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3 novembre 2012, Milan vs Chievo 5-1




dal sito www.milanday.it

PREPARTITA - di Marco Rizzo
IL PRE MILAN-CHIEVO
Non c'è tempo per pensare. Per rimuginare sullo strambo pareggio di Palermo. Non c'è tempo per valutare la scarsa bontà del 3-5-2 scelto in partenza e della redditività del 4-2-3-1 usato in corsa. non c'è tempo per stare ad analizzare una classifica con numeri abbastanza allarmanti. Si torna già in campo.
E, forse, in un momento del genere, è la cosa migliore. Palermo ha lasciato le idee di tutti, se possibile, ancora più confuse. Probabilmente la cosa vale anche per lo staff tecnico.
Allegri & Co. hanno tirato fuori dal cilindro il sesto modulo stagionale. Hanno tirato fuori dalla soffitta un paio di giocatori che erano in naftalina da un mese. Esigenze, possibilità di migliorare, condizioni tattiche ?
Tutto può essere. E tutto può essere portato a giustificazione delle scelte. Ma è giunto il momento di scegliere 14-15 giocatori e 1-2 moduli di sicuro riferimento ed andare avanti con quelli.
Perché se è vero come è vero che la duttilità è parte di questa squadra, è anche vero che i risultati non supportano appieno le scelte fatte. E allora la squadra ha bisogno di punti fermi. I tifosi hanno bisogno di sapere su chi possono contare, su chi affidare le loro speranze. Troppe incognite, al momento.
Perché, purtroppo, nonostante sia solo l'undicesima giornata, la classifica è parecchio deficitaria. Il tempo di recuperare ci sarebbe, se l'obiettivo è entrare in Europa, ma le premesse messe in campo dalla squadra lasciano molti, troppi dubbi. Per ora a tenere a galla il Milan ci hanno pensato 3-4 giocatori che stanno rendendo più che bene. Ma il resto latita.
Troppi giocatori fuori forma, fuori ruolo e fuori fase. Il gioco stenta a decollare, seppur qualche miglioramento ci sia stato. Questo è il momento di svoltare. Chievo, Malaga e Fiorentina in casa devono rappresentare una parziale riscossa. Un filotto di risultati positivi che rilanci più che la classifica, la testa dei giocatori e vada a migliorare il clima di mestizia che sta attanagliando l'ambiente.
Ma non sarà semplicissimo superare l'arcigno Chievo di Corini.
I gialloblu sono la classica squadra rognosa e catenacciara che viene a San Siro per chiudere ogni possibile varco e sperare di vedere cosa succede. Una situazione che, lo abbiamo imparato a caro prezzo con Atalanta, Sampdoria, Inter e Anderlecht al Meazza, soffriamo terribilmente.
Corini non ha portato tanto di nuovo a livello tecnico-tattico dal suo arrivo, ma ha saputo trasmettere entusiasmo, coesione di gruppo e certezze alla sua squadra. E soprattutto ha portato in dote un bottino di 7 punti in 4 gare che non sono per niente male. Dall'arrivo dell'ex centrocampista di Chievo e Palermo, i clivensi hanno battuto in maniera rocambolesca la Sampdoria per 2-1, hanno pareggiato 1-1 con la Fiorentina, mettendo molto in difficoltà la squadra di Montella, hanno perso di misura a Napoli, non soffrendo poi più di tanto e nell'ultimo turno infrasettimanale hanno battuto meritatamente il Pescara di Stroppa per 2-0. 5 gol fatti e 3 subiti. Ma va detto che il Chievo ha disputato 3 gare in casa ed una in trasferta. Ed è proprio in questo secondo ambito che l'undici di Verona viene meno.
Quest'anno solo sconfitte lontano dal Bentegodi. 4 sconfitte con Parma, Juventus, Palermo e Napoli. Lo score è impietoso : 9 gol subiti e solo 1 realizzato. I 10 punti accumulati, solo 1 in meno della squadra di Allegri, sono arrivati tutti in casa, dove comunque sono arrivate due delle 6 sconfitte stagionali, una in più del Milan.
Il Chievo è quindi una squadra in miglioramento, ma ancora al di sotto di quello che negli ultimi anni aveva fatto e soprattutto, da la sensazione che quest'anno la salvezza dovrà sudarsela parecchio, a differenza delle ultime stagioni con Pioli e Di Carlo.
Sarà l'undicesimo confronto tre rossoneri e gialloblù a San Siro. Il Milan ha battuto 8 volte il Chievo Verona, e in 2 occasioni, invece, la gara è terminata con un pareggio. Mai nella sua storia la squadra veronese è uscita dal Meazza con i 3 punti. Ma non sempre le partite per il Milan sono state agevoli. Per niente. Fin dalla stagione 2001-2002, il primo precedente tra le due squadre, quando la squadra allora allenata da Ancelotti ebbe ragione degli uomini di Delneri solo per 3-2 e al termine di una gara tiratissima. Di Inzaghi e Shevchenko, con una doppietta, le marcature rossonere, mentre per il Chievo furono Corradi e Marazzina a siglare il tabellino.
L'anno successivo, il Chievo lascia San Siro con un punto, ottenuto grazie ad un pareggio per 0-0.
Nella stagione 2003/2004, un pareggio in rimonta per i rossoneri: Sculli e Perrotta indirizzano il risultato sullo 0-2. Risultato che reggerà fino quasi al novantesimo. Nel finale prima Pirlo accorcia le distanze, e poi Shevchenko, al 96esimo, rimette il risultato in parità. Nel 2005 il Milan torna a vincere: nel giorno in cui Carlo Ancelotti raggiunge quota 200 panchine con il Milan, Clarence Seedorf segna la rete da tre punti. In questa gara si registra anche la rete annullata ingiustamente a Crespo. È la gara che poi sarà clamorosamente alla base delle condanne del Milan nel processo sportivo di Calciopoli.
