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Pubblicità della Polisportiva Mediolanum, 1990



Dal sito www.wikipedia.org

HOCKEY CLUB DEVILS MILANO
L'Hockey Club Devils Milano è stata una squadra di hockey su ghiaccio di Milano. Nel corso della sua breve storia si è chiamata anche Associazione Sportiva Milan Hockey, prendendo il nome dalla polisportiva di riferimento. Nella stagione 1996-97 la squadra si trasferì in Valle d'Aosta, divenendo Hockey Club Devils Courmayeur.

STORIA
La squadra era nata nel 1989 quando la squadra dell'Hockey Club Diavoli Rossoneri Milano, che economicamente navigava in cattive acque, fu acquistata dalla polisportiva Mediolanum Sport di Silvio Berlusconi (cui era già collegata dall'anno precedente) e fusa con l'HC Como.
Nati storicamente come discendenti diretti dei famosi Diavoli Rossoneri, i Devils non ottennero però l'autorizzazione da parte della FISG a fregiarsi dei titoli conquistati dalla squadra milanese che furoreggiò fra gli anni '30 e '50.
I Devils, pur sotto denominazioni via via legate allo sponsor prima (Mediolanum e Lions) o alla polisportiva 'madre' (Milan) hanno dominato il movimento italiano fra il 1991 e il 1994, periodo nel quale hanno conquistato per tre volte lo scudetto (1991-92, 1992-93, 1993-94) e per una l'Alpenliga (1991-92), torneo internazionale a cui prendevano parte formazioni italiane, austriache e slovene. Squadra di peso europeo, la cui ossatura base era costituita da giocatori di origine italo-canadese, i Devils giocavano le proprie gare interne nell'allora Palacandy (ora denominato Agorà) di Milano e in Coppa Europa hanno ottenuto un prestigioso quarto posto. Fra gli allori minori conquistati anche il Torneo Crotti-Federici, il Torneo di Berlino e la Coppa Bossi di Ambrì, oltre alle coppe sponsorizzate e legate ai due gironi di semifinale della Coppa Europa che portarono i rossoneri alla fase finale.
Fra i principali giocatori che hanno indossato la maglia dei Devils i portieri Roberto Romano e Mario Brunetta, i difensori Tom Tilley, Paolo Casciaro, Mike De Angelis e Tony Circelli, e gli attaccanti Gaetano Orlando, Michael Richard, Mark Robert Napier, Sandy Pellegrino, Paul Beraldo, John Vecchiarelli, Lucio Topatigh, Jari Kurri, Tom Chorske e Sergio Momesso.

Abbandonati dalla Polisportiva Milan all'inizio del 1995, i Devils andarono incontro a una serie di pesanti rovesci e a una sempre maggiore disaffezione del pubblico, fino al trasferimento, avvenuto nel 1996, a Courmayeur. La fine della stagione segnò anche la fine definitiva della squadra.
La società di origine, i Diavoli Rossoneri risorti nel 1984, ha invece nel frattempo continuato la propria attività, anche se per lo più a livello giovanile.





(grazie ad Emiliano di Avanguardia Rossonera)





Biglietto per una partita dell'Hokey Club Devils Milano



Dal sito www.wikipedia.org

AMATORI RUGBY MILANO
L'Amatori Rugby Milano 2008 Società Sportiva Dilettantistica è un club rugbistico di Milano con sede legale a Segrate.
Fondato nel 1927, è tra le più antiche società di rugby, nonché la più titolata, d'Italia, avendo vinto 18 campionati nazionali e una Coppa Italia.
Inizialmente parte della società calcistica Ambrosiana-Inter, con il cui nome vinse il primo campionato italiano assoluto e dal quale si scisse quasi subito assumendo il nome attuale, conobbe il suo momento migliore nell'anteguerra, conquistando 13 dei 15 titoli in palio e dando vita a una rivalità con il Rugby Roma per buona parte degli anni trenta; vinse un quattordicesimo titolo nell'immediato dopoguerra e, dopo un lento declino e la retrocessione in serie B nel 1969, si ripropose a livello nazionale negli anni novanta, quando accoppiò per un breve periodo il suo nome a quello della polisportiva la cui capofila era l'Associazione Calcio Milan di Silvio Berlusconi e contese al Benetton Treviso la supremazia in campionato, aggiudicandosi quattro ulteriori scudetti, con i quali raggiunse il primato tuttora insuperato di 18 titoli vinti; dopo aver ceduto il titolo sportivo al Calvisano nel 1998, lo riacquisì nel 2002 dopo la rifondazione societaria e attualmente disputa la serie A1, seconda categoria nazionale.
Da gennaio 2010 la squadra disputa le sue gare interne all'Arena Civica di Milano.

