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17 novembre 2012, Napoli vs Milan 2-2




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE NAPOLI-MILAN
Vedi Napoli e poi muori. Mai detto per Allegri ed il suo Milan poteva essere più azzeccato. In settimana si è lavorato, sulla testa e sulle gambe, per evitare l'ennesima morte sportiva di una stagione che sta rasentando gli incubi peggiori dei tifosi milanisti. Un'altra sconfitta, seppur in uno stadio prestigioso e contro una squadra più forte, sarebbe probabilmente il punto di non ritorno per molti.
La visita di oggi del Presidente Berlusconi potrà senza dubbio essere servita per caricare l'ambiente. Lo si potrà criticare per le sue scelte, soprattutto in tema Milan, si potrà dire, senza dubbio a ragione, che questa visita è stata drammaticamente tardiva, ma senza dubbio Silvio Berlusconi è un personaggio che ha grandissimo carisma e che sa trasmettere carica a chi lavora per lui, a chi difende la sua creatura, come ama chiamare il Milan. Perché è anche e soprattutto questo che manca a questa squadra: carisma, personalità, voglia.
Questo è apparso lampante nel primo tempo contro la Fiorentina a San Siro, la scorsa settimana. Una frazione di gara da far cadere le braccia, con un ingresso in campo dei più molli che si ricordino nella recente era rossonera. Errori individuali da serie inferiore, poco entusiasmo, pochissima personalità. Anche da chi potresti e dovresti aspettartela. Il tutto condito dal tragicomico errore dal dischetto di Pato e dai due gol segnati in libertà dalla seppur ottima squadra di Montella.
L'undici rossoneri sono apparsi senza quel furore agonistico, quella voglia pazza di risalire, che invece dovrebbero contraddistinguere una squadra in un momento del genere. Le cose, in questo senso, devono cambiare.
La tattica, i moduli, i numeri. Tutto viene dopo. La cosa fondamentale è ritrovare lo spirito Milan, un attenzione e una concentrazione generale che a certi livelli non possono mancare.
Perché di fronte ci sarà una squadra molto forte, che annovera tra le proprie fila Edinson Cavani, quello che ad oggi è tranquillamente tra i primi 2-3 attaccanti al mondo, assieme a Falcao e Ibrahimovic. Uno che fa la differenza e che ha portato il Napoli ai vertici della classifica.
Il Napoli, infatti, con 26 punti è terzo in classifica a -1 dall'Inter seconda e a -5 dalla Juventus prima. Un anno fa, con gli stessi punti, i partenopei sarebbero stati primi in classifica. Tra le mura amiche gli azzurri sono un rullo compressore : 5 vittorie ed un solo pareggio, quello con il Torino nell'ultimo turno casalingo, con 12 reti realizzate e 4 subite.
Nel computo totale invece ci sono 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, con 20 gol segnati e 9 subiti. Numeri ben diversi da quelli rossoneri, che in trasferta hanno portato a casa solamente 5 punti.
Tuttavia, se si vanno a prendere le ultime 5 gare di campionato, i score delle due squadre sono esattamente identici : 2 vittorie, 2 sconfitte ed 1 pareggio. Per il Napoli va annoverata anche la vittoria in rimonta per 4-2 in Europa League con il Dnipro, con il poker siglato da Cavani.
