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16 febbraio 2010, Milan vs Manchester United 2-3




LEO: "UN ESAME PER TUTTI". BECKHAM: "UNITED, TI BATTO"
Stasera a San Siro dell'andata degli ottavi di Champions contro il Manchester. Il tecnico del Milan: "Queste sono partite straordinarie da giocare. E' un'opportunità per restare ad altissimi livelli". L'inglese: "Negli ultimi sette anni non ho mai incontrato la mia ex squadra, ma farò di tutto per farla perdere"
15 febbraio 2010 - MILANELLO (Varese) - Kakà, Seedorf, Gilardino. L'intensità, la rabbia, la forza fisica, la classe, San Siro. Manchester United alle corde. Cristiano Ronaldo annullato. Sir Alex Ferguson allibito. Il 2 maggio 2007 è ancora negli occhi dei tifosi e di quei protagonisti: vincenti e perdenti. Carlo Ancelotti la definì "la partita perfetta". Flash incancellabili. Ma con la storia non si vive di rendita. Martedì sera alle 20.45, si volta pagina. Milan-Manchester United tre anni dopo è un'altra storia. Tanti gli assenti. Ancelotti, appunto, e poi Maldini e Kakà. Anche Cristiano Ronaldo. Ma con un tassello in più: David Beckham contro il suo passato. Leonardo se lo porta con sé nella tradizionale conferenza stampa alla vigilia della grande sfida.
REDS VI BATTO - Gli chiedono come ha coltivato il fascino del Milan. "Buongiorno" esordisce. "E' meraviglioso giocare qui; è importante l'atmosfera che si respira". E avverte i suoi ex compagni: "Noi siamo pronti. Sempre. Sarà così anche domani. Sarà difficile, ma siamo pronti". Ed entra nel match; ne ipotizza l'andamento. "Sarà una partita molto emozionante per me. Negli ultimi sette anni non ho mai incontrato il Manchester United, ma farò di tutto per farlo perdere. Ripeto, sarà dura, ma abbiamo i numeri giusti per farcela. Loro sono bravi, hanno forti giocatori capaci di tenere palla. Rooney è il giocatore chiave; con il nostro possesso palla potremo fare la differenza".
SFIDA DI 180 MINUTI - Leonardo è d'accordo e a un giornalista inglese spiega i motivi che lo hanno spinto a volere David in squadra. "Perché è importante; perché fa parte della linea del club; è stata un mia decisione riaverlo. E' importante nello spogliatoio. Ha carisma, è intelligente ed è un gran giocatore che può dare completezza al gioco del Milan". Leo è emozionato; comprensibile. La storia è dietro l'angolo. Conosce bene il Manchester. Lo ha studiato. "Ma ci conosciamo a vicenda - spiega -. E' una squadra che esce da un momento difficile; ora ha ritrovato la compattezza, è veloce e pericolosa nel contropiede". Centottanta minuti per passare ai quarti. Calcoli? I Red Devils non hanno mai segnato a Milano e non subire gol potrebbe essere fondamentale. "Ogni partita è diversa - spiega Leonardo -; con l'andata e il ritorno ci sono tante cose da considerare. Abbiamo 180' per decidere gli ottavi. Non subire gol e far male agli inglese sarebbe però l'ideale".
SEGNO MA NON ESULTO - Beckham va oltre e pensa già alla gara di ritorno e giurà che nei 180' non si farà certo condizionare da ricordi e nostalgia. "Tornare all'Old Trafford mi farà venire in mente tanti ricordi: sono andato via quando avevo 27 anni, adesso sono una persona più matura e un calciatore più esperto. Le mie emozioni contano fino ad un certo punto. Nulla è importante del risultato. Si affrontano due grandi squadre, è splendido essere in campo in queste sfide ricche di fascino e tradizione. E perdere sarebbe una grossa delusione". Segnare un gol? Magari. "Ma se dovesse accadere non esulterò per rispetto nei confronti dei tifosi del Manchester". Però sottolinea: "Non mi importa se sarò titolare, vorrei solo avere un ruolo in questo confronto e passare il turno".
ESAME PER TUTTI - Leonardo spiega il suo MIlan: "Questa squadra racchiude un po' di vecchio un po' di nuovo; quale di queste due facce sarà più importante domani? Bella domanda. Credo che non ci sia tanto un vecchio o un nuovo Milan. In questo momento c'è bisogno di tutto. Dobbiamo unire esperienza e qualità; tecnica, gruppo e divertimento". Non lo definisce un esame di maturità: "Tutti i giorni siamo sotto esame; credo sia una tappa molto importante, per chi ha vinto e per i giovani. E' un'opportunità per restare ad altissimi livelli. E' un misurarsi per il top: è un esame per tutti". E ricorda l'impresa di Madrid, perché servirà la stessa intensità. "Lì abbiamo tirato fuori tutto: non è stata solo una questione di orgoglio, ma la consapevolezza di giocarsela alla pari".
Gaetano De Stefano