I TRIONFI INIZIALI
Il rugby a Milano era presente già dal primo anteguerra: l'Unione Sportiva Milanese, squadra di calcio, aveva allestito una formazione di rugby tra i cui animatori figurava Stefano Bellandi, figura atipica di sportivo che, a parte il suo mestiere di economo al teatro alla Scala, fu calciatore, rugbista, arbitro e giornalista; nel dopoguerra lo stesso Bellandi fu l'animatore del rinnovato movimento rugbistico a Milano e promotore della formazione della Federazione Italiana Rugby.
Il club nacque nel 1927 dalla fusione dello Sport Club Italia con la citata Unione Sportiva Milanese come sezione rugbistica dell'Ambrosiana-Inter; il primo torneo assoluto vide la finale tra Ambrosiana e SS Lazio, e la squadra milanese si impose 3-0 all'incontro di spareggio a Bologna, dopo che ciascuna ebbe vinto la propria gara interna.
Alla fine del torneo l'Ambrosiana estromise la squadra di rugby, che così si riorganizzò in proprio al Dopolavoro Pirelli e prese il nome di Amatori Rugby Milano; nei tornei a seguire si ripropose il duello tra Milano e la Capitale, quest'ultima nel 1929-30 rappresentata dall'A.S. Roma (vittoria dell'Amatori per due punti di vantaggio nel girone unico) e dal 1930-31 dalla Rugby Roma (battuta nella doppia finale con un 18-8 complessivo, 3-0 e 15-8).
Al termine del campionato 1932-33, vinto sul Bologna, l'Amatori affrontò una grave scissione: guidati da Stefano Bellandi, un gruppo di giocatori, tra cui il capitano Piero Paselli, Barzaghi, Aymonod e Tagliabue si accasarono il 15 ottobre 1933 presso la sede milanese dell'Associazione Nazionale Bersaglieri e crearono il gruppo sportivo omonimo, con campo di gioco allo stadio Giuriati.

Nonostante la perdita di diversi elementi di spicco l'Amatori si aggiudicò il suo sesto titolo consecutivo nel 1934; tra il 1935 e il 1938, sotto la guida del francese Julien Saby, si alternò due volte con Roma alla testa della classifica finale del campionato e, dopo la sostanziale messa in disarmo di quest'ultima con il ritorno nel club calcistico giallorosso, rimase da sola a dominare il torneo, che la vide conquistare la Stella nel 1940 e rimanere padrona incontrastata fino a tutto l'anteguerra (alla fine furono 13 i tornei conquistati nelle 15 edizioni prebelliche).
Alla ripresa delle competizioni nel 1945-46 l'Amatori si trovò di nuovo in finale contro la ricostituita Rugby Roma e conquistò il suo quattordicesimo scudetto, ma oramai la generazione di giocatori che ne aveva sancito la supremazia era in declino oppure morta in guerra (come Giacomo Campagna e Arturo Re Garbagnati, 12 volte Nazionale tra il 1936 e il 1942), e il testimone passò per un breve tempo nelle mani della stessa Roma (due scudetti) e poi del Veneto.

IL DECLINO E LE SERIE INFERIORI
Nel quindicennio che seguì il club riuscì a permanere in pianta più o meno stabile nelle zone alte della classifica di serie A (miglior risultato, il secondo posto nel 1949-50); dopo tre terzi posti tra il 1956 e il 1962, la squadra iniziò un declino che la portò a lottare per la salvezza (nono posto nel 1963 e nel 1965, decimo nel 1966) e, nel 1968, la vide piazzarsi all'ultimo posto in classifica e retrocedere in serie B.
Il 1972 vide la squadra retrocedere addirittura in serie C e rimanervi per una stagione, prima di tornare in serie B, dalla quale tuttavia retrocesse quattro stagioni più tardi; dal 1976 al 1980 la squadra rimase in serie C; nel 1981, sotto la guida di Marco Bollesan, che aveva chiuso la carriera di giocatore proprio quell'anno nel club milanese, la squadra iniziò la risalita verso la massima categoria, che completò alla fine del torneo 1984-85; dopo un paio di campionati d'assestamento, in cui la squadra riuscì a guadagnare un'agevole salvezza, nel 1987-88, primo torneo con i play-off, si classificò quinta e accedette ai quarti di finale, tuttavia venendo subito eliminata dal Petrarca.

