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8 marzo 2013, Genoa vs Milan 0-2




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE GENOA-MILAN
Nessuna distrazione : sono "blaugrana" anche loro. A soli 4 giorni dalla grande sfida del Camp Nou, il Milan di Allegri prosegue la sua corsa verso i posti Champions, affrontando il Genoa di Ballardini a Marassi. È un momento delicato della stagione per entrambe le squadre.
Da una parte, il Milan ha raggiunto l'agognato terzo posto in solitaria, ambisce ora addirittura al secondo e affronta i quarti di finale di Champions da favorita contro il Barcellona. La stagione è definitivamente raddrizzata, ma si sa che, tornare alle stalle, dopo essere stati sulle stelle, è facile e soprattutto fa doppiamente male.
Per questo la gara con il Genoa non deve essere sottovalutata ne snobbata, nemmeno inconsciamente. La partita è troppo importante, per molti motivi. Per la continuità, mantenendo il terzo posto in vista di due gare abbordabili con Palermo e Chievo nelle prossime giornate. Perchè Lazio e Fiorentina si affrontano nello scontro diretto nella stessa giornata, e una potrebbe abbandonare quindi la lotta terzo posto se il Milan vincesse. Per mettere il fiato sul collo ad un Napoli in netta frenata. Ma soprattutto per arrivare nelle massime condizioni fisiche e, ancor più importante, psicologiche alla gara con il Barcellona di martedi' sera.
La programmazione e la fortuna, aiutano Allegri. In settimana, infatti, a parte il povero Nigel De Jong, alle prese con un lungo infortunio al tendine d'Achille, tutto il gruppo è stato agli ordini del tecnico rossonero. Situazione ben diversa da quella di appena un anno fa, quando a cavallo tra le gare di Champions e quelle decisive per il campionato, il Milan si è trovato a dover affrontare una vera e propria moria.
Dall'altra parte c'è il Genoa. Una squadra a due volti. Una squadra che raramente gioca male. Che ha ottimi interpreti, che ha un pubblico fantastico e uno stadio caldo. Ma che nonostante questo, oggi, al netto delle penalizzazioni, dopo una stagione travagliata, dopo 3 allenatori e due mercati caotici, sarebbe condannata alla serie B.
La situazione, tuttavia, da quando è arrivato Davide Ballardini sulla panchina del Grifone, è cambiata. Sei partite disputate, con 9 punti all'attivo, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta. Non molti, in generale, ma vanno considerati gli avversari affrontati : Juventus, Lazio, Parma, Udinese, Palermo e Roma.
Proprio nella Capitale, i rossoblu hanno fatto, pur perdendo, paradossalmente la loro miglior partita da quando è arrivato Ballardini. Padroni del campo per gran parte della gara, pericolosi in avanti e quasi mai in difficoltà nella retroguardia. Tuttavia gli episodi hanno condannato i genoani. Un rigore dubbio e una papera del portiere Frey hanno spianato la strada alla Roma di Totti. Il Genoa ora è a +5 sulla zona salvezza. Non ancora un margine soddisfacente, tutt'altro. Ma considerando dove si trovava la squadra rossoblu' appena un mese fa, si può quasi parlare di miracolo.
Il merito principale di Ballardini è stato quello di dare equilibrio e compattezza ad una squadra che appariva allo sbando. In ben 3 delle 6 gare disputate, il Genoa ha chiuso la gara con la rete inviolata. Cosa impensabile fino a qualche tempo fa, quando la difesa allenata prima da De Canio e poi da Delneri sembrava il classico colabrodo.
In generale sono 40 i gol subiti (6 nella gestione Ballardini) e 27 quelli realizzati (sempre 6 con l'ex allenatore di Cagliari e Palermo).
Come sempre, è interessante scorporare il dato, andando ad analizzare le differenze di rendimento tra casa e trasferta. Qualcosa di significativo si trova sempre. Per quanto riguarda i gol subiti, il dato dice che il Genoa concede più in casa che fuori. Sono infatti 23 i gol subiti a Marassi, contro i 17 subiti fuori casa. Ciò vuol dire che tra le mura amiche, il Genoa gioca un calcio più aperto, offensivo, propositivo. Questo è evidenziato anche dalle reti realizzate. Sono infatti esattamente il doppio, i gol fatti in casa rispetto a quelli realizzati lontano dal Ferraris. 18 contro appena 9. Indicatore che da informazione, se ce ne fosse bisogno, che il Genoa giocherà la partita di domani. Difficilmente adotterà atteggiamenti "sparagnini" o speculativi. Sarà tosta sin da subito, nonostante qualche problemino di formazione, che andremo ad analizzare più avanti.
Trasferta da sempre ostica per il Milan, quella di Genova.
