lui, gli assistenti Banti, reduce dal pessimo arbitraggio di Milan-Napoli, e Ciampi. I guardalinee saranno Giallatini e Padova. l bilancio del'arbitro quarantenne, che ha 22 precedenti con entrambe le squadre, però è nettamente favorevole ai bianconeri, che con lui hanno vinto addirittura 16 gare, ne hanno pareggiate e perse 3. Con l'arbitro fiorentino, invece, i rossoneri hanno vinto e pareggiato 6 volte ma perso in ben 10 occasioni.
Si tratta dell'arbitro con cui la Juventus ha il miglior score, mentre quello con cui il Milan ha il suo peggiore.
Ma domani Rocchi sarà sicuramente all'altezza e non protagonista. Anche perché la Juve arriva da due gare burrascose a dir poco dal punto di vista arbitrale, ed anche il Milan tra la gara con il Napoli e quella con il Bologna può recriminare più di qualcosa.
Dopo il posticipo di domani, ci sarà la tanto attesa sosta. Il Milan la userà per recuperare quasi tutti i suoi effettivi. La Juve ragionerà su se stessa. Ma chi perderà, domani, lo farà con pressioni e pessimo stato d'animo.
Gara che quindi vale doppio. Il Milan può rilanciarsi psicologicamente e a livello di classifica, dato che nella stessa giornata ci sono Lazio-Fiorentina e Inter-Roma, la Juve può riprendersi dopo un paio di passi falsi e buttare fuori quasi definitivamente, seppure siamo alle prime fasi della stagione, un avversario importante.
Allora, viste le premesse, il blasone e la posta in palio, quasi quasi, sarà "regina" anche questa..





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Il settore rossonero




Maglia Rossonera al Tardini per Parma vs Milan 3-2
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L'esultanza di Matri dopo il suo gol
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L'esultanza di Silvestre dopo il suo gol





Mario Balotelli, sostituito nel secondo tempo da Allegri
(dal sito www.milannews.it)





Riccardo Montolivo e Nigel De Jong sconsolati
(dal sito www.milannews.it)





Il prima gol del Parma, siglato da Parolo


Il raddoppio di Cassano





Matri accorcia le distanze


Il pareggio di Silvestre





Il gol di Parolo nell'ultimo minuto di recupero






La "Gazzetta dello Sport" del 28 ottobre 2013


Il "Corriere dello Sport" del 28 ottobre 2013




Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 28 ottobre 2013
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dal sito www.gazzetta.it

PARMA-MILAN 3-2, PAROLO ESALTA IL TARDINI
Al Tardini finisce 3-2. Primo tempo disastroso per i rossoneri con i gol dell'ex Cesena e Cassano. Poi Allegri indovina le mosse e pareggia con Matri e Silvestre. Nel recupero è ancora Parolo a trovare il gol
PARMA, 27 ottobre 2013 - La legge della rimonta non è una scienza esatta e questa volta è il Milan a venire punito dopo essersi illuso di aver riacciuffato per l'ennesima volta una partita. Il Parma colpisce, affonda e si porta a casa i tre punti al 49' della ripresa, con una punizione di Parolo su cui la barriera rossonera (Birsa e Matri) si apre inspiegabilmente e colpevolmente. Succede proprio nel massimo momento di pressione del Milan, che stava provando il colpo del k.o. dopo aver rimesso in piedi una partita in estrema salita già alla fine del primo tempo. Merito delle ottime ripartenze emiliane e di un Milan incapace di ragionare e trovare i meccanismi giusti una volta arrivato sulla trequarti. Il classico esempio di come la prevalenza nel possesso palla sia spesso fine a se stessa, se poi mancano le idee per concretizzarla.
INCREDIBILI BIABIANY - E' la partita del ritorno di Balotelli dal primo minuto dopo la squalifica e problemi fisici, ma soprattutto del Mario new look: niente orecchini, testa completamente rasata e, nelle intenzioni sue e di chi gli sta intorno, di un altro atteggiamento in campo e non. Il problema è che il Balo gioca a fare il fantasma (in area lo si vede soltanto quando viene ammonito per simulazione), fino a quando Allegri lo toglie dal campo. E' la prima sostituzione stagionale, e arriva presto, al 7' della ripresa. Fuori lui e Poli, dentro Matri e Kakà, e il Milan ha cambiato marcia. Sostituzioni dettate dai due gol da recuperare incassati nel primo tempo ed entrambi nati da destra, dove Biabiany ha ridicolizzato prima Constant e poi Silvestre, sfuggendo alle marcature e scodellando in mezzo palloni che vengono amministrati sapientemente. Gazzetta TV.
BARCA DIMENTICATO - La prima rete porta la firma di Parolo, lesto ad approfittare di un rimpallo fra Gobbi e Abate. La seconda è un perfetto lavoro di Cassano, che zittisce i consueti insulti dei tifosi milanisti trovando il varco giusto con un movimento da manuale dell'attaccante. Per il Milan è una botta che fa doppiamente male, dal momento che arriva proprio allo scadere del primo tempo. Nella ripresa dopo un quarto d'ora il Parma sfiora il terzo gol con Gargano (traversa) e poi entra in scena il Milan vestito per l'occasione da Allegri col 4-2-3-1 (Birsa, Robinho e Kakà dietro a Matri). Prima si sblocca Matri, quindi ci pensa Silvestre a pareggiare i conti. E mentre Kakà trova sulla sua strada due volte un super Mirante, è Gabriel (da oggi ufficialmente il vice-Abbiati) a salvare i rossoneri al 90' su Sansone. Poi, la punizione di Parolo, che festeggia una domenica da ricordare e spedisce nel dimenticatoio la bella prova del Milan contro il Barça.
Marco Pasotto


