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da "Almanacco Illustrato del Milan" - Ed. Panini Modena, 2005
Emilio Colombo lascia la presidenza ed al suo posto arriva Achille Invernizzi. Dopo lo spavento dell'anno precedente la società corre ai ripari. Acquista Chizzo, Pasinati, Boniforti, Biraghi, Menti e lancia il prodotto migliore del suo vivaio, il giovane Paolo Todeschini. Il Milano (questo adesso il nome del club, in ossequio alle leggi che vietano i nomi inglesi), affidato ancora al duo Violak - Banas che bene aveva fatto sul finire della stagione, ha un ottimo rendimento nel girone d'andata: finisce a soli 2 punti dal Bologna capoclassifica. Nel ritorno il cedimento è vistoso e chiude con un anonimo 8° posto. La soddisfazione più grossa per i milanisti viene ancora da Boffi, di nuovo capocannoniere con 24 gol. Chiude la sua carriera in rossonero Gino Perversi, alfiere di presenze in squadra. Lo scudetto va ai cugini dell'Ambrosiana Inter, la Coppa Italia alla Fiorentina.


da E. Tosi – Forza Milan! – La storia del Milan ("Dopo 44 anni, di nuovo lo scudetto"), marzo 2005
DOPO 44 ANNI, DI NUOVO LO SCUDETTO
Pochi giorni dopo l'inizio della "guerra lampo" di Hitler contro la Polonia (1° settembre 1939), comincia il 17 settembre il campionato italiano di calcio 1939-40. Il rombo del cannone sembra lontano dai nostri stadi e il rito domenicale della partita non è minimamente disturbato. Il Milano, guidato dal duo Violak-Banas, ha l'ennesimo nuovo presidente in Achille Invernizzi. La squadra ha nelle sue fila il giovane Paolo Todeschini, prodotto del vivaio della società, che sarà poi un apprezzato scultore nel dopoguerra. Il comportamento dei rossoneri è eccellente per tutto il girone d'andata: la squadra disputa ottime partite, riportando risultati eclatanti (3-1 alla Fiorentina, 4-0 al Bari, 2-2 a Torino contro la Juventus, 3-0 all'Ambrosiana, 3-0 alla Roma), ma nel girone di ritorno i rossoneri calano vistosamente, chiudendo il campionato all'ottavo posto mentre i cugini dell'Ambrosiana conquistavano il titolo; addolcisce l'amara pillola Aldo Boffi, capocannoniere del torneo con 24 reti.




dal sito www.ilveromilanista.it
STAGIONE 1939/1940 - BOFFI, UN CANNONIERE NEL DESERTO
C'è voglia di ripartire, in casa Milan. La retrocessione sfiorata con mano l'anno prima, ed evitata soprattutto grazie al poderoso bomber Boffi, impone un rinnovamento: la società passa da Emilio Colombo ad Achille Invernizzi. Corposa la campagna acquisti: arrivano Chizzo (centrocampista), Pasinati e Biraghi (attaccanti) ma soprattutto Boniforti (un difensore che resterà rossonero per 4 anni) e Umberto Menti (gioiello del Vicenza, fantasista). Dal vivaio, emerge il regista di centrocampo Paolo Todeschini. Dopo 14 stagioni da mastino, Luigi Perversi è al tramonto e lascia spazio ai giovani; come lui, il suo compagno di reparto per 9 anni, Bonizzoni. E' Bartoletti il nuovo capitano. Antonini arretra in mediana, Loik diventa titolare dietro le punte. Boffi è la stella indiscussa dell'attacco, in porta vola sempre l'ottimo Zorzan. La panchina viene affidata al duo Banas-Violak, che schiera il Milan così: Zorzan; Boniforti (Bonizzoni), Berra; Antonimi, Bortoletti, Dovetti; loik, Chizzo; Pasinati, Biraghi (Menti), Boffi. L'andata è entusiasmante (il Milan chiude secondo), ma nel ritorno un calo vistoso porta la squadra all'ottavo posto. Boffi è di nuovo capocannoniere, con uno strepitoso score di 24 gol. Lo scudetto va all'Inter, la Coppa Italia alla Fiorentina.
