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9 dicembre 2012, Torino vs Milan 2-4




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE TORINO-MILAN
Importanza capitale. Torino, per crederci davvero. Il Milan si è posto come obiettivo arrivare alla minima distanza possibile dal terzo posto prima della sosta, e la gara dell'Olimpico nel giorno in cui Napoli e Inter, attuali seconda e terza della classifica, si sfidano, è troppo ghiotta per essere lasciata li.
Il Milan si trova ora a 10 punti dal suo obiettivo, con tuttavia ben 4 squadre davanti, Roma, Lazio, Fiorentina e, appunto, Inter.
Ma mentre queste 4 squadre si affronteranno tra di loro nelle prossime due giornate, dato che ci saranno Inter-Napoli e Roma-Fiorentina in questo turno, mentre ci sarà Lazio-Inter nel prossimo week end, il Milan si ritroverà ad affrontare Torino e Pescara, gare a cui deve prestare la massima attenzione, ma certamente alla portata della squadra di Allegri. Una squadra che, nonostante la battuta d'arresto indolore con lo Zenit, si è saputa ritrovare e riscoprire competitiva. Dopo aver pareggiato al San Paolo, aver guadagnato la qualificazione in Champions League, ed aver battuto Juventus e Catania, Torino deve rappresentare la continuità. Trovare la terza vittoria consecutiva sarebbe importante e significativo.
Tuttavia non sarà semplice, perché la squadra di Gianpiero Ventura è tutt'altro che materasso. I granata giocano un buon calcio, spesso propositivo. Tuttavia la carente forza offensiva, ha fatto sviluppare una più che sensata propensione alla fase difensiva. Squadra compatta, il Torino, capace di ribaltare velocemente il fronte con la velocità e l'incisività dei due esterni offensivi Cerci e Santana.
Poche individualità importanti, ad eccezione di Ogbonna, che rappresenta uno dei migliori giovani difensori in Italia, e sul quale il Milan ha messo gli occhi in maniera prepotente, ma gruppo compatto ed organizzatissimo, grazie a Ventura, probabilmente il più esperto e "volpone" tra gli allenatori in attività in Serie A..
Il momento del Toro non è, tuttavia, dei migliori. Arriva dalla pesante sconfitta nel derby con la Juventus per 3-0. Nella settimana che precedeva l'evento, i granata sono anche stati eliminati dalla Coppa Italia per mano del Siena. In generale, nelle ultime 5 il Torino ha inanellato una sola vittoria, datata 11 Novembre, 1-0 in casa con il Bologna, un pareggio, quello convincente interno con la Fiorentina per 2-2 e ben 3 sconfitte. L'ultima sconfitta casalinga risale però a metà ottobre, quando il Parma riuscì a vincere 1-3 all'Olimpico.
Lo score parla di 15 gol fatti e 17 subiti. Un attacco sui livelli delle squadre medio-piccole, ma una difesa nettamente migliore, che va a sistemarsi al quinto posto tra le migliori retroguardie dell'intero torneo.
I numeri variano poco tra casa e trasferta. Tra le mura amiche, infatti, 7 gol fatti ed 8 subiti. Lontano da Torino le reti realizzate sono 8, di cui 5 solo nella trasferta di Bergamo, mentre quelli subiti sono 9.
