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21 febbraio 2010, Bari vs Milan 0-2




dal sito www.gazzetta.it

PRIMA CONVOCAZIONE PER ADIYAH
20 febbraio 2010 - Al termine dell'allenamento, che ha confermato i notevoli progressi di Marco Borriello, Leonardo ha convocato 20 giocatori. Come previsto non ci sono gli indisponibili Antonini, Flamini, Kaladze, Mancini, Onyewu, Seedorf, Zambrotta. Prima chiamata per l'attaccante ghanese Adiyiah.





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Prima della partita
(dalla "Gazzetta dello Sport" del 21 febbraio 2010)



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Prima della partita
(da "Il Giornale" del 21 febbraio 2010)






Il tifo rossonero a Bari




Il Milan Club Seregno a Bari per Bari vs Milan 0-2
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Il Milan Club Seregno in riva al mare
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Il Milan Club Seregno in riva al mare


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Lo stendardo del Milan Club Seregno
a fianco di quello del Milan Club Irsina
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Gaetano, Laura e Giona del MC Seregno
sulle tribune dello stadio San Nicola
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Gaetano, Laura e Giona del MC Seregno
sulle tribune dello stadio San Nicola


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Cristian del MC Seregno
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Cristian con lo stendardo
del Milan Club Seregno
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Panoramica del settore ospiti


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Panoramica del settore dei tifosi rossoneri
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Panoramica del settore dei tifosi rossoneri
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Panoramica del settore dei tifosi rossoneri


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Panoramica dello stadio San Nicola
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Panoramica dello stadio San Nicola
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Panoramica delle tribune del San Nicola


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Panoramica della Curva barese
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Panoramica prima dell'inizio della partita
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Abbiati durante la fase di riscaldamento


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Il Milan durante la fase di riscaldamento
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Il Milan durante la fase di riscaldamento
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Il Milan durante la fase di riscaldamento


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Il Milan durante la fase di riscaldamento
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Il Milan durante la fase di riscaldamento
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Il Milan durante la fase di riscaldamento


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Ingresso delle squadre
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Ingresso delle squadre
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Cristian Abbiati prima dell'inizio della partita


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Ingresso in campo di Beckham
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Christian Abbiati poco dopo aver parato
il rigore di Barreto
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I giocatori del Milan a fine partita


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I giocatori del Milan a fine partita
festeggiano Cristian Abbiati
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Panoramica del settore dei
tifosi rossoneri a fine partita
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Panoramica del settore dei
tifosi rossoneri a fine partita


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Il galletto simbolo del Bari
in campo a fine partita
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Il galletto simbolo del Bari
in campo a fine partita
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Il galletto simbolo del Bari
in campo a fine partita






Leonardo in panchina
(dal sito www.virgilio.it)





Il gol in acrobazia di Marco Borriello
(dal sito www.virgilio.it)


Borriello festeggia con Leonardo la rete del vantaggio rossonero
(dal sito www.virgilio.it)





Ancora l'esultanza rossonera
(dal sito www.virgilio.it)


Ronaldinho in azione
(dal sito www.virgilio.it)





Alessandro Nesta in azione
(dal sito www.virgilio.it)


Ronaldinho, sempre decisivo con i suoi assist
(dal sito www.virgilio.it)



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La "Gazzetta dello Sport" del 22 febbraio 2010

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Il "Corriere dello Sport" del 22 febbraio 2010




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(da "Leggo Milano" del 22 febbraio 2010)




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(dalla "Gazzetta dello Sport" del 22 febbraio 2010)




