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21 aprile 2013, Juventus vs Milan 1-0




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE JUVENTUS-MILAN
Rush finale. Si entra nelle sei gare conclusive della stagione, dove non si può più sbagliare nulla. Tantomeno la gara forse più sentita per la squadra di Allegri dopo gli avvenimenti della scorsa stagione.
Juve-Milan, la vera classica del campionato di Serie A.
Senza dubbio il meglio che il calcio italiano possa proporre. Ci perdoneranno la Fiorentina e il suo buon gioco e il Napoli con la sua grande concretezza.
Ma senza dubbio la sfida tra rossoneri e bianconeri è quella che meglio fa da spot al calcio italiano.
In casa Milan la voglia è quella di chiudere al meglio la stagione, con un piazzamento champions, qualunque esso sia, insperato fino a qualche tempo fa, tenendo a bada il tentativo di rimonta della Viola di Montella, che si trova ora a -4 e con un calendario, forse leggermente più agevole. Senza dubbio i 4 punti lasciati proprio a Firenze e contro il Napoli, dove in entrambe le gare il Milan conduceva in modo convincente, hanno lasciato qualche strascico. Cosi' come qualche polemica di troppo, come quella legata a Balotelli ed El Shaarawy, uno alle prese con la sua squalifica, e l'altro con un momento no culminato con la panchina di domenica scorsa.
Nulla che in casa Milan non sappiano tenere a bada. Ma certamente il peso a livello fisico e mentale di una tale rimonta (da quart'ultimi ad un punto dal secondo posto) non può che farsi sentire. Ma Allegri ne ha passate di peggio. È abile e sa gestire tutti i momenti di calo, e le voci sul suo futuro non lo condizionano.
Avrà, squalifiche a parte, tutta la rosa a sua disposizione, e con una settimana piena per pensare alla gara, avrà certamente preparato bene tutti gli aspetti del match di domani.
Nelle ultime due gare di campionato tra i due team, infatti, Allegri ha sempre saputo mettere in difficoltà Conte. Entrambe le partite si sono svolte a San Siro, è vero, ma in entrambi i casi la Juve, arrivata da favorita, si è vista limitata nei fondamentali che di solito mette in mostra con tutti. E anche nelle due gare di Coppa Italia allo Juventus Stadium, entrambe chiuse per 2-1 ai supplementari, il Milan è la squadra che a livello di gioco ne è sempre uscita meglio.
In casa Juve sentono odore di match point. A +11 sulla seconda in classifica e con l'ultimo scontro diretto da giocare, Juventus-Milan diventa l'unico vero ostacolo, se davvero ce n'è uno, verso il tricolore.
Il campionato della squadra di Conte, iniziato tra le polemiche della SuperCoppa e della squalifica di Conte, è andato via tutto sommato liscio. In testa dalla prima all'ultima giornata, senza mai un vero rivale.
Ed ecco, forse, che il Milan può, almeno platonicamente, essere il rivale. Perché la Juve sa che il vero rivale che avrà in questi anni sarà il Milan. Le due squadre, come detto in apertura, sono le due, che più si stanno uniformando con le big europee, in tutti gli ambiti. Ci vorrà ancora tempo, idee, investimenti, ma sono le due società che possono farcela.
Una sfida, questa, che da quando la Juventus è tornata in serie A nel 2008, ha visto risultati altalenanti per il Milan.
Dalla doppia vittoria 3-2 e 4-2 bianconera nelle stagioni 2007-2008 e 2008-2009 quando Ranieri era l'allenatore della Juve ed Ancelotti quello del Milan, passando poi per le vittorie dei Milan di Leonardo (3-0 gol di Nesta e doppietta Ronaldinho) e Allegri (1-0 gol di Gattuso) nelle due stagioni successive.
