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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Il Milan, che nelle passate stagioni ha estasiato i suoi tifosi, non ha bisogno di rinforzi. La squadra di Berlusconi e Sacchi si presenta al via come la squadra da battere in tutte le competizioni cui partecipa. E per poco non vince tutto! Il Milan fa il pieno nelle competizioni internazionali. Vince (1-0) a Tokyo l'Intercontinentale contro l'Atletico Nacional di Medellin (Colombia) con un gol di Chicco Evani all'ulitmo minuto dei supplementari; anche la Supercoppa Europea è appannaggio dei rossoneri che battono il Barcellona nel doppio confronto (1-1 e 1-0). Poi arriva la Coppa dei Campioni che viene vinta al Prater di Vienna superando 1-0, con un gol di Rijkaard, il Benfica. Il campionato, che ad un certo punto sembra già vinto dai rossoneri (infilano dalla 11^ alla 27^ giornata una lunga serie di partite utili), ha un polemico epilogo a causa di una contestata vittoria a tavolino, concessa al Napoli contro l'Atalanta, che praticamente consegna lo scudetto ai partenopei. Campionato sfortunato per il Milan, che però ha un'indubbia flessione verso la fine con due sconfitte consecutive contro Juventus e Inter. Van Basten è capocannoniere con 19 reti; Gullit, infortunato, gioca solo 2 partite. Anche la Coppa Italia è amara: arrivati in finale, i rossoneri cedeono alla Juventus.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("Il decennio della Stella e il buio dei primi Anni Ottanta"), maggio 2005
ALLA CONQUISTA DI TOKYO E POI ANCORA COPPA DEI CAMPIONI
Per la stagione 1989-90 la squadra si rafforza con l'arrivo di Simone, Fuser e Stroppa, ma nella sostanza resta invariata; il Milan è la squadra da battere in tutte le competizioni cui partecipa. Inizia vincendo la Supercoppa Europea contro il Barcellona (1-1 in Spagna e 1-0 a Milano) e in dicembre vola a Tokyo, dove si aggiudica in una partita dominata dai tatticismi la sua seconda Coppa Intercontinentale, battendo i colombiani dell'Atletico Nacional di Medellin per 1-0. Il gol di Chicco Evani arriva su calcio di punizione all'ultimo minuto dei tempi supplementari: il Milan è sul tetto del mondo.
A fine anno la giuria del Pallone d'Oro ribadisce la leadership mondiale del Milan con una classifica che vede ai primi tre posti, come l'anno precedente, altrettanti milanisti: Van Basten, Baresi e Rijkaard; solo il Milan (e per due anni consecutivi) può vantare, nella storia del più importante premio calcistico individuale, un podio occupato da tre suoi giocatori.
Amarezze, invece, in campo nazionale: il Napoli, in un polemico epilogo di campionato per un 2-0 a tavolino sul campo dell'Atalanta, si aggiudica lo scudetto davanti ai rossoneri; un campionato sfortunato per il Milan che ha però, nel momento decisivo del torneo, una indubbia flessione. Non va meglio in Coppa Italia: arrivati in finale con la Juventus, i rossoneri sfiorano soltanto la conquista del trofeo con il beffardo 0-1 di San Siro dopo il promettente 0-0 di Torino. La finale di Coppa Italia (25 aprile 1990) è da ricordare in quanto partita inaugurale dello stadio di San Siro in seguito all'ultima opera di ammodernamento, subita in vista del mondiale di Italia '90; per l'occasione viene eretto il terzo anello, e undici torri esterne (all'interno delle quali sono state ricavate le rampe di accesso agli spalti) reggono il suo peso; la capienza dello stadio viene portata a 85.700 posti. Un mese dopo l'amara conclusione delle due competizioni nazionali, Baresi e compagni ritrovano il sorriso conquistando ancora, per il secondo anno consecutivo, la Coppa dei Campioni. Dopo aver eliminato l'Hjk Helsinki, ancora il Real Madrid, il Mechelen e il Bayern Monaco, questi due ultimi avversari in combattutissime sfide finite ai supplementari, il Milan conquista il prestigioso trofeo continentale (il quarto della sua storia) battendo in finale, al Prater di Vienna il 23 maggio, il Benfica di Eriksson per 1-0 con un gran gol di Frank Rijkaard.