L'INGRESSO NELLA POLISPORTIVA MILAN E IL DECENNIO DI BERLUSCONI
Nel 1988 l'Amatori rientrò nel progetto, voluto da Silvio Berlusconi, di creare un polo sportivo unico a Milano, la Polisportiva Milan, la cui capofila fosse l'omonima squadra di calcio e che comprendesse diverse discipline (per esempio la pallavolo con il Gonzaga o l'hockey su ghiaccio con i Devils); inizialmente la squadra mantenne il nome originario e assunse la sponsorizzazione del gruppo bancario-assicurativo Mediolanum e, con tale denominazione, giunse fino alle semifinali di campionato nel 1989 e nel 1990 sotto la guida di Guy Pardiès.
Già composta da elementi come Franco Properzi, i fratelli Marcello e Massimo Cuttitta, Roberto Crotti, Pierpaolo Pedroni e Giambattista Croci, tutti già in Nazionale o prossimi a esservi convocati, e il fuoriclasse australiano David Campese, la rosa fu quindi integrata dall'italo-argentino Diego Domínguez, da Massimo Bonomi, Alessandro Ghini e Massimo Giovanelli, anch'essi nell'orbita della Nazionale; il campionato 1990-91 vide l'Amatori Mediolanum imporsi nella finale-scudetto per 37-18 sul Benetton Treviso al Tardini di Parma e vincere il suo quindicesimo scudetto, a 45 anni di distanza dal più recente.
Fino al 1996 furono quattro i titoli vinti, tutti contro il Benetton Treviso: nel 1993 con un 41-15 al termine di un incontro molto nervoso e sempre al limite della rissa, nel 1995, al termine di una finale senza mete, vinta 27-15 e caratterizzata solo da calci piazzati (8 di Diego Domínguez) e drop (uno di Massimo Bonomi) e nel 1996 in rimonta 23-17, dopo aver chiuso il primo tempo per 9-17 e in svantaggio di un uomo a causa dell'espulsione di Franco Properzi.
Già dal 1993 la squadra aveva assunto sia il nome che i colori dell'Associazione Calcio Milan: alla tradizionale tenuta bianca e nera era stata sostituita quella, uguale per tutta la polisportiva, rossa e nera. La finale del campionato 1993-94 fu l'unica che il Milan non disputò contro il Benetton, ma contro la sfavorita L'Aquila che, tuttavia, nella gara scudetto disputatasi a Padova, si impose 23-15; la seconda finale persa, quella del 1996-97, fu quella che di fatto pose fine al decennio di Silvio Berlusconi: a Verona il Benetton vinse 34-29.
Già orfana di David Campese, che aveva lasciato il club nel 1995 per tornare in Australia, il Milan perse anche Domínguez, trasferitosi nel giugno 1997 allo Stade français dopo 2.966 punti marcati nel campionato italiano e il primato in classifica marcatori di sette edizioni consecutive del torneo; ciononostante la squadra colse la sua unica vittoria di sempre in Heineken Cup nella fase a gironi della stagione 1997-98, al Giuriati contro il Leinster, per 33-32 (con 5 mete, una ciascuna da Vaccari, Gómez, Marcello Cuttitta, Platania e il neozelandese Turner). Tuttavia il club, trascurato dalla proprietà che non lo riteneva più un veicolo di promozione, non si qualificò per i play-off del 1997-98, e a fine stagione la squadra - dopo il previsto smantellamento della polisportiva rossonera, già iniziato un anno prima, e che aveva per il momento risparmiato, oltre al calcio, solo il rugby - benché non retrocessa, si trovò totalmente sprovvista dei mezzi economici per continuare a disputare il campionato e cedette giocatori e titolo sportivo al Calvisano; più tardi la polisportiva fu anche oggetto di indagine da parte della magistratura, per via di alcuni compensi non dichiarati al fisco nel periodo in cui il rugby era ancora formalmente dilettantistico.