dal sito www.gazzetta.it

BORRIELLO-PATO. IL MILAN PUO' SOGNARE
I rossoneri passano a Bari con un netto 2-0. Un gol per tempo: spettacolare girata al volo del centravanti e rete del brasiliano nella ripresa. All'89' Abbiati para un rigore a Barreto. Rossoneri a -7 dall'Inter con una gara in meno: mercoledì recupero con la Fiorentina
BARI, 21 febbraio 2010 - Con esperienza e autorità il Milan conquista tre punti fondamentali a Bari dove vince 2-0; risultato che a Manchester farebbe volare i rossoneri ai quarti. Di Borriello e Pato i gol della vittoria. Con la ciliegina finale di Abbiati che all'89' para un rigore a Barreto. Grande prova di spirito come piace a Leonardo che può contare sul solito Ronaldinho, ancora una volta decisivo con le sue giocate e il dodicesimo assist. L'Inter ora è a 7 punti, con la prospettiva di recuperare mercoledì al Franchi la gara con la Fiorentina e avvicinarsi ulteriormente ai nerazzurri.
BORRIELLO E BARRETO - Marco Borriello e Christian Abbiati per ricominciare. Sotto l'egida di Leonardo, convinto più che mai del suo Milan. La punta centrale ritrova spazio nel tridente, mentre a staccare la spina è Dida dopo le indecisioni di Coppa. Giampiero Ventura, dopo l'esperienza di Cagliari, torna al 4-4-2 e schiera in attacco Barreto che al Sant'Elia era squalificato.
POSSESSO PALLA - Il Bari medita l'impresa, ma l'approccio alla gara è sconcertante. La squadra di Ventura adotta un atteggiamento attendista e non pressa i portatori di palla. Scelta tattica? Con il passare dei minuti è in realtà il Milan a marcare un gap tecnico esagerato, anche se per quasi mezzora i rossoneri dominano nel possesso, ma non trovano spazi negli ultimi venti metri dove i pugliesi erigono autentiche barricate. Il leit-motiv è costante: il Milan fa girare la palla e concentra il suo gioco sui brasiliani. Ronaldinho, proprio come piace a Berlusconi, spesso si accentra cercando l'uno-due con Pato, ma il giovane connazionale è molto lontano dal suo standard ideale. A fare la differenza è invece Ambrosini: gigantesco e implacabile a centrocampo; il punto di partenza del gioco rossonero.
MAGIA BORRIELLO - Se il Milan interpreta la partita con pazienza e metodo, il Bari stupisce invece per il suo atteggiamento prudente. Occorrono 26 minuti per vedere finalmente all'opera i padroni di casa che giustamente protestano per un rigore non assegnato da Gava. Il fallo lo commette Bonera su Barreto. Inutili le proteste. Potrebbe essere la scossa per scuotere i biancorossi che perdono Meggiorini per infortunio (dentro Sforzini), invece è il Milan a riprendere il possesso della gara. Al 41' Borriello gira a porta vuota e Bonucci salva sulla linea di porta. E' la prova generale del gol che arriva al 43'. L'assist è di Ronaldinho, un cross tagliato e geniale da sinistra a destra, su cui si avventa il bomber rossonero che infila sul primo palo con la consueta mezza rovesciata al volo spettacolare.
ECCO PATO - Il Bari inizia la ripresa con il pressing alto. Il Milan opta per la prudenza, ma sempre pronto a ripartire e ribadire il suo strapotere tecnico. Il possesso palla fa la differenza, ma anche l'organizzazione difensiva dei rossoneri, all'insegna del sacrificio. Ventura al 17' toglie Rivas per Almiron. L'ex juventino, nel vertice alto del rombo, dà la carica ai compagni. Ma il Milan regge e non si scompone. Leonardo però aggiunge mattoni alla difesa: toglie l'ammonito Bonera e inserisce Jankulovksi. Esattamente quando Pato raddoppia. Ambrosini sfonda e allarga a sinistra per Dinho: cross, Gillet allontana e palla al "Papero" che infila con sicurezza. Al 27' Borriello si lamenta per un problema muscolare; Leo lo accontenta e inserisce al suo posto Inzaghi. Il Bari prova a ragionare, ma manca la grinta. Probabilmente rassegnato dal doppio vantaggio dei rossoneri. C'è spazio anche per Beckham (fuori Gattuso). E soprattutto per Abbiati, fino all'89' disoccupato, perché para con classe un rigore a Barreto. E' il sigillo sul 2-0.
Gaetano De Stefano