La rosa rossonera per la stagione 1989-90



UNO SCUDETTO SOTTRATTO CON DESTREZZA
Complimenti per la destrezza. Non per la sottrazione dello scudetto, la bacheca del Milan è già abbastanza piena. Ma per aver portato via qualcosa di più. E' lo scippo dei sentimenti quello che fa più male. Quelle sensazioni e quelle speranze che in diretta consumano e divorano l'appassionato e che tredici anni dopo vengono tradite, annullate, vanificate. Come sarebbe stato bello aver perso davvero, per il merito dell'avversario. Scopriamo invece che non era così. Era inutile tifare, sperare, credere nel risultato sportivo, tentare di interpretare la sconfitta di Verona come un calo fisico dovuto alla semifinale di coppa dei Campioni a Monaco di Baviera. Niente da fare, tutto inutile, tutto finto. Stando al virgolettato apparso sul "Mattino" di Napoli, qualcuno nell'ombra aveva già messo tutte le cose a posto prima.
L'obiettivo era colpire il Milan, piegarlo ad ogni costo, privarlo di ciò che aveva meritato sul campo con le undici vittorie consecutive da gennaio a marzo, con il miglior Van Basten di sempre, con la capacità di rimanere fino alla fine in corsa su tre fronti: finale di coppa Italia, finale di coppa dei Campioni vinta a Vienna e lotta scudetto fino all'ultima giornata. Se non ci saranno smentite e tutto sarà confermato, rimarrà questo sfregio a simboli del calcio italiano e mondiale. Pensiamo a Franco Baresi, Paolo Maldini, a Marco Van Basten e agli altri espulsi di Verona durante il sorvolo col pilota automatico sul Bentegodi: Billy Costacurta e Frank Rijkaard. Tutti campioni che hanno sempre accettato i verdetti del campo e della vita nella buona e nella cattiva sorte, costretti a scendere in campo contro gli assi nella manica e le carte truccate.
La magra consolazione è che le confessioni dell'ex presidente del Napoli smontano una bella quantità di luoghi comuni. Spazzata la fatal Verona: il Milan al Bentegodi ha perso a questo punto solo uno scudetto, quello del 1973, l'altro è solo un episodio inquietante che si colloca al di fuori del calcio in cui credono tutti gli sportivi. Tramonta l'idea che parlare di grande slam porti sfortuna: quel filotto di vittorie la squadra di Arrigo Sacchi lo meritava in pieno.
Da vero sportivo, in quei giorni duri da accettare e digerire, il presidente Berlusconi non alimentò veleni. Si limitò a dire che la vicenda lo aveva nauseato e che avrebbe potuto allontanarlo dal calcio. Alla fine prevalse l'amore per il rossonero, ma i tifosi del Milan rischiarono di perdere il presidente più vittorioso della storia del club e, a livello internazionale, dell'intero calcio italiano. A questo punto ci aspettiamo che se le rimangino tutti, a costo di fare indigestione, le ironie sul Milan e le leve del comando, le stupidaggini sull'onnipotenza dei dirigenti rossoneri. Quando vince, il Milan lo fa sul campo, con il suo calcio e le sue bandiere. E allora che nessuno si permetta più, alla luce delle "rivelazioni" dell'ex presidente del Napoli, di insinuare o sospettare. Il Milan non ha malloppi nella propria sala dei trofei, ha solo coppe e scudetti. Chi custodisce qualcos'altro, lo restituisca.