La squadra di Mazzarri gioca a grandi linee il suo solito calcio, come negli ultimi due anni. L'addio di Lavezzi per ora non sembra aver lasciato enormi strascichi. Il gioco è leggermente cambiato, con qualche inserimento centrale in più e meno strappi alle azioni come era solito fare il Pocho. Pandev, partito ottimamente, si è un po' perso, mentre Insigne convince ad intermittenza. Hamsik rimane il solito grandissimo centrocampista per qualità realizzative e per generosità.
In mezzo con Behrami e Dzemaili anziché Gargano i partenopei hanno guadagnato piu' in qualità, perdendo forse qual cosina in contenimento. La difesa rimane abbastanza solida, anche se, proprio come il Milan, ha palesato qualche problema nelle occasioni da palla da fermo.
Il Milan torna a Napoli per la gara numero 65 al San Paolo, poco più di un anno dopo l'ultimo scontro tra i partenopei e rossoneri in Campania quando,la gara terminò 3-1 per il Napoli con la tripletta di Cavani dopo l'iniziale vantaggio milanista firmato Aquilani.
Nella stagione 2010/11 fu invece la squadra di Allegri ad uscire vincitrice, lanciando proprio da quella gara la rincorsa allo scudetto imponendosi per 2-1 con le reti di Robinho ed Ibrahimovic. Il match è tornato in pianta stabile in serie A nel 2007-08, otto anni dopo l'ultimo incontro del 2000-01, annata nella quale il Napoli scese in serie B per tornarci solo dopo un lungo calvario. Amaro, invece, il ricordo in questa annata con un altro 3-1 a favore dei partenopei, nella penultima giornata, che chiuse le porte della Champions League agli uomini di Carlo Ancelotti. Pareggio per 0-0 nel 2008-09 tra la squadra di Ancelotti e Donadoni, e segno X anche un anno più tardi, quando il Milan di Leonardo scappò in avvio con le reti di Inzaghi e Pato, per poi essere raggiunto nei minuti di recupero da Cigarini e Denis per il definitivo 2-2, che è l'ultimo pareggio della sfida.
Nel ricordare i precedenti non si può non citare la gara che, probabilmente, è più rimasta nel cuore dei tifosi rossoneri. Si tratta della partita-scudetto del 1° maggio 1988. Era il Napoli di Diego Armando Maradona contro quello scintillante di Arrigo Sacchi. Un 2-3 stupendo, che rimane nella storia del Milan di Berlusconi.
Una grande classica, Napoli-Milan, sfida che più di altre ha accompagnato gli anni Ottanta con le grandi sfide tra i sudamericani dei partenopei e gli olandesi nelle fila di Sacchi. Nelle precedenti 64 partite, il bilancio rossonero è di 22 vittorie, 19 pareggi e 23 sconfitte, con 73 reti sia all'attivote che al passivo.
La partita con più gol, sempre con vittoria rossonera, è datata ottobre 1950: Napoli-Milan 3-5. Tra i marcatori di quella sfida spiccano Liedholm e Nordhal. La partita con lo scarto maggiore, vinta sempre dal Milan è invece Napoli-Milan 1-5 del novembre 1992, con addirittura un poker di Marco Van Basten per i rossoneri. Altro 1-5 nel settembre 1962, ed anche in quel caso due marcatori di prestigio per i rossoneri, come Altafini e Rivera.
Per quanto riguarda la formazione, Mazzarri, si porta dietro solo due piccoli dubbi, in mezzo ad un mare di certezze.
Davanti a Morgan De Sanctis, ci saranno infatti gli inamovibili Cannavaro-Gamberini-Campagnaro.
Nel centrocampo a 4 ci saranno invece Maggio come esterno destro, mentre sarà Dzemaili, che sostituisce lo squalificato Behrami, ad affiancare Inler. Il dubbio riguarda la fascia sinistra, dove il favorito è Zuniga, che tuttavia arriva da alcune settimane di stop. In allerta rimangono Dossena, vicino al Milan nella scorsa estate, e Mesto.