In primis, ahimè, per la questione ambientale. Tutti purtroppo ricordano la tragica giornata del 29 Gennaio 1995, quando il povero Vincenzo Spagnolo, allora 25enne, fu accoltellato a morte da un tifoso rossonero durante alcuni scontri a Marassi. Da li in poi, tra Milan e Genoa, polemiche, scontri, partite sospese, rinviate, altri scontri. Ora la parola fine è stata messa. Milan e Genoa sono due società profondamente amiche, e in settimana il Prefetto di Genova ha dichiarato che per la gara non si prospetta nessun rischio.
Finalmente distensione e solo calcio. Almeno è quello che ci auguriamo. Trasferta insidiosa non solo per questioni ambientali. Da quando, nella stagione 2007-2008, il Grifone è tornato in serie A, lo score dei risultati presenta un assoluta parità. Due vittorie a testa e un pareggio. Lo scorso anno, nonostante qualche fumogeno di troppo durante la gara, il Milan si impose per 2-0 con reti di Ibrahimovic e Nocerino. Nella stagione 2010-2011, la prima di Allegri in rossonero, la gara terminò 1-1, ultimo pareggio negli scontri diretti tra le due squadre. A segno, quel pomeriggio, andarono Pato alla mezz'ora e Floro Flores, poco prima dell'intervallo.
L'ultima vittoria interna risale alla stagione precedente. Si affrontavano il Milan di Leonardo e il Genoa di Gasperini, in un clima surreale, dato che il Ferraris era a porte chiuse. Vinse il Genoa, con l'1-0 targato Sculli nel finale.
Prima di quella gara, una vittoria per parte. 2-0 nel 2008-2009 e 0-3 nella stagione precedente, con reti di Kaka, autore di una doppietta e Ambrosini. Quello che si andrà a giocare domani sera allo stadio Ferraris sarà, in generale, il 45esimo confronto tra Milan e Genoa nella massima serie, con 14 vittorie rossonere, 19 pareggi e 11 vittorie rossoblu. La sfida nella sfida è anche tra i due tecnici, rispettivamente Davide Ballardini e Massimiliano Allegri. I due si sono già affrontati sei volte nella loro carriera, l'allenatore livornese ha finora ottenuto quattro vittorie, mentre quello rossoblu ha trionfato solo in un'occasione. L'ultimo precedente tra i due risale al gennaio 2012, quando il Milan guidato da Allegri sconfisse 3-0 il Cagliari, grazie ai gol di Ibrahimovic, Nocerino e Ambrosini.
Il Genoa arriva alla gara con qualche assenza, soprattutto a centrocampo. Kucka sarà squalificato, Matuzalem ed Olivera infortunati, mentre Marco Rossi è in dubbio. Con loro, mancherà anche Manfredini. Ballardini confermerà il 3-5-1-1 impostato da quando è arrivato. Davanti a Frey, agiranno Portanova, Granqvist e Moretti, in vantaggio su Bovo. Nel folto centrocampo a 5, sarà probabilmente Toszer a prendere il posto di Kucka davanti alla difesa. Con lui, anche Vargas e Marco Rossi. Se quest'ultimo non dovesse farcela, il tecnico rossoblu potrebbe optare per Marco Rigoni, per adattare Cassani, oppure optare per arretrare Bertolacci, inserendo un'altra punta o un altro trequartista come Jorquera.
Sulle fasce agiranno Antonelli e Pisano. Davanti, ad affiancare Borriello ci sarà con ogni probabilità Bertolacci, che bene sta facendo e sul quale Galliani ha messo pesantemente gli occhi addosso.
Allegri avrà invece praticamente tutta la rosa a sua disposizione. Quindi ampia scelta e possibile mini turn over in vista del Camp Nou.
Davanti ad Abbiati i dubbi sono parecchi, in difesa. Con il rientro di Constant, sono sempre i soliti tre a giocarsi due maglie. L'impressione è che possano partire Constant, ex della partita, e De Sciglio. In mezzo, al fianco del rientrante Mexes, si giocano il posto Zapata, Zaccardo e Yepes. Zapata, tuttavia, è reduce da qualche problemino muscolare, e potrebbe quindi lasciar posto a un compagno. Al momento sembra in vantaggio Zaccardo su Yepes.
A centrocampo, l'unico certo sembra essere Montolivo, cosi' come è certo che Ambrosini verrà risparmiato per la Champions. Muntari dovrebbe tornare titolare, dopo l'assenza con la Lazio. A completare il reparto, il ballottaggio tra Nocerino e Flamini, col francese favorito per partire dall'inizio. In avanti, Balotelli dovrebbe tornare titolare, a danno di Pazzini. Al suo fianco dovrebbero esserci Boateng ed El Shaarawy. Anche qui, tuttavia, ci sono alcune possibili varianti. Niang potrebbe infatti partire dall'inizio, dopo le ultime 3 panchine consecutive. Potrebbe essere un opzione per far riposare Boateng, oppure per spostare il ghanese di nuovo a centrocampo, schierando cosi' il tridente pesante davanti.
Se cosi' fosse, Allegri potrebbe arrivare a schierare a Barcellona una formazione con 4-5 elementi freschi. E con la partita intensa che si prospetta, sarebbe fondamentale.
Ma nessun volo pindarico deve essere fatto in casa Milan. Per pensare al Barcellona ci sarà tutto il tempo. Anche se sarà difficile restare concentrati, dovrà essere fatto. Perché il rischio di rimanere col cerino in mano, è piu' che presente. Ora viene il campionato, conta solo quello.
Forza ragazzi!