Ulteriore segnale dell'uguaglianza del gioco del Torino tra casa e trasferta, arriva dai punti. Sui 16 effettivi che ha, anche se con l'handicap del -1 di inizio stagione, 8 sono stati ottenuti in casa, ed altrettanti in trasferta.
Torino-Milan torna dopo tre anni dall'ultimo precedente. Una sfida però ricca di storia. Il primo precedente risale infatti addirittura al 1907. Sono quindi oltre 105 anni di storia di Torino-Milan. Nell'ultimo confronto, quello di tre anni fa, il risultato fu un 2-2 molto controverso, con l'arbitro Farina a fare da protagonista incontrastato. Quella sera il Torino andò in vantaggio con Stellone, ma Pato e Ronaldinho ripresero i granata. Un rigore inesistente di Rosina, poi, chiuse le ostilità.
Prima di quella sfida, però, il Milan arrivava da 3 vittorie consecutive. Quella del 2007-2008 con il gol in collaborazione tra Gilardino e Pato. Nell'anno precedente, sempre 0-1 in favore dei rossoneri, con gol decisivo di Seedorf dalla distanza. Da li a poco il Milan sarebbe andato ad Atene per giocarsi la finale di Champions League. Nel 2002-2003 fu invece 0-3 per i rossoneri al Delle Alpi. Partita che venne sospesa al 64' per incidenti, dopo la rete di Filippo Inzaghi su assist di Paolo Maldini e la doppietta di Clarence Seedorf nel primo tempo.
L'ultima vittoria interna risale alla stagione 2001-2002. Una partita che ha segnato la storia recente del Milan.
Quella sera, infatti, Terim si giocava la sua panchina. E dopo il vantaggio targato Lucarelli ed il clamoroso errore dal dischetto di Inzaghi, Galliani decise di troncare il rapporto per recarsi subito a Parma per trattare con un certo Carlo Ancelotti. Da quel momento in poi, 8 anni di successi incredibili.
Sono tre, invece, i precedenti tra i due tecnici, Allegri e Ventura. I primi due scontri si sono tenuti nella stagione 2009-10 con doppia affermazione del Cagliari allora allenato dall'attuale allenatore del Milan, con i risultati di 1-0 al San Nicola e 3-1 in Sardegna.
Il terzo e ultimo precedente tra i due è della stagione successiva. Bari-Milan terminò 2-3 con gol rossoneri di Ambrosini, Flamini e Pato.
Gianpiero Ventura si presenta alla sfida senza grandi problemi di formazione. Ad eccezione dello squalificato Glik, autore dello sciagurato fallo su Giaccherini nel Derby della settimana scorsa, il tecnico ex Bari ha tutta la rosa a disposizione. L'unico dubbio di formazione riguarda il sostituto proprio del centrale difensivo. Accanto ad Ogbonna, infatti, ballottaggio tra Di Cesare e Rodriguez.
Per il resto tutto confermato, con Gillet in porta e Darmian-D'ambrosio sugli esterni. Mediani del 4-2-4 saranno Basha e Gazzi. Brighi è in corsa per una maglia, ma parte molto defilato.
Davanti, Cerci e Santana sugli esterni, mentre capitan Bianchi e Meggiorini agiranno centralmente.
Sgrigna, Sansone e Stevanovic partiranno con ogni probabilità dalla panchina, ed assieme a Birsa e a Verdi saranno le principali frecce offensive nella faretra di Ventura.