COLPI DI SCENA. Il torneo parte in salita (1-2 dal Torino), ma il Milan si sveglia presto battendo 3-1 la Fiorentina: Aldo Boffi ci mette pochissimo a ricordare a tutti il sontuoso toro d'area che è, realizzando una tripletta strappa applausi. Di Romeo Menti, giovane fratello del neorossonero Umberti, il gol viola. Boffi timbra ancora il cartellino a Genova, ma la beffa dell'1-1 arriva quasi a fine gara. Il gioco del Milan è comunque buono e propositivo: arioso, addirittura, nel 4-0 al Bari. Loik ispira e segna, Boffi non fa mai mancare il suo nome nei tabellini; Pasinati e un'autorete completano la goleada. Arriva l'ora di Milan-Lazio, sfida tra Boffi e Piola: la vince il secondo, che segna uno dei due gol biancocelesti (2-0), che fanno scattare qualche allarme in casa rossonera. Infatti, la partita seguente è un ko col Novara (1-0). I tifosi rumoreggiano e nel match interno col Bologna la gara è sospesa sullo 0-2 per intemperanze: la crisi sembra nera. Eppure i Ragazzi hanno l'orgoglio di pareggiare (2-2) a Torino con la Juventus: succede tutto tra il 16' e il 36': rete di Varglien, pari di Pasinati, vantaggio di Bo, pareggio definitivo del solito Boffi. I nuovi acquisti si inseriscono gradualmente: Pasinati ha già trovato due gol Chizzo va a bersaglio col Venezia e il Milan vince 2-1 (di Boffi, manco a dirlo, l'altra firma). Momentaccio superato: la compagine di Banas va a vincere a Napoli per 4-1 con reti di Chizzo, Remondini (riserva che si prende una giornata di gloria: doppietta!) e Boffi, sempre più acclamato dalla tifoseria ed elogiato da stampa e critica. Potente e veloce, Boffi è anche freddo e preciso: lo dimostra il rigore da cecchino trasformato col Liguria, per evitare un tonfo casalingo che avrebbe potuto essere pesante (1-1). Il Milan arriva al derby all'Arena Civica col fiatone: l'Ambrosiana Inter conduce ed è strafavorita. Ma come sempre la stracittadina è un match a se, e i rossoneri dominano in lungo e in largo. Chizzo ferisce i nerazzurri, poi Boffi esplode tutta la sua fame di gloria con una doppietta che lo tramanda direttamente nella storia rossonera. Finisce 3-0 e il tripudio dei tifosi porta energie e ottimismo in squadra. Infatti il Milan travolge 3-0 la Roma. Ancora protagonista Boffi: seconda doppietta di fila. Il bottino di reti del cannoniere cresce in maniera impetuosa, così come impetuosa è la sua forza d'urto contro ogni difesa. E' un momento strepitoso per Boffi, in rete anche nell'1-1 di Trieste: tutta Italia ammira stupefatta le gesta dell'Aldun, che contro il Modena fa scuola. Il Milan vince 4-0 e Boffi firma tutte e quattro le reti, evidenziando un fiuto da lupo e un repertorio invidiabile per ogni ruvido centravanti dell'epoca. Un mostro. L'1-3 col Torino è una delusione per i tifosi di casa, ma Boffi va ancora a segno: è la nona partita di fila, e il parziale dice 14 centri! La stanchezza si fa sentire: 0-1 a Firenze, 2-2 col Genoa (lampo di Loik), 0-2 a Bari, 2-2 con la Lazio (in gol sia Boffi che Piola), 0-2 col Novara, 0-1 a Bologna, 1-2 con la Juve. La striscia è interrotta solo da un 2-0 a Venezia, per intemperanze dei tifosi locali sullo 0-0. Prova a reagire, il Diavolo, col Napoli: vince 3-0 e rispolvera il regista Buscaglia (doppietta), che era stato accantonato a favore di Chizzo. Loik, brillante come in gran parte della stagione, sigla l'altra rete. Nelle restanti 5 partite, arrivano 3 sconfitte (tra cui quella nel derby di San Siro) e 2 pareggi, uno 0-0 con la Triestina e il 2-2 di Modena: il Milan, sotto di due reti, rimonta con l'orgoglio dello sproporzionato Boffi, ancora autore di 2 reti, che gli valgono il trono di Principe dei cannonieri con 24 centri. L'ottavo posto non è certo positivo per chi può vantare cannonieri di tale stazza. In Coppa Italia il Milan supera il Novara ma è eliminato dalla Fiorentina: dopo l'1-1 milanese, il crollo fragoroso (0-5) nel replay in Toscana.
