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25 novembre 2012, Milan vs Juventus 1-0




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE MILAN-JUVENTUS
Primo obiettivo: raggiunto. Ora il secondo: la vendetta.
Per il Milan, infatti, dopo il passaggio del turno eliminatorio di Champions a spese dell'Anderlecht, è tempo di ricevere la Juventus a San Siro. E nessuno, dai giardinieri di Milanello, passando per giocatori, tifosi e società, si è scordato i fatti dell'ultimo Milan-Juve. Quello che passerà alla storia come l'errore arbitrale forse più grossolano e grave degli ultimi 20 anni di calcio italiano, certamente sarà un fattore anche di questa gara. A Milanello questa gara la aspettano da 6 mesi, con il coltello tra i denti. Quello che dispiace, in casa Milan, è non potersi giocare la gara alla pari, stavolta per altri motivi, con la Juventus. Ma senza dubbio le motivazioni che quel fattaccio evocano, potrebbero tamponare il gap tecnico che oggettivamente c'è. E non di poco conto.
La Juve, infatti, è se possibile cresciuta rispetto allo scorso campionato. Gli uomini non sono sostanzialmente cambiati, con la sola novità di Asamoah che sta facendo un campionato importante, ma l'autostima, la convinzione e il gioco corale hanno fatto un altro netto passo in avanti. La gara di martedi' contro il Chelsea campione d'Europa, e la relativa facilità con cui i bianconeri se ne sono sbarazzati, la dice lunghissima.
Lo schema della squadra allenata dallo squalificato Conte ha subito qualche variazione. Il 3-5-2 classico che ha accompagnato i bianconeri verso il titolo quest'anno sta mutando sempre più verso un vero e proprio 3-3-4, con i due esterni a partecipare attivamente alla fase offensiva. Vidal-Pirlo-Marchisio continuano a formare un centrocampo ultra completo per fisicità, tecnica e dinamismo. Dietro il trio formato da Barzagli, Chiellini e Barzagli perde pochi colpi.
Le fasce, come detto, sono ottimamente coperte.
Se si può trovare un difetto a questa Juve è senza dubbio la coppia d'attacco. Sempre diversa e mai del tutto convincente. A tratti hanno fatto bene Vucinic, Giovinco e Quagliarella, ma mai tutti assieme. Matri e Bendtner sono quasi di contorno. Dimostrazione ne è che Conte si tiene sempre fino all'ultimo il dubbio su chi schierare.
Da qui emerge la grande pecca di un mercato ben gestito, seppur con eccessivo esborso, da Marotta. L'attaccante capace di segnare con regolarità e di offrire prestazioni buone con costanza manca molto. Van Persie, Llorente, Berbatov, Jovetic e chi più ne ha, più ne metta. La Juve ha sfogliato a lungo la margherita senza di fatto risolvere il problema. Nonostante questo, la squadra bianconera è in testa alla classifica dei gol segnati in Serie A, con 29 reti. Dato che andrebbe epurato dalle gare con Pescara, Udinese e Roma, sembrate fin troppo grottesche per l'inferiorità difensiva dell'avversario, più che della strapotenza offensiva bianconera. Ma nonostante questo il dato è importante. Segno che la Juve riesce ad ovviare ad un problema importante con il gioco, gli inserimenti, la grande intensità. A conferma di ciò ci sono i ben 11 gol segnati i 5 gare del girone di Champions. In fase difensiva è la solita Juve. Compatta, precisa, attenta. I gol subiti sono 9 in campionato, che la rendono la migliore del torneo, e 4 in Champions League.
Se si vanno ad osservare i soli numeri fuori casa, i dati mettono ancor di più in allarme la squadra di Allegri. 5 vittorie ed un pareggio su 6 gare giocate, con 16 gol segnati e solo 4 subiti. Sia per punti, gol fatti e subiti, la Juve risulta esprimersi meglio in trasferta che in casa.