Allegri arriva invece alla sfida con tre defezioni importanti rispetto alla squadra che ha vinto con Juve e Catania. Constant, Boateng e Montolivo saranno infatti fuori dalla partita di domenica pomeriggio.
Con loro, anche Pato, Muntari e Bonera, sempre alle prese coi rispettivi infortuni. Rientrano invece Yepes, dopo la squalifica che lo ha tenuto fuori al Massimino, Abate, Mesbah ed Antonini.
I dubbi però, a centrocampo e in attacco permangono. Meno in difesa, dove, davanti ad Abbiati, che dovrebbe vincere il confronto con Amelia, si sistemeranno Abate a destra, Mexes e Yepes al centro e De Sciglio sulla fascia sinistra.
In mezzo al campo parecchi dubbi. L'unico sicuro del posto è Antonio Nocerino. Affianco a lui dovrebbe esserci Nigel De Jong, come perno davanti alla difesa. Per il ruolo di vice Montolivo se la giocano Ambrosini ed Emnauelson, con Flamini molto piu' indietro nelle preferenze dello staff tecnico.
Ovviamente l'eventuale scelta influirà molto sul modo di interpretare la partita. La sensazione è che si vada verso un centrocampo piu' robusto, con Ambrosini e De Jong in campo assieme, e adatto ai raddoppi di marcatura sugli esterni granata. La qualità sarebbe spostata qualche metro piu' avanti, con Bojan e Robinho contemporaneamente in campo, affianco ad El Shaarawy.
A turno uno tra Robinho e Bojan dovrà andare basso a prendere il pallone e a gestire il gioco, guardando i tagli degli esterni e gli inserimenti delle due mezz'ali.
L'alternativa sarebbe mettere Emanuelson mezz'ala ed una punta centrale per sfruttare eventuali cross dalla fascia. Se questa sarà la scelta, in auge potrebbe tornare M'Baye Niang, reduce da un ottima settimana di allenamento in cui si è prepotentemente messo in mostra.
Ad arbitrare la gara ci sarà Andrea Romeo. Nato a Verona nel 1970, Romeo è forse la rivelazione positiva tra le giacchette nere di questa stagione. Un arbitro che lascia giocare molto e che sembra sempre avere in mano il polso della gara.
Ha diretto 83 partite in Serie A, dove ha esordito nel 2005 in Messina-Livorno 1-1. Romeo ha arbitrato il Milan in tre occasioni, con una vittoria ed due sconfitte. 12, invece, le gare dirette al Torino, con un bilancio di 6 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte.
Come guardalinee sono stati designati Bianchi e Giallatini. Quarto uomo De Luca, mentre gli assistenti aggiunti saranno Bergonzi e Baracani.
Tutti e sei dovranno essere molto bravi a gestire la gara dopo le sterili ed inutili polemiche di Catania, con i "regali di Natale" e i "ci risiamo" sbattuti in prima pagina. A tal proposito il furbo Ventura mette già le mani avanti, dichiarando : "Adesso ci tocca il Milan che però nelle ultime due uscite ha fatto sei punti con un rigore inesistente e un gol in fuorigioco.".
Romeo non dovrà farsi condizionare dall'ambiente e della polemiche ed arbitrare in serenità.
Come in serenità dovrà giocare il Milan. Con attenzione e concentrazione ancor migliore delle ultime gare. Con la consapevolezza di avere assenze importanti, ma con l'altrettanta certezza di avere una squadra competitiva e superiore. La gara è di quelle che contano.
Forza Ragazzi!