LA SCOMPARSA DEL CLUB E IL RITORNO
Dal 1998, di conseguenza, il club esistette solo nella denominazione sociale del Rugby Calvisano, che aveva adottato la nuova ragione sociale di Amatori & Calvisano e in tale veste disputò i successivi campionati di serie A1; nel 2002 un gruppo di ex giocatori dell'Amatori, guidati dall'ex capitano Massimo Giovanelli e Marcello Cuttitta, quest'ultimo in veste di tecnico, ricostituì la società e si iscrisse, sotto le insegne dell'Iride Cologno, al campionato nazionale di serie C[28], riacquisendo il titolo sportivo che il Calvisano restituì, rispettando l'accordo stipulato quattro anni prima[28]; nel 2003, sempre in serie C, la squadra riprese anche il nome di Amatori Rugby Milano; alla fine della stagione 2003-04 giunse la promozione in serie B e, dopo tre stagioni, l'Amatori giunse alla finale dei playoff promozione di serie A, tuttavia venendo sconfitta dal Noceto, mentre l'anno successivo, sempre all'ultimo atto, mancò la promozione contro il San Gregorio.
Nell'estate 2008 la Leonessa, formazione nata dall'unione di Rugby Brescia e Rugby Rovato, si sciolse e l'Amatori Milano ne rilevò il titolo sportivo e il diritto a militare in serie A1, serie nella quale tuttora milita; dal 17 gennaio 2010 la squadra ha abbandonato il vecchio campo comunale "Giuriati" per disputare le gare interne all'Arena Civica, storico impianto di atletica leggera che già ospitò incontri delle Nazionali sia di calcio che di rugby.

COLORI E SIMBOLI
La tenuta di gioco originale dell'Ambrosiana, quella con la quale prese parte al primo campionato, consisteva in una maglia bianca con una croce rossa, pantaloncini e calzettoni neri. Dopo l'uscita dall'Ambrosiana, l'Amatori assunse il bianco e nero (ripresi da quelli dell'Unione Sportiva Milanese da cui la squadra trae origine) come colori sociali, ma scomparve dalla maglia la croce, che per un periodo, negli anni trenta, rimase come stemma a simboleggiare la città di Milano.
Nel dopoguerra la squadra si diede come stemma il simbolo attuale, una "A" la cui cravatta è un pallone da rugby; la metà sinistra della lettera è bianca, quella destra è nera; lo stemma comparve sulle maglie della squadra insieme alla stella d'oro al Merito Sportivo per i 10 titoli nazionali vinti.
Nel periodo di comunanza societaria con l'A.C. Milan la squadra, oltre ad assumere il nome dell'omonimo club calcistico, ne assunse anche i colori sociali e il simbolo; dopo la fusione con il Calvisano e la successiva ricostituzione, l'Amatori è tornato alla classica tenuta con maglia bianca con il simbolo sulla sinistra, pantaloncini e calzettoni neri; la tenuta alternativa è invece completamente nera.

STADI
La sede storica dell'Amatori Milano fino a tutto il 2009 è stata il centro sportivo "Mario Giuriati"; tale impianto, costruito nel 1931 e ristrutturato nel 1995 si trova in via Carlo Pascal, in zona Città Studi; dotato di una tribuna coperta di 1.000 posti ospita gare di atletica leggera e calcio a 5 oltre, ovviamente, al rugby. Al "Giuriati" disputano le gare interne anche il Rugby Milano e il Grande Milano, quest'ultima fondata sulla fusione di CUS Milano e Chicken Club; l'impianto è concesso in uso al Politecnico per le attività sportive universitarie.
Dal 17 gennaio 2010 l'Amatori ha designato l'Arena Civica come impianto interno; l'Arena, già Anfiteatro Napoleonico, fu edificato su un progetto di Luigi Canonica nei primi anni del XIX secolo e divenne di proprietà comunale nel 1870. L'Arena ospitò sia il primo incontro della Nazionale italiana di calcio nel 1910 contro la Francia, che la prima apparizione interna di quella di rugby, nel 1930 contro la Spagna; dal 1958 non ospita più incontri calcistici di alto livello (l'ultimo fu dell'Inter in una competizione europea). Capace di 10.000 posti, è dotata di pista di atletica e ha ospitato anche incontri di calcio femminile e football americano, oltre che eventi musicali. Monumento nazionale, è tutelato dalla Soprintendenza milanese ai Beni Architettonici e Paesaggistici.