Il Milan, dal canto suo, ha un pessimo bottino casalingo. Su 7 gare giocate, sono 3 le vittorie e ben 4 le sconfitte. Se si aggiunge la Champions League, si possono sommare solo due pareggi con Anderlecht e Malaga. I gol subiti sono 7, mentre quelli fatti sono 9. I numeri sono drammaticamente contro i rossoneri.
Ma la squadra di Allegri è in crescendo. Dopo la visita di Berlusconi a Milanello della scorsa settimana i benefici sono stati immediati. Buone prestazioni con Napoli, in rimonta, e Anderlecht, condite con risultati che hanno risollevato e dato fiducia all'ambiente. Fiducia aumentata con l'ulteriore visita odierna del Presidente. Il Mister ha trovato dopo quasi 3 mesi un assetto base, giocatori sui quali contare ed una parvenza di gioco. Le paure sembrano svanire a poco a poco. E le motivazioni, come detto, potrebbero fare la differenza.
Per questi motivi, seppure il pronostico vada verso Torino, la partita sarà tutta giocare per entrambe le squadre.
La Juventus fa visita a San Siro, in campionato, per la 78esima volta nella sua storia. Il bilancio è favorevole ai rossoneri, che hanno sconfitto la Juventus 26 volte, contro le 18 dei rivali bianconeri.
Il risultato più ricorrente è però il pareggio, occorso in ben 33 sfide. Tralasciando per evidenti motivi l'1-1 dello scorso anno, la precedente sfida vide i bianconeri passare per 2-1 al Meazza, con i gol di Qualgliarella e di Capitan Del Piero a portare la gara sul 2-0 ed Ibrahimovic a ridurre le distanze. Questa resta l'ultima vittoria in campionato della Juventus, mentre il successo più recente del Milan risale alla stagione 2009/10 quando all' ultima giornata di campionato, con il primo gol ufficiale di Luca Antonini a cui seguì una doppietta di Ronaldinho, il Milan di Leonardo si impose per 3-0 sulla Juve di Zaccheroni.
Le partite con più scarto sono invece quelle della 26' giornata della stagione 96/97 e quella della 12' giornata della stagione 47/48. Il primo confronto, che corrisponde anche alla partita con più reti, terminò 6-1 a per la Juventus, mentre la seconda sfida, terminò 5-0 a favore del Milan.
Conte ed Alessio arrivano alla gara con praticamente tutta l rosa a disposizione. Bonucci e Chiellini sono acciaccati, ma saranno della gara. Altri infortuni e squalificano non risultano. Davanti a Buffon, quindi, spazio al trio titolare Barzagli-Bonucci-Chiellini. Qualora uno dei tre desse davvero forfait, sarebbe Martin Caceres a prenderne il posto.
Nessun dubbio sul centrocampo, che vedrà Marchisio e Vidal fare da scudieri all'ex di turno, Andrea Pirlo. A sinistra ci sarà Asamoah, mentre a destra Isla appare in vantaggio sullo svizzero Lichsteiner.
Il compagno di Vucinic nel reparto avanzato resta e resterà l'incognita fino all'ultimo. Il ballottaggio tra Quagliarella e Giovinco vede oggi leggermente favorito il piccolo attaccante ex Parma, ma anche l'ex Samp e Napoli, ha concrete chances di giocare.
Dall'altra parte, Allegri, deve far fronte, come da consuetudine, a diverse assenze. Agli assenti delle ultime giornate Abate, Bonera, Muntari e Mesbah, vanno ad aggiungersi Ambrosini, che difficilmente recupererà per domani, e Pato, uscito malconcio dalla gara di Bruxelles e immerso nelle polemiche da lui stesso create nel post-gara.
È tornato ad allenarsi con il resto del gruppo, invece, Antonini, che sarà probabilmente aggregato ai convocati per la gara di domani. Recuperano inoltre Mexes e Constant, usciti acciaccati dalla gara con l'Anderlecht, che assieme a Yepes e De Sciglio, andranno a formare il reparto arretrato davanti a Christian Abbiati, che sarà il capitano.