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(dal sito www.milanday.it)



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Mattia De Sciglio
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Il gol di Nocerino (1-2)
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Pazzini esulta sotto il settore rossonero



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Nocerino esulta dopo il suo gol
(dal sito www.gazzetta.it)
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Yepes, De Sciglio e Robinho festeggiano la vittoria
(dal sito www.gazzetta.it)



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Nè granata nè bianconera,
Torino è solo rossonera
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Nè granata nè bianconera,
Torino è solo rossonera
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Nè granata nè bianconera,
Torino è solo rossonera


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Spalle girate al campo durante il nuovo coro della Curva
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Pazzini riceve l'abbraccio dei tifosi rossoneri



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(Foto Curva Sud)
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Maglia Rossonera all'Olimpico per Torino vs Milan 2-4
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(grazie all'amico Luca Pianura)



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(grazie a Paolo 049)
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(grazie ad Emiliano Beretta di Avanguardia Rossonera)
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La "Gazzetta dello Sport" del 10 dicembre 2012


Il "Corriere dello Sport" del 10 dicembre 2012



Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 10 dicembre 2012
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dal sito www.gazzetta.it

MILAN ANCORA DI RIMONTA. CHE POKER A TORINO!
Sotto per la rete di Santana, i rossoneri vanno in gol con Robinho, Nocerino, Pazzini ed El Shaarawy. Grave incidente per De Jong: rottura sottocutanea del tendine d'Achille sinistro
TORINO, 9 dicembre 2012 - E' il Milan che avanza a passo di rimonta quello che trionfa all'Olimpico contro il Torino. Sotto di un gol per il gol di Santana, regalato da Nocerino con un passaggio maldestro, i rossoneri pareggiano e dilagano vincendo 4-2. Allo splendido pareggio di Robinho, seguono il gol del riscatto di Nocerino, Pazzini e l'immancabile El Shaarawy, mentre a fissare il risultato è Bianchi con uno spettacolare colpo di testa. Per il Milan la terza vittoria consecutiva in campionato consolida il settimo posto in classifica. Ma il sorriso è smorzato dal grave infortunio di De Jong. L'olandese al 21' del primo tempo riporta la rottura sottocutanea del tendine d'Achille sinistro; come dire, stagione finita.
CAMBI ALL'ALTEZZA - Eppure senza Montolivo e Boateng c'era poco da stare allegri. Senza la classe e lo strapotere fisico, il Milan doveva vedersela con una squadra ben organizzata, abile a sfruttare il contropiede grazie alla velocità dei suoi uomini. Tocca così a Emanuelson in mezzo e Pazzini in attacco, mentre nel Torino Ventura preferisce a D'Ambrosio e Brighi a Masiello e Basha, confidando sulla spinta del reparto offensivo, guidato da Rolando Bianchi. Ma di fronte c'è una difesa rossonera impeccabile e attenta, pronta a rilanciare la manovra che perde però De Jong al . Tocca ad Ambrosini. Gioca bene la squadra di Allegri, anche se i problemi sottoporta sono evidenti. Anche perché El Shaarawy, marcato a uomo ad Darmian, non vive il giorno migliore.
QUANDO SBAGLIA IL NOCE - Tutto quindi funziona a meraviglia all'insegna del possesso palla. Ma basta un blackout improvviso per scuotere la partita. Al 28' Nocerino da metà campo tocca all'indietro per un improbabile compagno. Tocco corto che invece favorisce Santana, lesto a recuperare palla, avventarsi in area e evitare Amelia, per poi infilare a porta vuota. A proposito di errori, Robinho ne colleziona a valanga; alcuni indecenti. Così marchiani da far perdere le staffe. A dire il vero però il festival degli svarioni e dei passaggi mancati non risparmia nessuno o quasi. Come De Sciglio, scalato a sinistra per far posto ad Abate, che al 40', dopo l'ennesima cavalcata lancia proprio Robihno. Il brasiliano si fa perdonare tutto superando Di Cesare con una finta spettacolare per poi infilare Gillet di sinistro sotto la traversa: 1-1.
MA IL NOCE SI RISCATTA - All'inizio della ripresa il Torino rinuncia a Cerci per Birsa. Lo sloveno regala più brio alla manovra granata, anche se la partenza del Milan è fulminante come lo scatto di El Shaarawy sulla fascia sinistra. Il Faraone crossa dentro; Gillet, che non si fida, smanaccia, guarda un po' sulla testa di Nocerino, abile a deviare di testa a porta vuota: il riscatto dopo l'errore sul gol di Santana. Il Toro non demorde però e affila le corna. Ma c'è poco da fare al 16', quando Pazzini penetra in area e energicamente si fa spazio commettendo fallo su Gazzi, infilando la palla fra Gillet e il primo palo. Romeo ammonisce il granata per proteste, evidenziando il suo senso britannico del gioco. Nel Torino entrano Sansone e Verdi (fuori Meggiorini e Santana), e tra le due sostituzioni il Milan colpisce una traversa con Emanuelson e un palo con Pazzini che devia il cross di De Sciglio, altro fenomeno rossonero. Ma il gol arriva. Lo segna El Shaarawy che sfrutta un errore di Gillet che non trattiene. Un gol tanto petr gradire; per non essere da meno. Il 4-1 è davvero troppo per Ventura; deluso al punto da accasciarsi in panchina e chiedere l'assistenza del medico. Bianchi gli regala un po' d'ossigeno sovrastando Yepes e segnando di testa un magnifico gol al 35'. Troppo tardi per ipotizzare una rimonta. Il Milan non si ferma più.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