dal sito www.milannews.it

NON SEMPRE LE RIMONTE RIESCONO, CONSTANT E BALOTELLI ASSENTI INGIUSTIFICATI. IL CARATTERE CI VUOLE DAL 1' E NON DAL 46'
LE PAGELLE di Pietro Mazzara
Gabriel 5,5: sui primi due gol non può fare nulla perché sia Parolo che Cassano calciano da soli con troppa facilità. Sul 3-2 dei ducali non riesce ad opporsi alla sberla di Parolo che, nonostante l’apertura della barriera, arriva da 30 metri.
Abate 5,5: la difesa balla e lui balla con i compagni di squadra. Nel secondo tempo dovrebbe spingere di più ma è sempre dietro a Birsa.
Zapata 5: senza Mexes dovrebbe essere lui il leader della difesa ma Amauri lo mette sempre in grava difficoltà così come Cassano quando gravita nella sua zona. Commette anche il fallo che regala a Parolo il gol del 3-2.
Silvestre 6: Biabiany gli scappa via in occasione del gol di Cassano. Nella ripresa però si fa perdonare svettando su Gobbi e mettendo le cose a posto. E’ il meno peggio dei quattro dietro
Constant 4: una prestazione pessima, sbaglia tutto. Biabiany gli scappa sempre via e lo fa diventare matto. Sbaglia le cose più semplici. Meno male che rientra De Sciglio.
Poli 6: fosforo e dinamicità in mezzo al campo, sfiora il gol del pareggio nel primo tempo ed è sempre utile in fase di non possesso. Lascia il posto a Kakà (52’ Kakà 6: entra lui e il Milan, come per magia, cambia volto. Tuttavia ha sulla coscienza due occasioni siderali che Mirante gli respinge negandogli il gol del 3-2)
De Jong 6,5: continua ad essere una spanna sopra tutti gli altri. Lotta in mezzo al campo come un leone, aiuta sia in difesa che i compagni del centrocampo. E’ l’insostituibile della mediana rossonera.
Montolivo 5,5: dopo la prova magistrale contro il Barcellona paga dazio a livello di lucidità. Sfiora il gol del 3-2 con un bel destro da fuori ma è troppo poco.
Birsa 5,5: E’ un gran lavoratore. Del tridente offensivo dell’inizio della partita è l’unico che resta in campo per tutta la partita. Dà sempre lo scarico a Kakà e Abate e taglia molto bene i cross dall’angolo ma si sposta colpevolmente sul gol del 3-2 aprendosi in barriera con Matri.
Balotelli 4: come la criptonite per superman, via la cresta, via la Ferrari e via l’orecchino e Mario sparisce dal campo. Non ha toccato un pallone utile, ammonito per una simulazione abbastanza netta, non mette mai paura a Mirante. (dal 52’ Matri 6: entra e subito il Milan trova profondità, si inventa il primo gol con la maglia rossonera e forse c’era anche un rigore su di lui. Poi però fa poco altro e sul gol decisivo di Parolo si apre in barriera facendo passare il pallone che fa secco Gabriel)
Robinho 5: l’effetto Barcellona svanisce anche per lui. Tanti dribbling tentati, pochissimi quelli riusciti. E non accende mai la luce.
Allegri 5: primo tempo da film horror, bella reazione con scelte coraggiose nel secondo tempo ma il Milan perde la partita nel primo tempo e il terzo posto è a 11 punti.