Confermato il centrocampo delle ultime sfide, con De Jong ad agire da schermo davanti alla difesa e la coppia Montolivo-Nocerino nel ruolo di mezze ali. Qualche novità in avanti. Conferma per Boateng, che però agirà probabilmente da trequartista in fase di non possesso palla, con compiti di pressing costante su Pirlo, ed El Shaarawy, autentico mattatore, con 15 gol nelle ultime 19 gare ufficiali, di questo difficile avvio rossonero. A completare il reparto offensivo, il vincente del ballottaggio tra Bojan e Robinho, con il brasiliano in leggero vantaggio. L'idea è avere un attacco dinamico, ma di qualità. Giocatori che sappiano fare pressione sugli avversari e aiutare la fase difensiva, ma pronti a ripartire con velocità e tecnica. Un attacco che sostanzialmente non dia punti di riferimento e possa mettere in difficoltà il reparto arretrato della Juve con scambi rapidi e veloci in ripartenza.
Lo stadio sarà, per una volta, tutto esaurito. Tuttavia le proporzioni tra tifosi rossoneri e bianconeri saranno sostanzialmente le stesse, con grande affluenza dei tifosi juventini residenti a Milano. L'importante sarà comunque avere un ambiente caldo che spinga la squadra e che faccia da contorno a quello che si spera sarà un bello spettacolo.
Uno spettacolo che l'arbitro designato per la gara di domani, il signor Rizzoli di Bologna, sarà chiamato a non rovinare, ma gestire.
Rizzoli dovrà alzare i suoi ultimi standard qualitativi. Giusto per citare qualche recente precedente, il fischietto di Bologna era il quarto uomo della celebre partita con il gol di Muntari. Quella sera si rese complice di scarsa collaborazione, e quasi menefreghismo verso l'errore al quale andavano incontro i suoi colleghi. Sfortunato, Rizzoli, anche in questa stagione, dato che era rispettivamente quarto uomo ed arbitro di linea nelle contestatissime gare tra Juventus e Napoli in Supercoppa, tra Juvenstus e Inter, tra Catania e Juventus, e nel Derby, nel quale decise di annullare il gol di Montolivo segnalando a Valeri un inesistente fallo di Emanuelson su Handanovic. Gare tutte concluse con gravi errori ed enormi polemiche, che hanno visto più volte proprio lo stesso arbitro bolognese nell'occhio del ciclone, come a Catania, dove decise di annullare il gol dei padroni di casa per fuorigioco, nonostante il guardalinee non avesse segnalato nulla. Gare queste che, in 4 gare su 5, ai più attenti non sarà sfuggito, hanno sempre visto, casualmente o meno, la Juventus uscire nettamente favorita dalle decisioni arbitrali.
Rizzoli era anche arbitro della gara tra Palermo e Milan di poche settimane fa. In quell'occasione non mostrò un doppio giallo sacrosanto a Garcia, reo di aver commesso un duro fallo su Bojan, con il Milan in recupero dal doppio svantaggio. Quella sera Gasperini, tecnico palermitano, dichiarò che tolse il giocatore stesso perché "l'arbitro l'aveva inspiegabilmente graziato".
Insomma, sfortuna di Rizzoli con il Milan e fortuna con la Juventus. Capita, in questo mondo ricco di curiosità. Con lui ci saranno gli assistenti Di Liberatore e Cariolato, il quarto uomo Niccolai e gli assistenti aggiunti Bergonzi e De Marco.
A San Siro, oltre alla presenza del Presidente Berlusconi, ci sarà anche quella di Marco Van Basten, a 20 anni esatti dal poker segnato in Champions League contro il Goteborg. Marco sa come si affronta e si batte la Juventus. Lo ha fatto tante volte nella sua grandiosa carriera.
E allora che il Milan attinga da lui. Che attinga dalle riserve di rabbia che ha dall'anno scorso. Che sia spinta dai tifosi e che sappia a sua volta spingerli. Che giochi con coraggio, attenzione e personalità.
Che getti il cuore oltre l'ostacolo. Un ostacolo bianconero.
Serve un impresa: forza Ragazzi!