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Il settore rossonero
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Niang subisce fallo da parte di Moretti


Giampaolo Pazzini sblocca il risultato




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Pazzini esulta dopo la rete


L'esultanza del "Pazzo"
(dal sito www.gazzetta.it)




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Mario Balotelli esulta dopo la sua rete


L'esultanza di Balotelli, che segna il secondo gol rossonero
(dal sito www.gazzetta.it)



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Bovo mette le dita negli occhi a Constant, poi espulso




Il Milan Club Seregno a Marassi per Genoa vs Milan 0-2
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(grazie a Mauro Busnati)
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(grazie a Mauro Busnati)
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(grazie a Mauro Busnati)


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(grazie a Mauro Busnati)
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(grazie a Mauro Busnati)
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(grazie a Mauro Busnati)






Il "Corriere dello Sport" del 9 marzo 2013


"TuttoSport" del 9 marzo 2013



Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 9 marzo 2013
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dal sito www.gazzetta.it

GENOA-MILAN 0-2, PAZZINI, POI BALOTELLI. I ROSSONERI VINCONO ANCHE IN 10
Tre punti fondamentali dei rossoneri che espugnano Marassi con un gol per tempo, in 10 dal 65' per l'espulsione di Constant. Il Pazzo si infortuna, segna e cede a SuperMario che raddoppia. Pessimo Damato: negati due rigori ai liguri
GENOVA, 8 marzo 2013 - Con una partita di sofferenza e sacrificio, giocata in dieci dal 65' per l'espulsione di Constant, il Milan batte il Genoa 2-0 e per 48 ore consolida il terzo posto, avvicinandosi a soli due punti dal Napoli. Segnano Pazzini e Balotelli in un vorticoso gioco di sostituzioni, perché il Pazzo si infortuna, segna e lascia a SuperMario che raddoppia nella ripresa. Per i rossoneri un segnale importante in vista del Barcellona. Recrimina il Genoa per un paio di rigori non concessi e per il palo colpito da Bovo: è sconfitta, ma ci sono i margini per salvarsi. Resta comunque impressa la tragica serata dell'arbitro Damato che oltre a non vedere i rigori (lui e i suoi collaboratori) non esita a cacciare Constant dal campo, graziando Bovo (che commette un fallaccio sul francese) e Bertolacci (a gamba tesa sul ginocchio di Muntari).
NO AL TURNOVER - Eppure tutto era stato studiato a tavolino: tre uomini davanti a Frey e un centrocampo a 5 cammuffato, perché in mezzo c'è Bovo che è difensore di razza. Davide Ballardini preferisce poi Cassani e Tozser a Pisano e Rigoni e dà mandato offensivo a Borriello, sulla scia di Bertolacci. Allegri lo ha promesso alla vigilia: niente turnover. E ha ragione. Perché Balotelli e Boateng se non giocano dll'inizio è per piccoli problemi fisici. Quindi Niang nel tridente col Pazzo ed El Shaarawy. In difesa Mexes e Zapata sono i centrali. Insomma, la formazione che potremmo vedere con piccoli aggiustamenti al Camp Nou.