Prima di queste gare, e della retrocessione juventina, due "strani" pareggi per 0-0 in piena lotta scudetto e, si saprà in seguito, in piena Moggiopoli.
Lo scorso anno, invece, nella prima partita giocata nel nuovo Juventus Stadium, fu la Juve a prevalere, con gol nel finale di Marchisio, autore di una doppietta. Juve-Milan ad aprile non porta molta fortuna al Milan. Tre precedenti e altrettante sconfitte. Due con Ancelotti in panchina, 3-2 nel 2008 e 1-0 nel 2002, e una nella lontana stagione '86, con il risultato di 1-0.
Conte, per quanto riguarda lo schieramento iniziale ha sostanzialmente due dubbi : il modulo e la condizione di Chiellini.
Per quanto riguarda il primo quesito, il tecnico bianconero sembra indirizzato a confermare il 3-5-1-1 con una sola punta di ruolo, messo in mostra a Roma con la Lazio. Per quanto riguarda il difensore, c'è un cauto ottimismo, ma si saprà domani. In porta ci sarà Buffon. Davanti a lui, linea a 3 con Barzagli e Bonucci sicuri, e con Marrone in ballottaggio con Chiellini.
Lichsteiner agirà da esterno destro, con cerniera centrale formata da Vidal, Pirlo e Pogba. A sinistra, ballottaggio Peluso-Asamoah, con l'ex atalantino favorito. Davanti, poi, Marchisio appoggerà l'unica punta, che sarà probabilmente Vucinic. Qualora Conte preferisca schierare il 3-5-2 a farne le spese sarà Pogba, con probabile inserimento di Matri o Quagliarella.
Allegri deve invece fare i conti con le squalifiche di Flamini e Balotelli, ma può certamente contare su tutto il resto della rosa. E questo, oltre all'ovvio aspetto positivo, crea numerosi dubbi.
Innanzitutto in difesa. Zapata con il Napoli non ha brillato. Resta il favorito per giocare con Mexes, ma Bonera rimane in corsa. Dubbi anche sulle fasce, dove il mezzo infortunio di Abate e la non felice gara di De Sciglio a Firenze, rimescolano le carte. Rimangono in tre per due maglie, ma al momento Constant sembra il favorito per partire da titolare all'inizio.
A centrocampo, dato per certo il rientro di Ambrosini davanti alla difesa e la conferma di Montolivo, resta da stabilire chi sostituirà Flamini. Muntari sembra l'ovvio favorito, su Nocerino e soprattutto Traorè. Ma nelle ultime ore sta tornando in auge l'opzione Boateng, che ha smaltito il suo problemino fisico, usato come mezz'ala, come avvenuto nella gara di Coppa Italia un paio di mesi fa. Quella sera Boateng fu una spina nel fianco per la Juventus.
In avanti, Pazzini ed El Shaarawy partiranno dall'inizio. Il terzo posto se lo giocano Boateng, favorito qualora non giochi in mezzo, Robinho e Niang. Per la panchina, rientra Bojan.
L'arbitro della sfida sarà Luca Banti, della sezione arbitrale CAN di Livorno. I suoi assistenti saranno Vuoto e Giallatini. Quarto uomo, Cariolato. Gli assistenti addizionali saranno Romeo e Russo.
I precedenti di Banti con i bianconeri in 17 partite: 11 vittorie , 2 pareggi, 4 sconfitte. Con i rossoneri, in 12 gare : 6 vittorie, 3 pareggi, 3 sconfitte.
Lo Juventus Stadium è tutto esaurito da giorni.
I giocatori della Juve, intanto, parlano di vendetta e motivazioni a mille. Troveranno un Milan prontissimo a battagliare. Nel frattempo un'altra squadra di Torino, quella granata, sarà l'avversaria dell'unica contendente rimasta per il terzo posto, la Fiorentina. Un Toro che cerca gli ultimi punti utili per la salvezza e che farà di tutto per ottenerli già a Firenze, dato che il calendario li metterà di fronte consecutivamente poi a Juventus e Milan. Proprio Juventus e Milan. Destini incrociati, dunque. Arrivano i punti che contano, inizia il rush finale.
Forza Ragazzi!