Anno dopo, stagione 2005/2006, nuova vittoria della formazione di casa: Pellissier in avvio beffa Dida, ma poi Nesta e la tripletta di Kakà riportano il Milan avanti.
La sfida della stagione 2006/2007 ricalca quella dell'anno precedente: Pellissier, sempre lui, segna in avvio. Successivamente però Gilardino pareggia, Oddo raddoppia con uno splendido gol dalla distanza e Clarence Seedorf regala la terza rete con uno splendido calcio piazzato. Nella stagione 2008/2009, dopo la retrocessione dei gialloblu, il confronto terminò 1-0 a favore dei rossoneri grazie al rigore trasformato da Kakà nel primo tempo. La stagione successiva, 2009/2010, nel Marzo 2010, la gara terminò ancora 1-0. A decidere l'incontro per gli uomini di Leonardo fu la rete dalla distanza di Clarence Seedorf al 91'. Quella sera l'entusiasmo era a mille. Il Milan si era portato ad una sola lunghezza dall'Inter di Mourinho, entrando in piena lotta scudetto.
L'anno successivo, nella prima stagione di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan, i rossoneri sono ancora vittoriosi contro il Chievo tra le mura amiche, grazie al 3-1 firmato da Pato con una doppietta ed alla prima rete con la maglia del Milan di Robinho. Nell'ultimo precedente, quello della passata stagione, il Milan si impone con un netto 4-0, maturato interamente nel primo tempo, grazie alla doppietta di Ibrahimovic, al gol di Thiago Silva e alla facile realizzazione di Pato.
Corini non ha particolari defezioni a livello di formazione. I soli Paloschi, Sardo e Cesar non saranno della gara.
Per il resto il tecnico gialloblu potrà schierare il 4-3-3 che ha utilizzato nelle ultime uscite. Non inganni lo schieramento. Di fatto il Chievo gioca un 4-5-1 molto compatto e accorto. Davanti a Sorrentino, Frey sarà titolare sulla fascia destra, con la coppia Andreolli-Dainelli ad agire centralmente, mentre sulla sinistrà ci sarà l'interessante Dramè. Qualche dubbio in più sul trio di centrocampo. Guana e Luca Rigoni sembrano essere abbastanza certi. Mentre per il terzo centrocampista sono in corsa l'altro Rigoni, Marco, ed Hetamaj. Stoian, talento delle giovanili della Roma, in gol con il Pescara, dovrebbe partire dalla panchina.
Nel trio offensivo Luciano agirà a destra, con Therau centrale, con compiti di pressing sul portatore di palla rossonero ad inizio azione, e uno tra Di Michele e Pellissier sulla sinistra, con quest'ultimo favorito per una maglia da titolare. Per quanto riguarda il Milan, la situazione legata alla formazione è molto nebulosa. Vedendo il lato positivo, si potrebbe dire che per l'avversario di turno, è complicato prevedere come giocherà il Milan.
Le incertezze iniziano dal modulo : 3-4-3 o 4-2-3-1 ?
Il dubbio resta. L'assenza forzata di Bonera per squalifica e la miglior resa a Palermo del 4-2-3-1 indurrebbero a pensare alla riproposizione di questo modulo. Va altrettanto detto che Allegri aveva detto di voler proseguire con una certa continuità sul modulo con la difesa a 3. Il dubbio, dunque, resta. In porta dovrebbe tornare Christian Abbiati, ormai recuperato. Davanti a lui, in caso di diesa a 3 dovremmo vedere Zapata a destra, Mexes al centro e Yepes a sinistra. Qualcuno aveva ipotizzato un Ambrosini centrale di difesa. Ma non sembra il caso. In caso di 2 soli centrali dovrebbe essere Yepes il sacrificato. I due esterni difensivi, in ogni caso, dovrebbero essere Abate e De Sciglio.
A centrocampo le incertezze permangono. Montolivo è l'unico punto fermo. Al suo fianco, ballottaggio tra Ambrosini e De Jong. Davanti sembrano certi del posto Pato, al centro dell'attacco, ed El Shaarawy a sinistra. A destra dovrebbe partira ancora una volta dall'inizio Urby Emnauelson. Qualore si giochi con 4 giocatori offensivi, rientrerebbe in ballo anche Bojan, che molto bene ha fatto a Palermo. Boateng, Robinho e Muntari, di rientro dall'infortunio, potrebbero e dovrebbero partire dalla panchina, qualora verranno convocati. Queste però sono solo illazioni e previsioni. I sicuri titolari, al momento in cui scrivo, si contano a malapena sulle dita di una mano. Le sorprese, come ultimamente accade, sono dietro l'angolo.
La sensazione, tuttavia, è che per stanare il Chievo, che verrà a fare la sua onesta partita difensiva, ci sia la volontà di proporre un Milan più offensivo, sulla falsa riga di quello visto nel finale di gara del Barbera.
La speranza è che a dispetto dei moduli e di chi andrà in campo, la squadra sappia metterci sin dall'inizio, quella cattiveria agonistica e quell'attenzione messa in campo una volta subito il 2-0 a Palermo. Quello è il Milan che tutti i tifosi, a partire dai pochi martiri presenti a San Siro, si augurano di vedere.
La campagna abbonamenti di quest'anno recitava : "scatenate l'orgoglio". Il pubblico lo ha fatto poco. Ma è il momento che lo faccia la squadra. E allora, Milan : scatena l'orgoglio!
Forza, ragazzi!