PROPRIO PAZZO - La sfida di Marassi, pur giocata su un campo pesante, è soprattutto fisica. A raccontarlo è la cronaca del primo tempo, in cui i rossoblù cercano di tenere basso il Milan che, dal canto suo, sfrutta la velocità dei suoi uomini nelle ripartenze. Si gioca molto sulla fasce. Constant è il più incisivo, mentre De Sciglio resta nelle retrovie, perché Borriello merita un trattamento particolare, anche se l'ex se la deve vedere con Mexes. Il Milan va comunque al piccolo trotto aspettando al varco, sviluppando il suo gioco con lanci lunghi. El Shaarawy non ha vita facile; la doppia marcatura di Granqvist e Moretti non lasciano spazi liberi. Ma è Pazzini a disturbare la difesa ligure. Al 18', addirittura, Portanova commette fallo sull'attaccante che resta in campo zoppicante. E per uno strano gioco del destino, mentre Balotelli si scalda, al 22' Portanova liscia in area, dove il Pazzo poco entro il limite infila sotto l'incrocio dei pali con l'unica gamba che gli è rimasta: la destra. Esulta Pazzini che subito dopo, al 25', lascia il posto a Balotelli, a sua volta subito protagonista per un fallo con ammonizione.
BALOTELLI - La reazione del Genoa è veemente. Pressing a tutto campo e subito la grande occasione al 33', quando sulla linea di fondo in area, Niang intercetta un palla che prima schizza sul braccio e poi sul petto. Sarebbe rigore, ma Damato indica la bandierina. Inutili le proteste. Intanto anche Balotelli zoppica per un'entrata poco ortodossa sul perone destro che già gli faceva male. Mario però stringe i denti e rispunta dal tunnel dopo l'intervallo. Non c'è però Mexes che cede a Yepes per motivi precauzionali si dice. Lavoro duro comunque per il nuovo entrato, perché il Genoa attacca poderosamente. Al 4' conquista una punizione al limite, che per il Milan significa allarme mondiale. La batte Bovo; destro a giro e palla che si stampa sul palo alla sinistra di Abbiati. Insomma, come dire: il terrore corre sul filo. Ma basta un lampo di El Shaarawy che schizza sulla sinistra e serve un palla d'oro a Balotelli per riaccendere il Milan: il sinistro di Mario dal limite è un bolide che sfiora la traversa. Al 14' Immobile sostituisce Cassani e la difesa del Genoa sale a 4. Ma i rossoneri fanno tanto rumore. Frey con un prodigio devia il diagonale tagliente di Falmini, ma soccombe al 22' quando Zapata serve l'assist vincente a Balotelli che da posizione decentrata non sbaglia.
ABBIATI SI ESALTA - Al 20' Bovo commette un fallo cattivo su Constant che perde la testa e reagisce: già ammonito viene espulso. Allegri imbestialito toglie El Shaarawy per Abate e ridisegna il Milan con un 4-4-1; Ballardini sostituisce lo stesso Bovo, ammonito, per Jorquera. Poi è assedio e sale in cattedra. Al 30' respinge il bolide ravvicinato di Granqvist, una manciata di secondi dopo devia la botta di Jorquera. Il Milan è stanco e si difende con tutto ciò che gli resta. Serve tanto cuore perché il Genoa è una cavalleria pesante. Anche Balotelli va a dare una mano. Il finale è epico dal punto di vista rossonero; rabbioso da quello rossoblù. Ma passa il Milan che sogna sempre più in grande.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