BOFFI SEMPRE PIU' STELLARE. La difesa rossonera si rinnova. Davanti all'affidabile Zorzan (23/0), emergono il nuovo Boniforti (22 gare e 1 gol) e Berra (30/0), che nelle due stagioni precedenti aveva raccolto qualche briciola. Bonizzoni giocherà solo 10 gare, Perversi solo 2. A centrocampo, tutto giostra attorno alla diligente regia di capitan Bortoletti (31 gare), settima stagione rossonera: Antonimi lascia la regia e si dimostra più utile come recuperatore di palloni (32 gare), Lovetti si mantiene sui suoi standard sufficienti. Gli viene alternato, talvolta, Villa. Loik è il genietto piazzato in zona fantasia: tocco felpato e guizzi da futuro campione gli permettono di trovare anche 4 gol pesanti, in 31 match. Al suo fianco, una new entry: Chizzo, che gioca 26 volte ma segna poco (3 reti) ed è poco continuo. Solo 12 gare, ma 4 reti, per Buscaglia, accantonato proprio per far posto a Chizzo. Ancora nuovi in attacco: Pasinati (24/4) e Biraghi (16/1) si dimostrano gli ennesimi fallimenti di affiancare a Boffi gente al suo livello. Un po' meglio se la cava Umberto Menti, ex Vicenza, che gioca 15 volte e segna 2 gol. Ma anche lui sarà una meteora in rossonero. Le meteore, invece, Aldo Boffi le scaglia contro i portieri: altri 24 gol, in 31 gare complessive: un'enormità , in una stagione perfetta per il fenomenale cannoniere. Tecnica ottima, fiuto innato, rapidità e intuitività nei movimenti, potenza devastante nel tiro: sono le caratteristiche di un repertorio da incorniciare. Tutta la squadra ruota attorno a Boffi, che col tempo assume anche i galloni di leader nello spogliatoio e figura di riferimento. Sono ormai lontane le timidezze dei primi mesi rossoneri: ora Boffi è maturo e forte, pur rimanendo sempre un mite, una persona molto buona e semplice. Completano i quadri Bolla, Cassani, Diamante, Micheloni, Traversa, Remondini (ormai finito tra i rincalzi: 9 gare e due gol) e il baby Todeschini: gioca 8 volte ma si dimostrerà molto utile in futuro.






Una formazione rossonera per la stagione 1939-40
(Foto Archivio Luigi La Rocca)



dal sito www.wikipedia.org
AVVENIMENTI
Dopo un solo anno di digiuno, tornò allo scudetto l'Ambrosiana-Inter, che superò l'improvviso stop di Meazza, bloccato da problemi ad un piede, e lottò strenuamente contro il solito Bologna, intenzionato ad ottenere quello che sarebbe stato il quarto titolo in sei anni.