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Il settore ospiti dello Juventus Stadium
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Il settore ospiti dello Juventus Stadium



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Il settore ospiti dello Juventus Stadium



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Montolivo in azione
(dal sito www.gazzetta.it)
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El Shaarawy in azione
(dal sito www.gazzetta.it)





Pogba anticipa Pazzini
(dal sito www.gazzetta.it)



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L'azione di Asamoah, che si procura il rigore
(dal sito www.gazzetta.it)
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Vidal realizza ru rigore il gol della vittoria bianconera
(dal sito www.gazzetta.it)



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Kevin Prince Boateng ha da ridire contro i cori razzisti che gli sono stati rivolti




Maglia Rossonera a Torino per Juventus vs Milan 1-0
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Paolo 049 a Torino per Juventus vs Milan 1-0
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La "Gazzetta dello Sport" del 22 aprile 2013


Il "Corriere dello Sport" del 22 aprile 2013



Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 22 aprile 2013
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dal sito www.gazzetta.it

JUVENTUS-MILAN 1-0, DECIDE VIDAL SU RIGORE. SCUDETTO VICINO. VIOLA A UN PUNTO DAI ROSSONERI
I bianconeri vincono 1-0 grazie a un rigore di Vidal e si avvicinano al tricolore. La squadra di Allegri non perdeva dal 22 dicembre: adesso ha una sola lunghezza sulla Fiorentina
TORINO, 21 aprile 2013 - La Juventus batte anche il Milan, e così il secondo scudetto consecutivo si avvicina sempre di più. Contro il Diavolo, che era imbattuto da 14 giornate, mai sconfitto nel 2013, basta un rigore di Vidal. E si chiude virtualmente il cerchio tricolore: il 2 ottobre 2011 la doppietta al Milan di Marchisio qui allo Juventus Stadium Marchisio faceva capire a tutti che la Juve di Conte faceva sul serio, alla sesta giornata dello scorso campionato. Questo successo, seppure meno convincente sul piano del gioco, comunque da squadra matura che sa centellinare ogni stilla di energia, tiene il Napoli primo inseguitore a 11 punti di distacco dalla capolista, a cinque giornate dalla fine. Il Milan, che a San Siro con la Juve aveva vinto, all'andata, sprofonda a -18, sempre terzo, ma con la Fiorentina ora appiccicata, in è caratterizzato dall'esordio di Bakaye Traorè. Il maliano viene schierato alla destra di De Jong con Montolivo a sinistra. In difesa preferisce De Sciscia.
OCCASIONE PIRLO, POCO PIÙ - Il primo tempo - preceduto dai buu della Curva Nord (quella del tifo non organizzato) a Boateng nel riscaldamento, e lo Juventus Stadium è diffidato - è giocato a un andamento lento che ricorda più una fortunata canzone di Tullio De Piscopo che una partita di vertice di serie A. Il Milan gioca in orizzontale, neanche lo scopo del gioco fosse quello di andare in doppia cifra come passaggi riusciti consecutivamente. Il pareggio al Diavolo sta benissimo, meglio non far arrabbiare la capolista. La Juve non vuole sbilanciarsi, tanto il vantaggio sul Napoli resta da tappa dolomitica del Giro. E davanti ha pochino, con Vucinic in cattiva serata e Marchisio che fa il suo, ma punta non è. Del resto gli allenatori hanno fatto scelte comprensibili: entrambi hanno messo in campo i migliori 11, come valore assoluto, prescindendo dai ruoli.
ABBIATI OUT - Conte privilegiando i suoi centrocampisti di qualità nel 3-5-1-1 che permette a Pogba di partire titolare, Allegri schierando tre attaccanti più Boateng. Ma la pratica non conforta la teoria. La gara è brutta, i passaggi sbagliati esagerati come l'aranciata di una riuscita pubblicità. L'unica conclusione degna di cronaca dei primi 45' è un tiro deviato, ed è tutto dire, di Pirlo, su punizione. Bravissimo Abbiati a trovare il riflesso per il cambio di direzione, quello che non era riuscito a Buffon a Monaco contro il Bayern sul tiro di Alaba sporcato da Vidal. Abbiati però si fa male alla tibia destra: dopo un quarto d'ora entra Amelia. Poi poco altro. Una spettacolare rovesciata larga di Pogba, più coreografica che pericolosa. Ma Pirlo perde palloni a ripetizione davanti alla sua area, e la Juve non decolla. All'intervallo è 0-0. Per forza.
VIDAL SU RIGORE - Si riparte con Muntari al posto di Ambrosini (caviglia destra in disordine). Cambia poco. Poi Amelia ravviva la gara all'improvviso, con un'uscita sciagurata con cui travolge Asamoah, destinato ad allargarsi sulla sinistra. Banti indica il dischetto: rigore. Vidal segna di potenza il suo tredicesimo gol stagionale. Juve in vantaggio al 12' della ripresa. La gara si vivacizza un po'. C'è qualche spazio in più, ma le occasioni gol continuano a latitare. Il Milan, deludente, nonostante Allegri continui a inserire attaccanti - arriva il turno pure di Bojan, fa solo il solletico alla miglior difesa del campionato. La Juve vendica con lo stesso punteggio l'1-0 dell'andata ottenendo la sesta vittoria di fila in campionato. E lo scudetto è sempre più soltanto questione di tempo.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