Dal sito www.corriere.it
30 maggio 1993

BERLUSCONI SI CONSOLA IN META
Finale playoff a Padova. Milano come una corazzata: Treviso si scuce il tricolore dalle maglie. Charro vs Benetton 41 : 15
PADOVA. Coppa dei campioni a parte, la filosofia di Berlusconi e' di quelle che colgono nel segno. Milano, dopo due anni, torna a cucirsi sulle maglie rossonere lo scudetto del rugby e aspetta, oggi, il bis nel calcio. Un titolo meritato, quello colto ieri a Padova, in un pomeriggio di gran caldo, di fronte a oltre seimila spettatori - in gran parte trevigiani - e ad una Benetton che il triangolino di stoffa tricolore se l' era guadagnato proprio un anno fa, in una finale memorabile contro Rovigo. La vittoria, netta nel punteggio, e' il frutto di un tasso tecnico che, a livello di singoli, e' emerso alla distanza. Ma il successo e' scaturito al termine di un incontro troppo nervoso, caratterizzato da botte e risse continue, mai stroncate con decisione,
e' stato il suo unico torto, non trascurabile comunque, dall'arbitro Faccioli. La forza del Charro Amatori Milano, che proprio contro la Benetton, nel '91, a Parma aveva conquistato il primo scudetto dell' era Berlusconi (quindicesimo della storia del club milanese), e' un mix di tecnica e vigore fisico, esaltate ai massimi livelli da giocatori di classe come Campese, Dominguez, Gomez e Marcello Cuttitta e dalla spinta possente di una terza linea che ha pochi rivali oggi in Italia. Treviso ha perso la sfida con la "corazzata" milanese quando all' inizio del secondo tempo e' stata presa d' infilata dal gioco alla mano dei rivali. Tra i calci piazzati di Lynagh e quelli di Dominguez, infatti, la finale era corsa via, nei primi 40', sul filo dell' equilibrio (12 9 per il Charro al riposo). Poi la svolta, con le mete di Croci (sfondamento della mischia), Campese (splendida fuga lungo la linea laterale su perfetto lancio di Dominguez, che aveva fintato il calcio) e Crotti, con il suggello finale di un' altra volata inarrestabile di Marcello Cuttitta oltre la linea di meta: 41 a 15 e' un punteggio che non ammette discussioni. Campese, l'asso australiano del Charro, ha chiuso la sua esperienza italiana, 9 anni fra Padova e Milano, con lo scudetto. Torna a giocare a casa sua con la certezza di aver elevato con la propria classe la qualita' del rugby italiano, ma consapevole pure di lasciare un grande vuoto: per Berlusconi sara' difficile da colmare.