Marco Van Basten, ospite d'onore per il match contro la Juventus



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Il rigore di Robinho
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L'esultanza dopo il rigore di Robinho
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L'esultanza di Riccardo Montolivo





Robinho esulta con El Shaarawy
dopo aver realizzato il rigore che decide la partita
(dal sito www.gazzetta.it)
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"Io non picchio i bambini" (Yepes vs Giovinco)



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(Foto Avanguardia Rossonera)
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(Foto Avanguardia Rossonera)



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Nocerino esulta al termine della gara
(dal sito www.gazzetta.it)
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I rossoneri a fine partita
(dal sito www.gazzetta.it)




Maglia Rossonera a San Siro per Milan vs Juventus 1-0
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Marco Van Basten risponde
alla ovazione dello stadio
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La "Gazzetta dello Sport" del 26 novembre 2012


Il "Corriere dello Sport" del 26 novembre 2012



Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 26 novembre 2012
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(da "La Sicilia" del 26 novembre 2012, grazie a Sergio Taccone)




dal sito www.gazzetta.it

ROBINHO RILANCIA IL MILAN. JUVE AL SECONDO K.O STAGIONALE
I rossoneri battono la capolista 1-0: decide la rete del brasiliano sul penalty concesso per un presunto mani di Isla, che tocca però con il fianco. La squadra di Conte attacca per tutta la ripresa, ma senza mai incidere sottoporta
MILANO, 25 novembre 2012 - Il predestinato, sponsorizzato alla vigilia da Berlusconi, decide Milan-Juventus. Su un rigore che non c'è, a una stagione dal gol-non gol di Muntari. Ma l'1-0 alla fine, la vittoria targata Robinho è meritata. Conquistata con mentalità operaia, quasi da provinciale, quasi come se in palio ci fosse la Coppa del mondo. La squadra di Conte ci prova in ogni modo, ma le fatiche di Champions pesano, mentre il Milan proprio dalla vittoria con l'Anderlecht trae linfa vitale.
ORGANIZZAZIONE MILAN - Robinho nel tridente offensivo del Milan è un toccasana per i milanesi; il brasiliano se la gioca con Boateng e El Shaarawy. Allegri conferma tutto; la tegola è in porta, perché Abbiati alza bandiera bianca durante il riscaldamento. Senza Chiellini in difesa, Alessio schiera Caceres e a Lichtsteiner preferisce Isla, confidando sulla mobilità dell'esterno destro. Ma è il Milan a partire con il piede giusto. Al 5' baby De Sciglio fa una cosa da grandi; riceve palla nella trequarti, si accentra e fa partire un morbido diagonale che sfiora il palo alla destra di Buffon. Al 14' nuova occasione per i rossoneri. In contropiede scambiano Boateng e Robinho, con tiro del ghanese respinto con i piedi da Buffon. Al 21' la Juve tira fuori la testa e si regala il primo spunto con un rasoterra centrale di Quagliarella neutralizzato da Amelia, ma è la squadra di Allegri a impressionare di più impedendo ai bianconeri di produrre gioco. La manovra dei campioni d'Italia manca di continuità. Poco aggressivi, devono fare i conti con una marcatura implacabile, come quella di Constant su Isla.
ISLA DI SCHIENA - La Juve molto alta si espone lasciando spazi al contropiede del Milan che al 31' passa. Bella l'azione dei rossoneri, con colpo di testa finale di Nocerino su cui interviene con un braccio alzato Isla. Rizzoli dice rigore, ma in realtà è la schiena del cileno a ribattere la palla. Dal dischetto trasforma Robinho, nonostante la deviazione di Buffon. Schiuma la rabbia della Juve che pressa. Replica il Milan che potrebbe subito raddoppiare con Boateng, il cui rasoterra è però molle e centrale. Comunque sufficiente a giustificare il vantaggio costruito su dinamismo e grande concentrazione, mentre i primi della classe giocano a tratti e a ritmo troppo contenuto.
RESISTENZA - Serve più corsa. La Juve parte infatti nella ripresa con Padoin al posto di Isla e con maggiore convinzione. Dal canto suo il Milan continua a fare la sua partita, ma dedicandosi di più alla fase di contenimento, con il risultato però di farsi accerchiare e rischiare troppo. Alessio by Conte percepisce che è il momento di osare e gioca la mossa dell'imprevedibilità togliendo Quagliarella per Giovinco. La "formica" al 18' ha la palla del pari, ma solo davanti ad Amelia svirgola una rovesciata. Sono momenti duri: la Signora incalza. Allegri toglie allora Robinho per Pazzini: cercasi profondità. Sarà, ma il Milan si ritrova e prova a spaventare la Juve con Nocerino: fendente alto dal limite. Ruggisce però la Juve. Mischie furibonde davanti ad Amelia, salvataggi. Alla ricerca della mossa perfetta, Alessio toglie Asamoah per Pogba, mentre Allegri rinuncia al claudicante Mexes per Zapata. Con la stanchezza ai livelli di guardia si gioca più col cuore e l'istinto. Al 29' El Sha ha la palla buona per Pazzini, ma il tocco al centro dell'area viene spazzato in angolo. Al 38' Buffon blocca il colpo di testa ravvicinato di Yepes. Dietrofront e Constant salva il Milan ribattendo la botta a colpo sicuro di Vucinic che a seguire impegna Amelia. C'è spazio per Flamini (fuori Boateng), perché la Juve spinge con furore, martellando i rossoneri sulle fasce e centralmente. Il Milan si difende con i muscoli e le unghie. La Juve si ferma per la seconda volta. Chissà, per i rossoneri è forse l'inizio di una nuova stagione.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