dal sito www.gazzetta.it

THIAGO SILVA C'E'
15 febbraio 2010 - Thiago Silva è stato convocato. Non ce l'hanno fatta, invece, Borriello e Zambrotta. Alla fine della rifinitura, Leonardo ha seclto i 21 giocatori per la sfida di domani contro il Manchester United, andata degli ottavi di finale di Champions League in programma a San Siro. Questo la lista: Abbiati, Dida, Abate, Antonini, Bonera, Favalli, Jankulovski, Kaladze, Nesta, Oddo, Thiago Silva, Ambrosini, Beckham, Flamini, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Huntelaar, Inzaghi, Pato, Ronaldinho.





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Prima della partita
(dalla "Gazzetta dello Sport" del 16 febbraio 2010)
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"San Siro Calcio" del 16 febbraio 2010



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"San Siro Calcio" del 16 febbraio 2010
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"Il Milanista" del 16 febbraio 2010



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La Curva Sud per l'ottavo di finale contro il Manchester United
(dal sito www.curvasudmilano.it)
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(dal sito avanguardia1987.blogspot.com)



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Il terreno di gioco e la coreografia della Curva Sud
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Il Milan Club Seregno e Maglia Rossonera a San Siro per Milan vs Manchester Utd 2-3
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Coreografia Curva Sud
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Coreografia Curva Sud
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Coreografia Curva Sud


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Coreografia Curva Sud
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Coreografia Alternativa Rossonera
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Il Milan sceso in campo
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Ronaldinho dopo il primo gol



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Mirco di Maglia Rossonera
tra Miriana e Gianluca del Milan Club Ortona




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L'ingresso delle squadre in campo per l'inizio della gara



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La formazione rossonera
(Archivio Magliarossonera.it)





Alexandre Pato e David Beckham
(dal sito www.virgilio.it)





Ronaldinho esulta dopo il gol del provvisorio 1-0
(dal sito www.virgilio.it)


Ancora l'esultanza di Dinho
(dal sito www.virgilio.it)





Wayne Rooney, autore di una doppietta
(dal sito www.virgilio.it)


Esultanza rossonera
(dal sito www.virgilio.it)





Beckham segue Park
(dal sito www.virgilio.it)


Huntelaar in azione, contrastato da Scholes
(dal sito www.virgilio.it)



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Alesandro Nesta impegnato contro Wayne Rooney



A partita conclusa, i giocatori scambiano le maglie e salutano i tifosi
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La "Gazzetta dello Sport" del 17 febbraio 2010
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Il "Corriere dello Sport" del 17 febbraio 2010



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(da "Il Giornale" del 17 febbraio 2010)
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(da "Leggo Milano" del 17 febbraio 2010)




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(dalla "Gazzetta dello Sport" del 17 febbraio 2010)
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dal sito www.gazzetta.it