Hamsik farà il solito gran lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco, mentre le incertezze riguardano il compagno del Matador Cavani. Pandev in settimana non si è allenato quasi mai per via di un problema alla caviglia, e per questo Insigne appare favorito. Sarà una decisione che, tuttavia, Mazzarri prenderà all'ultimo.
Allegri naviga come Amleto in mezzo ai dubbi.
Innanzitutto il modulo. 3-4-3 o 4-2-3-1 ? tra i due litiganti pare che possa spuntarne un terzo, il 4-3-3.
E poi ci sono le preoccupazioni legate alle assenze, che per questa trasferta saranno parecchie. Non saranno infatti della gara Ambrosini, per squalifica, Muntari, Abate, Bonera e Antonini per infortunio.
Non fanno dormire tranquillo il Mister rossonero nemmeno i troppi gol presi con eccessiva facilità nelle ultime uscite. Tra Lazio, Palermo e Fiorentina il Milan ha preso 8 gol, molti dei quali in maniera troppo ingenua. E non è una questione di modulo e giocatori, dato che a Roma il Milan giocava con il 4-3-1-2, a Palermo con il 3-5-2 e con i Viola un 4-2-3-1, e i membri della difesa sono cambiati tutte le volte.
È quindi una questione di equilibri generali. La squadra tende sempre a stare molto lunga. A lasciare spazi enormi tra i reparti in cui gli avversari indisturbati possono andare a far male. Per questo il sentore è che a Milanello si sia studiato qualcosa di più corto e compatto. Un 4-3-3 che in fase difensiva diventa un 4-5-1. Pressing, compattezza e ripartenze per cercare di uscire indenni dal San Paolo.
In porta ci sarà Christian Abbiati. La difesa a 4 è tutta da costruire. Sugli esterni De Sciglio e Constant saranno riconfermati, vista anche la mancanza di alternative. In mezzo sono invece aperte le primarie. Mexes è reduce da erroracci da matita rossa. Yepes e Zapata sono arrivati solo ieri dopo un viaggio intercontinentale con la nazionale colombiana. Acerbi, desta qualche perplessità nell'ottica di un possibile accoppiamento con la velocità di Insigne e Cavani. Insomma: un rebus dalla difficile risoluzione. Alla fine potrebbero spuntarla Mexes e Acerbi, rimasti a Milanello tutta la settimana. Ma davvero non sono per nulla escluse novità. In mezzo al campo, in prospettiva di un centrocampo a 3, saranno Montolivo e Nocerino le mezze ali, mentre De Jong agirà da perno davanti alla difesa. A lui il compito di bloccare gli inserimenti di Marek Hamsik.
Difficoltà anche in avanti, nell'allestire il reparto avanzato. El Shaarawy a sinistra sembra l'unico punto fermo, poco insidiato da un Robinho in forma precaria. Mentre a destra se la giocano Boateng ed Emanuelson, al centro è lotta a 3 tra Bojan, Pazzini e Pato, con quest'ultimo sfavorito rispetto agli altri due. Ma anche in avanti tutto è a dir poco in divenire.
L'arbitro della gara sarà Mauro Bergonzi, nato a Genova nel 1971. In Serie A ha diretto 116 gare ed il suo esordio risale a Lecce-Parma 1-2 del 7 Dicembre 2003. Sono 11 i precedenti di Bergonzi con i rossoneri, con un bilancio di 6 successi, 3 pareggi e 2 sconfitte. Sono 15 invece le gare dirette al Napoli, con 7 vittorie partenopee, 4 pareggi e 4 sconfitte.
La gara sarà di quelle importanti. Per entrambe le squadre. Di quelle in cui bisogna tirare fuori gli attributi, essere squadra e venirne fuori tutti assieme. Per una sera niente moduli, niente numeri,niente diagonali o schemi, ma una squadra, con la s maiuscola.
Carattere, voglia e orgoglio. Per uscirne.
Forza Ragazzi!