MILAN SENZ'ANIMA. ABATE E AMELIA: DORMITA COLOSSALE. ATTACCO PRIVO DI IDEE E CONCRETEZZA
LE PAGELLE di Antonio Vitiello
Abbiati 6,5 - Reattivo in occasione della punizione di Pirlo deviata dalla barriera. E’ la sua unica parata del match perché poi è costretto a lasciare il campo per infortunio. Dal 15’ Amelia 5 - Frana in ritardo su Asamoah procurando il rigore che decide la sfida.
Abate 5 - Dormita colossale in occasione del vantaggio juventino, tarda ad arrivare sul pallone permettendo ad Asamoah di inserirsi e trovare il rigore.
Mexes 5,5 - Non corre grossi pericoli perchè l’attacco della Juve è sterile, si spinge in avanti in un paio di occasioni in cerca di gloria. Si becca anche il decimo giallo della stagione.
Zapata 5,5 - Qualche chiusura positiva ma non è una gara memorabile per il colombiano che salterà la prossima sfida col Catania a causa del cartellino giallo.
Constant 6 - Nel finale è l’unico a provarci mettendoci impegno ma è veramente troppo poco.
Montolivo 6 - Fa girare tanti palloni, prova diverse conclusioni dalla distanza perché l’attacco non gira. Predica nel deserto.
Ambrosini 6 - Sente molto l’importanza della gara e si batte in mezzo al campo come sempre ma il fisico lo tradisce e a fine primo tempo è costretto a rimanere negli spogliatoi per una botta al piede. Dal 45’ Muntari 5,5 - Il suo ingresso cambia poco l’inerzia della sfida, troppe volte è lento nei movimenti e nel decidere cosa fare.
Boateng 5,5 - Schierato ancora una volta in un ruolo diverso, il ghanese prova ad adattarsi ma con risultati altalenanti.
Robinho 5 - Impalpabile. Il brasiliano non la vede quasi mai e quando entra in possesso palla rallenta l’azione o sbaglia passaggio. Dal 70’ Bojan 5,5 - Il suo ingresso in campo non porta miglioramenti, viene risucchiato nell’apatia dell’attacco.
Pazzini 5 - Fa a sportellate e prova qualche cambio nello stretto ma non è mai pericoloso, anche lui avulso dal gioco.
El Shaarawy 5,5 - Troppo isolato, dialoga male con i compagni di reparto e prova sempre la solita giocata ormai prevedibile.
Allegri 5 - Spera di sorprendere la Juve inserendo Robinho in avanti e Boateng a centrocampo ma al di là della tattica è l’atteggiamento della squadra che non convince.