MILAN BELLO PER UN TEMPO. MA ROONEY E' MICIDIALE
Nell'andata degli ottavi di Champions non basta contro il Manchester United una grande partenza della squadra di Leonardo. Il vantaggio di Ronaldinho illude, poi il centravanti diventa devastante con due colpi di testa. Nel finale illude il gol di Seedorf
MILANO, 16 febbraio 2010 - Il Manchester United, come una squadra italiana d'altri tempi, conquista San Siro per la prima volta nella sua storia e mette una seria ipoteca sulla qualificazione ai quarti di Champions. Lo fa battendo il Milan 3-2 al termine di una partita contraddittoria, dove subisce nel primo tempo i rossoneri e il gol di Ronaldinho, ma pareggia fortunosamente con Scholes. Nella ripresa il ribaltone: doppietta di Rooney, prima del gioiello di Seedorf. Come dire, Milan con un piede fuori dall'Europa.
SUBITO MILAN - Tutto secondo le previsioni: il 4-3-3 di Leonardo e il 4-5-1 di Ferguson. Un ballottaggio a testa, entrambi alla destra della difesa: Bonera vince il suo con Abate; Rafael quello con Brown. Leo è chiaro: possesso palla e scambi veloci. Sir Alex ordina pressing alto e fasce sbarrate. Il Milan mette subito in pratica la lezione. Gioco nello stretto e aggressivo. Che dà subito buoni frutti. Al 3' San Siro esplode. Pato mette in mezzo dalla destra, Evra con una rovesciata rinvia, ma sui piedi di Ronaldinho che scarica un potente destro; Van der Sar battuto, complice una deviazione decisiva di Carrick. E' il Milan che piace a Leonardo: spettacolo e fantasia. Al 7' il Gaucho potrebbe raddoppiare dal vertice dell'area piccola, ma questa volta Van der Sar para. Al 10' tocca invece ad Antonini che riceve da Thiago Silva; l'urlo si ferma in gola, perché il destro è fuori di pochissimo. Ma la serata è di Dinho. Tocchi magici, finte; Fletcher non regge l'urto. Al 18' il brasiliano opta per la via centrale, ma al limite inciampa contrastato da Evans.
FATALITA' - La serata sembra premettere molto di buono, anche perché il Manchester fatica a costruire gioco e si ferma ai venti metri, respinto dai tempi giusti della difesa rossonera. Al 32' tocca a Huntelaar marcare visita. Prima con una girata di destro deviata in angolo da Evra, poi con un ottimo spunto da limite: destro in scivolata che si perde di un niente a lato. Occasioni nette che alla fine dei giochi risulteranno decisive. Al 36', infatti, il Manchester pareggia mentre Antonini è a bordo campo per infortunio. Cross teso di Fletcher dalla destra e gol di Scholes, fino a quel momento inesistente. Rete fortunosa, perché l'inglese infila con lo stinco del piede di appoggio, il sinistro, dopo avere ciccato col destro. La palla schizza lentamente sul palo interno alla stessa velocità di Dida che non ci arriva. Antonini intanto alza bandiera bianca e al 37' lo sostituisce Favalli. Il Milan reagisce. Lo fa con Ronaldinho; solito spunto elettrico: tiro dal limite respinto da Van der Sar. A conti fatti i rossoneri devono solo mangiarsi le mani: quattro occasioni nette sul conto oltre al gol. Dall'altra parte Manchester cinico e trapattoniano, pronto a punire al minimo errore.
CUORE E PASSIONE - Ripresa ed è subito Milan. Al 3' Pato ci prova di testa, ma il contatto non è quello giusto: sopra la traversa. Al 7' Van der Sar devia una maledetta punizione di Pirlo. C'è cuore e passione in tutto quello che il Milan fa, mentre lo United attende al varco come un avvoltoio con propositi di contropiede. Compassato, senza forzare, quasi avesse in mano la chiave di tutti i segreti, il Manchester è abile a sfruttare la minima sbavatura rossonera che col passare dei minuti perde la necessaria convinzione. Rooney, per esempio, esibisce tutta la sua classe e la sua forza fisica destreggiandosi tra raddoppi e marcature. Al 14', però, Dinho ha un guizzo; bello il diagonale morbido che Van der Sar spedisce in corner. Ma Rooney, si diceva, ha mille vite. Dopo avere impegnato Dida al 19', porta in vantaggio lo United al 21'. Palombella di testa su cross di Valencia, subentrato a un inesistente Nani, in un vuoto di marcatura e il gioco è fatto.
ROOOOONEY - Il gol di Rooney spezza le gambe al Milan che non ne ha più. Leonardo gioca la carta Seedorf, rinunciando a Beckham; cambio azzardato perché il centrocampo perde equilibrio e sostanza. Ambrosini e Pirlo cedono e la difesa va al tappeto. Lo capisce anche Rooney che al 29' trova il solitario colpo di testa nella triste prateria davanti a Dida. Seedorf riaccende la speranza al 40' con un colpo di tacco di altri tempi, ma il 2-3 è un macigno implacabile e la girata al volo di Inzaghi (subentrato all'anemico Huntelaar) pochi secondi dopo è solo un'illusione. Il finale è da infarto. Ci provano tutti: Ambrosini, anche Nesta. Lotta furiosa su tutte le palle e espulsione nel recupero di Carrick per doppia ammonizione. "Do you remember?". Il 2 maggio 2007 resta un ricordo. Alla fine trionfa il Manchester United. Spietato e forte che azzecca tutto con una prestazione normale. Rimontarlo all'Old Trafford sarà impresa impossibile.
Gaetano De Stefano