dal sito www.wikipedia.org
1989-90: MILAN CAMPIONE D'EUROPA E DEL MONDO
Nell'annata seguente il Milan sfiora il cosiddetto "Grande Slam calcistico", ovvero la tripla vittoria di campionato, coppa nazionale e Coppa dei Campioni. Si conferma campione d'Europa (dopo aver sconfitto il Benfica per 1-0, gol di Rijkaard) e vince Supercoppa Europea (1-1 e 1-0 nel doppio confronto con il Barcellona) e Coppa Intercontinentale (superati i colombiani del Nacional Medellín per 1-0 dopo i tempi supplementari).
Il campionato, che ad un certo punto pareva già vinto dai rossoneri, è conquistato con due punti di vantaggio dal Napoli, al termine di un testa a testa molto combattuto e caratterizzato da aspre polemiche. Alla 25a giornata, approfittando di un calo del Napoli capolista (5 punti in 6 gare), il Milan passa al comando della classifica. L'8 aprile 1990 i rossoneri sono bloccati sullo 0-0 dal Bologna al Dall'Ara come i partenopei, che terminano con lo stesso risultato il match contro l'Atalanta a Bergamo. Nel corso della partita del Napoli, però, una monetina colpisce dagli spalti Alemao, il quale, consigliato in tal senso, rinuncia a riprendere il gioco. Il giudice sportivo assegna così la vittoria al Napoli per 2-0 a tavolino, consentendogli di raggiungere il Milan in vetta alla graduatoria. Le due squadre proseguono a pari merito sino alla 33a giornata, in cui i rossoneri vanno k.o. 1-2 fuori casa in favore del Verona, come nel 1973 (scudetto consegnato alla Juventus). La seconda "fatal Verona" della storia milanista si concretizza all'89° minuto, quando il gol-beffa del veronese Pellegrini decreta il sorpasso dei campani, che espugnano il campo del Bologna e si laureano campioni d'Italia prendendosi la rivincita rispetto a due anni prima. La partita del Bentegodi solleverà molte polemiche e sarà ricordata per le quattro espulsioni di Rijkaard, Van Basten, Costacurta e Sacchi. Tre giorni dopo, il Milan perderà, in casa, anche la Coppa Italia (0-1 contro la Juventus), dopo lo 0-0 della finale di andata. L'annata è comunque positiva e viene ricordata anche per l'affermazione di Marco Van Basten nella classifica dei cannonieri con 19 centri.

AVVENIMENTI
Il dominio dell'Inter sul campionato durò una sola stagione, interrotto dal secondo scudetto del Napoli maradoniano. Per i partenopei, quasi sempre in testa alla classifica, fu un successo meritato, ma che si portò dietro diversi veleni e polemiche per alcuni eventi che nel corso del torneo avrebbero svantaggiato il Milan diretto concorrente allo scudetto.
La stagione pre-Italia '90 iniziò il 27 agosto 1989 e vide partire favorite ai nastri di partenza le tre grandi protagoniste di quegli anni: Napoli, Milan e i campioni in carica dell'Inter. Il campionato fu però sconvolto subito da un evento drammatico: il 3 settembre, infatti, morì in Polonia Gaetano Scirea, indimenticato libero della Nazionale e allora aiutante di Dino Zoff alla guida della Juventus. Proprio i bianconeri furono i primi a tentare di ostacolare il Napoli, seguiti dalla Roma di Luigi Radice, in testa alla sesta giornata, mentre non brillarono il Milan di Sacchi, che, come l'anno precedente, iniziò il campionato in sordina, e l'Inter, sconfitta pesantemente al San Paolo il 22 ottobre. Per il Napoli iniziò la fuga: gli azzurri, dopo aver sconfitto tutte le concorrenti, si laurearono campioni d'inverno con una giornata d'anticipo, il 17 dicembre. La giornata seguente si sfiorò il dramma in Bologna-Roma: il giallorosso Lionello Manfredonia fu infatti colpito da infarto nel corso della gara e, trasportato all'ospedale di Bologna, si salvò, ma fu costretto ad abbandonare l'attività agonistica.
All'inizio del girone di ritorno il Napoli ebbe un leggero calo e si rifecero sotto le milanesi: soprattutto fu il Milan, con una serie impressionante di risultati positivi nel periodo invernale, a diventare l'antagonista dei partenopei. L'11 febbraio i rossoneri schiantarono il Napoli a San Siro con un secco 3-0 - con cui il Milan si vendicò della sconfitta subìta al San Paolo, nel girone d'andata - e il 25 febbraio, quando Maradona e compagni caddero di fronte all'Inter, il Milan passò in testa per arrivare, con un punto di vantaggio, al fatidico 8 aprile: entrambe le squadre pareggiarono 0-0, il Milan a Bologna, e il Napoli a Bergamo, dove una monetina da 100 lire lanciata dagli spalti aveva colpito in testa l'azzurro Alemão, caduto a terra e sostituito da Bigon con Zola. Grazie alla vittoria a tavolino, che causò non poche polemiche, gli azzurri poterono agganciare il Milan in testa. Quando, la penultima giornata, il Milan cadde su rimonta in casa del pericolante Verona, fu duramente contestato l'arbitraggio di Rosario Lo Bello che, nel corso della gara, espulse tre milanisti e l'allenatore Sacchi, e negò due rigori su Van Basten e Massaro. A Napoli, invece, iniziarono i preparativi per la grande festa, avendo la squadra ottenuto un vibrante successo a Bologna per 4 reti a 2. La festa si consumò la domenica successiva, il 29 aprile, al San Paolo: un gol di Baroni in apertura di gara consentì ai partenopei di battere per 1-0 la Lazio, di mantenere il Milan a due lunghezze e di festeggiare il secondo scudetto. Al Milan non bastarono i 19 gol del capocannoniere Van Basten.
Fece sensazione, nella parte bassa della classifica, la retrocessione del Verona, che perse lo scontro salvezza di Cesena, all'ultimo turno, e cadde in B a cinque anni dalla vittoria del tricolore; agli scaligeri si aggiunsero, oltre all'Ascoli, la Cremonese e l'Udinese, in A da solo un anno. Si salvarono le altre neopromosse, Genoa e Bari. In maggio i successi internazionali della Sampdoria e del Milan regalarono rispettivamente all'Atalanta ed al Bologna l'accesso alla Coppa UEFA: per i felsinei si trattò del ritorno in Europa dopo quindici anni. Quella stagione è ricordata anche per due record: per la prima volta nella storia dell'UEFA, ben 8 squadre della stessa nazione avrebbero partecipato ai trofei internazionali, i quali erano tutti detenuti da squadre della stessa nazione: il Milan aveva vinto la Coppa dei Campioni, la Juventus la Coppa UEFA e la Sampdoria la Coppa delle Coppe, evento mai verificatosi prima.