LA CLASSE '92 MATA IL TORO: DE SCIGLIO ED EL SHAARAWY TRASCINANO IL MILAN. REAZIONE NOCE E GOL PAZZO PER LA RISALITA
LE PAGELLE di Pietro Mazzara
Amelia 6: sicuro nelle rare occasioni in cui il Torino si fa vedere nelle sue zone. Sceglie bene il tempo dell’uscita a valanga su Meggiorini mentre sul gol di Santana viene saltato nell’1 contro 1. Nella ripresa controlla la situazione con calma. Bianchi gliela mette all’incrocio.
Abate 5,5: rientra dal primo minuto e si preoccupa di tenere più la posizione che di spingere. Quando scende cerca di creare superiorità numerica. Santana però, quando lo punta, lo mette in difficoltà. C’è il solito problema dei cross che non arrivano e, quando arrivano, sono imprecisi.
Mexes 6: partita diligente, con qualche ricamo qua e la, ma Meggiorni non gli crea mai grossi problemi così come Bianchi. Il capitano del Toro però, nel finale, lo anticipa sul cross di Birsa in occasione del 2-4.
Yepes 6,5: giustamente nominato capitano dallo spogliatoio, si comporta in maniera egregia. Sceglie l’anticipo come arma personale. Bianchi e Cerci gli gravitano in zona ma lui, con calma olimpica, non si fa impressionare e chiude quasi ogni pallone che gli passa vicino.
De Sciglio 7: destra o sinistra non fa differenza. Personalità da vendere perché sa di esser forte a livello tecnico. Crossa col mancino allo stesso modo con cui crossa col destro. Mette palloni a raffica, chiude chiunque gli passi in zona. Mette sulla testa di Pazzini un gianduiotto che il centravanti schiaccia sul palo. Ma se questo è il rendimento, Abate farà fatica. E non solo lui perché Prandelli lo tiene sotto controllo...
De Jong 6: fin quando resta in campo, è il muro davanti alla difesa. Poi però il tallone d’Achille gli fa crack e la sua stagione finisce al minuto numero 21 di un freddo pomeriggio torinese. (Ambrosini 6: entra a freddissimo e ci mette un po’ a entrare in partita. Poi svolge il suo solito lavoro con diligenza)
Nocerino 6: da suicidio il retropassaggio con il quale manda in porta Santana per il gol che sblocca la partita. Lui si dispera ma, anche grazie ai compagni, mantiene la calma. E’ pronto, come nella passata stagione, a mettere dentro il gol del sorpasso sfruttando al meglio un’errata respinta di Gillet.
Emanuelson 5: chiamato a sostituire Montolivo a centrocampo come uomo di qualità, finisce con l’ingolfare lo spazio vitale di El Shaarawy e De Sciglio. Colpisce una traversa nella ripresa con un bel mancino a giro ma non incide sulla partita come ci si sarebbe aspettato.
Robinho 6: i gol facili non fanno per lui. Meglio quelli difficili e belli e all’Olimpico ne mette in mostra uno che finisce nell’album di questa stagione. Oltre a questo però, poco altro con molta imprecisione e alcuni tocchi leziosi che erano evitabili.
El Shaarawy 7: nel primo tempo il voto era 5 ma poi, come spesso accade, si accende nella ripresa. Quando punta Darmian, nella seconda frazione di gioco, finisce sempre col saltarlo. Propizia il gol di Nocerino con il pallone tagliato che Gillet respinge sulla testa del centrocampista. Poi è bravo e caparbio a sfruttare una papera del portiere belga per il gol della definitiva sicurezza. (Bojan sv).
Pazzini 6: prestazione sufficiente del Pazzo, soprattutto per il secondo tempo. Nella prima frazione di gioco non gravita mai nella sua zona, ovvero tra Di Cesare e Ogbonna. Nella ripresa invece trova il gol, in maniera un po’ fortuita ma lui è bravo a crederci e a battere Gillet. Poi sfrutta, finalmente, il suo terzo tempo su un cross bellissimo di De Sciglio ma la sua torsione si stampa sul palo. Un gol che può fargli solo bene.
Allegri 6: la formazione, in mezzo, è obbligata perché Emanuelson è l’unico che può dare un po’ di qualità ma l’assenza di Montolivo si fa sentire. Chiede inserimenti ai suoi che avvengono solo, parzialmente, nella ripresa. Terza vittoria consecutiva in campionato e quarto risultato utile consecutivo che rilanciano il Milan verso le zone europee della classifica.