"MILAN, CE LA PUOI FARE". TE LO DICE IL TIFOSO KAKA'
Ricardo sconfitto con il Real, incita i suoi ex compagni ricordando l'impresa di 3 anni fa lo vide protagonista. Leonardo non si dà pace per la sconfitta col Manchester Utd: "Siamo stati puniti troppo severamente. Vincere con due gol di scarto all'Old Trafford è possibile"
MILANO, 16 febbraio 2010 - "Non è finita qui". Leonardo non vuol sentir parlare di qualificazione compromessa dopo il 2-3 subito dal Milan nell'andata degli ottavi di finale di Champions League, nel primo match contro il Manchester United.
L'ANALISI - "Oggi c'è stata la dimostrazione che siamo riusciti a mettere in difficoltà una squadra forte come il Manchester United - si rammarica Leonardo ai microfoni di Sky Sport -. C'è stato un tratto di gara in cui abbiamo avuto difficoltà a costruire il gioco. Nel primo tempo poteva anche finire 3-0, poi abbiamo preso gol su un cross ed è finita dentro, una palla lenta. Sono tanti episodi, io analizzo il gioco. Siamo stati superiori, in tanti momenti della partita, anche per il ritmo, c'è stato un momento di pausa e in quel momento siamo stati penalizzati totalmente. Abbiamo creato 5-6 occasioni e la palla non è finita dentro. Peccato non aver finito il primo tempo già in vantaggio, poi abbiamo subito il pareggio. Non voglio giustificare la sconfitta, ma questa è l'analisi lucida della gara. Una squadra non può imporre il gioco per 90' contro una squadra forte fisicamente come il Manchester Utd. Abbiamo imposto il nostro gioco fin dall'inizio".
RIMONTA POSSIBILE - Leonardo ripercorre mentalmente il match, che ha avuto alcuni momenti decisivi: "Il fatto di aver il controllo della partita ti porta a creare il gioco. C'è stato un momento di flessione. Se fossimo riusciti a fare altri gol, la gara sarebbe cambiata, ma purtroppo non è andata così". Sull'assenza del centravanti napoletano Marco Borriello, il tecnico brasiliano puntualizza: "A prescindere dal fatto che possa mancare un giocatore, anche chi ha giocato ha fatto bene. Huntelaar ha avuto le sue occasioni. Non voglio analizzare i singoli, la squadra si è comportata benissimo. Non è finita, possiamo andare a vincere 2-0 a Manchester, sarebbe un risultato normale". Rimane il fatto che, quando ha giocato meglio, nel primo tempo, la squadra del presidente Silvio Berlusconi non è riuscita a capitalizzare le diferse occasioni avute.
SCOSSA KAKA' - E a consolare il Milan ci prova Ricardo Kakà, anche lui perdente a Lione, sinceramente dispiaciuto per la sconfitta contro il Manchester United. Il brasiliano è convinto che i rossoneri possano ancora farcela a passare il turno, come 3 anni fa quando fu lui il protagonista in rossonero. "Mi dispiace per i miei compagni, per i tifosi, per Leonardo ma non è finita. La qualificazione in Champions si decide in due tempi. Il primo è finito, adesso devono andare a Manchester a giocare la seconda parte all'Old Trafford, anche se sarà difficile". Kakà ha poi smentito di soffrire di pubalgia cronica, come ipotizzato da alcuni organi di stampa. "Sto bene, purtroppo è uscita questa notizia. È irresponsabile dire che il mio era un problema cronico, per tutta la vita. Nelle ultime partite ho fatto vedere che posso fare tante cose ancora e giocare bene. Adesso non sento più niente, la pubalgia è passata. Sono in forma, devo migliorare su altre cose".
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