Dal sito www.corriere.it
9 aprile 1995

UNO SCUDETTO ANCHE PER IL MILAN DOMINGUEZ TRASCINA, TREVISO CEDE
Nella finale sconfitto il Benetton: 27 : 15
PADOVA. Un grande Diego Dominguez ha regalato al Milan un meritatissimo scudetto, il 17 della storia del glorioso club milanese. A Padova, davanti a un pubblico di 6.000 persone, in gran parte venute da Treviso, i rossoneri hanno sconfitto il Benetton 27 15, al termine di un match esteticamente non bello ma combattuto ed avvincente. Il Milan chiude la stagione imbattuto, con un bilancio di 19 vittorie e due pareggi che non lascia dubbi sulla legittimita' del titolo conquistato. Una finale che, come sempre accade in partite cosi' importanti, non ha offerto molte fasi spettacolari. La partita e' finita senza mete ed e' stata decisa da un fantastico Dominguez che ha centrato i pali otto volte su nove tentativi. Il n.10 della nazionale ancora una volta ha confermato il suo valore, giocando con intelligenza e centrando in momenti decisivi alcuni calci difficili. Il risultato finale e' giusto, eppure per un tempo i trevigiani hanno imbrigliato molto bene un Milan nervoso e poco lucido. Sembrava la ripetizione della finale dello scorso anno con i milanesi incapaci di mettere in moto la poderosa mischia e gli avversari pronti a far fruttare con un preciso Lynagh le tante punizioni fischiate contro i fallosi rossoneri. I primi 40 minuti, infatti, si sono chiusi con i trevigiani in vantaggio 12 6, grazie a quattro piazzati di Lynagh contro i due di Dominguez. Nei primi cinque minuti della ripresa la svolta del match con Diego Dominguez in cattedra. I rossoneri sono rientrati in campo molto decisi e hanno guadagnato nei primi tre minuti due calci di punizione, trasformati magistralmente dall'apertura della nazionale. Dopo due minuti un fantastico drop di Massimo Bonomi regalava al Milan il sorpasso. L'invenzione del trequarti rossonero metteva letteralmente in ginocchio i trevigiani, che nel primo tempo erano invece apparsi lucidi ed ordinati in difesa. Il Milan ha vinto in virtu' del maggior dinamismo delle terze linee, ottime sia nei placcaggi che nelle fasi offensive. Milano, allenatore giocatore dei rossoneri, ha trascinato il suo pacchetto di mischia che con il passare dei minuti e' diventato sempre piu' incisivo, costringendo spesso al fallo il Benetton. I veneti non hanno molto da recriminare, hanno giocato bene in difesa per un tempo ma non sono mai riusciti a creare il break con i veloci trequarti. "Inutile inventare storie, il Milan e' stato piu' forte ed ha vinto meritatamente - ha commentato a fine partita l'allenatore del Benetton Gianni Zanon - purtroppo la nostra squadra e' poco equilibrata: ci sono giocatori un po' vecchiotti ed altri molto giovani. In alcuni momenti siamo mancati in aggressivita' , soprattutto nella conquista dell' ovale". Il Milan vede premiati gli sforzi di un' intera stagione, disputata senza giocatori stranieri e con il capitano Giovannelli costretto a guardare le partite dalla tribuna dopo il grave incidente stradale dell' estate scorsa. Una squadra che anche a Milano gioca praticamente in trasferta e che ora deve affrontare un difficile futuro dopo la definitiva uscita della Fininvest dalla societa'. "Questo scudetto e' il meritato premio a un gruppo straordinario, il migliore che abbia mai conosciuto - racconta felice l'allenatore Tati Milano, abbiamo dovuto affrontare parecchie difficolta' in questa stagione ma le abbiamo superate brillantemente, rimanendo sempre molto uniti".




Dal sito www.corriere.it
20 maggio 1996

MILAN, ANCHE LA PALLA OVALE E' ROTOLATA VERSO LO SCUDETTO
Rugby: rimontata Treviso
ROVIGO. La feroce voglia di vincere e il grande cuore del Milan ancora una volta hanno avuto ragione del Benetton, bello e perdente. I rossoneri, con una rimonta incredibile, hanno sconfitto 23 17 i veneti in una finale molto emozionante: dopo lo scudetto del calcio, ecco quello della palla ovale. E una conferma e come l' anno scorso grande protagonista e' stato Diego Dominguez, che con il suo piede magico ha rimesso il Milan in partita, quando lo scudetto sembrava ormai cucito sulle maglie dei biancoverdi. Ma la partita l'hanno vinta i "guerrieri" del pacchetto di mischia rossonero che, dopo aver passato il primo tempo a tirare pugni, nella ripresa hanno dominato gli avversari. Il Benetton, invece, deve solo battersi il petto per aver gettato un'occasione forse irripetibile. I trevigiani, traditi nel finale anche da un Lynagh impreciso, hanno pensato troppo presto di aver chiuso l'incontro. Il Milan ha cominciato con grande nervosismo. Nel primo tempo i rossoneri, apparsi quasi isterici, hanno regalato un gran numero di punizioni ai trevigiani. Lynagh ha realizzato quattro calci mentre Perziano, giocando a sorpresa l'ennesima punizione, ha segnato la meta che ha mandato in visibilio i cinquemila tifosi trevigiani. A questo punto i biancoverdi sembravano sul punto di dilagare, ma nell'intervallo l'allenatore del Milan, Tati Milano, ha chiamato a raccolta i suoi che sono tornati in campo trasformati. Dominguez con un drop ha dato inizio alla riscossa rossonera. Il numero 10 del Milan nella ripresa ha sfruttato al meglio i calci di punizione guadagnati dalle devastanti penetrazioni del suo pacchetto. A venti minuti dalla fine la svolta del match: il Benetton va in meta ma l' arbitro fischia un "avanti". Nell'azione successiva punizione vincente di Dominguez, che riapre la partita. Il Milan, rincuorato, ricomincia a macinare gioco e segna la meta del pareggio con una splendida iniziativa dell' estremo Williams, finalizzata dal velocissimo Marcello Cuttitta. A questo punto in campo c'e' una sola squadra, il Milan, che afferra la vittoria con Dominguez. Alla fine solo lacrime per i trevigiani, mentre i rossoneri per la quarta volta negli ultimi sei anni possono urlare in faccia ai veneti "Campioni, Campioni". Ora per il Milan si riaprono i ricchi orizzonti della Coppa Europa.