Insigne esulta per il gol del 2-0
(dal sito www.gazzetta.it)





Stephan El Shaarawy, autore della doppietta della rimonta rossonera
(dal sito www.gazzetta.it)





Soddisfazioni ... vedere il proprio figlio
"salutare" in diretta sky i napoletani!
(grazie a Davide, Caserta)
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... nessuna TV può dare le stesse emozioni ...
(grazie a Davide, Caserta)




Il Milan Club Seregno al San Paolo per Napoli vs Milan 2-2
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(grazie al Milan Club Seregno)
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(grazie al Milan Club Seregno)
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(grazie al Milan Club Seregno)






La "Gazzetta dello Sport" del 18 novembre 2012


Il "Corriere dello Sport" del 18 novembre 2012




Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 18 novembre 2012
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dal sito www.gazzetta.it

EL SHAARAWY NON SI FERMA PIÙ. RIMONTA MILAN: 2-2 A NAPOLI
La squadra di Mazzarri va sul 2-0 con con Inler e Insigne, poi si scatena il capocannoniere del campionato che pareggia i conti con una splendida doppietta
NAPOLI, 17 novembre 2012 - Il Napoli sembrava più forte del potere taumaturgico di Silvio Berlusconi. Lo diceva il primo tempo finito 2-1 grazie ai gol di Inler e Insigne, incrinati dal gol del solito El Shaarawy allo scadere. Un gol affatto casuale, ma frutto di una buona prova del Milan. Nella ripresa, infatti, i rossoneri con una prova di orgoglio e buon gioco trovano il pareggio ancora con il Faraone (10 gol in campionato), realizzando così una meritata rimonta. Un punto che non permette agli azzurri di scavalcare in classifica l'Inter e di non approfittare dello stop della Juve. Un punto importante per i rossoneri che ritrovano il gioco alla vigilia della trasferta Champions contro l'Anderlecht e a una settimana dalla sfida contro la Juventus.
UNO, DUE E IL FARAONE - Lo si sapeva dalla vigilia. Tocca a Insigne accompagnare Cavani contro il Milan. Mazzarri lo piazza alle spalle dell'uruguaiano nel 3-5-1-1. Allegri invece cambia schema e dal 4-2-3-1 salta al 4-3-3 con Boateng preferito a Emanuelson sulla linea degli attaccanti. E' proprio il ghanese a dettare i tempi sulla fascia. La partenza del Milan è buona, ma alla prima sortita dei padroni di casa è già gol. Che pollo Abbiati che si fa sorprendere al 4' da un tiro a effetto di Inler da distanza siderale. Lo svizzero trova il gol della domenica, ma il portiere rossonero parte con inspiegabile ritardo. Il Milan però non si spaventa. Anzi, al 10' manca il pari: Boateng serve Montolivo davanti a De Sanctis, ma l'ex viola in scivolata sfiora solo il palo alla destra di De Sanctis. Un segnale, un'impennata d'orgoglio. "Fate possesso" urla Mazzarri. Il Milan pressa e al Napoli non resta che dilagare in contropiede. Arriva così, al 30', il raddoppio: Maggio mette dentro dalla destra. Abile Insigne ad agganciare e girare di destro, infilando tra le gambe di Abbiati, complice anche la deviazione di Acerbi. Verrebbe voglia di dire basta: ci arrendiamo, finiamola qua. Ma è il Milan. Che non perde la testa. Il gioco c'è. A tratti anche bello. Come splendida è l'azione che, al 44', porta al gol, il nono, di El Shaarawy. L'azione parte da Nocerino. L'assist è di De Sciglio: il Faraone dal limite con l'interno del destro infila sotto la traversa.
SEGNA SEMPRE LUI - La rete del giovane bomber è vitamina e ancora una volta evidenzia l'incapacità del Napoli di chiudere le partite. Il Milan infatti parte con il piede giusto e mette sotto gli azzurri. Palla a terra, la squadra di Allegri fa possesso e a salire in cattedra è la qualità di Montolivo. E' lui al 14' al termine di una triangolazione perfetta a servire in area a Bojan la palla del 2-2, ma il catalano allarga troppo il diagonale. Poi è Boateng a sfiorare il palo di testa da distanza ravvicinata. Il Napoli soffre, ma gli basta un lampo di Cavani per esaltare il San Paolo. Il tocco per Hamisk in area è delizioso, ma lo slovacco conclude a lato. Mazzarri comunque avverte il pericolo e inserisce benzina nel motore: fuori Insigne per Mesto. Ma è il Milan a dettare i tempi. I rossoneri pressano con furore e con la rabbia giusta. Però non basta. Così Allegri gioca la carta Pazzini per Montolivo, dando vita a un coraggioso, ma inevitabile 4-2-4. Schema sbilanciato che regala spazi agli azzurri a cui manca la precisione al tiro. La percussione al 34' di Hamsik e Cavani, come spesso capita, è infatti prodigiosa; ancora di più l'intervento con i piedi di Abbiati sul matador. Sulla graticola c'è però la difesa del Milan, troppo disinvolta, con Mexes involuto e insicuro. Entra Robinho per Boateng: massima esposizione offensiva. E arriva, meritato, il pareggio. Del solito El Shaarawy, ovviamente, su assist verticale di Robinho. E con il 2-2 Allegri la vuole vincere: fuori Bojan dentro Niang. Il Napoli cambia Zuniga con Dossena e poi Maggio con Vargas al ricerca del guizzo vincente. Grande finale dove il risultato è in bilico, ma il 2-2 non cambia. Il Faraone stacca il Matador e incassa le vacanze gratis ai Caraibi: glielo aveva promesso Ambrosini al decimo gol segnato. Fatto! .
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

