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5 aprile 1987, Avellino vs Milan 2-1






Il biglietto della partita



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Istantanea della partita: 2-1
(per gentile concessione di Ivano Michetti)



Tifosi rossoneri allo stadio Partenio di Avellino



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(by Vincenzo De Santi)



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Il tifo rossonero ad Avellino
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(by Stefano Taffy - facebook)



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VIDEO
(da "Forza Milan!" - facebook)



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(da "La Stampa" del 6 aprile 1987)
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(da "L'Unità" del 6 aprile 1987)



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(dal "Guerin Sportivo")
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(dal "Guerin Sportivo", grazie a Paolo 049)




dal sito www.repubblica.it
1° aprile 1987 - pagina 46 sezione: SPORT - di Gianni Mura

"DATECI ALMENO LA COPPA UEFA"
MILANO - La panchina di Liedholm non corre rischi. Niente ritiro anticipato in vista di Avellino. Virdis e il Milan si sono avvicinati, l'attaccante è disposto a firmare un impegno biennale. A Milanello c'è stata l' ennesima ricomposizione della frattura (secondo la società, mai esistita). Va finire che la sola cosa a rompersi veramente è stato il vetro dietro alla panchina di Liedholm. Assente Silvio Berlusconi (a Parigi per lavoro, fino a domani: nello stesso giorno andrà a parlare con la squadra), è stato Adriano Galliani, amministratore delegato, a fare il punto. I suoi "no comment" di lunedì erano stati variamente interpretati: fiducia a Liedholm? sfiducia a Liedholm? esistenza di una terza via? Galliani spiega: "Cominciamo dalla contestazione al tecnico: a San Siro c' erano 66mila paganti, il Milan non può farsi condizionare da un imbecille che spacca un vetro. Fino al 30 giugno, giorno di scadenza del contratto, Liedholm non si discute". Il resto dell' intervento chiarisce che si può discutere chiunque: "Non abbiamo nessun rimprovero da muovere alla squadra sul piano dell' impegno. Ma la società non può ammettere di star fuori dall' Europa per due stagioni consecutive. In partenza avevamo un obiettivo minimo, la zona Uefa, che deve, sottolineo deve, essere raggiunto". Galliani ha parlato alla squadra nel chiuso degli spogliatoi. Cos' ha detto ai giocatori? "Quello che ho appena detto a voi. I giocatori sappiano di avere alle spalle un gruppo che ha passione, entusiasmo e notevoli disponibilità economiche. E sappiano anche che in questi due mesi saranno valutati attentamente. Nessuno può sentirsi tranquillo, abbia un contratto di uno, due o anche tre anni". E se la qualificazione europea non fosse raggiunta? "Non ci saranno fucilazioni, evidentemente, ma dovremo trarre le nostre conclusioni. Chi non è da Milan se ne starà a casa, pagato, e giocherà qualcun altro. Forse abbiamo sbagliato qualche uomo, vedremo". Garbato e secco, è un ultimatum. Prima dell' allenamento, Galliani e Liedholm, con il dirigente Cadeo e il ds Braida, avevano pranzato in un ristorante milanese. Ufficialmente, per decidere il programma settimanale: una sorta di miniritiro, giocatori da oggi a venerdì tutto il giorno a Milanello, per rincasare a sera. "E' necessario stare uniti, in momenti così" dice Liedholm "e trovare la soluzione a questa crisi di punti, non di gioco. Tra Brescia, Firenze e la Samp avremmo meritato quattro punti, non uno". Ma le voci su Sacchi, la sua posizione? "Sono voci? Ditemelo voi, che le avete riportate. Io non so. In questo campionato è la terza volta che dovevo saltare, ma l'ho saputo dai giornali, a me non risultava. Le voci su nuovi acquisti e nuovi tecnici non riguardano solo il Milan, è un vento di stagione. Secondo me, chi è forte può affrontare qualunque situazione. Di sicuro c' è questo: al Milan o altrove, io farò ancora l'allenatore".