Dal sito www.corriere.it
11 giugno 1997

E IL RUGBY SI AGGRAPPA A BERLUSCONI
Aggrappati a Silvio Berlusconi. Con la speranza di non morire. Sabato scorso a Verona il Milan Rugby ha ceduto lo scudetto al Benetton Treviso. Dominava il campionato da due anni. Il rugby e' l'unica disciplina (oltre al calcio) che Berlusconi non ha abbandonato dopo la chiusura della polisportiva Mediolanum nel 1994. Un contributo di un miliardo e mezzo a stagione, per rimanere nell'Olimpo della palla ovale che, anche in campo nazionale, ha ridato lustro all'Italia. Sabato e' arrivata la grande delusione che si somma a quella di tutti i giorni. Non bastano, infatti, le prodezze di Dominguez e Cuttitta, i giocatori simbolo, non bastano gli scudetti; il rugby e' seguito da pochissimi spettatori, il "ritorno", insomma, e' vicino allo zero. "Abbiamo tentato il tutto per tutto: biglietti omaggio, politica nelle scuole con ingressi gratuiti e dimostrazioni dei campioni. Niente da fare - afferma sconsolato Sandro Manzoni, presidente del club -. Adesso attendo una risposta da Berlusconi. Nel '94 capi' che il rugby era uno sport nobile e ci ha sostenuti. E' stato l'unico a far qualcosa per il nostro bene. Perche' gli altri ci snobbano, soprattutto la stampa sportiva". Chiaro che se dovessero mancare i finanziamenti il Milan Rugby dovrebbe rivedere tutto. Potrebbero partire i migliori giocatori.




Dal sito www.corriere.it
19 settembre 1998

MILAN RUGBY, INDAGATI SETTE EX GIOCATORI PER "COMPENSI IN NERO"
MILANO - Compensi in nero nella mischia rossonera: con l'accusa di aver ricevuto parte dei loro ingaggi senza denunciarli al fisco, sette campioni che militarono tra '90 e '93 nel Milan Rugby della gestione Fininvest sono stati denunciati per evasione fiscale dalla Guardia di finanza alla procura di Milano. Nell'elenco spiccano tra gli altri i nomi di Diego Dominguez, fulcro della nazionale italiana nonche' fresco vincitore del campionato francese; Guy Pardies, gia' allenatore del Milan e ora tecnico a Roma, quindi Marc Gordon, Fabio Gomez. E gli accertamenti avevano inizialmente coinvolto anche una stella mondiale come l'australiano David Campese, che col Milan vinse lo scudetto ed e' ora tornato in Australia. Le cifre in questione sono contenute tra i 50 e i 100 milioni. Ma fanno parte dello stesso sistema di presunti fondi neri, assai piu' vasto, che le Fiamme gialle hanno scoperto ormai da tempo indagando sulle societa' sportive Fininvest e su cui pendono, oltre alle ipotesi di reati fiscali, quelle ancor piu' gravi di falso in bilancio. Il nuovo rapporto della Finanza e' stato consegnato ieri al pm Bruna Albertini, che potrebbe presto cominciare il giro dei relativi interrogatori. Non sarebbero i primi. L'inchiesta, nata dalle carte Fininvest sequestrate a Londra e in Svizzera, aveva preso quota con la scoperta di un fiume di soldi in uscita verso una serie di strane sigle, dietro cui spuntarono i campioni del gruppo: nomi del calcio e del rugby, della pallavolo e dell'hockey. Compensi in nero? Bisognava accertarlo. E la Finanza, per farlo, aveva gia' interrogato nei mesi scorsi almeno 40 personaggi tra cui Franco Baresi, Paolo Maldini, Dejan Savicevic, Jean Pierre Papin. Ma come semplici testimoni. Le nuove convocazioni saranno piu' delicate.






Sciarpe e cimeli della Polisportiva Milan
(foto tratta dalla mostra permanente "Ross e Negher" di Enrico Tosi, Milano)