PAZZO-BALO ESPUGNANO MARASSI. ABBIATI STREPITOSO QUANDO È SERVITO. FOLLIA CONSTANT
LE PAGELLE di Redazione Milannews
Abbiati 7: Primo tempo da spettarore per il capitano di serata che viene chiamato in causa solo su qualche palla alta. Nella ripresa, complice anche l'aumento degli attaccanti del Genoa, il lavoro aumenta. E' monumentale su un sinistro di Jorquera dalla distanza a metà ripresa.
De Sciglio 6: Spinge poco anche perché Antonelli e Vargas, nel primo tempo, sono due brutti clienti. Con l'espulsione di Constant è lui a passare a sinistra e cerca di controllare le sfuriate dei rossoblù.
Zapata 6,5: Recuperato dal problema all'adduttore destro, gioca una buona partita contro Borriello tenendolo sempre alla larga. Bertolacci è sempre un pericolo ma controlla anche lui. E' suo l'assist per il 2-0 di Balotelli.
Mexes 6: Gioca il primo tempo un po' caratterizzato da un lieve problema fisico che consiglia tutti di rimanere a riposo nell'intervallo. Fin quando gioca, Borriello nella sua zona non la vede mai. (Dal 45' Yepes 6: 100° gettone in serie A per il colombiano che prende il posto di Mexes nell'intervallo e gestisce bene la sua zona di competenza).
Constant 4,5: Dal punto di vista tecnico conferma la sua intraprendenza e la sua buona intesa con El Shaarawy sull'out mancino. Perde clamorosamente le staffe dopo aver subito un brutto fallo da Bovo che lascia il Milan in 10 nella parte finale della partita.
Flamini 6: Grande pressatore, quando si attacca alle calcagna del portatore di palla genoano incute sempre timore. Simula malamente un fallo da rigore che non c'è e costringe Frey alla deviazione in angolo con un bel destro da fuori. Sta bene e si vede e la sua grinta sarà fondamentale martedì.
Montolivo 6: Meno bello da vedere rispetto alla partita con la Lazio ma gestisce bene i palloni che gli vengono recapitati dai compagni.
Muntari 5,5: Non benissimo. Il ghanese sembra avere ancora qualche problema sulla lunga distanza e a volte pecca di sufficienza in fase di giro palla.
Niang 6: Chiama Frey alla parata importante nel primo tempo con un sinistro a giro che il portiere genoano mette fuori dalla porta. Si sacrifica molto anche quando la squadra resta in 10.
Pazzini 7: inizia il match lottando con Portanova che di certo non è un lord e lo azzoppa. Proprio quando fa segno alla panchina che non ne ha più, inventa il gol pazzesco che sblocca la partita. Lascia il campo subito dopo per Balotelli. (Dal 24' del 1° tempoBalotelli 6,5:primo tempo indolente dove viene ammonito dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo. Nella ripresa gioca con il piglio giusto e trova il gol del 2-0 su assist al bacio di Zapata.).
El Shaarawy 6: Pericolo costante per Cassani che lo aspetta sempre molto basso con il raddoppio pronto per provare a frenarlo. E' il sacrificato di Allegri per far entrare Abate dopo l'espulsione di Constant. (dal 65' Abate 6: Capisce qual'è il suo ruolo nel forcing genoano e si limita nelle spinte e resta in zona per controllare tutto)
Allegri 6,5: Su un campo disastroso la sua squadra non gioca benissimo ma porta a casa quello che conta ovvero la vittoria. L'espulsione di Constant e i problemi di Pazzini e Mexes gli stravolgono i piani nei cambi ma si prende tre punti fondamentali. Ora si può pensare al Barça.