IL FARAONE ZITTISCE IL SAN PAOLO. MONTOLIVO MENTE E CUORE DEL MILAN. ABBIATI, SIAMO AL CAPOLINEA
LE PAGELLE di Matteo Calcagni
Abbiati 4: un primo tempo da museo degli orrori. Il primo gol di Inler è qualcosa di fantozziano mentre sul raddoppio di Insigne spalanca le gambe e non riesce a chiuderle per evitare che il pallone si insacchi alle sua spalle. Nella ripresa effettua un paio d’interventi di piede ma sono troppi gli errori commessi in questa stagione.
De Sciglio 6: buone spinte in fase offensiva, Zuniga lo salta solo una volta, nella ripresa, fin quando resta in campo. E’ suo il pallone dosato con il contagiri che El Shaarawy trasforma nella perla del momentaneo 2-1.
Mexes 6,5: importante risposta del francese dopo il disastro di domenica scorsa contro la Fiorentina. E’ suo il recupero decisivo, sul 2-0, che evita che il passaggio di Insigne verso Cavani diventi letale. Nella ripresa guida per mano Acerbi e la difesa nella gabbia su Cavani.
Acerbi 6: se è vero che non riesce a deviare in maniera importante il pallone sul quale poi nasce l’azione del 2-0 del Napoli. Poi però si comporta in maniera dignitosa e regge nel finale al tentativo di risalita del Napoli.
Constant 5: ha dei limiti come esterno difensivo e incappa nei soliti errori in fase d’appoggio. E’ l’anello debole della difesa ed è da un suo pallone appoggiato all’indietro che il Milan rischia di capitolare.
Montolivo 7: tocca una quantità incredibile di palloni. E ne sbaglia davvero pochi. Ha sul destro il pallone del momentaneo 1-1 ma non riesce a concretizzare. Detta i tempi della manovra rossonera ma viene sacrificato in nome della rimonta finale (e dell’Anderlecht).
De Jong 5: vive in linea orizzontale, nel senso che la verticalizzazione non sa cosa sia e non è nelle sue corde. Allegri decide di tenerlo dentro per fare da diga nel finale affiancandogli Nocerino. Ma non sta dando quel contributo che ci si aspettava.
Nocerino 5: parte bene, prova a concludere in porta e poi si mette ad occupare il campo. Nella ripresa, nel momento di maggior pressione, scala al fianco di de Jong per fare da schermo alla difesa. Sbaglia nel finale il passaggio che può rimettere El Shaarawy in porta. Gli errori in fase d'appoggio sono troppi.
Boateng 5,5: migliora il suo apporto alla squadra ma non ancora sufficiente. Cerca la conclusione in porta ma non la trova. Mette in difficoltà Gamberini quando si allarga ma non riesce ancora ad incidere.
Bojan 6: ennesima conferma che quando parte fronte alla porta e a campo aperto, diventa letale. Da prima punta ha difficoltà a girarsi verso la porta. Cavani lo stende due volte per frustrazione capendo che se il catalano si accende, sono guai.
El Shaarawy 8: non smettiamo di stupirci perché è bello vivere di sogni. Quello di Stephan ormai è realtà. Il primo gol è strepitoso per precisione, follia nel pensare quella giocata e per realizzazione. Mette una paura tremenda alla difesa del Napoli con Campagnaro che chiederà dell’Aulin ai medici del Napoli. Il gol del 2-2 è un colpo tipico del suo repertorio mettendo il pallone alle spalle di De Sanctis su una verticale splendida di Robinho. Ha sul destro, a 5’ dalla fine, il pallone del 3-2 ma non riesce a trovare il giusto giro. 15 gol stagionali, 10 in campionato. Ambrosini non faccia più scommesse con lui altrimenti ci rimette lo stipendio annuale.
Robinho 6,5: entra bene in partita e trova il corridoio vincente che manda in porta El Shaarawy per il 2-2. Se ha deciso di rimanere al Milan, questo è il modo migliore per dimostrarlo.
Pazzini 5: entra e non incide sotto porta. La sua presenza fa abbassare la linea difensiva del Napoli ma dentro all’area di rigore non lo si vede mai.
Niang sv: con l’unico pallone che tocca fa calare il silenzio al San Paolo. Fiondata di sinistro dai 25 metri che De Sanctis vede partire e tiene li.
Allegri 6: aldilà del risultato, questa sera il Milan non meritava la sconfitta. Lui sceglie il 4-3-3 per coprire meglio il campo e il Napoli non fa nulla oltre al compitino e trova due gol per colpa di Abbiati. Avvia tardi il valzer delle sostituzioni ma azzecca la mossa Robinho.