dal sito www.milannews.it

LE PAGELLE
Abbiati 7: Una smanacciata su calcio di punizione di Barreto, qualche uscita in presa aerea, e una lunga serie di sbadigli. Dopo 88 noiosi minuti, Barreto lo richiama alla prodezza, stavolta dagli undici metri. Lui gli risponde: “sarà per un’altra volta…”. Stasera la difesa rossonera è stata pressoché perfetta: merito anche suo?
Abate 7: Inesauribile in entrambe le fasi, soprattutto nel primo tempo, non risparmia neppure una goccia di sudore in appoggio alla manovra d’attacco, e sembra avere sempre più birra di tutti
Nesta 6: Zoppica nel primo tempo, e per lunghi tratti dà l’impressione di essere claudicante, ma Meggiorini non punge, Sforzini tantomeno, quindi facciamo finta di non essercene accorti
T.Silva 6,5: Imperioso, preciso ed efficace come di consueto, è sempre più una sicurezza
Bonera 6,5: Schierato a sinistra per tenere a bada Alvarez, assolve al compito con grinta e determinazione. Da brividi l’abbraccio a Barreto nel primo tempo (Jankulovski: 6,5 Completa l’ottimo lavoro iniziato da Bonera in copertura, mettendosi in evidenza al 79’ con una chiusura da applausi su Barreto lanciato a rete)
Gattuso 6,5: Chiamato ad arginare le ripartenze centrali degli uomini di Ventura, non lesina nulla della propria generosità, dando una importante mano a Pirlo nel cuore del gioco, e ad Abate sulla fascia destra (80’ Beckham: sv)
Pirlo 7: Prende per mano la squadra al fischio d’inizio, la accompagna sulle onde alte del forcing quando c’è da concretizzare, la rabbonisce quando c’è da rallentare, e non la molla un attimo. Tutto passa dai suoi piedi, poi corre via più pulito e brillante di prima. Indispensabile
Ambrosini 6,5: Una sventola mancina di poco alta, al 12’, poi tanto lavoro sporco, a protezione dei capolavori di Pirlo, ed un apertura da applausi che propizia il gol del 2-0. Sono 400 le partite con la maglia del Milan: auguri Capitano!
Pato 6: Masiello gli concede spazio nell’ordine dei centimetri, tenendolo a cuccia soprattutto con le cattive. Pur non essendo ancora al top della condizione, riesce ad avere la meglio in più di un confronto diretto, e a siglare un gol che vale oro. Super Abbiati rimedia al fallo ingenuo sullo stesso terzino biancorosso
Ronaldinho 8: Pennella almeno due assist al bacio per Borriello, che soltanto una volta gli dice Grazie. Ubriaca Belmonte e tutti quelli che gli ostruiscono la strada verso lo spettacolo. Con un’azione non più d’altri tempi da il la al gol che chiude i conti, e ce la mette tutta per essere sempre nel vivo del gioco, riuscendoci a pieni voti. Chapeau!
Borriello 7: Scende in campo con gli occhi della Tigre: ha una voglia matta di ruggire. Dopo 40’, Pirlo gli spalanca le porte del gol: riesce a superare Gillet, ma Bonucci ferma tutto. E’ solo l’antipasto alla terza bicicletta della stagione. Al 43’ guadagna spazio, Dinho lo cerca, lo trova, lui non perdona. Ti vogliamo così. (80’Inzaghi: sv.)
Leonardo 7: Bonera a sinistra su Alvarez si rivela mossa azzeccata, così come Abbiati al posto di Dida e Borriello al posto di Huntelaar. La squadra è con lui. I tifosi sono con lui. Lui è con il Milan


COMMENTO A CURA DI FRANCO BOVAIO, GIORNALISTA DE "IL TEMPO"
Il Milan vince il primo dei due match che in settantadue ore potrebbero riportarlo sulla scia dell'Inter facendolo passare dal triste -10 di ieri mattina al -4 di giovedì. Per far sì che il sogno diventi realtà, però, ora dovrà aggiudicarsi anche il recupero di mercoledì a Firenze. Se ci riuscirà scavalcherà la Roma, insieme alla quale, a quel punto, si rimetterà in corsa per lo scudetto. Intanto ha archiviato con successo la trasferta di Bari, dove è passato anche più facilmente del previsto, aiutato da una svista di Gava su un fallo in area di Bonera su Barreto e dalla lentezza dei pugliesi, apparsi molto più bloccati del solito. Strano per una squadra che aveva conquistato 20 punti nelle ultime 9 partite casalinghe e che fino a ieri aveva fatto della corsa e del pressing le sue armi migliori. La partita è bloccata, il Milan ha in mano il pallino del gioco ma non riesce a trovare spazi nel muraglione alzato dai baresi davanti a Gillet, così lo spettacolo ne risente e la gara scorre via noiosa per una buona mezzora. Al 27', però, si accende per il suddetto abbraccio in area di Bonera a Barreto. Sarebbe rigore, ma Gava fa proseguire e i baresi vanno su tutte le furie, finendo con l'allungarsi. Il Milan ne approfitta e crea due pericoli con Borriello, che prima manda di poco a lato di testa e poi si vede respingere il diagonale sulla linea da Bonucci. Ma il gol è nell'aria e arriva al 43' con una grandissima semirovesciata dello stesso Borriello su imbeccata di Ronaldinho. E' un gol bellissimo e meritato, ma la decisione di Gava sul possibile rigore per i baresi pesa molto sul risultato. Anche dopo l'intervallo, nonostante debba rimontare lo svantaggio, il ritmo del Bari resta inspiegabilmente basso, tanto che si fa pericoloso solo con una punizione di Barreto ben parata da Abbiati. E il Milan ne approfitta ancora, sempre grazie ad un'iniziativa di Ronaldinho, che affonda sulla sinistra e impegna Gillet, sulla ribattuta del quale Pato insacca. Poi corrono tutti ad abbracciare Leonardo. Come a dire: guai a chi lo tocca. Nel finale il Bari avrebbe la possibilità di riaprire il match con un rigore concesso da Gava per un fallo di Pato su Barreto, ma Abbiati si supera sul tiro di quest'ultimo prendendosi la rivincita su tutto il periodo sfortunato che ha vissuto nell'ultimo anno.