Il campionato partì il 17 settembre 1939 e la sorpresa arrivò dall'esordiente Venezia, in testa fino alla settima giornata, quando subì un pesante 6-2 casalingo dal Genova 1893, ritornato a ottimi livelli dopo il ritorno del grande William Garbutt. Ad approfittare della caduta dei veneti fu il Bologna, che si portò al primo posto e arrivò al quindicesimo turno, il 14 gennaio 1940, in testa: pareggiando in casa contro l'Ambrosiana-Inter vinse il girone d'andata con un punto di vantaggio sui milanesi e sul Genova. Sesta la Juventus che, partita zoppicando (era ultima dopo tre giornate), si riprese e disputò un buon girone di ritorno.
Il Genova affiancò il Bologna in testa, ma un errore tecnico dell'arbitro (che aveva fatto battere due volte il calcio d'inizio ai genoani) nella partita vinta per 1-0 a Novara, costrinse i rossoblù a rigiocare il match: in quell'occasione vinsero gli azzurri per 3-1 e il Genova diede l'addio alle sue chance-scudetto. Nel finale rimasero in gioco solamente gli emiliani, in fuga, e l'Ambrosiana-Inter, all'inseguimento. Il 31 marzo il Bologna venne fermato sullo 0-0 dal Bari e la settimana dopo perse contro la Juventus; l'Ambrosiana-Inter effettuò il sorpasso e arrivò alla fine con un punto di vantaggio sui felsinei. Il 2 giugno, ultimo turno, all'Arena Civica si disputò lo scontro diretto: finì 1-0 per i milanesi, che festeggiarono così il loro quinto scudetto.
La lotta per la salvezza fu altrettanto appassionante: evitarono per un pelo la retrocessione la Fiorentina, ritornata presto in Serie A, e il deludente Napoli, mentre scivolarono in B il Modena e il Liguria, sesto solo l'anno precedente. Capocannoniere, per il secondo anno consecutivo e stavolta in solitaria, risultò il milanista Aldo Boffi, con ben 24 reti.




dal sito clarence/forum.com
IL CALCIO DA' I NUMERI
Già da tempo le maglie non erano immacolate: nel 1923-24 la Federazione aveva stabilito che le squadre campioni d'Italia dovessero fregiarsi dello scudetto tricolore, e fu il Genoa il primo team scudettato, nel 1924-25.
Nel 1939-40 fanno la loro apparizione, anche in Italia, i numeri sulle maglie dei giocatori. Un'innovazione che era in aria da tempo (in Inghilterra risaliva agli anni 20).




Stagione precedente    STAGIONE 1939-40    Stagione successiva
Ragione sociale Associazione Calcio Milano (A.C.M.)
Achille Invernizzi,
presidente rossonero 1939-40
Colori sociali Rosso e nero a strisce verticali
Data di fondazione 13 dicembre 1899
Sede Via Gaetano Negri, 8 - MILANO
AREA DIRETTIVA
Presidente Achille Invernizzi
Vice-presidenti Ernesto Bassi, Giuseppe Lavezzari
Segretario Luigi Bianchi
AREA TECNICA
Allenatore Joszef Banas
Direttore Tecnico Jozsef Violak
AREA SANITARIA
Medico Sociale Giuseppe Veneroni
Massaggiatore Luigi Clerici
SQUADRA
Capitano Giuseppe Bonizzoni, poi Antonio Gino Bortoletti I
Campo sportivo Stadio San Siro - MILANO
Giocatori di partite ufficiali Giuseppe Antonini I, Bruno Berra, Giovanni Carlo Biraghi, Aldo Boffi, Franco Bolla, Enrico Boniforti II, Giuseppe Bonizzoni (cap.), Antonio Gino Bortoletti I (cap.), Pietro Buscaglia I, Valerio Cassani, Bruno Chizzo, Luigi Diamante, Ezio Loik II, Mario Lovetti, Umberto Menti I, Egidio Micheloni I, Pietro Pasinati, Luigi Perversi, Leandro Remondini I, Paolo Todeschini, Teresio Traversa, Riccardo Alberto Villa, Mario Zorzan
Palmares Coppa del Primato Cittadino
La Squadra "Riserve" è Campione d'Italia