Il gol di Riccardo Montolivo, per il provvisorio 2-1
(dal sito www.gazzetta.it)





Bojan esulta dopo il suo gol
(dal sito www.gazzetta.it)





L'esultanza di El Shaarawy, anche questa volta a segno
(dal sito www.gazzetta.it)



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(Foto Avanguardia Rossonera)




Maglia Rossonera a San Siro per Milan vs Chievo 5-1
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Alcune pagine della "Gazzetta dello Sport" del 4 novembre 2012
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dal sito www.gazzetta.it

IL MILAN È TORNATO. COL CHIEVO FINISCE 5-1
Terzo risultato ultile consecutivo dei rossoneri che passano con Emanuelson ma si fanno raggiungere subito da Pellissier. Poi arrivano i gol di Montolivo e Bojan. Nella ripresa sale in cattedra El Sharaarwy che segna l'ottavo gol in campionato e regala un assist a Pazzini
MILANO, 3 novembre 2012 - Riecco il Milan. Riecco il gioco e l'entusiasmo. I rossoneri tornano alla vittoria rifilando un netto 5-1 al Chievo. Un gradino sopra gli altri Emanuelson e Montolivo, autori dei primi due gol. Ancora di più El Shaarawy, straordinario leader della squadra, ancora in rete (l'ottava volta) e uomo assist per Pazzini che chiude il conto. Serata perfetta anche per Bojan: sua la terza rete, ancora buona la sua prestazione. E pensare che dopo il gol di Emanuelson, Pellissier va subito in rete minando la fiducia dei rossoneri. Alla fine la cinquina punisce eccessivamente i gialloblù, ma mette d'accordo tutti; 7 punti nelle ultime tre partite rilanciano i rossoneri che adesso devono solo trovare la continuità. Quinto, terribile k.o. fuori casa, invece per il Chievo che non replica la prova della Primavera capace di battere qualche ora prima i pari età rossoneri con identico risultato.
SI TORNA AL 4-2-3-1 - Con Bojan dal primo minuto e con Pazzini prima punta, Massimiliano Allegri rilancia il 4-2-3-1. Perché, dice il tecnico, senza Bonera la difesa più indicata è quella a quattro. In verità il modulo 4-2 e fantasia è il risultato di una sculacciata sul volo Palermo-Milano. Ma c'è anche la convinzione che quella con il Chievo sia una sfida da bivio. Nella desolazione di San Siro, termini del tipo "spareggio per non retrocedere" suonano sinistri. Ma la classifica la dice lunga. Corini cerca di ricompattare i suoi reduci da quattro sconfitte consecutive in trasferta, si affida all'esperienza di Pellissier e alla forma di Thereau con la spinta sulla fascia di Luciano.
PASSA LA PAURA - Milan avvisato e subito in partita con un buon ritmo. Il Chievo però prende le misure, con una manovra difensiva ben organizzata. E' facile intuire che è Emanuelson l'uomo più in palla del Milan. Corre senza limiti e gestisce in prima persona le migliori azioni offensive della squadra. Ed è proprio suo, al 16', il gol del vantaggio, un sinistro da fuori area con la leggera deviazione di Dramè. Ma dura poco la gioia dei rossoneri perché secondo la migliore tradizione, arriva il gol su palla inattiva. Corner e Pellissier con una torsione infila di testa, spalle alla porta, sotto la traversa. La bambola è a portata di mano e il Milan sbanda, abbassando addirittura il baricentro. E con il Chievo che spinge non resta che puntare al contropiede. Così al 36', dopo una prodezza di Abbiati su Thereau, arriva il 2-1. La ripartenza di El Shaarawy è spettacolare. Il Faraone regala palla a destra per Emanuelson il cui assist al limite viene capitalizzato da Montolivo con un rasoterra imparabile. Al 41' arriva il terzo gol, frutto di una nuova azione corale, finalizzata da Bojan che usufruisce di una deviazione di Dainelli.
E ANCHE IL FARAONE - Montolivo che detta i tempi da leader e la formula Emanuelson-Bojan-El Shaarawy regala buoni frutti. Il Faraone inoltre dà buon esempio andando a recuperare palle nella fase difensiva, esaltando il suo talento. Corini dal canto suo ordina ai suoi di pressare; al 10' della ripresa sostituisce Luciano con Marco Rigoni. Fuori anche Dramè, abbattuto da una violenta pallonata al volto, calciata da Abate; lo sostituisce Stoian. El Shaarawy manca il gol con un rasoterra a fil di palo che nemmeno lui ci crede. Entra Boateng per Emanuelson, mentre Pellissier lascia il posto a Di Michele. Ma gioca solo il Milan che trova il quarto gol, meritatamente con il Faraone: spinta da due passi sull'assist di Abate. La conferma delle straordinarie capacità del ragazzino che non si ferma più. Forte e dotato di classe immensa. Vedi l'assist a Pazzini che chiude il conto nel recupero. Il Milan rivede la luce. Un poker per il rilancio: per battere il Malaga martedì in Champions e replicare domenica prossima ancora a San Siro contro la forte Fiorentina.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