Dida 5: Conclusioni da fuori, rimpalli fortuiti o cross dalla trequarti, non fa differenza: ogni pallone che bazzica dalle sue parti diventa da cardiopalma. Ipnotizzato da Rooney (come da Pandev nel derby) in occasione degli ultimi due gol inglesi. Qualcuno gli spieghi che non deve parare solo i tiri che gli finiscono addosso: un po’ d’impegno in più, qualche volta, può fare la differenza...
Bonera 6,5: Insieme ai numeri di Ronaldinho, nel primo tempo sono le sue chiusure a scaldare le corde vocali dei tifosi rossoneri. Grintoso e preciso in fase difensiva, generoso ed ordinato in appoggio alla manovra offensiva. I 20’ minuti di depressione che rovinano l’impresa investono anche lui, macchiando, seppur solo in parte, una prova che sarebbe stata eccellente.
Nesta 5: Dopo l’infortunio, contro l’Udinese sembrava tornato al timone forte come prima, invece, inspiegabilmente, stasera ne indovina poche e ne sbaglia troppe. Tiene discretamente Rooney nel primo tempo, lo perde nella ripresa, proprio quando non dovrebbe. Gli regala due occasioni d’oro e lui, che in quanto a killer instinct non è né Pato né tantomeno Huntelaar, ringrazia e regala allo Utd una vittoria ai limiti dell’assurdo.
Thiago Silva 6,5: Decisamente meglio del collega centrale: sicuro ed affidabile come sempre in fase difensiva, non si risparmia neppure in fase d’attacco, offrendo un paio di entusiasmanti coast-to-coast (di cui uno vanificato da Antonini), rendendosi pericoloso in più di un’occasione su palla inattiva.
Antonini 5,5: E’ costretto a vedersela con Nani, che sulla carta (e per fortuna soltanto lì) è un cliente tutt’altro che facile. Aggressivo e determinato, se la cava piuttosto bene negli uno contro uno, ma il portoghese lo obbliga a centellinare le sfuriate in avanti. Dopo 10’ minuti si ritrova sul destro un assist delizioso di Thiago, cincischia troppo e spreca malamente. Esce al 37’ per un problema al flessore (37’ Favalli 5,5: Inutile sottolineare che l’arrembante Valencia, autore dell’assist per il 2-1, ha un passo che lui non può più vantare. Appena entrato, scodella un ottimo cross per Pato che non riesce a schiacciare).
Beckham 5: Nel primo tempo, a tratti, sembrava tornato il mediano generoso ammirato nella scorsa primavera, ma col passare del tempo si dilegua nell’umida serata di San Siro, finendo per offrire l’ennesima gara grigia (71’ Seedorf 6: Entra, si guarda intorno e si accorge di giocare in una squadra di fantasmi. All’inizio, decide di allinearsi ai ritmi dei compagni, poi vede che c’è qualcuno ancora disposto a giocare a calcio, e decide di seguirlo, sfornando una magia che, per questa sera, è servita soltanto a tirar su il morale nei minuti finali).
Pirlo 5,5: Una punizione velenosa che Van der Sar smanaccia alla men peggio è il gesto migliore offerto stasera dal metronomo rossonero, ordinato e sicuro nel primo tempo (ma mai sopra le righe), timoroso e confusionario nella ripresa.
Ambrosini 5,5: In perfetta sintonia con i colleghi di reparto: pressoché perfetto nel primo tempo, a protezione della difesa, tira i remi in barca come non è mai stato abituato a fare, nella ripresa, soprattutto dopo il gol del 2-1.
Pato 6: Evra e tutti quelli che se lo trovano di fronte non lo prendono quasi mai, salvo atterrandolo fallosamente. La qualità c’è, cristallina ed abbondante, peccato che non riesca a metterla a frutto, traducendola in azioni pericolose. Come un’arma potente ma non letale.
Huntelaar 4,5: Mette la freccia su Inzaghi contro l’Udinese e si aggiudica la preferenza di Leonardo. Scende in campo, e di frecce ne accende quattro, trasformandosi da bomber di razza in fantasma di cartapesta. Svogliato e statico, si lesina anche in fase di pressing sui portatori di palla, sprecando un’ottima occasione per candidarsi al posto da titolare: una delle peggiori prestazioni con la maglia del Milan (76’Inzaghi sv.).
Ronaldinho 8: Pronti via, e scaraventa in rete la prima palla che gli balla davanti al naso. Smentisce la tendenza a scomparire nelle gare che contano, offrendo una prova di indiscutibile valore tecnico, tattico e pratico. Un gol, un assist, numeri da tirarsi giù il cappello, e una voglia di stupire e divertire che non gli passa mai. Il tutto, orrendamente vanificato da 20 minuti di inspiegabile black-out.
Leonardo 5,5: Dà ad Huntelaar la stessa fiducia riservatagli dalla stragrande maggioranza del popolo rossonero dopo la doppietta di venerdì. L’olandese non solo non ripaga, ma delude senz’appello. La nega ad un altro olandese, Seedorf, che stupisce un po’ tutti con una prodezza di cui vorremmo ricordarci per sempre. Il calcio è quasi sempre deciso dagli episodi, e quelli di questa sera puniscono un Milan che quando va sotto, anziché cercare di tirarsi su, si impegna a scavarsi la fossa. Forse è il caso di invertire questa tendenza.