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Ragione sociale Milan Associazione Calcio S.p.A. (A.C.M.)     



Franco Baresi,
Capitano rossonero anche per
la gloriosa stagione 1989-90
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via Filippo Turati, 3 - MILANO
Centro Sportivo Milanello - Carbonolo di Carnago (VA)
AREA DIRETTIVA
Presidente Silvio Berlusconi
Amministratore Delegato Adriano Galliani
Direttore Sportivo Ariedo Braida
AREA ORGANIZZATIVA
Responsabile Organizzativo Paolo Taveggia
Team Manager Silvano Ramaccioni
Segretario Rina Barbara Ercoli
AREA COMUNICAZIONE
Addetto Stampa Renato Ferrari
AREA TECNICA
Allenatore Arrigo Sacchi
Allenatore in Seconda Italo Galbiati
Preparatore Atletico Vincenzo Pincolini
Allenatore dei portieri Pietro Carmignani
Responsabile Settore Giovanile Carlo Montanari
Allenatore Primavera Andrea Valdinoci
AREA SANITARIA
Responsabile Settore Sanitario Rodolfo Tavana
Medico Sociale Giovanni Battista Monti
Massaggiatori

Pierangelo Pagani, Franco Pagani

SQUADRA
Capitano Franco Baresi II
Sponsor Mediolanum Assicurazioni
Campo sportivo Stadio San Siro - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Demetrio Albertini, Carlo Ancelotti, Francesco Antonioli, Franco Baresi II (cap.), Stefano Borgonovo, Stefano Carobbi, Angelo Colombo, Alessandro Costacurta, Roberto Donadoni, Alberico Evani, Diego Fuser, Filippo Galli, Giovanni Galli, Ruud Dil Gullit, Christian Lantignotti, Paolo Maldini, Daniele Massaro, Andrea Pazzagli, Franklin Rijkaard, Stefano Salvatori, Marco Simone, Giovanni Stroppa, Mauro Tassotti, Marco Van Basten
Palmares 4^ Coppa dei Campioni
1^ Supercoppa Europea
2^ Coppa Intercontinentale
Memorial "Armando Picchi"
La Squadra "Berretti" vince il 4° titolo di Campione d'Italia