FINALMENTE MILAN! EL SHAARAWY ONNIPRESENTE, MONTOLEADER, BOJAN RUOLO CHIAVE...E CHE CONSTANT!
LE PAGELLE di Matteo Calcagni
Abbiati 6: sulla girata di Pellissier può fare ben poco, attento nelle successive occasioni gialloblù.

Abate 6.5: dalla sua parte c'è spazio e si propone spesso, nel secondo tempo comincia a crossare con continuità. Dal suo destro parte l'assist per il 4-1 di El Shaarawy. (De Sciglio: sv)
Zapata 6: nel primo tempo è impacciato e regala l'angolo del pareggio clivense. Si riscatta nella ripresa, chiudendo bene e non sbagliando più nulla.
Mexes 6: impreciso nei disimpegni in avvio, migliora anche lui nel secondo tempo.
Constant 7: prestazione convincente per il francese, veramente a suo agio come terzino sinistro. Suo l'assist (deviato) per il gol di Emanuelson. Nella ripresa fa vedere giocate importanti, non si risparmia mai e conquista tanti palloni.
Montolivo 7.5: perfetto in mezzo al campo, detta i tempi e si dimostra sempre più leader. Segna un gran gol da fuori area, centrando l'angolino alla destra di Sorrentino. Anche in fase difensiva non manca mai, facilitando il lavoro della retroguardia. (De Jong 6: qualche pallone recuperato e ben gestito)
Ambrosini 6.5: capitano coraggioso, recupera palloni e li gestisce con maestria, ordinando l'intera manovra insieme all'ex viola.
Emanuelson 7: sigla il secondo gol in stagione, aprendo le marcature del match. Spina del fianco per la difesa di Corini, dimostra di essere in un gran momento di forma (Boateng 6: si rivede in campo e mostra progressi rispetto alle precedenti uscite. Si sacrifica rendendosi anche pericoloso).
Bojan 7: forse la svolta della stagione. Viene schierato come trequartista come a Palermo, innalzando in maniera impressionante il livello qualitativo dell'attacco rossonero. Segna il gol del 3-1 e ne sfiora un altro nel finale.
El Shaarawy 8: devastante per tutti i 90', corre, rincorre, recupera palloni, innesca i compagni, serve assist e segna, nella ripresa, il suo ottavo gol in campionato. Fenomenale.
Pazzini 6.5: si sacrifica, difende i palloni e li deposita ai compagni. Riesce anche a sbloccarsi nel finale, segnando in spaccata su assist di El Shaarawy.
Allegri 6.5: ha ricevuto tante critiche ma, dopo tanto provare, ripropone il Milan che lo aveva (e ci aveva) convinto di più, quello visto nel secondo tempo di Palermo. L'attacco del Milan incomincia ad ingranare per davvero e i cinque gol non arrivano per caso...