VITTORIA DI CUORE PER UN MILAN GUERRIERO. DE SCIGLIO VETERANO, EL SHAARAWY UOMO-OVUNQUE. MONTO-DE JONG NON SI PASSA. BINHO, CHE RISCOSSA!
LE PAGELLE di Matteo Calcagni
Amelia 7: nel primo tempo è sostanzialmente inoperoso, nel secondo si destreggia in un importante intervento su Vucinic, scegliendo magistralmente il tempo delle uscite.
De Sciglio 8: inquadra Asamoah e non lo lascia passare, mai. Perfetto in fase di copertura e disimpegno, recupera un numero innumerevole di palloni. Mostra una sicurezza da veterano e si prende i giusti applausi del suo stadio.
Mexes 7.5: dopo la rovesciata di Bruxelles ripone la bacchetta magica e risfodera gli artigli da gladiatore. Insuperabile nel gioco aereo e nell'anticipo, nessun bianconero riesce ad impensierirlo. Nel finale è costretto ad uscire per un riacutizzarsi del dolore al tendine. (Zapata 6: non era facile entrare a freddo in una gara così, ma lui non manca l'appuntamento quando chiamato in causa).
Yepes 7: partita fotocopia del collega francese. Si fa sentire ed infonde di straordinaria sicurezza l'intera retroguardia. Sfiora anche il gol e dimostra una grinta da guerriero.
Constant 7.5:  Prima Isla e poi Padoin, se la cava egregiamente. Si uncina ai suoi avversari e mostra sempre più personalità come terzino sinistro. Nella ripresa salva il risultato, deviando in angolo una palla destinata alla rete.
Montolivo 7.5: capitano a sorpresa dopo l'infortunio di Abate, il ventisettenne di Caravaggio prende per mano il Milan e non lo lascia più. Granitico a difendere la posizione e intelligentissimo col pallone tra i piedi. Leader vero della mediana rossonera.
De Jong 7.5: aveva già mostrato importanti segni di miglioramento nelle ultime partite, ma contro la Juventus si supera. Insegue chiunque passi dalle sue parti, non mollando mai l'osso e aggredendo con furia i portatori di palla avversari. Alcuni suoi recuperi fanno scattare l'ovazione di San Siro. Guerriero.
Nocerino 6.5: veniva da mesi difficili, panchine e musi lunghi. Ritrova il posto da titolare e dimostra di meritarselo. Dà una grossa mano dietro e si fa notare in maniera continuativa anche in avanti. Si è rivisto il Nocerino della scorsa stagione, se poi fosse entrato quel tiro nella ripresa...
Robinho 7: parte titolare per la seconda volta in stagione, dopo due infortuni e tante voci di mercato. Una spina nel fianco della Juventus per tutto il primo tempo, si prende la responsabilità e realizza anche il decisivo calcio di rigore. Nella ripresa cala e viene sostituito, dopo aver dato tutto in campo (Pazzini 6: entra per sostenere la squadra, guadagnare metri e palloni. Missione compiuta).
Boateng 6.5: finto nove, ala destra o mediano di copertura, il ghanese si alterna in diversi ruoli nel corso della partita. Corre tantissimo e a volte sbaglia il tempo del passaggio, ma lo spirito di sacrificio mostrato è encomiabile. (Flamini 6: pochi minuti per uncinare la mediana milanista, si fa vedere e dà una mano in copertura, buttando via il pallone quando necessario)
El Shaarawy 7.5: non riesce a segnare ma se il Milan riesce a vincere molto del merito è suo. Corre e rincorre come un forsennato, raddoppiandoin copertura e facendo sempre vedere nei ripiegamenti. Mostra i denti anche quando cala il fiata, dimostrando di volere i tre punti più di ogni cosa. Onnipresente.
Allegri 7: prepara la gara alla perfezione, scegliendo la formazione giusta e gli uomini più adatti. Anche i cambi sono precisi e puntuali, nei momenti più critici del secondo tempo. La vittoria è anche la sua, contro una squadra che aveva perso soltanto con l'Inter.